Sport

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La vincitrice dei 100 metri donne, Shelly Ann Fraser-Pryce (Giamaica)

Continuano le corrispondenze da casa sui Mondiali d’atletica leggera in corso a Pechino. Per noi ne scrive Vittorio Savino, già presidente regionale e poi consigliere della federazione nazionale e mondiale d’atletica, dal 1969 anima l’Atletica Aversa, realtà ben radicata nel territorio. Ancora oggi Vittorio continua a girovagare per le piste campane e italiane con la stessa passione di sempre.

ASTA MASCHILE
Stavolta a vincere e sorprendere tutti + il “rosso” canadese Barber Shwknacy, che trova forza e coraggio per arrivare fino alle vette alte, salta 5,90 ed è oro. Stessa misura ma con un errore in meno all’altezza di Raphael Marel Holzdeppe (Cer). A 5.80 ci arriva pure, Pavel Wojciechowsky (Pol), in quella che sembra il podio più scioglilingue dei Mondiali. Solo quarto il super franece Lavillinie a 5.80.

TRIPLO FEMMINILE
l’hop-hop-step hop, al femminile arriva dalla Colombia, con la bella Caterine Ibarguen che atterra a 14,90, batte Hanna Kayazyeva Minenko (Israele) con 14,78 e la kazaka Olga Rypakova 14,77.

10.000 Femminili
Quasi tutta Africa, vince la keniota Vivian Jepkemoi Cheruyot con un probante, ma non eccelso, 31.41.31, alle sue spalle l’etiope Gelare Buka con 31.41.77, al bronzo la statunitense Emily Infeld con 31.43.49, che conferma la crescita del mezzofondo d’oltre Oceano.

3000 siepi maschili
Non possiamo dire tutta Africa, perchè quì il podio ed il resto del podio è tuttol keniano. Quattro atleti ai primi quattro posti, quasi a voler confermare che non c’è “trippa per gatti”. Una miniere inesauribile di talenti virtuosi, l’oro va a Ezekie Kemboi 8.12.28, alle sue spalle tutti attaccati Conselus Kipruto con 8.12.38, quindi Brimin Kipropo Kiproto 8.12.54, medaglia di cartone per Birzoch con 8.12.62, in 34 centesimi tutto il mondo del Kenia.

100 metri donne
Ci resta un solo dubbio, come riesca Shelly Ann Fraser Pryce, giamaicana che corre in un modo tutto particolare, a portare fino al traguardo, con la velocità che riesce ad esprimere, l’infiorata che porta sul capo. Cepelli verdi, quasi un lungo manto d’erba, quindi margheritoni gialli belli evidenti e treccine con nastrini. Così infiocchettata riesce a vincere il titolo mondiale dei 100 metri donne e corre in 10.76, cosa che dalle nostre parti i maschietti fanno fatica a realizzare. Alle sue spalle il futuro, l’olandese Dafne Schippers , “femminona” capace di 10.81 suo personale, terza la statunitense Tori Bowie con 10.86.
La terza giornata dei Mondiali si chiude con lo Stadio, il “nido d’uccello”, che si illumina proprio come i giochini cinesi, luci e flash ovunque, quasi a voler identificare la gioia di questo sport che continua a prop
orci grandi campioni, mentre noi italianucci, purtroppo stiamo in silenzio.

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Yadisleidy Pedroso, salernitana d'origine cubana

Pubblichiamo le corrispondenze da casa sui Mondiali d’atletica leggera in corso a Pechino, di un’autore d’eccezione: Vittorio Savino, già presidente regionale e poi consigliere della federazione nazionale e mondiale d’atletica, dal 1969 anima l’Atletica Aversa, realtà ben radicata nel territorio. Ancora oggi Vittorio continua a girovagare per le piste campane e italiane con la stessa passione di sempre.

