Sport

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Helsinki, 15th World Gymnaestrada

Helsinki, 15th World Gymnaestrada. Per una settimana, dal 12 al 18 luglio, la capitale finlandese ospita le Olimpiadi della Ginnastica per Tutti, un evento sportivo che coinvolge oltre 20.000 partecipanti provenienti da tutto il mondo. Un festival della Ginnastica senza età e all’insegna della condivisione socio-culturale che trasforma la città in un gigantesco palcoscenico dove si esibiscono le varie società sportive.

L’Italia è presente con un gruppo di circa 400 atleti, tutti perfettamente organizzati e coordinati da uno staff di altissimo livello, che vanta fra i suoi membri in Fabio Gaggioli (Condigliere Federale referente sezione GPT) ed Emiliana Polini Napoletanissima e Direttore Tecnico Nazionale GPT.

Ovviamente Napoli non poteva mancare all’appello: l’a.s.d. LA ROCCIA, capeggiata dalla prof.ssa Valeria Ciancio (nonché Direttore Tecnico Regionale GPT della Federazione Ginnastica d’Italia), porterà alta la bandiera partenopea agli occhi del mondo intero. Orgogliosamente napoletana, la Ciancio ha preparato, aiutata dalle sue collaboratrici, per le sue circa 40 ginnaste un’esibizione sulle note di grandi classici napoletani, da una sensualissima versione solo piano di ‘O sole mio alla sfrenata e folkloristica Rumba degli Scugnizzi cantata da Massimo Ranieri, passando per Napul’è.

Un mix della nostra eccellenza musicale ha dato il tempo ad un esercizio ricco di notevoli difficoltà tecniche e collaborazioni tra ginnaste che mette in risalto doti e qualità di ognuna di loro, dalla più piccola di appena 7 anni alla più grande. Con la loro energia, sono state in grado di trasmettere tutto il meglio che sportivamente, culturalmente e tradizionalmente il popolo napoletano può offrire. I loro sorrisi e la loro positività riescono a catturare l’attenzione di ogni singolo spettatore. Fanno parte del collettivo anche un gruppo di mamme, fedelissime della Ciancio, che non si tirano mai indietro ogni qual volta si pone loro d’avanti una nuova sfida: che sia un palco napoletano o uno stadio internazionale sotto i riflettori mondiali loro sono lì, pronte e sempre a tempo.

Questo è lo spirito della Gymnaestrada, questo è lo sport che ci piace! Uno sport fatto di impegno e tanti, ma tanti, sacrifici; fatto di positiva competitività e duro lavoro. E, contando i numerosi trofei esposti in palestra, le ginnaste napoletane lo sanno bene!

“Make the earth move!”  

Milly

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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Salvatore Porzio frequenta questo mondo da molto prima che diventasse famoso e che gli fossero dedicati programmi in tv, con la squadra partecipa a campionati internazionali senza però mai tradire la sua Napoletanità, lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio e farci presentare questa disciplina.

Sei reduce da due gare internazionali e hai portato a casa risultati importanti, cosa ci racconti di questa esperienza?

Aldilà dei risultati quello che mi piace di più delle competizioni di Barbecue è l’atmosfera che si viene a creare. Bene o male in questo ambiente ci si conosce tutti, anche fra i componenti dei team delle diverse nazioni. Stando insieme per due giorni ed una notte senza dormire attorno a Barbecue accesi si crea un affiatamento e un rapporto di amicizia che va oltre la competizione. Quello che dico sempre è che essendo una gara è ovvio che si parte per vincere ma di sicuro non si torna mai sconfitti.

Volendo comunque riportare dei risultati è stato bello arrivare primi nella categoria Chicken all’IBC di Perugia e secondi posto nella categoria Chef Choice al primo contest ad inviti organizzato dalla Distilleria Bonaventura Maschio.

 

Molte persone non hanno idea che esista il Barbecue come disciplina, come funziona una gara?

Le gare più importanti sono sanzionate dalla KCBS (Kansas City Barbecue Society), una associazione no profit americana che coordina migliaia di competizioni in tutto il mondo. Forma dei giudici, ultimamente ho preso anche io la certificazione per capire anche cosa succede dall’altra parte dell’oceano,  ha un sistema con il quale chi giudica non sa quale è il team che ha preparato la pietanza.

Le categorie di preparazioni KCBS sono standard per tutti i team e sono 4: Chicken (pollo), Ribs (costine di maiale), Pulled Pork (spalla di maiale) e Brisket (punta di petto di manzo). Tutti tagli di carne cosiddette “povere” ma che con la tecnica della cottura low and slow (a bassa temperatura per un tempo prolungato che può arrivare a 10/12 ore per il brisket) e con l’utilizzo dell’affumicatura acquistano morbidezza e gusto che li rendono piacevoli da mangiare.

I giudizi alle 4 preparazioni vengono dati secondo tre parametri che sono apparenza, gusto e tenerezza delle carni.

 

Com’è nata questa passione per l’american Barbecue?

