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Come si scrive un articolo sul calciomercato del Napoli estraniandosi dalle voci che sempre più insistenti arrivano dal sottobosco? Probabilmente andando per ordine. 

Precisamente partendo dalle ultime 48 ore, prima conferenza stampa di Carlo Ancelotti con l’immancabile (…) presenza di Aurelio De Laurentiis. Una conferenza stampa che, vissuta a mente fredda, è stata a tratti paradossale. Presentazione a stampa e tifosi di uno dei più grandi manager del mondo vissuta in sordina, con una forma improvvisata e contenuti ancor più poveri; un calciomercato dichiarato chiuso, analisi all’ombra di Cristiano Ronaldo e solite invettive contro il vecchio sistema calcio. Il tutto dal presidente che presentò Datolo in pompa magna in una San Paolo gremito e l’onesto Inler con una maschera da leone a bordo di una nave. 

No, non quadra. D’altronde Don Rafè Benitez ce lo insegnò: il calcio è una bugia. E anche teatro, aggiungiamo noi. 

E allora, al di là delle mere sensazioni, è ancor più legittimo cercare di indagare. E le indagini (e le sensazioni) ci restituiscono uno scenario molto, molto diverso. 

Cavani era secondo tutti (anche secondo noi) solo una suggestione. Beh, forse a tutti è sfuggito tanto. Perché i contatti non solo ci sono, ma ci saranno e, cosa più importante, c’erano da settimane. Non parleremo di patenti, contratti di affitto e precontratti chiaramente falsi. Ma di una logica lineare, tanto semplice da sembrare banale: il Napoli vuole Cavani, Cavani vuol tornare a Napoli, il PSG valuta di vendere Cavani. La prima richiesta di Ancelotti dobbiamo confermare fosse Karim Benzema, ma ReCarlo ha palato fine e il Matador è una portata pregiatissima. Per lui. Per i tifosi è addirittura di più, l’unico in grado di rispondere (almeno dal punto di vista emotivo) all’arrivo di CR7 a Torino. Secondo aspetto (ma non per importanza), il target economico dell’operazione: sulla carta infattibile. Calciatore di 31 anni, richiesta per il cartellino di oltre 50MLN e contratto del Matador da 12 milioni circa l’anno fino al 2020. Un target non da Napoli, ma il tutto potrebbe essere reso possibile dalla volontà comune di arrivare a conclusione. In primis di Cavani, disposto come sembra a ridursi e a spalmare l’ingaggio (7 MLN per 4 anni) e l’aiuto di qualche sponsor che ha già annusato l’affare.

Per il resto il Napoli continua ad essere oltremodo attivo sul mercato. L’infortunio di Meret, paradossalmente, non cambia i programmi della società: erano già alla ricerca di un terzo portiere che, in realtà, fungesse da secondo. Il profilo è quello che vi abbiamo raccontato, esperienza e carisma internazionale. Ci stanno lavorando. 

in attesa del terzino destro, necessario anche per un fattore numerico, Giuntoli è attivissimo sul centrocampo e su quel Di Maria che tanto un’illusione affatto non è. Importanti saranno le cessioni . Alcune dolorose ma necessarie per rafforzarsi. Oltre a Ciciretti, Inglese, Ounas, ci sono Callejon e Mertens in prima linea sulla lista dei possibili partenti da cui il De Laurentiis conta di incassare circa 60 milioni che, aggiunti ai 65 di Jorginho, restituiscono al Napoli una capacità di spesa enorme.

I nomi sono importanti ma, per il momento, non ci spingiamo troppo oltre, aspettiamo le prossime ore. La settimana prossima sarà caldissima. I mondiali sono praticamente giunti a conclusione, il valzer di attaccanti di cui vi abbiamo già parlato sta partendo; l’arrivo di Sarri a Londra sbloccherà l’effetto domino. Tra poco potremo dare notizie più incisive. Quelle notizie che potranno essere il vero colpo di scena di chi sa come si fa un film e come lasciare lo spettatore a bocca aperta. Sperando poi di ridere. E ridere di gusto. 

ADM

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È partito il mercato e nella SSCNapoli si lavora alacremente per poter dare a Carlo Ancelotti una rosa completa e, soprattutto, competitiva per la stagione che va ad iniziare. Ma non si trascura affatto la programmazione per il Napoli che sarà.

Ci informano infatti che, nonostante altri due anni di contratto, la stagione 2018/2019 sarà l’ultima marcata Robe di Kappa per gli azzurri.