La pattuglia italiana di oriundi ed ex stranieri si arricchisce di anno in anno e questo non può che farci piacere. Un’occhiata particolare la vogliamo dare a due ragazze che arrivano da Cuba e che già da tempo sono in Italia, entrambe presenti a Pechino.Yadisleidy Pedroso è la salerno-cubana, ha corso le batterie dei 400 ostacoli, rovinando sull’ultimo ostacolo e trovandosi subito fuori da qualsiasi discorso futuro, peccato.
Libania Grenot, anche se all’ultimo istante è riuscita nell’impresa di accedere alle semifinali dei 400 metri piani con un 51.64, primo tempo ripescato . Speriamo continui a salire.

Oggi cinque finali, ma nessun italiano sarà in queste cinque gare. Alle 13.05 si parte con la prova di salto con l’asta che potrebbe essere molto lunga. Alle 13.30 in pedana il triplo donne. Dopo un’ora, alle 14.35 i 10.000 metri donne, quindi alle 15.15 i 3000 siepi uomini e alle 15.35 la finalissima dei 100 metri donne.
Siamo assenti, i nostri portacolori stanno sparendo ancor prima di cominciare, ma siamo presenti in cucina. Stamani la RAI ci ha proposto un Vissani in gran forma, mentre da Casa Italia Atletica ci parla di spaghetti e cucina cinese.
Visto che di atletica, almeno per il momento abbiamo veramente poco da dire, famoci du spaghi, anche se l’ora è un tantino anticipata. Strana l’Atletica di adesso (quella italiana naturalmente).

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Il campionato lo vincerà la Roma. Dzeko è un grandissimo acquisto, un calciatore che in italia potrà fare la differenza. Tecnico, mobile, potente: nel nostro campionato è potenzialmente devastante. I giallorossi hanno anche acquistato, dopo lunghe beghe legali, anche Salah. Considerato che la difesa e il centrocampo di Garcia sono di ottimo livello, la Roma potrà certamente impensierire la Juve. Se non fosse per motivi tecnici, questo sarà pure l’anno del Giubileo straordinario voluto da Papa Francesco. Nel 2000, quando la porta del Vaticano si aprì l’ultima volta, nella capitale entrarono due scudetti: prima la Lazio e poi la Roma. E se ci si metteranno pure i santi non ce ne sarà per nessuno.
La Juve resta davvero forte. Eppure ha venduto l’asse principale del suo undici titolare: Pirlo, Vidal e Tevez. Tutti sono stati ben rimpiazzati, ma ripartire senza chi possedeva le chiavi del gioco non sarà semplice.
L’Inter e il Milan hanno fatto un grande mercato, ma probabilmente non saranno in grado di restare vicine ai bianconeri e ai giallorossi. I nerazzurri con Jovetic e Icardi davanti potranno essere micidiali, lo stesso i rossoneri con Bacca e Luiz Adriano. Il brasiliano, arrivato anche un po’ in sordina, potrà fare grandi cose. La Lazio fino ad adesso ha fatto un mercato abbastanza anonimo anche se Kishna potrà essere la vera rivelazione della nuova serie A. E il Napoli? Il Napoli è forte di suo e ha acquistato dei tasselli funzionali, nulla di più. Non è stata acquistata nessuna stella o top player, come si usa dire oggi. Si è rafforzato strutturalmente, ma da qui a dire che potrà giocarsela con Juve e Roma ce ne passa. Tanto più se è cambiata la guida tecnica e la squadra dovrà assimilare un nuovo gioco.
Resta la sensazione psicologica della squadra che da piccola, con il lavoro può diventare grande. Il ridimensionamento, da Benitez a Sarri è tutto lì. Se con Rafa il Napoli era accreditato come squadra “favorita”, con Sarri la percezione è cambiata. Nello sport le percezioni contano infinitamente. Il Napoli dovrà partire forte dall’inizio perché al momento può preoccupare gli avversari, ma non certo far paura.

Qualcuna di queste squadre fallirà clamorosamente e fuori dal circuito ci sono allenatori affermatissimi: tra qualche mese Ancelotti, Montella, Spalletti e Mazzarri li ritroveremo su una di queste panchine.