Quasi dieci anni fa con la nascita del mio primo figlio ho cercato un hobby più casalingo rispetto a quello del mototurismo. Non sapendo che poi mi si sarebbe aperto un mondo, quello delle competizioni, che comunque ti porta a girare l’Italia e l’Europa.

Ovviamente tutto è iniziato con le ricerche in rete cercando il modo di autocostruirsi una griglia e finendo nel magico mondo delle cotture indirette ovvero dei barbecue con coperchio.

Nelle foto potete vedere il mio primo barbecue artiginale, fatto con una pentola capovolta.

Sei un Napoletano Doc, come riesci a integrare una tradizione culinaria così forte con una cucina (almeno all’apparenza) così lontana?

Anche se sono due culture molto lontane dal punto di vista culinario trovo un forte legame nella tecnica applicata per la preparazione della carne e, come dicevo prima, nell’utilizzo di tagli poveri ovvero non di prima scelta. Il Barbecue americano nasce nel sud tra gli schiavi che non disponendo di carni tenere scoprirono che cuocendo per lungo tempo e a bassa temperatura tagli “duri” questi acquisivano gusto e morbidezza.

Se penso al Re delle preparazioni partenopee non posso fare a meno di citare Lui, l’immancabile sulle tavole dei napoletani ogni domenica e ad ogni stagione: il Ragù.

La tecnica non è quella? Un pezzo di muscolo che si sfilaccia dopo aver “pippiato” a bassa temperatura fino a 8/10 ore.

Proprio come un Pulled Pork.

 

L’american Barbecue si sta diffondendo tantissimo, quali consigli ti senti di dare a chi si avvicina a questo mondo?
Ovviamente il consiglio “cheap” è quello di documentarsi in rete per iniziare e per capire di che strumenti si ha bisogno. Un kettle può costare tra i 200 e 300 euro ed utilizzarlo solo per grigliare sarebbe uno spreco.

Un altro sistema abbastanza più immediato è quello di partecipare ad un corso in modo da vedere praticamente come funziona la cottura indiretta, come si preparano le carni e come si gestiscono le temperature.

 

Qual è il tuo piatto forte? Ci racconti com’è nato?

Sembrerà strano ma non impazzisco per le preparazioni americane. Adoro le loro tecniche di cottura e di affumicatura ed ho sempre cercato di applicarle a preparazioni tipiche della tradizione italiana e napoletana.

Nel Barbecue è stato preparato di tutto ed il mio piatto forte è nato dalla ricerca di realizzare qualcosa che nessuno avesse mai realizzato prima. Sempre in tema di low and slow partenopeo ho pensato a Lei. La Regina delle preparazioni napoletane: A’ Genuves.

La cipolla che si disfa e perde l’acido per la lunga cottura, la carne che si intenerisce e cede tutti i suoi umori al sugo, l’affumicato che diventa l’ingrediente in più…..il paradiso.

Ne realizzo anche una versione panino con pepe e scaglie di parmigiano.

 

Una ricetta facile che tutti possono fare a casa?

Le alette di pollo, altro taglio povero utile anche per testare le prime cotture indirette.

Marinate con olio e salsa worchester e condite con un rub (mix di spezie) con gli aromi che più si gradiscono. Un successo sicuro.

Sei tifoso del Napoli?

Si dalla nascita ed il mio sogno è di “appicciare una furnacella” in curva B. Più furnacelle meno fumogeni.
Cosa cucineresti per Sarri e cosa per De Laurentiis?

Essendo cresciuto come il Mister all’ombra degli altoforni dell’italsider di Bagnoli gli proporrei una bella impepata di cozze affumicate. Pescate possibilmente sotto la tavola di mare di Trentaremi.

Al presidente penso che piaccia la bistecca, la T bone quella che ha anche il filetto attaccato.

 

Chi volesse saggiare i tuoi capolavori dove e quando ti può trovare?

Sono un po’ girovago, non ho un posto usuale dove faccio gli eventi ma giro varie strutture che mi ospitano.

I miei eventi li pubblico sulla mio profilo facebook o sulla mia pagina.

https://www.facebook.com/salvatore.porzio.7

https://www.facebook.com/FlashMobbq
Un saluto per gli amici di Soldato Innamorato?
Ciao ragazzi “a’ brace v’accumpagn!”

Noi a breve andremo a saggiare la Genovese affumicata e vi faremo sapere com’è, stay tuned!

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14 luglio, gran parte del popolo sportivo napoletano è concentrata su Dimaro, sede ormai da molti anni del ritiro estivo del Calcio Napoli, oppure sfoglia con attenzione la Gazzetta e il Corriere per sapere le ultime notizie sul calcio mercato o clicca su improbabili (per lo più) link per conoscere i nuovi acquisti o le principali trattative del Napoli e delle sue principali rivali.
Ma c’è una parte del popolo sportivo, quello appassionato (malato sarebbe il termine più corretto) di basket, che naviga nel buio quasi totale per capire a quale destino andrà incontro.
Facciamo il punto della situazione.

