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Le incognite

Il Napoli è una squadra forte. Il Napoli è una squadra forte. Il Napoli è una squadra forte. Facciamo un po’ di training autogeno e ripetiamolo a mente dieci volte, dopo i pasti, al dì e alla sera. Abbiamo preso 5 palloni dal Liverpool, ci può stare al 4 agosto, con gli inglesi che cominciano il campionato tra una settimana. Detto questo le incognite su questa squadra restano e il Napoli avrebbe fatto bene a intervenire, è ancora in tempo. Delle incognite strutturali della squadra ne abbiamo scritto qui, già prima di Liverpool, sono 4: il tempo fisiologico per Ancelotti di mettere in pratica i suoi dettami, la scommessa portiere (rileggete cosa scrivevamo in proposito di Karnezis, purtroppo non ci ha smentito), il regista che passa da Jorginho ad Hamsik, i dubbi su Milik e l’inadeguatezza di Inglese a certi palcoscenici. 

Le prime tre incognite le risolverà il tempo, più tempo passerà e più certi meccanismi saranno rodati. Sulla punta è invece un deficit strutturale della squadra. Il Napoli rischia. Sarà una stagione che tendenzialmente non ci consentirà di puntare allo scudetto come lo scorso anno. Noi, se ci siamo rinforzati, lo abbiamo fatto di poco, la Juve non fa impressione per aver preso Ronaldo (con Higuain via per lidi milanesi), ma per aver aggiunto al suo dream team giocatori di altissimo livello come Cancelo e Emre Can. 

Se l’obiettivo azzurro è almeno il quarto posto, quello deve essere l’obiettivo minimo, il Napoli lo rischia. Il calendario non consente esperimenti, si partirà subito con 10 giornate di fuoco, a cominciare dalla Lazio all’Olimpico e il Milan in casa chissà dove per gli scassi di un’amministrazione comunale inadeguata. Il tempo a disposizione non sarà molto per assemblare le idee di Ancelotti. Ci sarà fretta e la fretta genera confusione. Se a questa confusione, fisiologica (lo ripetiamo), si aggiunge il rebus della prima punta, i problemi saranno moltiplicati. Considerando pure che se il Napoli partisse così avrà Milik che non ha svolto l’intera preparazione e Mertens che si aggregherà solo negli ultimi giorni di ritiro per provare soluzioni con il belga prima punta. 

Quello che preoccupa di questo calciomercato non è solo l’assenza della punta, preoccupano forse ancor di più i movimenti di basso cabotaggio anche nelle uscite. Se l’obiettivo è vendere per ricomprare per sostenersi a certi livelli economici, quest’ anno l’obiettivo è già fallito. L’unica operazione degna di nota è la cessione di Jorginho per l’ingresso del promettente Fabian Ruiz. Tutto qui. Non c’è stata neppure intraprendenza nel vendere giocatori ormai in là con l’età come Mertens o Callejon che vanno per le 31 primavere. Se fossero state cessioni per acquistare anche giovani talenti la piazza lo avrebbe compreso. Anche perché se si parte da una nuova guida tecnica sarebbe stato forse necessario dare un reset più deciso con la rosa dello scorso anno. 

Il Napoli attualmente rischia la posizione in Champions, l’obiettivo minimo, perché Inter e Milan si sono rafforzate e la Roma, loro si, hanno fatto un mercato di scommesse, ma di giocatori futuribili, su tutti Kluivert junior. Ai nastri di partenza Juve e Inter sembrano essere più avanti. Roma, Napoli, Milan giocheranno per le altre due posizioni, facendo attenzione ad exploit di Lazio, Fiorentina, Atalanta o Torino. 

Non andare in Champions sarebbe una mazzata per le casse del Napoli, uno choc difficilmente riassorbibile. Nulla di inedito. Ricordiamoci sempre la nostra carta d’identità: è normale che Juve, Inter e Milan ci siano naturalmente davanti. Non è uno scandalo. Il Napoli però non deve fare l’errore di dilapidare il vantaggio acquisito negli ultimi anni rispetto alle milanesi. Ecco perché serve una punta, per rassicurare tutti, anche per dare un segnale alle altre che il Napoli c’è. Le voci su Belotti raccontano di un profilo che può piacere a De Laurentiis per i parametri anagrafici e di ingaggio, la pazzia Cavani rappresenterebbe invece voler puntare fortemente a contendere nuovamente lo scudetto alla Juve. Non fare nulla asseconderebbe la delusione (INGIUSTIFICATA) della piazza che deve imparare ad attendere i verdetti del campo nelle partite che contano veramente.

Prepariamoci per un campionato di ambientamento. Senza frenesie di vittorie. Gli anni buoni per lo scudetto erano quelli precedenti e non quello che verrà se il calciomercato ha un senso di prevedibilità. Il Napoli ha fatto quasi tutto il possibile per arrivarci a prendere il tricolore lo scorso anno, è andata come è andata e probabilmente più per colpe terze (ricordiamo gli arbitraggi che non devono essere un alibi, ma le evidenze vanno rimarcate sempre) che per colpe dell’entourage azzurro. 

Oltre a ripeterci di avere comunque una squadra forte, ripetiamoci comunque anche due volte al dì: Non siamo la Juve, Non siamo la Juve, Non siamo la Juve. Perché leggere, ancora oggi, frasi sui social del tipo “Anche quest’anno vinciamo l’anno prossimo” vuol dire non aver neppure lontanamente compreso per quale squadra si tifa e quali sono le sue potenzialità rispetto ad altre società. Certo, una mossa da De Laurentiis la aspettiamo, non per “papponismo”, qui non lo siamo mai stati, ma perché ci sono troppe incognite che non ci convincono. Rischia lui, rischiamo noi. 

Valentino Di Giacomo

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Aurelio De Laurentiis Presidente del Napoli Napoli 18-09-2013 Stadio San Paolo Football Calcio Champions League Group F Napoli - Borussia Dortmund Foto Andrea Staccioli Insidefoto

Non è semplicissimo, per chi scrive, tirare giù un articolo che tratti delle finanze della SSCNapoli dopo l’ultima, grottesca, uscita del presidente De Laurentiis: “amichevoli a pagamento perchè dovremo sostenere le spese di viaggio”. Sembrava, e forse lo era, l’ennesima discreta occasione per far silenzio. Ma le buone occasioni, si sa, il Presidente preferisce coglierle in sede di calciomercato. Per fortuna nostra – e per merito di De Laurentiis, nessuno glielo neghi- le finanze della società navigano, invero, in condizioni ben migliori. Proviamo ad analizzarle più da vicino (anche se in breve), provando a fare un po’ di chiarezza sulle possibilità di spesa in sede di calciomercato che tra pochissimi giorni entrerà nel vivo.