Poi chissà se un giubileo non possa farsi prima o poi anche a Napoli…
Previsione: Roma, Juve, Inter, Napoli, Milan, Lazio. Ma occhio alla Fiorentina.

Valentino Di Giacomo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

 

 

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Ci siamo. Passate le polemiche (per adesso), passati i ricorsi, ora, finalmente, sarà il campo a parlare.

La stagione 2015/2016 dell’Azzurro Napoli basket è cominciata oggi al PalaVeliero di San Giorgio a Cremano con il primo allenamento.

Ma da dove si riparte?

Si  riparte dalla Serie B, con una progetto che ha l’obiettivo, senza spese insostenibili e passi più lunghi della gamba, di riportare il Club partenopeo già dall’anno prossimo in Legadue.

Si riparte da un General Manager prestigioso e di categoria superiore, quel Pier Francesco Betti col suo impegnativo ed oneroso contratto triennale.

“Dopo aver verificato la serietà del nuovo corso societario – dice Pierfrancesco Betti – , non ho esitato neppure un attimo ad accettare la proposta dell’Azzurro Napoli Basket. Ritornare a Napoli, seppur partendo dal complicato e difficile campionato di serie B, è per me motivo di orgoglio, di responsabilità e di affetto per una maglia ed una città che a distanza di anni mi è sempre rimasta nel cuore. Sono certo che tutti insieme, società, staff tecnico, squadra, e sopratutto con l’aiuti dei nostri tifosi, imposteremo un importante lavoro di riorganizzazione per riportare Napoli nelle posizioni che le competono”

Si riparte dall’allenatore, da Giampaolo Di Lorenzo, dalla sua esperienza nella categoria, dal suo amore per la Napoli e dalla sua voglia di essere per una volta “propheta in patria”.

“Tornare a Napoli ed allenare la squadra dove praticamente sono cresciuto e formato come giocatore, e grazie alla quale sono riuscito a far diventare una passione un lavoro, – dice il nuovo allenatore – mette sicuramente i brividi. Ho accettato subito la proposta, indipendentemente dalla categoria nella quale giocheremo. Alcune scelte vanno fatte con la pancia, ed io non ho esitato nemmeno un attimo. La conoscenza del General Manager Betti, e quella del Presidente Balbi mi ha fatto capire che la scelta fatta era quella giusta. Ora abbiamo una missione: vincere subito e riconquistare la fiducia di ogni singolo tifoso. Inoltre dobbiamo dare credibilità ad una nuova realtà che allo stato attuale è vista con sospetto. C’è tanto lavoro da fare e non vedo l’ora di cominciare.”

Si riparte da un roster completato in pochissimi giorni. Quasi un miracolo considerata la pessima reputazione che ormai ha la società nei confronti di giocatori e procuratori.

Un roster che si è radunato ieri sera presso il ristorante “Fratelli la Bufala” a Pozzuoli.  Col nuovo Amministratore Delegato, Antonio Di Rocco, con il rinnovo del ‘main’ sponsor Givova, lo sponsor tecnico Title e il responsabile marketing della BreakPoint ADV Clara Starace, è stata presentata anche l’intera squadra

Vediamola:

Nunzio Sabatino, unico legame tecnico con la disastrosa stagione appena passata, ma anche uno dei pochi ad aver dimostrato sempre grande attaccamento alla maglia.

Il  nuovo arrivo Simone Berti. E’ chiaro che sarà con ogni probabilità dalle sue mani che passeranno i destini di questa stagione. E’ l’elemento di spicco, un play di categoria superiore, classe ‘85 con esperienze nelle nazionali giovanili under 18 e under 20 e un titolo vinto a Siena anche se quasi da spettatore in panchina.

Poi la guardia classe ’90 di 1.95 Armando Iannone con esperienza e punti nelle mani.

A completare il roster Christian Villani (guardia-ala di 200cm, classe 1982), Michele Giovanatto (ala di 202cm, classe 1981),  Salvatore Parrillo (guardia/play di 192cm, classe 1992), Andrea Martino (ala di 195cm, 1995). Tutti elementi di ottimo livello per la categoria.