Dalla stagione 2019-20 con ogni probabilità il Napoli cambierà sponsor tecnico che, secondo le nostre fonti, andrà ad essere ADIDAS. Un cambio di rotta, in termini di marketing, per il club di De Laurentiis, sempre attento ad aver voce in capitolo nella scelta della linea sportiva degli azzurri. Ma gli interessi, oggi, potrebbero essere cambiati e sempre di più il Napoli sembra strizzare l’occhio al mercato estero, con particolare attezione a quello cinese.

Ricordate l’accordo Insigne-Adidas? Beh, nella SSCNapoli nulla accade per caso. E se quest’accordo venisse confermato, potrebbe portare con sè nuovi, importanti, intrecci di mercato.  Lo scopriremo presto.

 

ADM

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Mi sono diplomato esattamente 20 anni, ultima generazione a fare l’esame con voto in sessantesimi, ultimi ad avere la commissione esterna, una vita fa. Chi è nato mentre io facevo la maturità oggi è già abbondantemente diplomato anche se ha perso uno o due anni, e senza neanche andare all’Istituto Iervolino. Non sono molto adatto a parlare di Scuola, parlo con gli occhi della memoria di chi ricorda la propria adolescenza, al massimo per esperienza diretta oggi potrei parlare di scuole materne… ma è quello che voglio raccontare.

Non so come sia oggi, ma so che quando mi sono diplomato ed ero in trepidazione più per Francia’98 che per l’esame di maturità gli ultimi mesi erano ansia alla stato brado, soprattutto per chi come me camminava in equilibrio fra una promozione miracolosa e una vergognosa bocciatura, chi come me sperava in un 36, o in un 35 e due figure come dicevamo da bravi tressettisti incalliti in classe, negli ultimi mesi ci trovavamo a dover recuperare dei 2 e dei 3 presi durante l’anno ci trovavamo a dover sperare di arrivare in consiglio con la media del 4 e mezzo perchè  4 e mezzo lo arrotondano a 5 e con cinque non ti bocciano, e allora in quei giorni in cui le forze erano finite, o meglio, non volevamo sprecarle per studiare, ci trovavamo a fare dei calcoli in cui centellinare i filoni e organizzarli bene per non rischiare i essere interrogati, farci passare i compiti di materie di cui a stento conoscevamo l’esistenza (tipo Matematica o Latino) convincere un amico bravo (uno scetato, non un secchione) a studiare con noi e a farci entrare in testa il programma di fisica in un pomeriggio*, o addirittura in una notte, nello sperare nella fortuna e magari nella clemenza della corte.

Quando finiva la scuola la concentrazione era tutto e le occasioni non potevano andare sprecate, con una serie di assenze ben organizzate e coordinate coni compagni non ancora interrogati potevi sostanzialmente essere interrogato quando volevi, anche senza interrogazioni programmate, ma in quel caso non potevi sbagliare l’unica occasione che ti si presentava avanti. Certo, è assurdo giudicare un intero anno scolastico solo da quell’interrogazione , ma il mondo della scuola purtroppo è fatto di numeri freddi e ha un bidone dell’immondizia al posto del cuore.

Ora, non credo che il Napoli abbia possibilità di fare le interrogazioni programmate, non so Milik quanto avesse in matematica, ma so che le occasioni vanno sfruttate… perchè l’anno scolastico sta per sfinire e purtroppo, per quanto io non ami giudicarlo dalle occasioni e dai singoli momenti anche una parte del mondo del calcio ha un bidone dell’immondizia al posto del cuore.

CattiviJorginho un po’ fuori fase in un centrocampo aggressivo e affollato merita di essere qui, così come Hysaj che praticamente ferma la catena di sinistra del Napoli, anche se con l’attuante dell’essere fuori ruolo. Il peggiore purtroppo è di nuovo Mertens, spero mi contraddica in settimana ma sembra essere oramai allo stremo.

BuoniInsigne dei tre dell’attacco è quello che regge di più, ma oggi sembra dover (e voler) fare tutto da solo, Albiol è il più lucido del NApoli, poche sbavature e sempre in anticipo sugli avversari… Migliore di oggi però non lo so, facciamo così, lo rimandiamo a settembre perchè oggi è impossibile giudicare.

Paolo Sindaco Russo

* ogni riferimento a Sergio Frangini è puramente casuale

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Sono particolarmente nostalgico, lo so e me ne rendo conto, chi mi legge di solito fa necessariamente un passo indietro negli anni ’90. Fra Max Pezzali, Ciro Ricci, i Marlene Kunz e Franco Ricciardi rivive la propria adolescenza solo che quando si parla di calcio Hamsik e Insigne sostituiscono Turrini e Cruz.
E rimanendo negli anni 90 non possiamo fare a meno di ricordare una cosa: non c’era il cellulare, o meglio negli ultimi anni c’era, ma non per tutti e soprattutto serviva al massimo per squillare.

