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aurelio de laurentiis

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L'anteprima

Aurelio me llamò gordo, io questo non lo posso accettare, quando mi disse che ero chiatto avevo già fatto 20 gol in campionato. E’ assurdo che un presidente tratti così un suo giocatore“. Provo ad immaginare quello che dirà il traditore Higuain domani, quando sarà presentato allo Rubentus Stadium e i giornalisti gli chiederanno i motivi per cui ha scelto di lasciare Napoli e il Napoli. Gonzalo, da buon juventino qual è diventato proverà sicuramente a destabilizzare l’ambiente partenopeo, sfruttando il mai sopito “papponismo” che forse in queste ore, dopo la delusione della partenza di Higuain, è pronto ad esplodere nella sua forma più fragorosa.

Ho scelto la giuve porqué aquì posso vincere, De Laurentiis ha sempre promesso di voler creare una squadra per vincere, ma non ha mai mantenuto le promesse. E poi, oltre a chiamarmi chiatto, mi accusò in qualche modo di essere un gigolò parlando di Napoli come una città rapace. Io amo Napoli e i napoletani, sarò sempre legato a loro, ma con De Laurentiis non vinceranno mai“.

Non so se Higuain dirà esattamente queste parole, ma credo sia ampiamente plausibile che farà passare questo genere di concetti. E cosa accadrà a Napoli? Chiaro, accadrà proprio quello che vuole Gonzalo e quello che vuole la Juve: destabilizzare il nostro ambiente. Evidentemente tutti dimenticano che il Napoli lo scorso anno ha perso molto probabilmente lo scudetto solo per ragioni di fortuna, quel tiro sbilenco di Zaza a tre minuti dalla fine. Oltre che per quel vergognoso arbitraggio di Rizzoli nel derby con il Torino in cui venne annullato un gol regolare a Maxi Lopez, non espulso Alex Sandro per il fallo da rigore commesso e Bonucci poté tranquillamente appoggiare la testa su quella dell’arbitro senza neppure prendersi un cartellino giallo.

Il Napoli è forte. Il Napoli lo scorso anno, almeno nell’undici titolare, aveva poco da invidiare alla giuve. Ci dipingiamo troppo spesso peggio di ciò che siamo, è un vizio e un vezzo dei napoletani in generale. Dopo che Higuain avrà parlato in tutti i tifosi si paleserà il tarlo se le parole del Pipita siano vere oppure no. E in molti gli crederanno. De Laurentiis diventerà il fantoccio contro cui sfogarsi per la scelta di Higuain di andare a Torino.

E invece non dimentichiamolo mai: De Laurentiis non ha venduto Higuain, è stato Gonzalo a volersene andare. Poteva andare ovunque, ha scelto proprio la giuve! L’ha scelto lui, non il presidente. E, soprattutto, ha lasciato Napoli in maniera vigliacca, senza dire una parola, svolgendo di notte le visite mediche a Madrid.

Non è il momento di farsi prendere dalla rabbia contro il Napoli e contro il presidente. Verrà il tempo per giudicare tutto e tutti. Adesso è solo il momento di ignorare le parole di questo grandissimo vigliacco che ha commesso un atto al contempo legittimo ed ignobile. Loro proveranno in tutti i modi di dividerci. Noi invece DOBBIAMO restare uniti. Mai come ora, solo la maglia, azzurra come il cielo, bella come il mare. Chi vuole vivere la vita in bianco e nero non merita la nostra considerazione. NOI SIAMO NAPOLETANI.

Valentino Di Giacomo

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©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

E’ inutile addolcire la pillola. La scelta bianconera di GH ci dice due cose che non possono essere sottaciute se si vuole affrontare la vicenda con un minimo di onestà intellettuale. GH alla giuve ridimensiona, di molto, il Napoli e forse può finalmente far poggiare un po’ i piedi per terra ai tanti tifosi del “Devi vincere” ed “Aurelio Pappone” a cui tanto piace volare con la fantasia. La Juve in questa sessione di mercato ha acquistato i due calciatori più forti dalle sue dirette concorrenti, prima Pjanic e poi GH. Li ha ingaggiati con la clausola, li ha voluti e li ha presi senza fare troppe storie. Il Napoli è il Napoli, la Juve è la Juve. Il Napoli può coltivare i propri progetti vincenti nel lungo periodo, la Juve no. Perché chi “Deve vincere”, subito, sono i bianconeri, non noi.  La differenza sta tutta qui: loro comprano il campione di 29 anni pagandolo la cifra più alta mai vista nella storia del calcio italiano e noi questo tipi di acquisti non possiamo farne. Addossare ora colpe a De Laurentiis è da incapaci autentici. Il presidente ha fatto di tutto per trattenerlo, ma GH ha preso la propria decisione. Ad Aurelio va dato il merito di aver tenuto duro fino all’ultimo e di aver realizzato un affare sensazionale che assicurerà un futuro altrettanto importante al club.

L’altra verità che non è possibile sottacere è la scelta di GH. Ha scelto il club dove ha più possibilità di vincere, è un suo diritto. Ha scelto la strada più semplice, la vittoria sicura, a quella più difficile e che, se fosse accaduta, lo avrebbe consacrato nella storia del calcio e di questa città. GH nella storia del campionato italiano ci è già entrato lo scorso anno segnando 36 reti, nessuno meglio di lui. Lo ha fatto con la nostra maglia e di questo possiamo solo ringraziarlo, così come lui dovrà ringraziare noi. Dovrà essere grato a De Laurentiis che gli ha dato la possibilità di guadagnare TANTO e di averlo portato a Napoli quando a Madrid era un giocatore importante, ma non fondamentale. Deve ringraziare Sarri che lo ha messo al centro del progetto di gioco e che gli ha consentito di segnare una caterva di gol. Deve ringraziare Hamisk, Insigne, Callejon che tanto lo hanno agevolato. Dopo i ringraziamenti, però, si volta pagina.

