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ragazzo della curva b

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60 anni sono un traguardo importante e come tutti i momenti importanti vanno condivisi con le persone che si amano, con i parenti e con gli amici più cari ma anche con le persone che semplicemente hanno condiviso con noi momenti significativi della nostra vita.

Per una persona come Nino D’angelo, artista con oltre 35 dischi all’attivo e più di 20 film interpretati, scegliere con chi festeggiare i 60 anni non deve essere stato facile, e quindi, fedele al suo modo di essere, ha optato per la scelta più semplice e di cuore, Nino ha scelto di festeggiare con il popolo delle sue canzoni e lo ha fatto in un posto che fino ad oggi lo aveva visto inspiegabilmente solo spettatore, e mai protagonista: lo Stadio San Paolo, o meglio la Curva B, quella che lui ha cantato più di 30 anni fa in una canzone che rimane per molti tifosi l’unico vero Inno della squadra e che è senza dubbio la più bella canzone scritta sul Napoli.

Nino invita i fan a festeggiare con lui, organizza una festa più che un concerto, nonostante le sue canzoni siano state le protagoniste, nonostante la scelta di una scaletta perfetta, nonostante i meravigliosi duetti, fra cui una splendida versione di ‘A storia ‘e nisciuno con Fortunato Cerlino e il due pezzi con Maria Nazionale che sembrava Napoli fatta donna. Prima della musica, forse per la prima volta in un concerto, c’era lui, Nino, sinceramente commosso che con la voce rotta dall’emozione ha trasformato il pubblico del San Paolo da spettatori in invitati al suo compleanno.

Non a caso parola più pronunciata durante tutta la serata è Grazie, Nino ringrazia di cuore il pubblico e lo fa con sincerità, non riesce a trattenere le lacrime guardando quella curva che ha iniziato a frequentare da bambino oggi piena di gente venuta solo per lui per fargli gli auguri e regalargli una delle serate più belle della sua vita. In tanti anni che frequento stadi, palazzetti e concerti vari non mi era mai capitato di vedere tanta umanità su un palco, e se il concerto è stato memorabile quei momenti di familiarità e unione vissuti al San Paolo hanno reso Nino 6.0 un evento unico e probabilmente irripetibile. Perché al netto di tutti i grandissimi talenti e artisti di ogni genere che Napoli ha avuto, ha e avrà nella sua storia, difficilmente vedrà un fenomeno così popolare e così importante per la sua cultura come Nino D’Angelo.

Perché Nino è uno di quei pochi artisti che possono vantare di essere letteralmente cresciuti con il pubblico, uno di quei rarissimi artisti che nonostante sia ormai una leggenda vivente ha l’umiltà di capire che niente gli è dovuto. Sono orgoglioso di essere stato il riscatto ‘e chi nun ten’ nient’ quanti possono affermare una cosa del genere senza retorica? Nino partendo dal nulla  a cavallo fra gli anni ’70 e ’80 ha rilanciato la musica melodica in Napoletano, superando la sceneggiata e restituendo alla lingua Napoletana quella dimensione di lingua di espressione artistica di tutto il meridione. E se la critica con un certo snobismo ha sempre snobbato il fenomeno Nino D’Angelo, il popolo lo ha subito accolto con affetto già dai primi album.

Perché il popolo trova finalmente una voce bella che racconta in modo semplice, ma sempre ispirato, le storie di ogni giorno tipiche del meridione, anche le storie d’amore sono descrizioni del quotidiano, senza la ricerca di concetti universali, Nino racconta di primi amici, di ribaltabili calati, di spinelli, di tradimenti, di amori estivi  e lo fa con una vena poetica degna del miglior cantautorato italiano, ma nella lingua di chi quelle storie le vive ogni giorno, ed è forse quello che di cui Napoli e il sud avevano bisogno in quel momento.

Tutto quello che è venuto dopo Nino, i cosiddetti neomelodici, che vi piaccia o no, sono quelli che hanno tenuta in vita la cultura, la lingua e la musica Napoletana molto più dei tanti fenomeni di nicchia esaltati dall’intelighenzia. Il motivo è semplice: la cultura Napoletana è per diffusione essenzialmente popolare e se oggi a Roma, Taranto, Palermo e in tutto il sud ci sono artisti che usano come lingua di espressione il Napoletano il merito non è di certo dei tanti bellissimi fenomeni indie, alternativi o altro, ma di chi saputo far rinascere in chiave contemporanea la musica napoletana.

E ieri finalmente “il popolo delle sue canzoni”, come lo ha chiamato più volte Nino dal palco, ha potuto abbracciarlo e ringraziarlo per questo, per essere da oltre 40 anni la voce più schietta, sincera e al contempo ispirata, emozionante ed emozionata della nostra città.

Paolo Sindaco Russo

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Da adolescente l’estate portava con sé una serie di piccole cose che i giovani d’oggi forse non possono capire e apprezzare. Se la possibilità di vedere i cartoni animati e le repliche dei telefilm la mattina è una cosa che non è cambiata negli anni, sicuramente chi è nato a cavallo fra i due millenni non avrà il piacere di rivedere ogni estate “Professione Vacanze” con Gerry Calà e tutta quella serie di film proposti nel primo pomeriggio ogni estate in un contenitore tutto nuovo, da Nuovo Cinema Gabibbo a nomi più semplici come Cinema Estate. Nella programmazione non potevano mai mancare i film di Nino D’Angelo, soprattutto la selezione dei film che raccontavano le vicende sentimentali estive del caschetto d’oro, Pop Corn e Patatine, Un jeans e una maglietta, La Discoteca etc. etc.