La conseguenza era semplice, quando si usciva esistevano due vie percorribili: o ti organizzavi tempo prima, quante macchine? Appuntamento preciso, chi passa a prendere chi? Dove andiamo? e si organizzava la famosa “comitiva” resa famosa da Paolantoni con il suo “Stev’ tutta a comitiva, tutto il gruppo storico” oppure scendevi di casa e andavi al solito posto, di solito un muretto o delle scale, dove sapevi che avresti trovato qualcuno di conosciuto, senza organizzazione avevi la certezza che avresti trovato qualcuno, non importava chi, poi dopo ti organizzavi, ma avevi la certezza di non essere solo. Alla fine la differenza sostanziale era che nel primo caso dipendevi da chi aveva la macchina e da una precisa organizzazione e nel secondo eri più libero ma forse serviva un pizzico di fortuna in più, anche se era veramente raro non trovare nessuno perchè il gruppo era compatto e coeso e si conosceva a memoria.

Il Napoli non ha più attaccanti da trenta goal a stagione, non dipende più da chi porta la macchina, il Napoli sa che prima o poi, magari con un pizzico di fortuna, qualcuno al solito posto lo trovi, e ieri è stato il turno di Albiol che non segnava da oltre un anno. Forse è un cambio di prospettiva e probabilmente anche di metodo, quando non riesce a organizzare la serata forse è meglio ricorrere al solito posto, il calcio d’Angolo, dove sei sicuro che qualcuno lo trovi.

Cattivi – Credo che siamo tutti d’accordo nel mettere il palo fra i cattivi, una volta va pure bene, due inizia a diventare patologico, e aggiungerei, mio malgrado anche Callejon, un po’ in ombra ieri. Peggiore della serata probabilmente Mertens, palo a parte non gli è riuscito quasi nulla, sperando che già alla prossima mi zittisca.

Buoni .- io ci rimetto Milik, in 10 minuti fa tutto bene incluso creare una palla goal, ha il talento giusto per sputare in faccia alla sfortuna, questo ragazzo merita tanto. Jorginho rimane lucido e non teme la fisicità del centrocampo avversario, prova di personalità la sua, migliore della serata ovviamente è l’eroe di turno, Albiol e non solo per il goal, sicuramente il più lucido della difesa, l’esperienza è un’arma fondamentale e lui la utilizza al meglio,

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Avevo 18 anni e avevo appena fatto quel passo della vita che fa a aumentare vertiginosamente le tue speranze di dare un’improvvisa impennata alla tua vita sessuale: avevo preso la macchina. Ma ovviamente trattandosi della mia vita non poteva assolutamente essere una macchina normale, nuova, una utilitaria carina con optional, lettore cd (era il 98) e magari aria condizionata, no… io e mio fratello aveva mo comprato una citroen Visa del 1982, l’alternativa francese alla Panda 750, unico optional disponibile erano le ruote e lo stereo veniva sostituito dalla mia splendida voce.

Ovviamente proprio quando quella ragazza che mi piaceva tantissimo mi aveva chiesto di passarla a prendere, la mia cara amata Visa decise di non partire, provai anche a spingerla con l’aiuto dei lavavetri e a farla partire in seconda, ma niente, la soluzione era una sola: i mezzi pubblici.
Non era un appuntamento, ovviamente, dovevo passarla a prendere per raggiungere dei suoi amici, e così fra funicolari e attese bibliche di autobus, tragitti a piedi sotto un diluvio torrenziale, cercai di raggiungerla lo stesso, non avevo il cellulare e a ogni fermata di quell’interail dei sentimenti, provavo a chiamarla per dirle che avrei tardato leggermente ma la sorella, con una voce mista fra sarcasmo e cazzimma mi disse che era già uscita.
Nel panico totale la mia testa iniziò a farsi domande a raffica “Dove sta?“, “Con chi è andata?” “Non è manco il primo appuntamento è già teng’ e corn!“, fra queste domande il panico fu interrotto da due pensieri, il primo è che sapevo dove si vedeva di solito con i suoi amici, il secondo fu prumess’, di Franco Ricciardi.
So stat’ senza machin’ e venev’a per’, pensav’ sul’a correr e a venì addu te!”
Mi ripetevo il ritornello di prumess’, splendida poesia di Enzo Caradonna e andavo a piedi, perchè ero senza macchina e pensavo solo a correre e andare da lei. Però non era lei a fare le promesse non mantenute, ero io quello che che aveva promesso di andarla a prendere e non si era presentato, ero io quello degli appuntamenti fatti e mai mantenuti… Ma io correvo, sotto la pioggia, come in una di quelle commedie romantiche che guardi solo per far piacere alla tua donna. Arrivai nel Pub dove speravo che fosse e trovarla lì  fu la prima buona notizia della serata.