Il Napoli, pur senza la sua stella, è una squadra già molto forte. Probabilmente a fare le veci di GH arriverà Bacca, ma questo lo vedremo e giudicheremo a tempo debito. Eppure, se proprio Bacca arrivasse, sarebbe la conferma ulteriore della poca chiarezza di De Laurentiis. Bacca costa 30 milioni ed ha 29 anni. I 30 milioni che spenderebbe il Napoli per Bacca equivarrebbero in proporzione ai 94 che spenderà la Juve per acquistare un giocatore che ha 29 anni come GH. Se De Laurentiis ha le idee chiare e non ha accusato troppo il colpo della cessione, dovrà necessariamente comprare un calciatore giovane e affermato. Icardi o Lukaku solo per fare due nomi. Oppure, se arrivasse Bacca, allora qui ci aspettiamo pure un Belotti o un Berardi: due dei giocatori più validi del nostro campionato.

Ad ogni modo la cessione di GH consente al Napoli di rinforzare per bene tutti i reparti. Ma il club azzurro dovrà essere intelligente nel non buttare soldi a casaccio. Servono giocatori già fatti, ma giovani e di prospettiva se si vuole salvaguardare sia l’aspetto sportivo che economico della società. Certo, ora da De Laurentiis ci aspettiamo veri investimenti. Vale a dire: spenda i soldi della clausola e pure quelli della Champions.  Fino ad ora ha acquistato Tonelli per 7,5 milioni e Giaccherini per 1,5. Qualche altro soldino oltre a quelli di GH, insomma, avanza. Altrimenti darà credito alle lagnanze “papponiste”. Almeno io, fino ad ora, ho sempre difeso il presidente. Oggi è lui che deve mettersi nelle condizioni di farsi difendere.

L’altra soluzione, che però certamente i coristi del “Devi vincere” non contemplano, è che il Napoli investa anche delle risorse per strutturarsi in maniera seria come club. E’ possibile investire nello stadio, in un centro sportivo all’avanguardia per far crescere i giovani. Certo, ne risentirebbero gli investimenti per la prima squadra, ma il club farebbe un passo ulteriore per guardare al futuro con ancor maggiore stabilità.

Mi fareste sicuramente notare che ho omesso di scrivere che la Juve per comprare il 29enne GH deve necessariamente vendere il 22enne Pogba. E’ vero. Ma un centrocampista, pur se bravo, non farà mai la differenza quanto un attaccante. La Juve fa un affare a vendere alle cifre che si leggono, così come lo fa il Napoli a vendere GH. Il sacrificio bianconero è intelligente nell’ottica di chi deve vincere SUBITO. Ai ripianamenti societari poi ci penseranno tra qualche anno. La loro squadra può permettersi di essere più vecchia della nostra. Noi, al momento, non possiamo.

Ad ogni modo, tanto più in questo momento, stringiamoci forte intorno alla squadra. Non serve a nessuno cominciare un’altra stagione tra strali di polemiche inutili e, come accaduto lo scorso anno, totalmente infondate. Qui giudicheremo con attenzione l’operato di De Laurentiis e non faremo sconti. Proprio come lui ha avuto il merito di non farne alla Juve.

Un argentino può giocare a Torino tanto più se si è come GH. Il bomber 29enne ha dimostrato benissimo la differenza che c’è tra l’essere corazon della Boca o del River. Lui è un Riverista squallido. Lui è lontano anni luce da Diego Armando Maradona. E ditemela adesso la storiella del drogato. Diego Armando Maradona è stato uno dei più grandi UOMINI sulla faccia della Terra, prima ancora di essere il più grande calciatore. Diego è l’essere umano migliore dell’Universo. E ora spero l’abbiano capito tutti. Altro che quel tipo che non merita neppure di essere nominato. Il calcio è cambiato, il cuore degli uomini piccoli non ha bandiere.

Valentino Di Giacomo

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La polemica

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

De Laurentiis ha detto merda, MERDA. Ha detto “12 anni fa stavate nella merda”. L’ha detto a Palummella, l’ha detto ai napoletani. Si, proprio ai napoletani, loro che sono abituati a vivere in una città modello, una città vincente perché è stata scelta persino da Dolce & Gabbana come scenario ideale per sfoggiare quegli abiti di indiscussa classe ed eleganza del “Made in Italy”…

I napoletani non sono mai contenti della loro squadra, sono invece felicissimi, con un orgoglio che a tratti raggiunge lo squallore più alto del provincialismo, delle sorti della propria città. E’ storia. A De Laurentiis è toccata la stessa sorte di Ferlaino e di quasi tutti i presidenti che hanno guidato il club in 90 anni di storia. Forse solo Achille Lauro si è salvato dalle lamentazioni ricorrenti dei tifosi. I napoletani del resto, popolo che amo e a cui sento di appartenere cromosomicamente, sono un popolo fesso e furbo, ottuso, incoerente, dove la fantasia e l’ingegno sono considerate acquisite per diritto di nascita e quasi mai per conoscenze apprese. Napoli è l’unica città borbonica dove il referendum del ’46 tra Repubblica e Monarchia vide la stracciante vittoria della casata dei Savoia. Si, quelli piemontesi. E’ muorto ‘o Re, evviva ‘o rre!