Il Napoli ha un fatturato strutturale (diritti tv, marketing e botteghini) di circa 150 MLN di euro, con una liquidità di cassa di oltre 100 milioni,  un piano debitorio a favore delle banche pari a zero e con un accontonamento a riserva volontaria, in aggiunta a quella legale, che permette di poter chiudere in leggera perdita il bilancio al 30 giugno 2018; Questo piano di fatturato,  solidissimo, non è però abbastanza per coprire i costi a carico (riportati principalmente sotto le voci ingaggi e ammortamenti) che, al momento, ammontano a poco meno di 170 milioni. Questo primo quadro, basilare, ci restituisce un concetto tanto semplice quanto ovvio: il Napoli ha assoluto bisogno dei ricavi della Champion’s League e del player trading (le famose plusvalenze ormai tanto famose alla piazza) per potersi mantenere ai livelli raggiunti negli ultimi anni. Almeno fino a quando non si troveranno (se si vorranno trovare…) nuovi investitori o sponsor di spessore mondiale capaci di incrementare le voci presenti nella sezione ricavi.

Entriamo ora nello spaccato di quest’anno e di questo calciomercato. Quest’anno la società di De Laurentiis può contare per il terzo anno consecutivo della linfa derivante dai ricavi Champion’s per un totale di circa 40 milioni, oltre ai ricavi rinvenienti dalle cessioni dello scorso anno di Zapata e Pavoletti – entrambi usciti in prestito con obbligo di riscatto – di circa 27 milioni; da aggiungere a questi ci sono gli introiti derivanti dalla vendita di Jorginho pari a 65 milioni ma dei quali ancora non sono state rese note le specifiche di pagamento. Ipotizzando una cessione con pagamento cash, come sembra, al momento il Napoli avrebbe una capacità di spesa sul mercato di circa 100 milioni. A questi sono da sottrarre i 30 milioni versati al Betis per la clausola di Fabiàn Ruiz, ma non i 25 milioni di Verdi che, se confermato il pagamento, rientrano nello scorso bilancio. Sottolineiamo, come già fatto, l’acquisto in prestito con obbligo di riscatto di Meret e Karnezis con esborso, dunque, rinviato al prossimo anno, mantenendo liquidità e potere d’acquisto di circa 70 milioni per questa sessione di mercato. Il tutto in attesa di capire come saranno gestiti elementi come Ciciretti, Grassi, Ounas che potranno essere messi sul mercato per recuperare ulteriore liquidità o utilizzati come pedina di scambio, favorendo così i rapporti “politici” con altre società.

Contestualmente il Napoli quest’anno vedrà una discreta diminuzione dei costi relativi agli ammortamenti (il 10% circa) , che compenserà ampiamente l’aumento degli ingaggi iniziato l’anno scorso con Mertens e Insigne (i rinnovi di entrambi nell’estate scorsa sono costati alla società circa 17 milioni lordi) e dando alla Società la possibilità di aumentarne,  solo lievemente, il monte complessivo che al momento è di circa 80 milioni lordi.  Il “peso” a bilancio di eventuali – importanti – nuovi ingressi dovranno/potranno essere compensati da altrettanto eventuali – e importanti- cessioni non per un problema di acquisto del cartellino (sostenibile per quanto spiegato)ma per l’impatto di ammortamento ed ingaggio del giocatore che graverebbero sui bilanci andando ad aumentare il livello dei costi già al limite della sostenibilità.

Perchè questa disquisizione? In primis perchè un po’ di chiarezza, soprattutto nel moderno mondo social, crediamo non faccia mai male; in secondo luogo per dimostrare che, per l’attuale gestione della SSCNapoli, mantenere ogni anno l’ossatura della squadra non sia affatto una cosa scontata; ed in ultimo per giustificare la diffusa – e personalissima – convinzione che il mercato del Napoli non si ridurrà al solo terzino destro. Senza fare nomi – quelli sono ormai sulla bocca di tutti e qualcun’altro ancora uscirà – restituiamo ai tifosi (quelli che pagano per vedere le amichevoli di luglio…) la chiarezza che permette di allontanare le illusioni. Ma non i sogni. Sperando che, questi sogni,  ci regalino un solo numero. Secco. Sulla ruota di Napoli. Il 72. ‘A Meraviglia.

 

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E’ partita la giostra del calciomercato. Un tagadà, montagne russe. E stavolta, a differenza degli altri anni, quando avremo nostre notizie vi daremo aggiornamenti. Tante le voci che si susseguono sul mercato del Napoli. Teoricamente agli azzurri basterebbe acquistare un terzino destro e, teoricamente, sarebbe al completo in ogni sua casella. Almeno a livello numerico. Ma il sempre più probabile arrivo di CR7 a Torino sta per aprire il giro di valzer con il Real che dovrà garantire un acquisto galactico alla sua torcida.

E il Napoli? Ecco quanto sta avvenendo. Tra voci di arrivi eccellenti e, perchè no, anche possibili partenze.

Sembra arrivare da Parigi il crack, è nato il 14 febbraio. Il giorno di San Valentino, il giorno di chi ama e di chi si innamora. Ma non stiamo (ancora) parlando di Edinson Cavani, l’amore mai sopito dei Napoletani, ma di Angel Di Maria. E’ lui l’uomo del giorno stando alle notizie che ci arrivano. Contatti già caldi da settimane, l’argentino aveva già dato il suo assenso al trasferimento al mister Re Carlo, suo mentore ai tempi del Real. Duttilità tattica (con Ancelotti ha giocato anche interno di centrocampo), tecnica sopraffina, sarebbe lui il mancino di cui il mister ha bisogno. Ufficialità che potrebbe addirittura arrivare nei prossimi giorni.

Finisce qui il mercato del Napoli? Stando alle conferme ufficiali sembrerebbe di si, ma a noi risultano essere delle dolci bugie bianche. In realtà il mercato degli azzurri è ancora tutto da scrivere e si prospettano 30 giorni di passione. 30 giorni in cui il Napoli potrà essere plasmato e cambiato per consegnarlo completo a Carlo Ancelotti. Tante trattative in essere, si gioca su più fronti con un occhio rivolto con particolare attenzione a Londra, sponda Chelsea. De Laurentiis sta ragionando su una mossa mai vista nel calciomercato: scambiare un allenatore con una calciatore, condizionando anche il mercato della squadra londinese.