Arrivai sconvolto, sudato perchè avevo corso con il kway addosso e bagnato di pioggi perchè avevo aperto il kway perchè sudavo troppo, stanco e senza fiato, non sono mai stato un sex symbol, ma in quel momento facevo veramente e probabilmente puzzavo pure. Ma avevo la forza di Franco Ricciardi, fui accolto da uno di quei sorrisi che non si dimenticano, uno di quei sorrisi dove gli occhi sono più importanti delle labbra e quel sorriso divenne un abbraccio, ci sedemmo vicino e lei fu molto colpita dal mio racconto, non le dissi che cantavo Franco Ricciardi mentre correvo perchè all’epoca dovevo citare i Nirvana per fare colpo, mi asciugò i capelli con dei fazzoletti e dopo una spledida serata… non avendo io la macchina si fece riaccompagnare da un’amica e io, comm’a nu strunz’ tornai a piedi.
Ma ero felice, cazzo se ero felice, quel sorriso, quei pochi momenti insieme signficavano tanto, avevo perso più tempo a raggiungerla di quanto ne avessi effettivamente passato con lei, non sapevo se fosse continuata quella storia, come sarebbe finito, sapevo solo che ero stato benissimo, felice… forse comm’a nu strunz’, ma nu strunz’ felice è pur sempre felice e se ne fotte di essere strunz’.

Oggi avevo il turno di lavoro dalle 6 alle 14, sono uscito e andato di corsa, perchè stavo senza macchina,  sotto la pioggia allo Stadio (non è molto, lavoro a Soccavo), e mi è tornata in mente questa canzone, e mi è tornata in mente questa storia, e mi è tornata in mente quella benedetta ragazza che ho frequentato per un po’, felice.
Arrivato alla stadio l’amico con cui vado di solito mi dice che non poteva venire, arrivo in curva bagnato, stanco e anche parecchio sudato, poi dal calcio di Inzio il San Paolo Mi ha abbracciato, per la prima volta ha cantato tutto lo stadio in coro. Allan non sapeva che ero sveglio dalle 5, nessuno ha detto a Callejon che ero venuto a piedi sotto la pioggia, Hamsik e Koulibaly, non lo sapevano che mi avevano appeso all’ultimo, eppure mi hanno regalato un momento come quello di quel sorriso, una partita perfetta che mi ha riempito il cuore, durante la partita sapevo solo che ero felice, non sapevo come sarebbe finita, non so come andrà avanti, so solo che sono stato benissimo, felice, comm’a nu strunz’ forse, ma felice, perchè oggi è stata una di quelle partita in cui hai la sensazione che non sei solo tu ad amare il Napoli, ma che anche il Napoli ti ama senza fare promesse che non può mantenere, ed è bellissimo.

CattiviInsigne ha giocato benissimo, però ogni tanto un tiro sporco di punta che entra per sbaglio non farebbe malissimo, forse questa è l’unica cosa negativa di una partita che poteva finire senza problemi 6 a 0, ma in fondo è meglio così.

BuoniKoulibaly oggi ha giocato una di quelle partite in cui visto che è inutile fare il difensore decide di diventare un centrocampista che anticipa gli attaccanti avversari, sfiora anche il goal con un’azione da libero d’altri tempi. Callejon fa grandi cose incluso lo scambio che porta al goal Allan, probabilmente il vero cervello di questo Napoli, ha anche una certa cazzimma che non guasta mai. Migliore in campo è Allan, senza discussione, un goal e un assist annullato dal var, è assolutamente ovunque, non si ferma mai, vero valore aggiunto di questo Napoli.

Paolo Sindaco Russo

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Mi sono diplomato esattamente 20 anni fa ma certe dinamiche rimangono eterne e immutabili in ogni microcoscmo umano: per cui oggi come allora, a scuola, all’università o in ufficio certe figure, adeguandosi a tempi e luoghi, si ritroveranno sempre. 