Eh già, a De Laurentiis è toccata la stessa sorte non solo di Ferlaino, ma persino di Maradona. Ma vogliamo dimenticarci cosa dicevano i napoletani di Diego? Non solo quando andò via e finì per essere, praticamente per tutti, un drogato. Ma anche quando giocava e si rendeva protagonista delle solite bizze. Perché non c’è riconoscenza. Maradona è bello oggi, con il ricordo, con il senno di poi. E per fortuna che non esistevano i social network alla fine degli anni ’80 altrimenti chissà quanto odio sarebbe riscontrabile oggi persino contro il Dio del calcio che ha dato TUTTO al Napoli e a Napoli, finanche inventando lui per primo la dignità calcistica.

Ecco, oggi in molti sui social sono scandalizzati da quelle parole di De Laurentiis. Che ha detto un’ovvietà: il Napoli 12 anni fa stava nella merda. Ne abbiamo scritto ieri, dichiarazioni sbagliate nella forma e giustissime nei contenuti.  In molti hanno rivendicato ancora una volta la parola “dignità”. Una dignità che non si riscontra per il pessimo servizio dei mezzi pubblici in città, che non esiste quando siamo costretti in auto a passare SEMPRE sulle stesse buche da trent’anni (un esempio per tutti: lo stradone di Agnano che dall’ippodromo porta a Bagnoli), una dignità che non viene invocata quando vediamo il pessimo stato in cui versano i nostri monumenti o le nostre opere d’arte.

Eh già, è più importante il calcio, la squadra, ‘o Napule! Un Napoli che, nonostante il “Pappone”, è tra i primi 15 club d’Europa e che qualche emozione pure ce l’ha regalata negli ultimi anni. Ma per molti ormai le emozioni, che dovrebbero essere il sale del calcio, non sono importanti. Serve solo vincere. Anzi si è obbligati a vincere in virtù di chissà quale ragionamento.

E’ antipatico De Laurentiis? Si, è antipatico. E’ antipatico pure a me. Ma in questi anni ha gestito i SUOI interessi in maniera impeccabile. E i SUOI interessi sono coincisi perfettamente con i nostri. Oggi abbiamo un Napoli che è tra le prime società d’Europa, guardiamo dall’alto in basso Milan, Inter, Roma e tante altre. La dimensione naturale del Napoli, per quanto oggi i napoletani vogliano fare voli di fantasia, è inferiore a quella dove De Laurentiis ha portato il club. Sono FATTI, EVIDENZE. Non opinioni.

Ora, cari napoletani, decidete: volete stare a farvi le cosiddette seghe mentali soffermandovi sulle cagate che dice il presidente, oppure godervi i risultati che tanti altri tifosi ci invidiano? E perché no? Magari imparando a fare sistema riusciremmo davvero a vincere. Magari dando forza al presidente, invece di attaccarlo. Tanto più nel momento in cui sta tentando in tutti i modi di far permanere in azzurro il più forte calciatore del campionato.

Fate come volete. Fatemi solo una cortesia: la parola dignità, rivendicatela per cose più importanti del calcio. Questa passione riversatela anche per la città. Visto che se forse noi napoletani avessimo comportamenti più DIGNITOSI, forse ne guadagneremmo tutti. Perché il problema è sempre lì: o per la squadra o per la città non siamo MAI capaci di fare sistema, ma soltanto di dividerci. E io mi vergogno per questo, non per le parole di un presidente di calcio che neppure scalfiscono il mio ESSERE NAPOLETANO.

Valentino Di Giacomo

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Dichiarazioni sbagliate nella forma, giuste nei contenuti

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Ho un difetto: adoro Aurelio De Laurentiis quando è politicamente scorretto. In realtà ho una passione in generale per il politicamente scorretto, ma De Laurentiis quando usa il bastone al posto della carota è davvero irresistibile.

Dodici anni fa stavate nella merda” – ha detto oggi in conferenza stampa. Che fa la somma con “Qui a Napoli che cazzo avete vinto?” di qualche anno fa. Ora, parliamoci chiaro, queste dichiarazioni di certo non giovano né alla squadra, né alla sua società. Sono dichiarazioni sbagliate perché non conciliano l’ambiente, lo elettrizzano ancora di più. Tutto ciò che in questo momento proprio non serve al Napoli, tanto più col caso Higuain ancora in corso. Eppure si può dire che De Laurentiis non sta dicendo null’altro che la sacrosanta verita??? Anzi scriviamolo a caratteri cubitali: VERITA’! 

Non condivido le sue esternazioni solo perché non fanno il bene del Napoli. Ma lo sfogo di De Laurentiis lo apprezzo e lo sottoscrivo. I tifosi del Napoli, almeno una parte e soprattutto molto visibile sui social network, è diventata improvvisamente preda della sindrome del “Devi vincere”. Ragionano come se tifassero per una squadra che di scudetti ne ha vinti 50 e non soltanto 2 in ben novant’anni di storia. Qualsiasi cosa dica o faccia De Laurentiis è sbagliata. L’anno scorso questi stessi tifosi, a cui probabilmente il presidente si è rivolto, parlavano male di Sarri, degli acquisti di Allan e Hysaj, si disperavano per il mancato arrivo di Diego Armando Soriano… Tutti esperti di calciomercato, marketing, strategie, tattiche e moduli..

E’ un atteggiamento da “Marchese del Grillo” quello di Aurelio, a cui ormai manca soltanto dire “Io so io e voi nun sete un cazzo“, in perfetto dialetto romano, quale lui tra l’altro è. E’ un atteggiamento sbagliato perché non compatta l’ambiente, continua a dividerlo. Eppure, umanamente sento di comprenderlo. Ma che volete voi da uno che ha portato la squadra per sette volte in Europa, ha vinto tre trofei? Certo, non ha vinto lo scudetto e non è uno sceicco che può spendere e spandere a piacimento. E’ vero pure che probabilmente non ci rimette di suo e che i suoi interessi economici fino ad ora sono coincisi con quelli della squadra.