Andiamo per ordine, ma prima di iniziare ricordiamo un passaggio fondamentale: la SSCNapoli quest’anno può aumentare leggermente il tetto ingaggi ma senza strafare. Cosa vuol dire? Vuol dire che, per acquisti eccellenti saranno necessarie uscite di prima linea, più o meno dolorose.

 

Ponti? Via.

Portieri: ufficiali Meret e Karnezis, ma c’è un elemento sfuggito ai più: la modalità di trasferimento. Il Napoli ha acquistato i due in prestito con obbligo di riscatto nella stagione 2019/20. Il motivo è facilmente intuibile, c’è bisogno di mantenere liquidità in cassa per utilizzarla per qualche altro colpo, in altre zone di campo. Per il terzo portiere si sta cercando di accontentare Ancelotti, che chiede un profilo esperto ed internazionale (non ce ne voglia l’onesto Orestis…) da affiancare a Meret e a cui affidare la porta in CL. Si è tentato per Cech, che ha gentilmente rifiutato, continueranno a cercare un’opportunità simile anche se non sarà semplice.

Difesa: con il saluto di Christian Maggio il Napoli necessita di un terzino. Sembrava ormai chiusa per Lainer dello Strasburgo ma il Napoli ha mantenuto in stand by la trattativa e non ha ancora chiuso. Perchè? Per due motivi. Il primo, il gioco a rialzo degli intermediari sulle commissioni da incassare e a De Laurentiis, si sa, questi giochi non piacciono. Il secondo, si aspetta di capire quale sarà, per motivi diversi,  il futuro prossimo di Ghoulam e Hysaj. Dal primo si aspettano le opportune garanzie sulla tenuta del ginocchio e la conferma che, come sembra, da metà agosto potrà essere abile ed arruolabile; il secondo invece è nel mirino del Chelsea di Sarri (?), ma su questo approfondiremo tra poco. Dovesse partire Hysaj, al Napoli non basterebbe l’acquisto di un rincalzo ed è da settimane al lavoro, sottotraccia, su Alessandro Florenzi, vecchio pallino di Ancelotti, causando le ire della Roma, infastidita (per usare un eufemismo) dall’azione di disturbo sul giocatore che ora continua a rifiutare le proposte di rinnovo del club giallorosso. Attenzione costante su David Luiz.

Centrocampo: sulla carta è l’unico reparto in cui il Napoli potrebbe non intervenire. Jorginho out, Fabian Ruiz in. Numericamente a posto così. In realtà De Laurentiis, Giuntoli e Ancelotti qualcosa lì vorrebbero muovere e, in questo caso, ci sta mettendo lo zampone direttamente il Mister con alcuni suoi fedelissimi, il primo dei quali risponde al nome di Cesc Fabregas. Piste complicate, piste che presuppongono almeno una cessione. Qualora qualcosa dovesse muoversi a breve, il primo indiziato a partire è Marko Rog, cercato in prestito dal Bologna e da un Parma sempre più allineato al Napoli dal punto di vista societario. Il tutto con un occhio sempre attento su Capitan Marek: sembrava ormai averci lasciato, ora è più vicino alla permanenza ma nulla è assolutamente definito. Il suo eventuale addio libererebbe, oltre alla fascia di capitano, un ingaggio lordo di 8 milioni annui da destinare altrove.

Attacco: di Angel Di Maria abbiamo già detto, sperando di ricevere ulteriori conferme, ma il suo arrivo presuppone almeno una cessione. Il primo indiziato è, da settimane, Callejon. Realmente cercato dal Milan, la trattativa si è arenata per i problemi della società rossonera, lo spagnolo ha ancora due possibili destinazioni: Chelsea (torna e ritornerà spesso…) o un ritorno in Spagna. L’altro indiziato (e l’uno non esclude l’altro) è invece una novità di giornata: Dries Mertens potrebbe partire. Non ci risulta reale la pista Roma, che cerca nervosamente un disturbo mediatico. Cessione dolorosa, per la piazza e per il Mister, che avrebbe intenzione di utilizzare il belga in tutti i ruoli d’attacco., ma che potrebbe rivelarsi necessaria per liberare una casella ed un ingaggio importante (4 milioni netti l’anno) da destinare dove?

E siamo arrivati al numero 9.

Il primo obiettivo di Re Carlo era ed è Benzema. Già contattato, ha già dato l’ok al mister e alla società e accordo di massima già trovato sull’ingaggio e sul triennale da sottoscrivere. Il Real era abbastanza allineato sulla cessione, ma la trattativa CR7-Juventus ha bloccato tutto il resto del mercato delle merengues, cessioni importanti incluse. Dunque si guarda al piano B: Diego Costa, Balotelli, senza lasciare il mercato spagnolo. Al momento non sembrano esserci trattative in imminente stato di chiusura. E Cavani, dispiace dirlo, al momento è solo una suggestione. Non ci sono trattative reali in essere, se non un amore dichiarato, e corrisposto, da parte del Matador verso i colori azzurri.

Di certo c’è un valzer di numeri 9 che dovrà partire in Europa. E quando partirà il Napoli si farà trovare sulla pista da ballo. E saprà danzare.

 

Noi, nel frattempo, cercheremo di tenervi costantemente informati.

 

ADM.

 

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L'anno che verrà

L’anno che verrà. Si chiamava così una delle più celebri canzoni del mai dimenticato Lucio Dalla. Proprio come per un capodanno quando tutti sognano e pensano che l’anno che sta per iniziare sarà migliore, funziona così pure nel calcio tra una stagione e l’altra. Riguardo al Napoli le prospettive sono certamente rosee, ma dipende cosa realmente la piazza si aspetta dalla squadra che sarà, dall’anno che verrà.

Mi spiace deludere la torcida azzurra, ma il Napoli il prossimo anno non partirà favorito per vincere il titolo. I favoriti sono e resteranno altri. Non perché ci sia un presidente che una parte della città definisce a cuor leggero “pappone”, ma perché prima o poi bisognerà pure mettere i piedi per terra e rendersi conto che tra i sogni e la realtà ci passano profondi abissi. Aurelio De Laurentiis di professione fa il cinematografaro. Nel campionato che verrà questo presidente romano dalle origini campane dovrà vedersela di nuovo con la multinazionale Fiat. Parliamo dei sempre odiati (sportivamente ca va sans dire) bianconeri che contano solo in Italia 3 volte i tifosi (se così vogliamo chiamare gente che per la maggior parte non sa manco dove sta Torino) del Napoli. Una squadra che può permettersi di dare al proprio allenatore uno stipendio di 8 milioni all’anno, più del quadruplo di quanto percepisce Sarri.