Una figura mitologica creata dal chiacchiericcio, dalle voci di corridoio, dagli inciuci è la ragazza che, spesso senza un fondo di verità, viene addittata come colei che ha avuto rapporti con l’esatta metà degli studenti di sesso maschile del suo istituto.
Il problema è che tu e i tuoi amici spesso fate parte della metà sbagliata e non sapete indicare con certezza neanche un membro della metà beneficiaria.
A quel punto c’è la curiosità di scoprire come è realmente questa ragazza e se da una parte la voglia di provarci andando quasi a colpo sicuro è forte dall’altra il rischio di fare una figura di merda epocale vi rallenta. Perchè in questo caso un palo costerebbe caro, nessuno vi crederà mai se provate a dire che quella non è zoccola, sarete sempre voi a “non essere buoni”.

La soluzione è andarci piano, sondare il terreno, conoscerla meglio, capire se la cosa è fattibile e al momento opportuno affondare il colpo ed entrare a far parte della metà entusiasta della scuola.

L’Atalanta è un po’ così, quella che l”ha data a mezza scuola, quella che perde in casa con il Cagliari… eppure è anche quella che vince all’Olimpico in 10 contro la Roma. Basandosi su classifica, valori in campo e altri fattori lo possiamo tranquillamente dire che il Napoli è più forte dell’Atalanta, eppure affrontarla in modo sfacciato e con sufficienza è un errore madornale, lo insegna la Coppa Italia, quando dando per scontato il valore delle due squadre il Napoli ha azzeccato una figura di merda… Forte di questa esperienza il Napoli capito come comportarsi, un tempo per prendere le misure, per conoscersi e capire quando affondare il colpo e a differenza di squadre come Milan, Lazio, Roma e Juve che sappiamo con certezza non far parte di quelle che hanno battuto l’Atalanta il Napoli è entrata a far parte della metà entusiasta.

Cattivi – Pochi errori oggi in questo Napoli e verosimilmente nessuna insufficienza, voglio mettere fra i cattivi Insigne perchè si è stizzito per la sostituzione? Direi proprio di no, oramai lui e Sarri si conoscono, come padre e figlio, si gridano contro per amore. Mario Rui è stato arcigno e costruttivo e al contrario di altre partite dove è spesso candidato ad apparire fra i cattivi oggi non lo merita minimamente. Forse il peggiore, o se vogliamo il meno migliore, del Napoli è Zielinski, non riesce a trovare il guizzo decisivo ed gioca un po’ con il freno a mano tirato… ma è proprio voler trovare il pelo nell’uovo.

BuoniReina oggi vale tre punti, l’intervento su Cristante vale un goal e, in parte del genere, la vittoria. Allan inesauribile, forza, tecnica e risolutezza, in partite fisiche come questa viene fuori tutta la sua importanza. Migliore in campo ovviamente Mertens, torna nel migliore dei modi, con un goal decisivo e un’esultanza che per noi napoletani vale quanto il goal!

Paolo Sindaco Russo

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Il Ragguaglio al Corso Europa – forse siamo di fronte a chi ha realmente riscritto il concetto di pizza, massima attenzione alle materie prime dalle farine alle acque degli impasti e a tutti i processi di lievitazione. I condimenti della pizza sono tutti ultra selezionati in base a stagionalità e km 0. Sono tutti prodotti DOP, DOCG e presidi slow food, in ogni pizza i sapori non sono mai affidati al caso ma studiati attentamente per garantire la massima esperienza di gusto al cliente. Comodissima anche la possibilità di rateizzare il costo della cena, anche senza busta paga.

“I Masnadieri” al Borgo Marinaro – pizzeria a tema che cerca di essere quanto più possibile fedele alla tradizione, la location accogliente, nella splendida cornice del borgo marinaro. Il menù è molto varie e scritto in Napoletano del di fine ‘800 offre una vasta scelta di pizza, anche complesso, ma che non si discostano mai dalla tradizione. Particolarmente interessanti sono le pizze di mare, che a molti fanno storcere il naso ma vi possiamo assicurare che un morso della Clandestina (Datteri di mare a crudo, bottarga di delfino e polpa di riccio della Gaiola) vi faranno ricredere, un morso ha il sapore del paradiso.