Ma, io vi chiedo, ma vi fa così schifo un Napoli tra le prime 15 del ranking europeo? Vi fa schifo guardare dall’alto in basso squadre che dovrebbero essere naturalmente sopra di noi? Ah si, volete lo scudetto! Che dirvi, ma che cazzo avete vinto in NOVANTA ANNI? Ah si, due scudetti! Complimenti! C’era Diego… Rinsavisci Napoli. E, caro Aurelio, sii più posato nelle tue dichiarazioni perché ai primi passi falsi queste parole, purtroppo, ti si ritorceranno contro!

Noi a Napoli tanto non impareremo mai a fare sistema. Il Napoli è sotto attacco mediatico per la vicenda Higuain e i tifosi continuano a lamentarsi e ad attaccare il presidente nonostante lui stia cercando di trattenere il Pipita a tutti i costi. Che dirvi? Contenti voi! Ma poi non vi lamentate se De Laurentiis vi prende a pesci in faccia. Perché non fa soltanto bene, fa benissimo!

Valentino Di Giacomo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Ci risiamo, sempre la stessa storia. E’ successo con Lavezzi, è accaduto con Cavani, si ripeterà probabilmente con Higuain. Il Napoli non riesce a trattenere i propri campioni e la piazza riprende il suo sport preferito contro il “Pappone”. Quel “Pappone” che da quando è a Napoli ha portato gli azzurri a vincere due coppe Italia e una Supercoppa, quel “Pappone” che da 7 anni consecutivamente riesce a piazzare il Napoli in Europa, quel “Pappone” che quest’anno vedrà nell’urna di Nyon sorteggiare la propria squadra in Champions in seconda fascia.

Eh già, ma noi, palati fini, meritiamo di più, proprio come dice il fratello di Higuain. “Noi vogliamo vincere” canta l’accaloratissima piazza sul divano della propria casa. Perché ormai neppure più allo stadio ci si scomoda ad andare. Del resto il San Paolo non è all’altezza della dignità e del lignaggio di chi per anni e anni i sediolini del San Paolo li ha incendiati, lanciati, divelti.

Dei difetti di De Laurentiis abbiamo scritto più volte, delle palesi inadeguatezze della comunicazione societaria ne scriviamo praticamente ogni settimana. Ad oggi, ad esempio, ancora non abbiamo capito quali siano le strategie del mercato azzurro. In un rincorrersi di nomi e di voci che si ripete ogni anno in maniera sempre più confusionaria.

Eh si, De Laurentiis ha mille difetti. Eppure non me la sento di attaccarlo per la vicenda Higuain. Non è lealismo, ma realismo. Il presidente azzurro ha offerto al Pipita – secondo quanto viene riportato dai giornali – un contratto da 7,5 milioni all’anno. Si, la stessa cifra che la Juventus garantirebbe a Gonzalo. Eppure Higuain pare non voler accettare la proposta di una società a cui lui ha dato tanto, ma da cui ha pure ricevuto moltissimo. Siamo sicuri che mister 36 gol avrebbe segnato così tanto senza essere il centro, il Sole attorno a cui Sarri ha costruito la squadra e il gioco? Siamo così certi che Gonzalo avrebbe fatto così bene se il mister non gli avesse consentito di decidere praticamente sempre quando giocare e quando no? A tutto svantaggio di un signor giocatore come Manolo Gabbiadini?

Che cosa avrebbe dovuto fare De Laurentiis più di offrire al Pipita un contratto superiore di tre volte a quanto guadagnava Maradona a Napoli all’apice della propria carriera? Ah già, doveva “fare la squadra”. Che poi per i tifosi più sprovveduti significa cambiare tanto per cambiare. Dimenticando che questa squadra con Insigne e Callejon, con Hamsik e con Jorginnho, con Hysaj e il sottovalutatissimo Allan ha sfiorato lo scudetto per un tiro sbilenco di Zaza a 3 minuti dalla fine allo Juventus Stadium. Memoria corta.

Io la memoria corta non ce l’ho, non posso permettermi di avercela. Alla mia età io ho vissuto da bambino Maradona e poi il buio. I pomeriggi bui con la pioggia a guardare il mio Napoli giocare con squadre improbabili. Le Serie A con i titoli agostani roboanti degli acquisti di Protti e Rossitto. Di Vlaovic che firmava per tre squadre contemporaneamente. Di Crasson, di Fabio Cannavaro sacrificato, di Zola al Parma perché il Napoli rischiava il fallimento. Io tutto questo non lo posso dimenticare, non lo so dimenticare.

Oggi non mi può far schifo giocare in Champions in seconda fascia, vedere al San Paolo il Manchester City o il Bayern Monaco, il Borussia Dortmund o il Chelsea. Appena 10 anni fa vedevo El Pampa Sosa sfidare il Martina Franca e il Lanciano.

Questo clima di sfiducia non lo sopporto, non aiuta la “mia” squadra che al momento è gestita da un signore che si chiama Aurelio De Laurentiis. Se verrà uno sceicco ne riparliamo. Si guarda alla Juve e non si guarda al Milan, alla Roma, all’Inter. Si, quelle squadre che 15 anni fa batterle significava salvare una stagione. Io non dimentico.