Di ottimo livello i due lunghi anche se forse un po’ leggeri. Spicca  Yande Fall (ala di 200cm, classe 1990), un 4/5 sicuramente in gradi di spostare gli equilibri in serie B, reduce da una stagione eccellente a Catanzaro con 16 punti e 10 rimbalzi di media. Ottimo acquisto per la serie B anche Davide Serino (centro di 200cm, classe 1981).

Infine il giovane e promettente pivot napoletano Andrea Spera ( 205cm, classe 1996) che dopo aver dominato nei vari campionati giovanili potrebbe avere l’occasione di dimostrare il suo valore da senior.

Insieme a questi giocatori, per la prima fase di preparazione, si aggregheranno alla squadra alcuni atleti del settore giovanile (Lorenzo Perrella ’96, Nino Viscusi ’97 Crecenzo Testa ’95).

Vice allenatore il napoletano Antonio Barbuto e preparatore atletico il giovane Elia Confessore.

A completare la società il Direttore Sportivo Vittorio Di Donato ed il Segretario Generale Marco Barone.

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Dunque il basket napoletano, dopo la ormai usuale estate di passione fra tribunali e carte bollate, ripartirà dalla serie B. E per farlo ha scelto di ripartire dal suo passato.

Nonostante Marco Calvani avesse ancora un anno di contratto è stato scelto come allenatore Giampaolo Di Lorenzo, ex play napoletano negli anni ’80 e ’90 e poi coach con buoni risultati a Brindisi, Potenza, Forlì, Omegna e Matera.

Una scelta interessante, un coach napoletano che conosce molto bene l’ambiente  e con esperienza di categoria sia da giocatore che da allenatore.

Dal passato, assai glorioso, arriva anche il General Manager, quel Pier Francesco Betti protagonista degli anni più belli del basket a Napoli targato Maione. Un nome che è una garanzia assoluta in termini di competenza e serietà.

Ed è proprio sul suo nome e sul suo oneroso contratto triennale che i tifosi napoletani si stanno aggrappando per sperare che, finalmente, il progetto di riportare la pallacanestro a Napoli a buoni livelli, sia serio ed a lungo termine.

Le premesse, bisogna dirlo, non sono delle migliori.

La presidenza è la stessa che negli ultimi due anni ha collezionato solo figuracce a livello societario e la cui credibilità rasenta lo zero. Si è ancora in attesa di conoscere i nuovi soci che, anche se in ritardo, cosa che ha causato l’esclusione dalla Lega Due, hanno ripianato quasi 250 mila euro di debiti. Non si capisce davvero il motivo per cui non escano fuori.

C’è la questione PalaBarbuto ancora da risolvere con il Comune. E’ vero che si tratta di meno di 30mila euro, ma allora perchè non saldare il debito? Non dimentichiamoci che tra le cause per cui è stato rigettato il ricorso dalla Procura Federale c’è la “mancanza di adeguata documentazione sulla disponibilità di un campo da gioco”.

E poi, con quale budget si affronterà la stagione?

E lo sponsor? Non si parla più della Givova. Lo sponsor che pareva ormai certo per la Lega Due si è tirato indietro?

Ma veniamo poi a quello che dovrebbe interessare di più. I giocatori.

Come si era detto si ripartirà affidando la regia nelle mani di Nunzio Sabbatino. Sicuramente un play di ottimo livello per la categoria.

Per il resto solo voci. Pare comunque che si voglia puntare molto su giocatori campani.  Il gm Betti è al lavoro con Di Lorenzo con l’obiettivo sicuramente di costruire un team competitivo per la B e provare tornare subito in Lega Due.