Rafiuluccio a Forcella – il menù più breve del mondo, da Rafiluccio, storico locale che non ha mai rinnovato dalla sua apertura, è infatti possibile chiedere solo ed esclusivamente la Marinara. non ci sono tavoli, non ci sono piatti, non ci sono posate, c’è solo l’ormai famosissimo bancone di tufo che trasforma il più semplice dei piatti in qualcosa di unico. La porosità del tufo su cui viene poggiata la pizza appena sfornata assorbe l’umidità in eccesso della pizza e regola immediatamente la temperatura, il bancone in tufo è carico poi del sapore delle decine di miliardi di pizze che ha sorretto negli anni e regala alla marinara di Fafiluccio un sapore unico.
Si racconta che nel dopoguerra gli scugnizzi del quartiere andassero a fare quella che è diventata la proverbiale zucata: non potendosi permettere la pizza appoggivana la bocca sul bancone di tufo e aspiravano forte, tornando a casa con il sapore di pizza in bocca, qualcuno, quando non c’è molto folla ancora adesso chiede a Carmeniello di farsi una bella zucata.

Pizzeria Storica “Frondi” ai Gradoni di Chiaia: immaginate un re che indossa abiti comuni ed esce di nascosto da una porta secondaria del palazzo reale, utilizzata di solito dalla servitù, e che senza farsi riconoscere ama andare in giro per la gloriosa e splendida capitale del suo regno. Questo re inizia a frequentare una pizzeria, ama l’ambiente, ama l’ammuina, ama ascoltare il popolo e si diverte a sentire i commenti su di lui. Il re diventa cliente fisso del pizzaiolo Ferdinando Frondi e un giorno decide di rivelargli la verità “Ferdinà, vi chiamate comm’a me, mercoledì venite a palazzo a cucinare per me e mia moglie. Il pizzaiolo, pensò a uno scherzo, ma cambiò idea quando quel mercoledì si trovò davanti un cocchio con gli stemmi Borbonici.
Nelle cucine gli misero a disposizione il meglio dei prodotti locali e così il buon pizzaiolo con le spogne di Tramonti (il famoso grano premiato all’Expo di Parigi), con il Jamon Cocido come omaggio alla spagna e la Panna fresca dei monti lattari creò la pizza Lucia, dedicata alla “Regina” (il virgolettato è d’obbligo). Oggi un pronipote di Ferdinando può raccontarvi questa storia indicando i documenti con tanto di sigillo borbonico incorniciati sulle pareti di pizzeria che testimoniano quanto sia tutto vero. La Lucia è forse la più napoletana delle pizze, anche se il revisionismo risorgimentale ha voluto ribattezzarla, mimosa. Un’esperienza che ogni Napoletano deve fare.

La Grotticcella a Cavalleggeri – I primi documenti sulla pizza parlano di lievitazioni estremamente lunghe in ambienti scuri e protetti, per questo l’equipe di pizzaioli della Groticella, forti della location estremamente suggestiva e con caratteristiche uniche, usano una vecchia cava di piperno sul costone della collina di Posillipo come camera di lievitazione. L’impasto, fatto con farine di grani antichi selezionati e miscelati in loco, viene fatto lievitare per circa 25 giorni (22 in estate) e i panetti per circa 35 giorni, sempre all’interno della cava. Il risultato ha qualcosa di magico, l’impasto diventa letteralmente una nuvola, nei 90 secondi di cottura il cornicione si alza “A canotto” creando un’alveolatura che si scioglie in bocca.

Da Ambrogio alla Sanità – “Milano è piena di napoletani che fanno le pizze, perchè non può esserci un milanese che fa le pizze a Napoli” provate a fare un gioco, andate alla Sanità e fermatevi a mangiare da Ambrogio, senza pregiudizi. Sfido chiunque a dire che quella pizza è stata fatta da un milanese, tanto bravo quanto ironico Ambrogio è diventato un vero talebano della tradizione Napoletana ed è forse il più fedele agli standard dei pizzaioli di Napoli. Da provare la “Pizza alla Milanese”, unica eccentricità di un rigorosissimo menù, una cotoletta alla milanese impanata nell’impasto della pizza cotta prima al forno e poi fritta, la testimonianza che Napoli e Milano insieme possono fare qualcosa di buono.

Sconciglio, Bauhaus della pizza ai decumani – 

 

 

 

 

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Non mai stato un grande ammiratore delle “femmine della televisione” ho sempre preferito quelle in carne ed ossa che conosco di persona.

Non che non mi piacciano, per carità ma non sono mai stato uno di quelli che, come si suol dire, arrattiava su veline, vallette, letterine e star varie della tv, ho sempre dedicato le mie attenzioni e i miei atti impuri in solitaria a donne che  avevo visto di persona. Ho sempre pensato, come pensano in tanti, che ci sono tante belle ragazze che non hanno nulla da invidiare a quelle famose, alle modelle o alle star del piccolo schermo, magari sono anche più simpatiche o intelligenti.

