Tags Posts tagged with "cazzate"

cazzate

0 2175
Fonte: sscnapoli.it

Baccalà era un personaggio popolarissimo nei Quartieri Spagnoli negli anni ’30. Era alto, magro come un palo,i capelli sempre scompigliati, vestito sempre in giacca e pantaloni strappati. Era lo zimbello del quartiere. Lo chiamavano da un vicolo all’altro: Baccalaaaà! E giù un pernacchio. Dopo qualche tempo il gioco stancò la gente ed il povero Baccalà si vide circondato della più assoluta indifferenza. Poiché la sua notorietà era dovuta agli sberleffi ,visto che non gliene propinavano più, disperato si metteva all’angolo dei vicoli gridando: “Uagliù!! Ccà sta Baccalà!”. Era il suo modo per attirare gli sberleffi.

Non sappiamo se il cultore dell’internazionalizzazione della napoletanità, il presidente Aurelio De Laurentiis, conosca la storia di Baccalà, ma gli consiglieremmo umilmente di leggerla e, magari, di interiorizzarla.
Ieri il presidente, ormai senza freni, ha persino spuntato in tv dicendo che il Napoli avrebbe perso per aver giocato con la difesa alta. Immancabili sono arrivati i sorrisini in studio da parte di chi, come Arrigo Sacchi, qualcosina di calcio ne capisce. Ma, al di là del merito delle cose dette e intese da Aurelio, resta da capire il motivo per cui, in un momento delicatissimo della stagione, abbia deciso di scatenare delle accuse nei confronti di Maurizio Sarri. Accuse che neppure lo stesso Sarri in realtà è riuscito a comprendere tanto che erano sconclusionate le invettive presidenziali.

Chi ci segue da tempo sa che qui su soldatoinnamorato abbiamo sempre elogiato l’operato del presidente, meno le sue dichiarazioni. Se il Napoli dopo quasi 30 anni è tornato a giocare al Bernabeu è un successo incontrovertibile del progetto di De Laurentiis. E quindi noi qui abbiamo sempre cercato di far capire – spesso attirandoci critiche e ancor di più insulti – che l’esperienza di De Laurentiis a Napoli ha portato innumerevoli luci rispetto a pochissime ombre. Insomma la bilancia pende dalla parte del presidente e non dalla parte di quei tifosi del “devi vincere” che non hanno ancora capito per quale club hanno deciso di fare il tifo.
Ma, allo stesso tempo, così come noi non siamo stupidamente severi con De Laurentiis per le mancate vittorie, lui non sia irragionevole nell’attaccare il miglior allenatore in novanta anni di storia del Napoli. Se il presidente ha potuto comprare i “giovani campioni” come Zielinski, Diawara, Rog o Milik deve ringraziare con la faccia a terra il suo allenatore che lo scorso anno, grazie al suo gioco, ha reso effettiva l’esplosione di Higuain. Un giocatore di 30 anni che il presidente ha potuto vendere per 90 milioni. Una cessione che ha potuto dare nuova sostanza al progetto di un club sempre più importante.

Commentare tutte le parole di De Laurentiis non avrebbe senso. Perché non hanno senso le sue parole.
Ora è il momento dell’unità, non dei contrasti. C’è un campionato da giocare che ancora ci dà qualche chance per giocarci le primissime posizioni e una gara di ritorno che non sarà così scontata.
Il Napoli negli ultimi mesi ha perso due volte: immeritatamente a Torino contro la Juve e ieri a Madrid. Si può ammettere che ci può stare prendere 3 gol a Madrid tenendo, tra l’altro, ancora qualche spiraglio di speranza per la qualificazione? Ha senso andare in tv e parlare inutilmente di cazzimma? Che per carità, nel calcio la cazzimma sarà pure un fattore, ma non ad un livello ultra-professionistico come una partita di Champions. Il Napoli ha perso, e questo fa rabbia, perché almeno 2 dei 3 gol se li è fatti da solo. La prestazione di Koulibaly, ad esempio, è stata ai limiti dell’indecenza. Ma lasciamo stare.

Comprendiamo che il presidente voglia mettersi l’abito buono nelle occasioni importanti e dare conto della propria stessa esistenza. Ma non parli di cose che non capisce, ad esempio non parli di calcio giocato. Se proprio volesse parlare condivida le sue idee sull’internazionalizzazione del calcio, della super lega europea, dello stadio da 16 posti adatto probabilmente ad ospitare lui e i suoi familiari…. Parli di ciò che vuole, ma non rischi di rompere il giocattolo. Perché per noi questo giocattolo che si chiama Napoli è la nostra stessa vita.
Ma, evidentemente, molti anni dopo, abbiamo trovato l’erede di Baccalà ‘e coppe ‘e quartiere. “Song ‘e nove e nisciuno me sfotte”. Baccalaaaaaa!!