Nell’anno che verrà ci saranno le milanesi asiatiche. Poi ci sarà la United States of Rome. Insomma le forze economiche in campo non propendono dalla nostra parte. Eppure il presidente sta cercando di trattenere tutti i giocatori che nella scorsa stagione hanno probabilmente giocato il miglior calcio da quando esiste il club, stabilendo il record storico di punti, gol totali e in trasferta.

Un amico su Facebook ha scritto che “De Laurentiis dovrebbe gettare il portafoglio oltre l’ostacolo”. La frase è bella, ma tradotta nella pratica non avrebbe un gran senso. Perché per quanto De Laurentiis possa spendere ci sono due enormi limiti: uno è che la squadra del Napoli è difficilmente migliorabile per una quantità enorme di fattori. Tra questi anche l’appeal dei super-campioni per il campionato italiano in generale e per il Napoli in particolare. E poi perché per quanto De Laurentiis possa svenarsi personalmente o attraverso il bilancio del Napoli non starebbe comunque in partita con proprietari di multinazionali come la Fiat oppure con gli yen asiatici. Non c’è gara.

L’anno che verrà si può solo sperare che il Napoli ripeta e cerchi di migliorare quanto fatto l’ultimo anno. Ma non sarà facile e neppure scontato. In città si parla di “patto scudetto” e tutta una serie di dichiarazioni perlomeno ottimistiche. Ma se pensiamo che il Napoli parta favorito sbagliamo di grosso. Può sembrare una banalità quello che sto scrivendo, ma in una città come la nostra l’eccezionale viene preso per normalità.

A molti sembra “normale” ad esempio che il Napoli riesca a stare da anni davanti alle milanesi o che tenga testa alla Juve con una certa costanza. Purtroppo devo darvi una notizia, questa non è la normalità, ma l’eccezione. Un’eccezione costruita un po’ sulle disgrazie di Moratti e Berlusconi, un po’ grazie all’abilità manageriale del vituperato “pappone”. Il blasone di Inter, Juve e Milan non è paragonabile al nostro. Non è paragonabile economicamente, non è paragonabile storicamente. Di eccezioni ce ne sono state solo due in 90 anni da quando esiste il Calcio Napoli, due eccezioni dovute all’eccezionalità per eccellenza che si chiama Diego Armando Maradona.

E parlare nel 2017 di presidenti che “lanciano il portafoglio oltre l’ostacolo” significa essere rimasti aggrappati ad un calcio che non esiste più da oltre 15 anni. I presidenti che si comportavano così sono finiti tutti: da Cecchi Gori a Sensi, da Tanzi a Cragnotti. E un giorno qualcuno dovrà pure farsi lecite domande sul perché questi signori avevano la possibilità di lanciare il portafoglio oltre l’ostacolo. Che poi De Laurentiis ormai lo conosciamo, anche se potesse, mai si svenerebbe per un’impresa che definirei inutile da molteplici punti di vista.

Siamo aggrappati alla falsa concezione che Napoli sia la città più bella del mondo con i tifosi più caldi del mondo. Siamo convinti del “Devi vincere”, del “Meritiamo di più”. Su cosa poggino queste credenze, paragonate a un palmares novantennale, non è dato saperlo. Perché il tifoso del Napoli meriterebbe di più di uno della Fiorentina o della Roma o anche della Lazio? Boh. E perché il tifoso napoletano meriterebbe più di quello che già ha adesso? Di un qualcosa che, lo ripetiamo, è l’eccezione.

Purtroppo temo che ai primi inevitabili passi falsi la piazza possa nuovamente aggredire la squadra. Non perché la squadra e questo club meritino questo atteggiamento, ma perché c’è una mancanza di consapevolezza della propria dimensione. Dovremmo godere del nostro Napoli, come avvenuto quest’anno. Senza pretese del risultato. Un risultato che ci sono i presupposti per raggiungerlo, ma che non è affatto scontato. Essere adulti, crescere, significa prendere coscienza di se stessi. Delle proprie potenzialità e pure dei propri limiti. Napoli, il Napoli, questa società, rispetto a tante altre realtà ha dei limiti. Non dimentichiamolo. Altrimenti resteremmo delusi qualora non accadesse ciò che tutti sogniamo.

Siamo tifosi ed essere tifosi significa manifestare pure il bambino che ci vive dentro. Essere tifosi è esattamente giocare a fare i bambini. Però siamo grandi. E a gioco fermo è giusto ragionare con la testa e non con la pancia, con gli umori. Lo scriviamo adesso, prima ancora che inizi il calciomercato. Restiamo compatti. Smettiamola di creare polemiche solo per il gusto di farlo e per dimostrare per forza le tesi di cui siamo convinti. Usando qualsiasi argomento tra l’altro.

L’anno che verrà godiamoci il nostro Napoli e cerchiamo di essere fedeli sempre nella buona e nella cattiva sorte rispettando davvero il motto “Al di là del risultato”. Il “Devi vincere” appartiene ad altri. E abbiamo visto sabato scorso la fine dei trac che hanno fatto. L’anno che verrà restiamo tutti uniti. E che l’hashtag che scriviamo tutti #ForzaNapoliSempre sia sempre davvero. Sempre. Vincere non è importante, ma noi… Ci proveremo!

Valentino Di Giacomo

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Il calciomercato e la partita doppia

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

E ci risiamo! Come ad ogni sacrosanto calciomercato ecco rispuntare il papponismo. Ancor più facile dopo il misero pareggio conto il derelitto Palermo. Il tifoso prende la sua bella calcolatrice e comincia a fare la partita doppia. Né più e nè meno si fanno i conti nella tasca del presidente. Perché NON CI DEVE GUADAGNARE, sennò è pappone, anzi PAPPONE. Perché ai tempi dei social pure le maiuscole hanno la loro importanza, ricordiamolo.