Potrebbe arrivare il play-guardia beneventano Salvatore Parrillo, 23 anni, già nazionale under 20, ex Juve Caserta, Ferentino e Agropoli.  Possibile l’arrivo di Michele Giovanatto (ex Palermo). Sembra vicina la 34enne ala grande partenopea Davide Serino, (ex Agropoli). Trattativa importante ma difficile in corso per Simone Berti, 30 anni, play-guardia esperto e di categoria decisamente superiore, l’anno scorso a Biella in A2. Si fanno poi i nomi di Iannone, guardia (ex Veroli e Rieti) e di Villani, ala, (ex Latina e Lugo di Romagna).

Infine, in queste ultime ore la notizia che l’Azzurro Napoli basket sarebbe vicino alla firma di un numero 4 di una certa importanza, la “piovra nera” Yande Fall, italo senegalese classe ’90, reduce da tre anni di alto livello a Catanzaro con un’ultima stagione a 16 punti e 10 rimbalzi di media.

Si tratta di giocatori che alla maggioranza del pubblico non diranno molto ma che, se arrivassero davvero, confermerebbero la voglia di costruire un team di buon livello per la B.

Certo, per provare a infiammare la piazza, cosa di sicuro molto complicata, servirebbe almeno un grosso nome…

Paolo De Luca

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In foto Raffaele Colacicco

Ci sono passioni e Passioni. Da quelle più frivole che nascono in età matura sfrocoliate da curiosità momentanee o consigliate da mode passeggere a quelle, come dire, innate, quelle che fanno parte di te da sempre e alle quali non riesci a tracciarne la genesi.

Io ne ho avute svariate e di diversi tipi ma la mia Passione, direi di tipo “endemico” è senza alcun dubbio legata al mondo equino. L’equitazione! E non mi riferisco a quella snob e aristocratica della “sella inglese” (salto ostacoli & affini), ho scelto l’adorata, rozza e cafona monta western. Ho sempre prediletto un’eleganza disinvolta ed apparentemente più informale ad una imposta e, a mio avviso, più forzata. Ho sempre preferito frange e Stetson (il famoso cappello a falde larghe) a frustino e cap. Per non parlare poi degli speroni: è tutto un altro effetto; chi non ha sognato almeno una volta atteggiarsi a passo deciso col rumore della stella sulle pietre?

Ad occhio ignorante si tratta di un unico sport, “andare a cavallo”, come dire che il tennis e il volano sono la stessa cosa. Ovviamente non è così. Si tratta di due mondi cugini, due facce della stessa medaglia, con origini ed evoluzioni completamente diverse.

La monta western (o americana) è considerata una monta da lavoro, proprio perchè nasce da determinate esigenze tecniche dei cowboys necessarie a spostare le mandrie da un pascolo all’altro. Determinate selle, determinato abbigliamento e soprattutto determinati cavalli, agili, veloci e scattanti, subito pronti a recuperare qualche vitello in fuga. Durante i loro momenti di relax erano soliti unirsi ed improvvisare giochi e gare, dando vita ai famosi Rodei. Poco a poco questo intrattenimento è diventato più competitivo e necessitava una specie di regolamentazione, dando vita così a vere e proprie discipline agonistiche. Tra le più famose ci sono quelle di velocità, Barrel Racing e Pole Bending, quelle che “simulano” il lavoro fatto con i vitelli (che sono tra le più “scenografiche”), Cutting e Team Penning, e poi c’è, a mio modestissimo avviso, l’emblema del mondo western, eleganza e perfezione, il Reining: fusione totale tra cavallo e cavaliere! “Guidare fra le redini” significa, è una disciplina in cui è fondamentale l’empatia tra cavallo e cavaliere  che lavorano sincronizzando quasi respiri e movimenti, lasciando percepire solo azioni svolte con la più totale disinvoltura e senza alcun tipo di costrizione. Un susseguirsi di cambi di galoppo, spin, roll back e sliding stop compongoni i cosiddetti patterns, percorsi.