Valentino Di Giacomo

0 299

Finisce il campionato e le vacanze si avvicinano e la nostra voglia di calcio comincia già a farsi sentire. Calciomercato e ben 3 competizioni internazionali ci faranno compagnia, e anche lontani dal campionato le incazzature sono dietro l’angolo. Ecco un piccolo vademecum per godersi l’estate, e il pallone, senza cominciare a intossicarci prima del tempo.

1) Non ascoltare i procuratori: il loro lavoro è principalmente sparare cazzate per aumentare l’ingaggio o ottenere qualcosa in più. Spesso parlano al posto del giocatore che magari non direbbe mai una cosa simile… La soluzione è semplice? Fottersene delle loro dichiarazioni!

2) Non credere a nessuna notizia di mercato prima dell’ufficialità: ho passato estati convinto di vedere Romario e Baggio con la maglia del Napoli. Zenga sarebbe arrivato sicuro come Vlaovic, Ortega e altre centinaia di nomi che ogni estate ci hanno propinato i giornalisti. Nel calcio contano solo le notizie ufficiali, il resto sono chiacchiere ed è meglio non perderci tempo.

3) Non cliccare su nessuna notizia INCREDIBILE!!!: nella migliore delle ipotesi scoprirete che il benzinaio di Paolo Cannavaro si è fatto un selfie con lui. Altrimenti sono notizie di calciomercato totalmente infondate. Evitiamo di regalare qualche centesimo a gente che spaccia il clickbaiting per giornalismo.

4) Divertirsi guardando gli Europei, la Coppa America e le Olimpiadi ma senza illudersi: i grandi tornei internazionali sono una vetrina straordinaria per molti giocatori. Succederà sicuramente che ci innamoreremo del centrocampista albanese che porta la sua squadra ai quarti, del centravanti peruviano autore di una tripletta spettacolare o delle giovani rivelazioni africane che battono i favoriti. Inevitabilmente inizieremo a sognarli in maglia azzurra… Per tornare con i piedi per terra basterà ricordare che Vargas è stato capocannoniere dell’ultima Coppa America.

5) Rivedersi goal, azioni, sintesi: la voglia di Napoli si esprime anche con la voglia di calcio in tv. Ma invece di daro adito a opinionisiti di dubbia provenienze, ex allenatori frustrati, giornalisti autoproclamatisi esperti di mercato meglio ripassare un po’ la storia, rivedersi le giocate, i goal, le azioni e i numeri che ci hanno fatto divertire in questa stagione. Il resto sono chiacchiere che lasciano il tempo che trovano,

6) Chiacchiere da bar sui ricordi, non sulle aspettative: Higuain si ripeterà? Sarri sarà in grado di gestire la doppia competizione? I rincalzi saranno al livello dei titolari? La risposta è semplice: Non lo possiamo sapere! Per cui al bar parliamo delle punizione di Insigne, dei recuperi di Koulibaly, dei goal di Higuain, ricordiamoli nel dettaglio senza pensare a quello che sarà, rischiamo solo di farci false illusioni o di fasciarci la testa prima ancora di ciaccarci. Diamo tempo al tempo e divertiamoci.

7) Lasciar parlare i tifosi avversari, i debiti con la bocca lasciamo che siano gli altri a farli: in vacanza si incontra gente da tutta Italia, lasciamo che gli amici Romani ci raccontino di aver già prenotato il circo Massimo, lasciamo che i calabresi ci dicano che per quest’anno sono pronti a festeggiare la champions della Juve, noi rimaniamo vaghi… non si sa mai.

8) Considerare le amichevoli estive per quello che sono: test. In precampionato non conta quanti goal fai contro la rappresentativa trentina o se batti il real Madrid, non conta neanche chi gioca e in che ruolo gioca, sono test, esperimenti che Sarri fa per capire come sfruttare al meglio la squadra. Insigne Fantasista e Hysaj a sinistra ne sono il calssico esempio. anche qui non illudiamoci e non lamentiamoci, il campionato è tutt’altro.

9) Giocate a pallone, ovunque e con qualsiasi cosa: super santos fisso nel cofano e qualsiasi spiaggia, prato, parcheggio, insomma qualsiasi spazio abbiate a disposizione deve diventare un campo da calcio. anche se siete scarsi da morire e fuori forma, per chi fa del tifo una ragione di vita giocare a calcio, anche in modo arronzato e discutibile, serve a ricordare una cosa fondamentale: che il calcio è un gioco!