Il Napoli ha venduto Gabbiadini per circa 20 milioni ed El Kaddouri per circa 2. Ha comprato per circa 18 Pavoletti e suppergiù ha pagato un milione per Leandrinho. Ergo, il signor De Laurentiis ha messo altri dobloni d’oro, da novello Zio Paperone, nel suo forziere. Ora per il tifoso da social non è importante che il Napoli sia terzo in classifica ad uno sputo dalla Roma, in semifinale di Coppa Italia e ai quarti di finale contro il Real Madrid. Ah scusate, mi adeguo: REAL MADRID. Si, abbiamo beccato i blancos nonostante questa squadretta di nome Napoli abbia vinto il girone di Champions League. Che schifo vincere un girone di Champions però se il signor Aurelio De Paperoni si mette i soldi in tasca. E’ volgare. Come ebbe a dire Moniseur De Laurentiis della Juve quando l’armata bianconera sganciò 90 milioncini per prendere il signor Gonzalo Higuain, all’anagrafe anni 30.

Stavolta pure il tifoso più critico nei confronti di Aurielon de Aurieloni non ha potuto dire molto. La critica, tecnica, quella passabile è che alla rosa manca un buon terzino destro e che a gennaio si poteva intervenire. E’ vero. Maggio ha fatto il suo tempo, se fosse stato possibile il presidente avrebbe dovuto comprare un terzino all’altezza. E fin qui siamo alla critica costruttiva. Critica che, tra l’altro, mi trova concorde.

Epperò non si sopporta più il tifoso da partita doppia con la calcolatrice alla mano. Almeno io comincio a mal sopportarlo. Ma si può gioire, godere, essere felici almeno per una sessione di mercato? O a Napoli è come chiedere la luna?

Ad Agosto i soliti tifosi “esperti” si stracciavano le vesti per la cessione di Higuain. Fioccavano sui social le classiche invettive: “Ma chi è stu Rog?”, “Ma chi è Zielinski?”, “Ma ca amma fa cu stu Diawara!”. Del resto la caldissima piazza si contraddistinse per quel caloroso benvenuto a due signorini in maglia azzurra che qualcosina nel Napoli hanno fatto: ci siamo dimenticati di come vennero accolti Hamsik e Lavezzi a Castelvolturno il giorno della loro presentazione? E i mal di pancia per la cessione di Sua Maestà Quagliarella e l’acquisto di quel signor Carneade dalle fattezze di Gesù Cristo che all’anagrafe era contemplato al nome di Edinson Cavani? E vogliamo ricordarci di cosa si scriveva in proposito di Hysaj e Sarri? “Ma nuje simme ‘o Napule! Mica l’Empoli”.

La critica è una bella cosa. Ma c’è bisogno di moderazione nell’esercitarla. Ormai contro De Laurentiis siamo all’accanimento. Un presidente certamente criticabile, ma tra la critica e l’odio a prescindere c’è di mezzo il mare. E’ che ormai ci siamo fatti la bocca troppo buona. Ma, quel che è peggio, è che non sappiamo godere. Chissà quanti tifosi vorrebbero stare al posto di quelli del Napoli. Ci invidiano la squadra, il gioco, l’allenatore, la solidità del club, la continuità di risultati. Noi però di tutto questo non sappiamo goderne perché ormai “Conta solo vincere” come si scrive sugli striscioni allo stadio. E’ inutile che ora mi metta a ripetere la storiella sui 90 anni del club e sui suoi risultati che, eccetto il 4-5 anni maradoniani ad alti livelli, raccontano di una squadra che sicuramente non si può annoverare nell’élite del calcio italiano. Ora siamo nell’élite del calcio europeo, però quasi ci fa schifo. E perché? Perché il presidente è pappone, PAPPONE, pardon.

Oggi, solo per fare un esempio, tutti i centrocampisti della Juve verrebbero a Napoli a giocarsi il posto. I nostri difensori e attaccanti sarebbero titolari in quasi tutti i top team europei. Però a noi questo ci fa schifo. Dobbiamo per forza essere arrabbiati. Del resto questa consuetudine si porta proprio assai sul web. Ci si incazza contro chiunque: non fa differenza che si tratti di calcio, politica o star system. Basta odiare, criticare. Basta avere sempre un’opinione su qualsiasi fatto, su qualsiasi persona. Perché stare sui social network dà diritto a dire tutto. Del resto ci sta sempre qualcuno che legge e uno può stare ore a perdere tempo solo a parlare delle ultime scarpe indossate da Belen, della finanziaria di Padoan, della politica di Trump, della crisi in Libia e del perché la pizza con la ricotta non è più come quella di una volta. Ah e non esistono più le mezze stagioni. Va detto.

Io non lo so se non esistono più le mezze stagioni, ma di sicuro le mezze misure sono scomparse. O 1 o 90, o tutto o niente. Va bene la critica al presidente, ma non l’astio, l’odio a prescindere. Ma, soprattutto, siamo ancora capaci di godere della nostra squadra? Ma vi fa piacere o no vedere questo Napoli? C’è bisogno per forza di fare ogni volta commenti al vetriolo? A che serve?

Ma poi, aggiungerei, siete così ben disposti a fare i conti nella tasca di De Laurentiis. Del resto avevo dimenticato che questa città è così ben disposta nello spendere soldi che lo stadio è sempre pieno. Per non parlare della ressa ai botteghini quando per un’amichevole il presidente decise di dare una parte dei biglietti gratis… Ah però con il Real Madrid ci si può mettere l’abito buono e “buttare” 100 euro per un biglietto. Una fede, quella dei tifosi, così incrollabile che si manifesta con la Juve e il Real Madrid, ma con Pescara o Torino sparisce all’improvviso. Un giorno all’improvviso, del resto, è lo stupido motivetto che si canta ancora. Tutti a difendere la città. Dallo scranno dei social network è più facile ancora. Complimenti!

Valentino Di Giacomo

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Il litigio con Sarri

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Qualche tempo fa lo scrittore Maurizio De Giovanni scrisse un articolo chiudendolo con la constatazione (o l’insinuazione) che De Laurentiis non fosse tifoso del Napoli. Si era ai tempi del mancato arrivo di Soriano al Napoli, ne parlammo e poi intervistammo pure lo stesso simpaticissimo De Giovanni. In realtà è sempre la stessa storia: chi è contro De Laurentiis ne dice ogni giorno qualcuna per screditarlo. Difficile poter sapere se il presidente azzurro sia realmente un tifoso del Napoli, ma di certo possiamo dire che con la solita intervista rilasciata questa settimana alla radio ufficiale del Napoli ha dimostrato di non essere tifoso del Napoli.