In Italia la prima gara di Reining si è tenuta nel 1985 ma contava pochi iscritti. Dopo qualche anno si è deciso di fondare delle associazioni regionali con lo scopo di promuovere la disciplina e nel 1997 nasce l’Associazione Campana Cavallo Rening. Il cuore pulsante della disciplina in Campania, dove il sogno di molti è nato, è il Torello Quarter Horses di Melizzano (BN), il paradiso in terra per gli amanti dei cavalli ed è proprio grazie a Vincenzo Caracciolo e a Daniela Lukacs che non hanno mai smesso di credere in questa loro Passione che la Campania oggi può vantare, anche a livello internazionale, grandi campioni del calibro di Raffaele Colacicco.

Purtroppo il campionato ora è finito, ma al prossimo noi di Soldato Innamorato ci saremo! E vi racconteremo ogni singola emozione provata dai cowboys napoletani.

Magari scoprirete d’avere una Passione latente

Milly

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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Ancora una doccia fredda per i tifosi napoletani. Non che ci fosse molta fiducia nel ricorso ma, si sa, la speranza è l’ultima a morire e la bocciatura del Tribunale Federale della FIP è l’ennesima mazzata alle speranze di vedere la squadra in Lega Due nella prossima stagione.

La società, naturalmente, ha già annunciato il ricorso in secondo grado alla Corte federale di Appello ma, a questo punto, quasi nessuno crede più che ci siano concrete possibilità di vincere.

Nonostante il parziale riconoscimento degli sforzi fatti per ripianare i debiti, le motivazioni della Corte sono state pesanti. In particolare colpisce, oltre al ritardo nella presentazione delle liberatorie, il passaggio sul campo di gioco ” …non presentando idonea documentazione attestante la disponibilità di un idoneo impianto di gioco, secondo i criteri fissati dalle norme federali per il campionatori serie A2…”

E’ chiaro, a questo punto, che nonostante le rassicurazioni, la Questione PalaBarbuto col Comune di Napoli sia ancora aperta e non siano stati ancora saldati i debiti della passata stagione.

Insomma, la chiarezza e la trasparenza che erano state invocate dai tifosi, non ci sono.

Torneremo mai a parlare di Basket giocato?

Questo intanto il Comunicato della Società:
Il Tribunale Federale della Fip ha rigettato il ricorso presentato dall’Azzurro Basket Napoli avverso il provvedimento del Consiglio federale di non ammissione al campionato di serie A2 maschile 2015-16 con le seguenti motivazioni:

“…. ritenuto quindi che la società Azzurro Napoli Basket, pur riconoscendone e sottolineandole la volontà ed i meritori sforzi per adempiere nei tempi previsti a tutte le obbligazioni, non abbia tuttavia rispettato le condizioni di cui alle Disposizioni Organizzative Annuali 2015-2016, non avendo presentato entro il 9 Luglio u.s., termine indiscutibilmente perentorio, tutte le idonee liberatorie attestanti l’avvenuto pagamento fino al 31 marzo u.s. di alcuni atleti, e non presentando idonea documentazione attestante la disponibilità di un idoneo impianto di gioco, secondo i criteri fissati dalle norme federali per il campionatori serie A2;
P.Q.M. rigetta il ricorso.”
Preso atto di quanto sopra, ed in virtù delle suddette motivazioni, l’Azzurro Napoli Basket rende noto che inoltrerà reclamo alla Corte Federale di Appello avverso la decisione del Tribunale Federale della Fip.

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https://www.flickr.com/photos/bass_nroll/

In un tempo che è sempre più una scala di grigi con piogge, temperature attorno ai 13 gradi e jastemme varie ed eventuali (commenti dall’Italia: eh, nuje ce stamme squaglianne cu stu calore. Risposta mia: e quindi? Avessa sta con la sinusite, né?), ci sono delle soddisfazioni che vengono proprio da Napoli, e si avverano qui nella capitale russa.

I due schermidori partenopei Diego Occhiuzzi e Luca Curatoli hanno contribuito alla vittoria nella finale di Sciabola maschile a squadre ai Mondiali di scherma di Mosca, battendo la selezione russa con un perentorio 45-36, e dando un po’ di luce a queste giornate spesso scurite dai nuvoloni carichi di pioggia. Ad Occhiuzzi, classe 1981, veterano della scherma, mancava una vittoria iridata, dopo una collezione di successi olimpici ed europei; il giovane Curatoli conquista all’esordio tra i senior l’oro.