Lo credevo, non è un caso se uso l’imperfetto, lo credevo perchè quando a 18 anni mi ritrovai in giro per Cinecittà e mi trovai faccia a faccia con Rossella Brescia nei suoi panni (pochi centimetri quadrati) di scena e delle altre ballerine di canale 5 cambiai immediatamente idee… Non erano delle belle ragazze come ce ne sono tante, erano, ai miei occhi di inesperto tardo adolescente, ben oltre. Quelle non erano ragazze normali, erano l’evoluzione del genere femminile, fisici scolpiti nel marmo con forme perfette, un livello che raramente trovi alla fermata dell’R2.

Da quel momento ho capito che esistono le belle ragazze che affollano le nostre strade e le nostre vite e loro, quelle della tv (anche se a distanza di 20 le cose sono un po’ cambiate) che sono di un altro pianeta… Come Insigne e Mertens, non è che Ounas e Giaccherini siano scarsi, sono dei buoni giocatori, ma i due folletti sono di un altro livello e oggi con il loro ingresso risolutore lo hanno dimostrato che non sono di un altro pianeta rispetto ai due compagni oggi partiti tirolari.

CattiviOunas spreca una palla buona per portare in vantaggio il Napoli e segnare il suo primo goal in maglia azzurra, le qualità le ha ma è molto caoitco. Giaccherini non entra mai in partita, si muove pochissimo senza palla, vuole farsi vedere ma non gli riesce particolarmente. La cosa peggiore di stasera è però il San Paolo vuoto, stavolta non regge neanche la scusa dei soldi, con 15 euro si compravano i biglietti per due partite, 2 euro per gli abbonati, ma forse diecimila tifosi sono megli di sessantamila spettatori.

Buoni – Togliamo da mezzo quei due, sarebbe troppo facile ed è giusto parlare di chi ha meno possibilità di apparire. Sepe, a parte l’insicurezza sul retropassaggio al novantesimo si è dimostrato di nuovo all’altezza del ruolo, in impostazione non offre la sicurezza di Reina e anche nei rilanci preferisce l’appoggio semplice al compagno vicino, ma anche si dimostra sicuro nelle uscite. Maksimovic nonostante la lunga assenza sembra essersi inserito bene nei meccanismi, manca forse di reattività ma sembra pronto per giocare più spesso. Rog è un animale, potente, arcigno ma con piedi da fenomeno e ottima visione di gioca, se impara a dosare la sua irruenza diventa destante, quando ha rubato palla a centrocampo e lanciato in porta Callejon ho rivisto il miglior Bagni… lui se fosse una femmina sarebbe abbondantemente pronta per la televisione, anche per la prima serata.

Paolo Sindaco Russo

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Fonte: twitter.com/Vivo_Azzurro

Sono veramente pochi i Napoletani sotto i quarantanni che non hanno avuto un’esperienza di vita, per studio, lavoro o amore, all’estero. Se non all’estero almeno al nord ci siamo stati tutti e ovviamente e anche se per solo un paio di settimane si pone il problema del cibo.

Ci sappiamo adattare, questo va detto, molti di noi siamo curiosi anche a tavola e non ci facciamo grossi problemi, spesso scopriamo cucine fantastiche, come è successo a me in Portogallo e in Turchia, ma c’è da dire che quando abbiamo voglia di casa non c’è piatto che tenga, dobbiamo trovare gli ingredienti e prepararcelo da soli.

Quando hai voglia di farti un ragù, una parmigiana, una cianfotta o anche un semplice spaghetto con i pomodorini ti trovi però sempre davanti a un grandissimo problema: le materie prime.
Sia perchè alcune sono difficili, se non impossibili da reperire, sia perchè quando le trovi al supermercato nella migliore delle ipotesi non sanno di niente: una melanzana in Galles, un pomodoro in Norvegia, sono come una papaia per noi, pure se la trovi al banco della frutta ha forse solo vagamente un minimo lontano ricordo del sapore originale, per non parlare della consistenza.
Però la nostalgia canaglia che ti prende proprio quando non vuoi, ti convince che forse quei pomodori e quelle melanzane non sono tanto male… per cui li compri, passi la giornata ai fornelli, prepari tutto quello che devi preparare seguendo per filo e per segno la ricetta della nonna, quella che hai fatto mille volte e non hai mai sbagliato, e la fai alla perfezione, e tutto contento ti siedi a tavola per scoprire che non sa niente.