Higuain vuole andare alla Juve? E ci andasse. La Fiat pagasse uno dopo l’altro i 94 e passa milioni della clausola. Dov’è il problema? Vinceranno ancora? E vincessero. Non è il Napoli a poterlo impedire. Non per volontà di De Laurentiis, ma perché la storia racconta questo. Eh già, ma “Noi vogliamo vincere”. E lo si chiede come fosse un obbligo, puntando il coltello alla gola. Non, come pure dovrebbe essere, come una bellissima eventualità. Una eventualità concreta perché il Napoli, mai come adesso, è vicino per compiere il miracolo. Higuain o non Higuain. Ci disperavamo per gli addi di Lavezzi e Cavani e poi abbiamo visto tutti come è andata a finire.

De Laurentiis, lo ripetiamo, ha mille difetti. Ma fino ad oggi i suoi interessi sono coincisi con i nostri. Se Higuain andrà via ci saranno milioni a sufficienza per ricreare le condizioni di creare una grande squadra agli ordini di un allenatore preparato, capace, che ha fatto vedere il miglior calcio in 90 anni di storia di questo club appena un anno fa.

Poi vabbè, è facile rincorrere i social, le insoddisfazioni, le lamentazioni. Ma a che serve? Io sto con De Laurentiis perché è il presidente della “mia” squadra. E poi perché gli sono grato di avermi riportato dove merita questa piazza. Perché questa è la nostra REALTA’.  Anzi, ci siamo pure superati in questi anni.

Tutti a dare addosso al Napoli, al presidente. Mentre la Juve probabilmente non riuscirà a trattenere Pogba o Bonucci ed ha già venduto, in una delle peggiori operazioni della storia del calcio, Morata al Real Madrid. Hanno valorizzato un calciatore come se fossero il Verona con il Parma guadagnandoci appena 15 milioni. Anzi, come faceva il Napoli, appena 15 anni fa, con Milan, Parma e Inter. Ma noi abbiamo già dimenticato tutto, vero? Perché noi siamo quelli del “Vogliamo vincere”. Il primo agosto il Napoli festeggia i suoi primi 90 anni di storia. Il palmares racconta di due scudetti. Vissuti in maniera così entusiastica che forse a qualcuno sono parsi venti. Io sto con De Laurentiis, io sto con il Napoli, il mio Napoli. Nella buona e nella cattiva sorte, nella ricchezza o nella povertà. Il divorzio, almeno nel calcio, non esiste. Tanto vale salvare i buoni rapporti, invece di farsi, in maniera così sciocca, il sangue amaro.

Valentino Di Giacomo

P.S. Non conosco Aurelio De Laurentiis, non ho mire di avere incarichi societari, questo sito non ha neppure pubblicità, non prendiamo soldi dal Napoli. Così, lo diciamo per anticipare qualche imbecille frustrato.

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Un caso da studiare

Fonte: sscnapoli.it

Il tifoso medio del Napoli è affetto da una stupidità che si riscontra in poche altre tifoserie. Questo è il periodo dell’anno in cui il mio rapporto con i miei fratelli tifosi si fa più difficile. Il fatto poi che i social network consentano a tutti di esprimere un’opinione in pubblico è una cosa bella, ma come diceva Totò “qualche volta si esagera”.

L’identikit tipo del tifoso napoletano sui social credo che sia un qualcosa da far studiare in sociologia, ma anche come casi clinici da psicoterapia. Basta girare un po’ sulla propria home di Facebook per leggere le opinioni più assurde tra critiche alle possibili operazioni di calciomercato fino ad arrivare alla maglia che, come ogni anno, non va mai bene.

CALCIOMERCATO Caso 1:  Il Napoli è vicino all’acquisto di Candreva – scrivono i giornali – per lui sarebbe pronta un’offerta di De Laurentiis superiore ai 20 milioni. Il commento più in voga: Candreva ha 29 anni, è assurdo spendere una cifra del genere per un giocatore di quell’età.

Caso 2: Il Napoli è vicino all’acquisto di Pereyra per 18 milioni. Il commento più letto: Ci prendiamo gli scarti della Juventus, un giocatore che non ha mai giocato e diamo pure i soldi ai bianconeri. 

Caso 3: Il Napoli potrebbe prendere il croato Rog. In questo caso i commenti possibili sono due. Dando per assodato che il 99,99% dei tifosi del Napoli non sapeva neppure dell’esistenza di questo giocatore la faccenda si fa complicata a seconda del soggetto. La prima opzione di commento è: Ma chi è questo? Un altro giovane? Noi vogliamo vincere! Invece di prendere giocatori affermati, De Laurentiis (Pappone, ca va sans dire) compra ancora giovani. Da notare che il commentatore appena citato potrebbe facilmente coincidere con quello che dice che Candreva è vecchio e che De Laurentiis (Pappone, è opportuno ricordarlo) spende troppi soldi per uno di 29 anni. E potrebbe essere pure lo stesso che critica l’acquisto di Tonelli.

La seconda opzione di commento viene sempre dal tifoso che non ha mai visto giocare Rog, non sa nemmeno dove gioca e che ruolo ha, il seguente tifoso è il pessimista per antonomasia, tendente al finto conoscitore di calcio: Uà Rog è buono, ma sono sicuro che il Napoli non riuscirà mai a prenderlo così come Herrera, Witsel e Fabinho. 

LA MAGLIETTA Ieri il Napoli ha presentato la maglia ufficiale per la prossima stagione. Come ogni anno la maglia fa sempre schifo per il tifoso medio del Napoli. Perché, ricordiamolo, il tifoso medio del Napoli vuole che De Laurentiis cacci i soldi epperò, al contempo, è anche un romantico. Quindi la maglietta del Napoli dovrebbe essere di un azzurro immacolato senza sponsor tecnici, né di marchio. E quindi, sempre spulciando tra i social troveremo:

Caso 1 Il logo rosso Lete sulla maglia fa schifo.

Caso 2 Il simbolo Kimbo sul culo è un obbrobrio, sembra la maglia di un pilota di Formula 1.