10) Maradona: perchè per noi il 1è solo e sempre lui, e anche d’estate è bene non dimenticarlo mai!

Paolo “Sindaco” Russo

0 970

Diciamoci la verità, tutte le nostre vite sono state in qualche modo segnate dai cartoni animati. Se le attuali generazioni di bambini guardano Peppa e imparano a saltare nelle pozzanghere di fango, se le generazioni precedenti hanno imparato a giocare a carte con Yu-Gi-Ho e a tornare in vita raccogliendo le sfere del drago con Goku, cosa ha imparato la mia generazione dai robot e dagli altri cartoni con cui siamo cresciuti?

Troppo facile la battuta sui ragazzi dei centri sociali che guardavano Sampei e per questo erano vestiti male, un po’ puzzolenti e avevano come amica una “canna piena di magia“.

Troppo scontata la battuta sui politici che guardavano Lupin e Occhi di Gatto e per questo sono tutti ladri.

Si potrebbe parlare del concetto di famiglia proposto da Heidi e Remy, ma dopo quello che ha detto Adinolfi su Kung Fu Panda potrei essere preso fin troppo seriamente per cui meglio soprassedere.

Dunque, concentriamoci sui veri protagonisti degli anni ’80: i robot. Mazinga, Voltron, Goldrake, Vultus, Daltanius etc. etc. la lista è lunghissima e Salvini, classe ’73, sicuramente ha avuto modo di conoscerli, considerando anche la sua passione per la tv che lo ha portato a partecipare come concorrente a Doppio Slalom nell’85, e ancora oggi a passare più tempo nei salotti televisivi che nelle sedi istituzionali.

Bene, non ci resta che partire con questa delirante analisi priva di ogni fondamento scientifico che dimostrerà in modo ineluttabile che il pensiero di Salvini nasce principalmente dai Robot degli anni ’80.

ruspa_vultusIniziamo a parlare di quello che è un po’ il cavallo di battaglia del Leader Leghista: la Ruspa.
Vultus V (leggi Vultus 5) era un robot che fra i suoi 5 componenti aveva proprio una ruspa: Panzer. Certo, nel cartone veniva definito Veicolo Terrestre e la sua pala si chiamava “Braccio al biridio solare“, ma non possiamo a priori escludere che il piccolo Matteo non fantasticasse già i primi sgomberi a bordo del veicolo che componeva il corpo di Vultus.

Passiamo poi all’ideologidaltaniusa basata sugli slogan illuminanti, dall’ognuno a casa sua, a padania libera etc. Bene, la “Via da questa terra mia!” non è uno slogan leghista, ma una frase della sigla di Daltanious che dopo rincara la dose con un “Togli le zampe o ce le lascerai” che sembra richiamare un altro punto fermo di Salvini: la legittima difesa e la possibilità di possedere armi a tale scopo. Fra i personaggi del cartone c’è anche il piccolo Jiro, un ragazzino che ama andare in giro a cavallo del suo Maiale. Non posso fare a meno di pensare a lui come un Borghezio qualsiasi che cavalca sui terreni destinati a una moschea.

Arriva infine una questione molto ma molto cara al nostro collezionista di felpe preferito: il gender.
La sessualità è chiara, ben definita il resto sono tutte chiacchiere. L’uomo fa l’uomo e la donna la donna, l’uomo lavora e la donna bada alla casa e ai figli, l’omm adda puzzà e a femmen’ addurà r’omm… insomma ci siamo capiti. Siamo sicuri che questo pensiero non nasca anch’esso dai cartoni?
Provate a canticchiare l’inizio della sigla di Gackeen Magnetico Robot.

Un bel ragazzo con la sua ragazza
profonda questa solidarieta’
La donna e’ piu’ dolce ma sa anche soffrire
L’uomo e’ piu’ forte ma sa anche morire

Ecco i ruoli ben definiti, a fanculo la “Teoria del Gender” che tanto ci terrorizza.

Diciamo che per ora possiamo fermarci qui, ma potremmo senza grandi sforzi ritrovare il concetto di “Missione di pace” (ossia cercare di fermare una guerra con un’altra guerra) in Gordian, che distruggerà chi ha voluto la guerra.

All’appello mancano ancora i principali, ma credo che per il momento siamo stati esaustivi e se anche voi come me guardavate gli stessi cartoni e le pensate in modo totalmente diverso da Salvini vorrà dire che la premessa fatta in questo articolo era vera: è tutto una cazzata.

Paolo Sindaco Russo