Come il nostro buon Paolo Sindaco Russo, anche chi scrive si ritiene di nazionalità napoletana, ma c’è un elemento da ricordare quando si parla di sport e Mezzogiorno: le difficoltà quotidiane di chi vuole emergere in una situazione dove mancano strutture sportive, con realtà associative che resistono giorno dopo giorno e tirano avanti, crescendo talenti. In Russia non è così: se in epoca sovietica lo sport era visto come un elemento della grandezza e di dimostrazione della superiorità del socialismo (come poi sia andata a finire, è n’atu fatto), ora comunque c’è un certo investimento, e si tutelano gli atleti agli inizi, proprio nel momento più delicato. C’è anche una gran quantità d’impianti sportivi, quando spesso dalle nostre parti bisogna arrangiarsi con tanta fantasia e fatica. In questi giorni anche un altro sport, l’atletica, ci ha portato la soddisfazione di vedere un figlio della nostra terra, questa volta in veste di tecnico, protagonista: parlo di Tonino Andreozzi, che in passato ha portato le ragazze dell’Atletica Aversa ai massimi livelli nazionali e europei, ed ora si occupa delle nazionali giovanili. Vedere la “capa ianca” di Tonino gettarsi in un abbraccio ai suoi “azzurrini” ai Mondiali allievi di Calì in Colombia è un’emozione, soprattutto perché ad Aversa, nonostante si faccia atletica dal 1969, non è mai stata costruita una pista.

Quindi è ‘na soddisfazione vedere a dduje guagliune napulitane ‘ncoppo ‘o podio del complesso Olimpico costruito per i giochi di Mosca 1980, certo, forse la scherma non è tanto popolare come lo sport, ma poco importa: sono sempre quelle piccole gioie che rischiarano una giornata.

E mo’ vediamo di sacrificare qualcuno a Demetra e Persefone: jesce sole!

 

Giovanni Savino

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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Dunque l’attesa conferenza stampa del Presidente Balbi si è da poco conclusa e l’impressione è duplice. Da un lato un Balbi battagliero che dice di non mollare e di avere fiducia nei propri avvocati e nella giustizia sportiva e dall’altro però la sensazione che ci sia, sotto traccia, una certa rassegnazione a fare la serie B. Troppe volte la Federazione Pallacanestro è stata sportivamente “tradita” dal basket a Napoli e le probabilità che possano dare fiducia a questa società sono oggettivamente scarse.

Per chi non lo sapesse riepiloghiamo: venerdì scorso il Consiglio Federale della Fip ha respinto la domanda di ammissione al prossimo campionato di serie A2 dell’Azzurro Napoli Basket dopo aver appreso del parere negativo da parte della Com.Te.C.  Immediato è stato il ricorso avverso la decisione del Consiglio Federale presentato dalla società.

Queste in sintesi le dichiarazioni del Presidente Balbi:

Voglio innanzitutto chiarire che lAzzurro Napoli Basket non è fallito ne è stato radiato. Anzi, abbiamo fatto uno sforzo enorme, abbiamo risolto tutte le problematiche su stipendi, lodi e Arbitrati chiudendo tutte le pendeze verso giocatori e allenatori: Voglio ringraziare soprattutto 4 giocatori dello scorso anno, Allegretti, Malaventura, Ganeto e Sabbatino che non hanno fatto alcuna azione legale nei confronti della società. Oggi ripartiamo con una situazione a debiti zero”.