Casi 3,4,5  La tonalità di azzurro non è quella originale. Il simbolo del Napoli è troppo piccolo. La maglia a maniche lunghe con tutti quei simboli della Kappa è indecente, tanto vale chiamare la squadra SSC Kappa Napoli.  

Tutto questo senza contare che ancora non sono state presentate la seconda e la terza maglia che sicuramente genereranno polemiche. Alla stregua della maglia Macron “Vomitage” o della “Mimetica” che, chissà perché, sono state le magliette più vendute tra i tifosi.

Vorrei tranquillizzare gli amici tifosi. Oggi è il 9 Luglio, il mercato durerà circa altri due mesi. E’ vero, la Juve intanto ha comprato Pjanic e Dani Alves. Eppure ha venduto Morata e non sa se riuscirà a trattenere Pogba e Bonucci. La Roma ha solo venduto, l’Inter ha preso Banega, il Milan Diego Armando Lapadula…

Insomma, il mercato è fermo. Dura altri 2 mesi. Ma è così difficile aspettare prima di dare giudizi? Ma ve lo ricordate il clima dello scorso anno? Quando abboffavate di “Pappone” De Laurentiis a inizio campionato, fischiavate i giocatori ed esultavate per l’incendio della sua barca?

Ora De Laurentiis non sarà il miglior presidente della storia, ma penso che qualche gioia ve l’abbia data in questi anni. Ma siete capaci solo di salire sui carri del vincitore a tempo debito? Dovete parlare per forza adesso? Aspettate, vi costa tanto? Siete improvvisamente diventati tutti direttori sportivi ed esperti di marketing? Ma non vi sentite un pochino ridicoli ad essere così esagerati nei giudizi, così spietati, senza avere un minimo di titolo per parlare di cose che molto probabilmente non conoscete?

Va bene la democrazia, vanno bene i social, va bene tutto. Ma, a volte, ricordando ancora Totò… Si esagera! E si finisce nel ridicolo.

Valentino Di Giacomo 

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La provocazione

Eppure i tifosi del Napoli dovrebbero esserci ormai abituati alle estati del calciomercato. Ma, nonostante tutto, viviamo questo periodo sempre sull’orlo di una crisi di nervi. Ogni anno è sempre la stessa storia: un centinaio di nomi accostati al club azzurro, trattative in cui “manca solo la firma”, “siamo ai dettagli”, “presto l’annuncio”. Delle svariate trattative di cui si parla ogni anno generalmente di vero c’è sempre molto poco, ma nel gioco del clickbaiting dei siti web che campano accalappiando lettori con mezzucci che fanno abbastanza rabbrividire, la storia si ripete ricorrentemente.

Anche quest’anno comunque non ci siamo fatti mancare nulla. Tra la telenovela Higuain, le interviste di Koulibaly, le insinuazioni su Hamsik. E poi le trattative infinite per Herrera, Zielinski, Witsel e compagnia bella. Per Zielinski qualcuno ha scritto che c’è una differenza di 300mila euro tra l’ingaggio che gli offre il Napoli e la richiesta del giocatore. Per Herrera, come si può vedere dalla foto e dall’articolo pubblicato dal Corriere dello Sport, mancano 2 milioni a De Laurentiis per portare il messicano in azzurro.

E allora ecco la genialata: poiché queste cifre non sarebbe impossibile raccoglierle attraverso una raccolta fondi, ecco la proposta di un tifoso nel fantasmagorico gruppo Facebook “Didì Vavà Pelè site ‘a uallera ‘e Cané”. Giuseppe Castellone propone di organizzare una colletta per raggiungere questa cifra. E’ vero, non è una cifra di poco conto, ma forse ne guadagnerebbe in salute il nostro fegato che non ce la fa più a sopportare questi supplizi. L’altra soluzione per campare meglio, altrimenti, è di chiudersi in casa e non ascoltare queste fantomatiche voci del calciomercato. Ma come si fa?

E allora, visto che Aurelio ancora non si è deciso a regalarci un acquisto di livello, facciamo partire una bella colletta? Un fundrising per acquistare il centrocampista. Da oggi chi vuole può fare un’offerta spontanea per l’acquisizione da parte del Napoli del centrocampista che stiamo cercando. Facciamo partire la campagna #UnEuroPerAurelio. Chi offre di più? E, mi raccomando, non fate i “papponi”, cacciate i soldi!

Valentino Di Giacomo

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La telenovela Higuain

Ieri sera ho avuto la possibilità di conoscere Giancarlo “Picchio” De Sisti. Abbiamo parlato un po’ di calcio, dell’Italia, di Conte, del numero 10 a Thiago Motta, di Higuain e di tanto altro. Picchio oggi ha 73 anni, alto la metà di me e, se guardate la foto, veste con camicie improbabili. Eppure quando l’ho visto e quando ci ho parlato mi sembrava alto quanto la statua di Garibaldi, vestito in maniera impeccabile ed ero d’accordo con lui pure quando in realtà non lo ero. Questo è avvenuto perché per me De Sisti è un mito. Sia perché ha partecipato ad una scena di uno dei film che ho visto più volte nella mia vita, ma soprattutto perché è uno che ha giocato la “Partita del Secolo” a Messico ’70, ha giocato contro Pelè, è stato uno dei centrocampisti più epici italiani. Insomma un pezzo di storia.

de sistiPerché vi racconto questo? Perché in città si è scatenato nuovamente il “papponismo” dopo le dichiarazioni del fratello di Higuain. Ora già è risibile chiamare “Pappone” uno che ha offerto a Gonzalo  – stando a quanto riportano i giornali – un ingaggio di 7,5 milioni. Per non parlare che è sempre il presidente che ha riportato il Napoli in Champions e che qualifica la sua “azienda” da 7 anni in Europa. Certo, sempre troppo poco per il popolo del “Devi vincere”, ma tant’è.