La querelle con Sarri è stupida. Adesso Aurelio ha persino riaccreditato Benitez pur di andare contro al suo allenatore, reo, secondo le ricostruzioni presidenziali, di non voler giocare con il 4-2-3-1 e di non lanciare i giovani. In maniera molto stupida il presidente ha persino indicato il ruolo che dovrebbe ricoprire Hamsik, trequartista, proprio come faceva con Benitez. E ci sarà un motivo per cui il nostro capitano, solitamente sempre molto molto pacato ed equilibrato, di Benitez ne abbia detto peste e corna non appena il corpulento spagnolo sia andato (finalmente!) via da Napoli.

De Laurentiis ha tutto il diritto di muovere critiche o suggerimenti al proprio allenatore, è lui che paga gli stipendi a fine mese. Ma queste dichiarazioni le si fanno nel chiuso degli uffici di Castelvolturno, non con queste interviste imbecilli che sono solo piazzate che non fanno il bene della squadra.

Il presidente ha pure lanciato la “bomba” di mercato: voleva prendere Aubameyang, ma Sarri non ha voluto. L’ottimo De Laurentiis però non ha specificato se l’arrivo di Aubameyang sarebbe diventato un ulteriore acquisto per il reparto offensivo, o se sarebbe arrivato al posto di Milik. Perché poi andrebbe precisato che così come si è fatto male Milik poteva infortunarsi pure Aubameyang e allora si era punto e daccapo.

Tutte mosse per screditare un allenatore che pure lui ha le proprie colpe. Sarri ha stancato con la tiritera dei giovani, dei fatturati e dei processi di crescita. Dice tutte cose giuste, ma non per forza tutto ciò che si pensa lo si deve dire e ripetere come un mantra ogni volta davanti alle telecamere. Parlassero nel chiuso degli spogliatoi anziché destabilizzare l’ambiente con dichiarazioni di cui non si sente il bisogno. Siamo già sfortunatissimi ultimamente perché a fronte di ottime prestazioni non si riescono ad ottenere i massimi risultati, non c’è proprio la necessità di farci male ancor di più da soli.

Qui lo sapete come la pensiamo: per noi Sarri è un grandissimo allenatore e De Laurentiis è un presidente eccellente. Ma sono entrambi due schifezze di comunicatori (e arrotondiamo per difetto). Hanno rotto le scatole entrambi. Tutti e due fanno dichiarazioni per pararsi il culo di fronte alla piazza, dimenticando però l’interesse principale che è il bene del Napoli.

Sarri fa l’allenatore e può fare tutte le dichiarazioni che vuole. De Laurentiis invece, che pur è un ottimo imprenditore, non solo vanifica tutto il proprio ottimo lavoro aizzando la piazza e facendo dichiarazioni assurde, ma dimostra pure di non volere il bene del Napoli. Con quell’intervista De Laurentiis si palesa come un pessimo imprenditore che marcia contro la sua stessa azienda, ma pure come non tifoso della squadra. A noi non interessa se il presidente sia tifoso del Napoli oppure no, ma se non vuole farlo per amore dei nostri colori, taccia almeno per amore della sua azienda e dei propri interessi.

Qui noi ringraziamo il presidente perché ha allestito un’ottima rosa e veneriamo l’allenatore perché ha portato a Napoli probabilmente il miglior gioco in 90 anni di storia. Ma basta, basta, basta, basta con queste parole al vento. State facendo solo il male della squadra! Che poi De Laurentiis dovrebbe farci la cortesia di non parlare di Verratti e Aubameyang, pensi piuttosto all’evidenza che da anni ci stiamo sciroppando Christian Maggio come terzino destro che è totalmente inadatto al gioco di Sarri perché è uno dei calciatori più scarsi tecnicamente dell’intero panorama professionistico nazionale. Il presidente inizi a comprare un terzino destro per far rifiatare Hysaj e poi parli. Oppure compri un portiere all’altezza di sostituire Reina. Il Napoli è forte, ma ha le proprie pecche nella rosa. Semmai De Laurentiis ringrazi Sarri per aver fatto giocare al più alto livello mai visto il signor Gonzalo Gerardo Higuain che ha consentito al presidente di fare un mercato investendo pochi spiccioli oltre alla vendita dell’attaccante argentino. Il signor Maurizio Sarri ha fruttato 90 milioni alle casse societarie e De Laurentiis dovrebbe solo ringraziare il proprio mister.

Ma come si fa a criticare un allenatore che fa giocare la squadra così bene? Come si fa a criticare un presidente che da anni ha portato il Napoli ai vertici del calcio europeo? Se non parlassero sia Sarri che De Laurentiis sarebbero due fenomeni. Purtroppo la bocca è fatta per parlare e quindi pure per dire una marea di cazzate. Se vogliono bene al Napoli ce le risparmino. Noi siamo tifosi del Napoli, ci interessa il bene del Napoli. Così dovrebbe essere pure per il presidente e l’allenatore. Ma entrambi, con certe dichiarazioni, offendono la loro stessa intelligenza, oltre che la nostra. Alzate il telefono e parlatevi. Fare queste piazzate in pubblico è da bambini di terza elementare. Gli uomini si parlano faccia a faccia.

Valentino Di Giacomo

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Il calciomercato

Il calciomercato è finalmente terminato, delle operazioni del Napoli e di cosa ne pensiamo ne abbiamo scritto oggi. E sembra che la fantomatica “piazza”, sia quella reale che quella virtuale, abbia visto di buon occhio il mercato azzurro ed è una buona notizia. Certo, manca la ciliegina che poteva essere Cavani e in molti sono rimasti delusi del mancato ritorno del Matador. A leggere oggi i commenti dei tifosi c’è più ottimismo. Forse, ma forse, la cessione di GH è stata quasi sbollita. Certo, aiuterebbe tanto se ad ogni partita del Napoli, ad ogni conferenza, i giornalisti non ripetessero ogni volta la solita nenia facendo sempre riferimento a GH. Napoli oggi deve guardare avanti e se lo faranno pure i commentatori sportivi sarà ancora meglio.