Non si distingue il sapore della verdura, il simpatico pizzicorio della melanzana non c’è, è solo una spugnosa poltiglia inzevata, il pomodoro ha un vago accenno di acidità e basta e i peperoni pagati un rene ricordano vagamente il polistirolo. Guardi il tuo piatto comm’a nu strunz’ sapendo che ci cascato di nuovo, ti sbatti, ti sbatti fai anche quello che devi fare però la parmigiana non sa di niente.

Oggi ho quella sensazione là, dopo il secondo tempo del Napoli giocato bene nonostante le assenze il Napoli ha giocato bene, hai la sensazione di non aver sbagliato nulla, un Napoli che nel secondo tempo è tornato ad essere se stesso non è riuscito a concretizzare le tante nitide palle goal create…ti sbatti ti sbatti ma ti ritrovi una parmigiana che non sa di niente.

 

Cattivi: Sarri decide di cambiare le cose e attacca da destra, anche per le assenze di Ghoulam e Insigne, Mario Rui è piuttosto spaesato, non spinge ma non è neanche brillante in copertura. Jorginho oggi sbaglia tanti passaggi facile e soffre molto il pressing, meglio nel secondo tempo ma comunque insufficiente. Il Peggiore è però Zielinski, spreca due occasioni in modo puerile, e non è da lui.

Buoni: Reina anche oggi ha fatto valere tecnica ed esperienza, ottima prova la sua. Allan non si ferma e costruisce molto, probabilmente il migliore del centrocampo di oggi ma il migliore del Napoli è sicuramente Koulibaly, insuperabile in difesa, si trasforma in regista e a tratti fa il terzino, oggi veramente ovunque.

 

Paolo Sindaco Russo

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Foto di Daniela Vladimirova https://www.flickr.com/photos/danielavladimirova/

Il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da “palcoscenico” durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità.

Non sono parole mie ma è come se le fossero, così l’unesco dichiara L’arte del pizzaiolo napoletano,  patrimonio culturale dell’Umanità, un riconoscimento importante per tanti motivi, un riconoscimento che sarebbe sbagliato, inutile e controproducente limitare alla pizza.

Ho sempre sostenuto l’importanza del cibo come metodo al pari di letteratura, lingua, musica e tutte le espressioni artistiche e intellettuali per comprendere e conoscere un popolo e al livello universale la pizza ne è un paradigma.

La pizza è stata codificata, studiata, la pizza è cresciuta, si è evoluta, è cambiata, la pizza si è diffuso in tutto il mondo, è stata stuprata, destrutturata, modificata e violentata in ogni modo eppure la pizza napoletana è sempre qua, è sempre la stessa e rimane oggi come ieri il lusso che chiunque si può permettere, lo sfizio che chiunque si può togliere, il comfort food per antonomasia, il complesso capolavoro che nella sua meravigliose semplicità e geniale equilibrio regala un sorriso a chiunque.

In un periodo di “guerra” fra pizzaioli che fra esagerazioni tecniche, studi su farine e impasti, guerra sui prodotti, in un periodo in cui tutto il mondo che racconta la pizza a volte si sofferma su dettagli da “piccolo chimico” più che sulla sostanza questo riconoscimento riporta “L’arte dei pizzaioli” al centro riporta la cultura della pizza un gradino sopra la ricetta e la preparazione. Canotti e ruote di carretta, bighe e licoli, idratazione eleveatissima e lievitazioni lunghissime per un momento passano in secondo piano, sono percorsi che raccontano un’arte unica, sono strade che tutti i meravigliosi artigiani della pizza decidono di percorrere a seconda della formazione, tradizione familiare, esperienza e sperimentazione per portarci un prodotto che come un pastore di San Gregorio Armeno, come una Porcellana di Capodimente è un’opera d’arte e di ingegno che solo qui, solo a Napoli e solo secondo quelle regole che la tradizione ha tramandato possono essere apprezzate.

Già, perchè l’arte del pizzaiolo, come giustamente specifica l’Unesco, è fatta di canzoni, è fatta di quel teatro che si crea dietro al bancone, è fatta di parole, è fatta di quella socialità che, mai come questa è il caso di dire, “solo a Napoli” si può trovare, e l’arte del pizzaiolo va oltre l’impasto, va oltre la pizza, l’arte del pizzaiolo comprende quella magia che trasforma trasforma la pizzeria da luogo di ristorazione a luogo di felicità, ed è sostanzialmente questo che la rende unica.

I nostri complimenti e tutti quei pizzaioli, che da oggi potremo ufficialmente chiamare artisti, che hanno regalato questo ulteriore momento di orgoglio a Napoli, un ulteriore elogio a chi ha dato a Napoli grande prestigio e al mondo la sua parola più famosa.

 

Paolo Sindaco Russo

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