Non vi stupisco quando vi dico che per me Aurelio non è un pappone, chi mi legge da un po’ lo sa. Penso, del resto, a quando in città ci si stracciavano le vesti per le cessioni di Lavezzi e Cavani. Per non parlare del mancato arrivo di Soriano o ancora di quando importanti giornalisti sorrisero quando Aurelio ingaggiò Sarri, Hysaj o Allan. Ma lasciamo stare. Solo per dire che Gonzalo andrà via sarà rimpiazzato secondo i canoni della società. Che non è la Juventus o il Barcellona. Ma questo discorso fa poco breccia tra i tifosi. Del resto “Nuje simme Napule, e simm’ ‘o Napule”. Il centro del mondo.

Parlavo di De Sisti perché trovo assai più grave della possibile cessione di Higuain, l’assoluta incompetenza societaria in casi del genere. Mi spaventa questo, non le bizze di un milionario che a Napoli guadagna già ora il doppio esatto di quanto prendeva Maradona. Il Napoli queste situazioni non le sa gestire perché l’azienda Ssc Napoli è una società a conduzione familiare. Anzi, a conduzione personale. Quando Higuain venne espulso a Udine il signor De Laurentiis era beatamente alle Maldive. I contraccolpi mediatici finirono per costarci lo scudetto e, per pochissimo, pure il secondo posto valido per la Champions. Quante altre volte sono accaduti episodi simili in questi 10 anni di gestione “Aureliana”? Non si contano.

Questo accade perché nel Napoli non è prevista la figura di un “tranquillizatore”, un ex campione, un team manager, un comunicatore. Uno capace di avere una credibilità e una moral suasion sugli altri quando parla. Al Napoli manca questo. Non un presidente che un giorno dice una cosa e il giorno dopo l’esatto contrario. I balletti sullo stadio, sulla scugnizzeria, sugli acquisti roboanti. Due anni fa passammo dal possibile acquisto di un Kramer o un Fellaini all’acquisizione di David Lopez nel giro di un mese. E’ normale che i tifosi non stiano tranquilli quando ogni giorno viene annunciato Herrera, Tolisso, Fabinho e tutta la compagnia cantante.

L’assenza di un uomo che sappia fare da filtro tra le parole di De Laurentiis e l’ambiente è la cosa che mi preoccupa di più. Fa di De Laurentiis un presuntuoso, non un “Pappone”. Uno che offre 15 miliardi delle vecchie lire di ingaggio ad un giocatore di 29 anni non può essere un “pappone”. Al Napoli serve un “Picchio” De Sisti. Uno magari alto un metro e sessanta, ma che quando parla sembra la statua di Garibaldi. A cavallo.

Valentino Di Giacomo

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Quella sgradevole conferenza stampa

Ciaccare  e medicare, si dice a Napoli. Abbiamo già “medicato” nell’articolo precedente riconoscendo a De Laurentiis di essere probabilmente, per risultati, il miglior presidente del Napoli in 90 anni di storia grazie ad una strabiliante continuità. Ed è malsano che molti tifosi non glielo riconoscano.

Per molti il difetto di De Laurentiis è che sia un pappone, come abbiamo già scritto. Altri parlano delle manchevolezze del settore giovanile: una polemica questa che ci sta, ma che forse non tiene conto di quanto, con le regole attuali, i settori giovanili siano pleonastici per una società di calcio che non ha l’obbligo di schierare in campo calciatori formati nel proprio vivaio.

Per me, venendo quindi a “ciaccare”, l’insopportabilità di De Laurentiis è stata invece dimostrata da quella conferenza improvvisata dopo la vittoria con il Frosinone. Il presidente non si vede quasi mai nella sconfitta, ma compare ogni volta quando c’è da festeggiare e prendersi i suoi, pur giusti, meriti. E’ una società, quella azzurra, che ha un gap di comunicazione con gli altri club che è quasi avvilente. Un’altra società avrebbe mandato Higuain e Sarri davanti a tutte le telecamere d’Italia per ore per far godere ai propri protagonisti i meriti di una stagione oltremodo esaltante. Il Napoli no, ogni volta Aurelio ruba la scena, soprattutto quando c’è da intestarsi le vittorie.

Il giocattolo quasi perfetto di questa squadra è una sua creazione, nessuno lo mette in dubbio. Ma il presidente dovrebbe avere il coraggio di essere presente anche quando le cose non vanno. Penso ad esempio al “casino” della squalifica di Higuain, dov’era il presidente? Era alle Maldive, in vacanza. Una vacanza che, evidentemente, il presidente non può consentirsi dopo che ha imbastito una società di persone capaci, ma che devono comportarsi sempre come “Yes-man” agli ordini del padre-padrone.

Giuntoli, il nostro Ds, è un fantasma che non è quasi mai andato davanti alle telecamere quest’anno. A Sarri e alla squadra è stato imposto a fine stagione un silenzio-stampa che stava rischiando di nuocere il nostro finale di campionato alimentando voci sul contratto dell’allenatore quasi incontrollate.

Manca a questo Napoli un team-manager autorevole. Il presidente deve imparare a fidarsi dei suoi dipendenti, non può gestire tutto al meglio, non è pensabile. Una società di rilievo europeo deve obbligatoriamente avere nel suo organico uomini autorevoli, capaci di indirizzare la barca quando il mare è in tempesta. Aurelio, con i suoi silenzi, lascia invece la nave alla deriva nel vortice di polemiche che spesso non è capace di gestire.