Il “Pappone” – come piace a molti definirlo – ha cacciato i soldi. Il club ha reinvestito tutti i soldi incassati dalla cessione dell’innominabile e inoltre ha investito una cospicua parte dei previsti incassi delle partite di Champions. Qualcuno, anche sulla nostra pagina Facebook, si è lamentato del fatto che DeLa non ci abbia messo soldi di tasca propria. Dopo 12 anni di era De Laurentiis ci sembra assurdo che ancora si debba parlare di questo. Il Napoli è un’impresa, non è di proprietà di uno sceicco. Criticabile o meno è questa la politica aziendale e fino ad ora ha portato tantissimi frutti. E’ vero che nello sport si gioca per vincere, ma questo vale nelle partite dei ragazzini in strada. A livello professionistico contano i soldi, i fatturati. E il Napoli, prendiamone atto, fattura assai meno di altre 4 o 5 squadre italiane. Prima ci entrano nella testa questi concetti e meno delusi resteremo. E poi delusi da cosa? Da 7 anni di qualificazioni consecutive in Europa? Di campionati magnifici come quello dello scorso anno dove, forse, con un po’ più di fortuna si poteva realizzare il sogno? O delusi delle Coppe Italia o della Supercoppa? Chi segue il Napoli da tanti tanti anni dovrebbe ben sapere che questo è il momento migliore del calcio in città, escluso il settennato del Dio. Il Napoli è un’impresa eccellente. Poi il presidente può essere antipatico, dovrebbe migliorare in tante cose, ma il Napoli è un’ottima impresa. In attesa che De Laurentiis riesca ad attrezzare pure uno stadio all’altezza con la complicità di un Comune di Napoli che ha pure esso le proprie colpe.

Ora dobbiamo augurarci, finite le chiacchiere del mercato, che la città riesca a compattarsi alla squadra senza più sciocche divisioni. In questi anni ci siamo assuefatti a dividerci in fazioni: quelli pro De Laurentiis e quelli contro, quelli pro Benitez e quelli pro Sarri (per fortuna la maggioranza). Ora non è più il tempo di queste discussioni che non sono utili a nessuno. E’ stato bello, ad esempio – come abbiamo notato sabato scorso – rivedere nuovamente la Curva B  cantare anche quando la squadra era in difficoltà contro il Milan. Questo è lo spirito da seguire. Ora speriamo che anche la Curva A riesca ad organizzarsi per far ritornare tutto il San Paolo una bolgia.

L’amore per il Napoli è una specie di matrimonio, ma senza divorzio. Abbiamo tifato nella cattiva sorte di annate balorde, dobbiamo farlo oggi ancor di più che la sorte ci consegna una delle squadre azzurre più forti di sempre.

Chi ci segue da più tempo sa che sul nostro portale non seguiamo tutte le trattative del calciomercato un po’ perché la maggior parte delle “voci” si rivelano spesso sciocchezze e anche perché l’estate serve pure a far pace un poco con i pensieri e un’osservazione un po’ distratta delle presunte notizie non fa male. Del resto se si fa una cernita dei calciatori che erano in procinto di passare al Napoli e che poi sono realmente arrivati questi saranno forse l’1%. Speriamo che questa sia una scelta apprezzata da voi lettori, da voi soldati innamorati proprio come lo siamo noi.

Valentino Di Giacomo

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Il mercato del Napoli

Dalla pagina ufficiale FB di SSC Napoli

La domanda che mi faccio e che vi faccio prima ancora di analizzare il calciomercato è: perché la Juve lo scorso anno veniva elogiata per aver venduto Tevez sostituendolo con Dybala? Qualcuno pensava fosse un rischio vendere il trascinatore assoluto (tra l’altro insieme a Pirlo e a Vidal) per prendere un ragazzino di 22 anni che aveva giocato solo nel Palermo, poi sappiamo come sia andata a finire. Questa domanda ritorna attuale a proposito del Napoli che ha venduto Higuain per comprare Milik, anche lui 22enne. E’ presto per dire se Milik varrà Dybala, ma faremmo notare che se Dybala giocava nel Palermo, il nostro Arek giocava in una squadra di vertice e di blasone europeo come l’Ajax. Ci fermiamo qui. E possiamo così analizzare il mercato partenopeo.

LINEA VERDE Tonelli, Giaccherini, Milik, Diawara, Rog, Zielinski, Maksimovic. Sono sette i principali acquisti del Napoli in questa sessione estiva di mercato. Se si esclude Giaccherini, pagato pochissimo, sono tutti ragazzi tra i 19 e i 25 anni. E, se si esclude Milik, tutti questi acquisti, nonostante le ampissime potenzialità, sono stati presi per offrire a Sarri delle valide alternative ai titolari. Quello azzurro sembra uno dei migliori mercati dell’era De Laurentiis. A giudizio personale è questo uno dei migliori calciomercati nella storia del calcio italiano, ma non mi riferisco solo agli acquisti, ma alle cessioni, anzi alla cessione. E’ vero che il Napoli ha venduto Higuain, ma ha stravenduto per 90 milioni un calciatore che a dicembre avrà 29 anni. E visto che l’ossessione dei tifosi napoletani è guardare sempre alla Juve vorremmo far sommessamente notare che se il campionato di quest’anno sembra chiuso in anticipo, non saremmo così certi per quelli a venire. Bonucci, Chiellini e Barzagli, il vero asse portante dei bianconeri, hanno tutti un’età abbastanza avanzata.

LA CRESCITA VERTIGINOSA La Juve vincerà probabilmente il campionato a mani basse, sulla carta non c’è partita. Ed è un bene partire così perché forse in questo modo smetterà almeno per un po’ quell’insopportabile nenia del “Devi vincere” dei tifosi partenopei. I paragoni con la Juve sono lunari. Loro hanno un blasone, titoli e un fatturato che il Napoli non potrà mai raggiungere. Noi abbiamo una società solida, lo siamo ancora di più proprio in virtù della cessione di Higuain. Ad occhio, se si è allargata la forbice tra la Juve e le altre, si è allargata pure un poco la forbice tra il Napoli e le altre squadre. E’ un Napoli in costante crescita.  Rafael; Maggio, Albiol, Koulibaly, Britos; Jorginho, Gargano; Callejon, Hamsik (78′ Michu), Insigne (60′ Mertens); Higuain. (A disp. Andujar, Mesto, Ghoulam, Inler, Duvan Zapata). Questo è il tabellino dell’ultima partita di Champions League contro l’Athletic Bilbao nel nefasto preliminare. Guardate chi c’era prima, chi c’era a disposizione prima e chi adesso. Non credo bisogna aggiungere commenti.

EL PUNTERO TRISTE L’unica vera incognita è Gabbiadini. Un giocatore che il Napoli ha cercato in tutti i modi di sostituire in estenuanti trattative che non hanno avuto buon fine. Icardi, Cavani, Tevez, Kalinic, Pavoletti. Ora toccherà a Sarri rimotivare questo ragazzo che per valore assoluto è inferiore a pochi altri, ma forse non è l’attaccante dalle caratteristiche più adatte per il gioco azzurro, soprattutto nelle partite più bloccate contro le piccole.