 A maggio con l’ultima rata NAS pagata in ritardo, la società era fallita. In 10 minuti, trovandomi per puro caso nello studio di un avvocato c’è stato chi ha dato la propria disponibilità a darci una mano, si è innescato un meccanismo grazie a imprenditori e professionisti, per aiutarci in tutti i modi.  Abbiamo fatto un nuovo CdA, creata una bad company che si è accollata i debiti  e abbiamo iscritto la squadra con conferimento di deposito cauzionale di 70 mila euro;

Insomma un gruppo di persone che pur correndo il rischio di affrontare la serie B è disposto ad andare avanti, una struttura di persone competenti;

Per quanto riguarda il nostro ricorso credo che sia talmente lieve la contestazione e considerando il fatto di aver soddisfatto tutti i requisiti, sono convinto che tutto sarà modificato in una multa o una penalizzazione.  L’avvocato Enrico Cassì sta seguendo il ricorso. Entro una settimana, non oltre il 30 luglio, avremo il verdetto.

Insomma davvero non si sa cosa pensare. Se la federazione di sicuro non potrà dare grande fiducia alla società i tifosi non possono che essere ancora più scoraggiati e l’ironia con la quale vengono commentate sui social network le parole di Balbi lo confermano.

L’impressione, come detto, è che al di là delle parole di circostanza, in società siano quasi tutti convinti che alla fine si dovrà ripartire dalla serie B.

Potrebbe essere anche un bene se il progetto fosse davvero serio (continuano a rimanere misteriosi questi nuovi soci), ma l’esperienza, le premesse e gli avvenimenti di queste ore non autorizzano nessuna fiducia. Entro 10 giorni, comunque, sapremo tutto.

Paolo De Luca

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Helsinki, 15th World Gymnaestrada

Helsinki, 15th World Gymnaestrada. Per una settimana, dal 12 al 18 luglio, la capitale finlandese ospita le Olimpiadi della Ginnastica per Tutti, un evento sportivo che coinvolge oltre 20.000 partecipanti provenienti da tutto il mondo. Un festival della Ginnastica senza età e all’insegna della condivisione socio-culturale che trasforma la città in un gigantesco palcoscenico dove si esibiscono le varie società sportive.

L’Italia è presente con un gruppo di circa 400 atleti, tutti perfettamente organizzati e coordinati da uno staff di altissimo livello, che vanta fra i suoi membri in Fabio Gaggioli (Condigliere Federale referente sezione GPT) ed Emiliana Polini Napoletanissima e Direttore Tecnico Nazionale GPT.

Ovviamente Napoli non poteva mancare all’appello: l’a.s.d. LA ROCCIA, capeggiata dalla prof.ssa Valeria Ciancio (nonché Direttore Tecnico Regionale GPT della Federazione Ginnastica d’Italia), porterà alta la bandiera partenopea agli occhi del mondo intero. Orgogliosamente napoletana, la Ciancio ha preparato, aiutata dalle sue collaboratrici, per le sue circa 40 ginnaste un’esibizione sulle note di grandi classici napoletani, da una sensualissima versione solo piano di ‘O sole mio alla sfrenata e folkloristica Rumba degli Scugnizzi cantata da Massimo Ranieri, passando per Napul’è.

Un mix della nostra eccellenza musicale ha dato il tempo ad un esercizio ricco di notevoli difficoltà tecniche e collaborazioni tra ginnaste che mette in risalto doti e qualità di ognuna di loro, dalla più piccola di appena 7 anni alla più grande. Con la loro energia, sono state in grado di trasmettere tutto il meglio che sportivamente, culturalmente e tradizionalmente il popolo napoletano può offrire. I loro sorrisi e la loro positività riescono a catturare l’attenzione di ogni singolo spettatore. Fanno parte del collettivo anche un gruppo di mamme, fedelissime della Ciancio, che non si tirano mai indietro ogni qual volta si pone loro d’avanti una nuova sfida: che sia un palco napoletano o uno stadio internazionale sotto i riflettori mondiali loro sono lì, pronte e sempre a tempo.

Questo è lo spirito della Gymnaestrada, questo è lo sport che ci piace! Uno sport fatto di impegno e tanti, ma tanti, sacrifici; fatto di positiva competitività e duro lavoro. E, contando i numerosi trofei esposti in palestra, le ginnaste napoletane lo sanno bene!

“Make the earth move!”  

Milly

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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