E’ uno dei motivi per cui il Napoli non può permettersi di insignire Maradona quale proprio ambasciatore all’estero. Sarebbe un’idea vincente abbinare il nostro marchio a quello di Diego che è conosciuto in tutto il mondo. Ma De Laurentiis sarebbe capace a gestirlo con la sua mania di controllare tutto e tutti?

E – venendo alla gestione dello stadio – il Comune investirà a proprie spese 25 milioni di euro per ammodernare l’impianto. Perché nessuno ne parla? Perché De Laurentiis non ha contribuito, magari andando incontro a quel progetto di eliminazione della pista di atletica e di restyling che è oltremodo necessario per una squadra che gioca stabilmente in Europa?

Sono tutte potenzialità inespresse di questo club. Ovunque si vada in Europa c’è, ad esempio, la possibilità di fare un tour nello stadio. Perché a Napoli no? Perché a Napoli i garage dello stadio erano invece utilizzati fino a poco tempo fa per far lucrare qualcuno facendolo diventare un ritrovo per le coppiette che si appartano in auto?

Perché al San Paolo non esiste un museo? Eppure i turisti che vengono al San Paolo, ne avrò visti a centinaia, indossano tutti la 10 di Maradona che comprano sul web?

Finché De Laurentiis non comprenderà che una società di calcio è fatta di tantissime voci, oltre al settore sportivo e quello del marketing (che pure funziona), non si riuscirà mai a rendere il Napoli una società moderna.

Queste le critiche che mi sento di muovere al nostro presidente. Certo, di qui a chiamarlo “Pappone” ci passa il mare. E ingigantire delle critiche, almeno questo speriamo che siano costruttive, può farci solo del male. Perché in fondo siamo tutti sulla stessa barca. E questo dovrebbe comprenderlo per primo Aurelio De Laurentiis.

Valentino Di Giacomo

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Critiche senza senso

Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Le emozioni. Prima le emozioni e poi il resto. E sabato di emozioni i tifosi del Napoli ne hanno potute vivere a bizzeffe: Hamsik che apre le marcature raggiungendo gli stessi gol segnati da Maradona, Gonzalo che supera Nordahl con il più bel gol della stagione. Come in un film ha detto Lele Adani in telecronaca, sembrava proprio il gol di Pelè in “Fuga per la vittoria”.

Eppure, senza voler per forza fare polemica, sembra che il pubblico napoletano abbia dimenticato che l’essenza dello sport siano le emozioni. Alla prima in casa contro la Sampdoria i fischi e le proteste raggiunsero il culmine perché gran parte dei tifosi riteneva che il “pappone” non avesse rinforzato la squadra. Sarri non dava garanzie, Allan non era Pogba, Hysaj un terzinaccio da Empoli e Reina una scelta romantica.

Anche sabato, in curva A, sul banco degli imputati ci è finito ancora una volta Aurelio De Laurentiis, che per dare felicità dovrebbe spendere di più secondo i tifosi. Eppure, proprio quest’anno, la società si è indebitata sul mercato. E a Gennaio ha persino comprato, con un intelligente investimento, Grassi dall’Atalanta. Che poi non abbia giocato neppure un minuto è una questione che riguarda Sarri. Era difficile, del resto, inserire giocatori di grande calibro a stagione in corso senza alterare gli equilibri nello spogliatoio. Lo dimostra pure l’assenza ai festeggiamenti di Gabbiadini, uno che ha subito la prepotenza calcistica di Gonzalo Higuain e che, comunque, ha mantenuto una media realizzativa molto vicina a quella del Pipita.

Il Napoli il prossimo anno sarà in Champions, in seconda fascia. E’ il frutto di una crescita costante di anni e anni. Merito persino di Benitez che riuscì a portare gli azzurri dopo 25 anni ad una semifinale di Europa League. Poi, certo, Benitez fallì non battendo una squadra modesta come il Dnipro e arrivando in campionato dietro squadre più scarse come Lazio e Fiorentina.

Quella del Napoli di quest’anno è un’impresa. E’ arrivata dietro la Juve che ha fatto qualcosa di irripetibile vincendo una sequenza di partite che non si era mai vista in Serie A. Ma gli azzurri sono arrivati davanti alla Roma che, probabilmente, avevano una rosa più attrezzata di quella del Napoli. E’ stata un’impresa che ha sancito tutti i record nella storia del club: maggior numero di gol, maggior numero di vittorie, record di punti, unica squadra del campionato a non aver mai perso in casa, un capocannoniere che entra nella storia del calcio come Gonzalo. Il tutto grazie a un gioco armonioso, bello e, soprattutto, efficace. Avendo persino da recriminare parecchio con la fortuna perché con Juve e Roma, al di là di meriti e demeriti, la dea bendata ha avuto un ruolo decisivo.

Dopo tutto ciò, guardavo la partita con il Frosinone e ricordavo quando eravamo noi i ciociari, quando facevamo noi da sparring partner alle grandi e noi i comprimari. Non sarà l’eccellenza delle eccellenze questo club, eppure nella storia di questa società non si era mai arrivati a centrare per 7 volte consecutive l’Europa.

Forse, se mutasse anche questo atteggiamento nei confronti del presidente e si remasse tutti insieme verso lo stesso obiettivo, si accelererebbero i tempi per vincere. Ma vincere deve essere una conseguenza delle emozioni, non un’ossessione a cui non siamo abituati, né, credo, dovremmo abituarci. Ma ognuno può vederla come vuole. Poi, se proprio lo vogliamo criticare, ne abbiamo scritta qualcuna QUI proprio oggi, ma cercando di essere costruttivi.

Valentino Di Giacomo

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