PAPPONE E LA CILIEGINA Con questo mercato viene più o meno smentita pure la nenia del “De Laurentiis Pappone” che ha investito anche in questo mercato pressoché tutti i soldi della cessione di Higuain più gli introiti della Champions. Siamo certi che altri soldi saranno reinvestiti, nella prossima sessione di gennaio o nella prossima estate, per un attaccante di spicco non appena il calciomercato offrirà i profili adatti. Sarà la classica ciliegina sulla torta per una squadra che appare più o meno completa in ogni reparto.

GLI ERRORI Ma di errori ne ha fatti il Napoli. E’ un rischio cominciare una nuova stagione con ancora Maggio in sostituzione di Hjsay, Non ce ne voglia Cristian, ma purtroppo oltre alla sua età avanzata, contro di lui c’è pure l’inadeguatezza tecnica che non gli consente di far partire l’azione da dietro così come richiede il gioco di Sarri. Un terzino destro da affiancare a Hjsay sarebbe stato necessario come il pane. Anche se c’è da dire che Maksimovic può agevolmente agire da esterno destro. L’altra pecca, veniale, è nel non aver trovato un sostituto di Reina all’altezza. Ma forse per questo c’è tempo.

Valentino Di Giacomo

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Il fenomeno "Ho visto Cavani"

Ieri pomeriggio Aurelio De Laurentiis ha scritto un comunicato sul sito ufficiale del Napoli per dire quanto sia “difficile” un ritorno di Cavani. Nello stesso comunicato ha anche citato Gabbiadini e Milik dicendo che loro rappresentano il futuro del club. Eppure niente. Secondo diversi giornalisti locali, la nota De Laurentiis l’avrebbe scritta per sviare e fare davvero il colpo a sorpresa riportando il Matador a Napoli.

Tutti sanno tutto e di tutto abbiamo letto. Oggi – secondo alcuni colleghi – Giuntoli, Chiavelli e qualche De Laurentiis-boy sarebbero in viaggio per Parigi. Cavani vuole assolutamente tornare per riabbracciare i figlioletti, avrebbe già accettato di ridursi l’ingaggio faraonico che percepisce a Parigi. Senza contare la “bomba” di Chiariello – sicuramente in buona fede – che ha indirettamente spedito una delegazione di tifosi all’esterno dell’Hotel Vesuvio perché era certo che fosse lì.

Alla fine del calciomercato PER FORTUNA mancano solo due giorni. E probabilmente il Napoli resterà in attacco con Gabbiadini e Milik. Non perché De Laurentiis non acquisterebbe Cavani, ma perché il Psg difficilmente riuscirebbe a trovare un sostituto all’altezza del Matador. Stesso discorso che può farsi per Kalinic, la Fiorentina avrebbe difficoltà a trovare un sostituto adeguato. Bisognava muoversi prima come abbiamo rimarcato nei giorni scorsi. Già perché qui quando c’è da criticare De Laurentiis lo si fa. Certo, senza isterismi.

Concentriamoci sulle priorità, come ha chiesto Sarri. Serve un difensore e speriamo che questa telenovela su Maksimovic si concluda al più presto. Servirebbe pure un altro terzino, magari anche un portiere all’altezza in grado di far da secondo a Reina che alle prime uscite non si è proprio distinto per impeccabilità… E siamo eufemistici.

Insomma, inutile sognare. Il Matador non verrà. Forse davvero Cavani era al Vesuvio l’altra sera, la pizzeria sui Campi Elisi che si chiama proprio così. Se volete incontrarlo qui c’è pure l’indirizzo. Poi chissà a volte i sogni si realizzano pure, ma se dovessimo sbilanciarci sul ritorno di Edi non ci scommetteremmo un euro.

vDG

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Non sparate su Chiariello

La notizia la diffonde l’eccelso Umberto Chiariello ieri sera: Edinson Cavani è all’Hotel Vesuvio ospite del Napoli. Da questa “bomba” cominciano a manifestarsi Cavani ovunque, come i Pokemon. C’è il figlio del portiere del Vesuvio che conferma, il cugino che lavora a Capodichino che l’ha visto all’aeroporto, c’è chi lo ha visto al Duomo per chiedere il perdono di San Gennaro. Spuntano foto, fotomontaggi di Cavani ovunque.

Tornano alla mente le parole di Benitez che evidentemente qualcosa della città lo aveva capito: sul nipote del vicino della cugina che lavora a casa di un giocatore del Napoli. Ecco appalesarsi per l’ennesima volta la città-vascio. I panari che scendono dai balconi con i pizzini da far recapitare ai piani di sopra, dove tutti vedono tutto e hanno un parente influente che sa veramente come stanno le cose.

Cavani molto probabilmente non è a Napoli e domani sera giocherà con il suo Paris Saint Germain contro il Monaco. Però è bello lo stesso vedere i tifosi sognare di togliersi i paccheri da faccia con il ritorno di uno che fino a qualche giorno fa era un altro core ‘ngrato. E’ la vivacità di questa città che sogna e arde per la propria squadra.

A quanto pare le reazioni ad un ritorno del Matador sono tutte positive. Ecco, se De Laurentiis avesse intenzione di riallacciare una volta e per sempre il proprio rapporto con la tifoseria ora sa cosa dovrebbe fare. Nei fatti il Napoli può acquistare agevolmente Cavani perché il cartellino ha un valore tra i 35 e i 50 milioni e il suo faraonico ingaggio potrebbe essere “spalmato” su più anni. E’ molto più difficile che il Psg si privi di Cavani a pochissimi giorni dalla chiusura del mercato. E’ ancora più difficile pensare che De Laurentiis compia un acquisto che non possa garantirgli future plusvalenze.

E’ bello sognare. Ed è stato bello sognare. Poi in amore e al calciomercato “mai dire mai”. Piccola postilla: ora non massacrate Umberto Chiariello. Chiariello è un giornalista esemplare, sempre pacato nei toni, un vero signore che da anni conduce una trasmissione sportiva vivace e intelligente. A mio giudizio il miglior programma sportivo che si vede in tv, ci metto nel conto anche tante trasmissioni nazionali. Chiariello è da anni uno stimatissimo professionista, non sarà questa notizia ad accrescere o a diminuirne i meriti di una carriera sempre impeccabile.

Ora però vi devo lasciare perché sta venendo Cavani a prendersi un caffè a casa. Mi ha chiamato ora il nipote del vicino della cugina di una cassiera di Caserta…

Valentino Di Giacomo

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