Non sono uno di quelli che crede che l’arte debba necessariamente insegnare qualcosa o in qualche modo ammonire il fruitore sui propri comportamenti, anzi per dirla tutta sono molto vicino alle tesi formaliste che vedono l’autotelismo come una necessità dell’arte, ma senza perderci in ulteriori elucubrazioni ho pensato bene di raccogliere in 10 punti quello che ho imparato dai film del grande Nino D’Angelo, sperando che anche voi con me possiate farne tesoro.

1) In amore il fine giustifica i mezzi: In Un Jeans e una Maglietta Nino ruba una bici per inseguire Annamaria e una volta raggiunta bloccare il traffico per cantare “Guagliuncè”. Dobbiamo considerare però che la bici viene restituita e che il traffico viene bloccato con la complicità di un vigile, ma ciononostante Nino per amore agisce ai limiti della legalità. Anche in Uno scugnizzo a New York, sempre per conquistare una ragazza, ricorrerà a piccoli stratagemmi non proprio legali, ma l’importante è che l’amore trionfi sempre!

2) Curare il look in ogni dettaglio:M’aggio accattato na giacca ‘e pelle na settimana intera di lavoro p’asci cu tteè solo la punta di un iceberg, i completini di Nino nei film sono sempre impeccabili. La salopette a righe Bianche e Blu di Pop Corn e Patatine (vedi foto) è un diventata un must come il tubino nero di Audrey Hepburn.

3) Fare Sesso Sicuro: Non fraintendete, non è un consiglio per essere sicuri di fare sesso, ma i film di Nino ci insegnano che è bene prendere le dovute precauzioni. Di solito il sesso viene vissuto rotolandosi vestiti sulla spiaggia, quindi si dovrebbe essere tranquilli, ma la prudenza non è mai troppa, infatti in Pop Corn e Patatine Anna rimane incinta durante l’avventura estiva con Nino.

4) Correre fa bene all’amore: Nino lo ha raccontato più volte, quando serviva qualche riempitivo il regista gli faceva fare una belle corsetta. Ma alla fine anche questa è una metafora, se come si suol dire in amor vince chi fugge chi rincorre può almeno pareggiare e come ci insegna Tony Tamarro “è bello pareggiare con l’amore e fare contenti alla gnora e allo gnoro”

5) Un amico chiatto ti aiuta sempre: Citiamo il compianto Bombolo per affetto e Lucio Montanaro, l’amico chiatto è quello che ti strappa una risata nei momenti tristi, è quello che ti trovi sempre nel momento del bisogno perché ti vuole bene. In film come Pop Corn e Patatine o Fotoromanzo al di là di prendere i paccheri da Nino l’amico chiatto si rivela fondamentale per la (ri)conquista della ragazza.

6) Perdere la verginità prima di partire è un pericolo per il rapporto: qui si apre un capitolo a parte, chi conosce e apprezza le canzoni di Nino D’Angelo sa che per lei è sempre “la prima volta”, probabilmente a questa questione dedicheremo un articolo a parte. Rimanendo al cinema in “La Discoteca” Maria viene deflorata prima della partenza per la Germania di Nino, ma al suo ritorno Nino trovo la ragazza molto diversa da come l’aveva lasciata, Quel tuo viso da bambina lo ha truccato per dirla con i versi della canzone.

7) Un gelataio può conquistare la figlia di un miliardario: Immaginate il vostro bar di fiducia, figuratevi il suo garzone, sarà pure un bel ragazzo ma riuscite a immaginare che possa far Innamorare Barbara Berlusconi, Paris Hilton o qualcuna del genere. Bene, Un Jeans e una maglietta ci regala proprio questa speranza, il Gelataio Nino conquista Annamaria, anche controla volontà del padre di lei, e non è un’avventura estiva, è proprio amore!

8) La verità viene sempre a galla: state pensando di fingervi ricchi per conquistare una bella ragazza benestante? Non Fatelo! Sia perché come abbiamo visto prima potete farcela solo con i vostri mezzi, sia perché verreste scoperti, pensate a Lo Studente, quando Nino si ritrova faccia a faccia con la mamma che fa la cameriera nella casa della ragazza cui ha detto di essere il figlio di un ricco Barone. Evitate di ritrovarvi in situazioni simili.

9) I Napoletani non ballano solo la tarantella: Siamo alla scena più famosa della filmografia di Nino D’Angelo. Discoteca di montagna, Nino Viene sfidato a ballare dal suo rivale in amore che gli dice “A Napoli sapete ballare solo la tarantella Come si suol dire Nino non se lo tiene e parte l’indimenticabile balletto che solo qualche maligno può pensare sia stato realizzato da una controfigura. Da tenere presente anche il balletto su Pe te conquistà, nello stesso film

10) Maradona: qui da noi il 10 è sempre e solo Maradona, e Nino è d’accordo visto che in Quel Ragazzo della Curva B ci ha regalato una delle battute che meglio sintetizza il pensiero della Napoli Tifosa. Quando il suocero nato a Napoli ma interista gli dice “La passione sportiva non ha confini” Nino risponde secco con “Ma a Napule SI!” e provate a dargli torto.

Paolo “Sindaco” Russo

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