1) Siamo iscritti alla Lega Due e, considerato come era finito lo scorso campionato, è già una buona notizia, per nulla scontata, anche se partiremo con ogni probabilità con 3 punti di penalizzazione e siamo in attesa ancora del verdetto ufficiale sulla situazione finanziaria complessiva della società da parte della Com.Te.C anche se da indiscrezioni arrivate nella tarda serata di ieri sembra che sia arrivato da parte del Comitato tecnico di Controllo il via libera per tutte le società.. Questo il nostro girone che sarà ufficializzato nel Consiglio federale del prossimo 17 Luglio: Agrigento, Barcellona, Biella, Casale, Casalpusterlengo, Caserta, Ferentino, Latina, Napoli, Omegna, Reggio Calabria, Rieti, Scafati, Siena, Tortona, Trapani.

2) Sembra, leggendo le dichiarazioni del Presidente Maurizio Balbi (ma è ancora lui il Presidente?) che siano stati pagati tutti i Lodi (i debiti pregressi con i giocatori per contratti non onorati n.d.r.) delle passate stagioni. Si tratta di circa 250 mila euro che sarebbero stato versati dai misteriosi nuovi soci.

3) Sapere chi siano questi nuovi soci è più difficile che conoscere il terzo segreto di Fatima.

4) Il “Main Sponsor” sarà ancora la Givova che verserà una parte consistente del budget col quale affronteremo la prossima annata sportiva.

5) A quanto pare è stato contattato come General Manager quel Pier Francesco Betti, in uscita da Ferentino, amatissimo e mai dimenticato a Napoli per essere stato uno degli artefici delle ultime grandi annate sportive del Basket Napoli del Presidente Maione. Il suo arrivo avrebbe certamente un forte significato simbolico e sarebbe una garanzia di serietà del progetto per la prossima stagione. L’interessato però, a domanda precisa, non conferma e non smentisce.

6) Sono stati fatti almeno 4 nomi per la panchina. C’è il biennale valido anche per la prossima stagione di Coach Calvani. Si era a lungo parlato (pista ormai molto raffreddata) di Coach Ciccio Ponticiello, si era accostato a Napoli il nome di coach Giampaolo Di Lorenzo e d infine insieme al ritorno di Betti sono sempre più insistenti i rumors su un possibile arrivo di uno dei suoi pupilli, Max Oldoini. Per ora, però, solo voci o poco più.

7) Inutile quindi parlare di giocatori. Mentre il mercato cestistico impazza in Lega 1 e Lega 2, a Napoli l’unico che sembrerebbe confermato della scorsa stagione è il play Nunzio Sabbatino. Per il resto una squadra tutta da costruire con tanti giovani e due americani da prendere probabilmente in giro tra le varie Summer League statunitensi.

Questa la situazione ad oggi. Praticamente il buio quasi totale. Basta fare un giro per i social network per capire quale e quanta sfiducia (assolutamente legittima e giustificata vista la recente storia) ci sia attorno al misterioso progetto del basket a Napoli per il prossimo anno.

I tifosi chiedono chiarezza. L’entusiasmo per il basket a Napoli può essere travolgente. Sotto la cenere delle delusioni di questi ultimi anni c’è un fuoco che è pronto ad uscire prepotentemente. Ma a patto di non essere presi in giro. La società deve dire chiaramente quale sarà il Budget col quale affronteremo questa stagione. Cifre chiare e impegni pubblici ai quali non ci si potrà più sottrarre come accaduto in passato. Napoli non merita lo spettacolo deprimente di una squadra in smobilitazione già dall’inizio del girone di ritorno. Ancor più che una squadra di vertice, solo una gestione assolutamente trasparente e “partecipata” potrà riuscire a riconquistare un po’ della fiducia perduta.

Paolo De Luca

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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foto di Finizio https://www.flickr.com/photos/finizio/

Ieri sera riflettevo sull’argomento del primo pezzo da pubblicare sul #soldatoinnamorato nella mia rubrica dedicata al meraviglioso mondo del basket.

E mentre riflettevo, perdendo come al solito il mio tempo tra giornali online, agenzie di stampa e social network vari, mi sono imbattuto in una di quelle notizie che mai avrei voluto leggere. E si, mai, perchè, diciamolo, i tuoi “idoli” sportivi non dovrebbero mai smettere di giocare e di regalarti sogni e gioie.

So che molti di voi potrebbero non essere “malati” di basket come lo sono io e allora immaginate di leggere improvvisamente la notizia del ritiro dal calcio di Careca o, scegliete voi, di uno dei vostri idoli “napoletani” (escluso Diego ovviamente che è una categoria a parte).

Poche e scarne righe per farci sapere che, “dopo 13 anni passati tra NBA e Europa, Lynn Greer, ex giocatore di Napoli, ha deciso di concludere la sua carriera per dedicare più tempo alla sua famiglia“.

Ha cominciato a piovermi addosso una serie infinita di ricordi, sportivi e personali, da cui sono stato letteralmente travolto.

Lynn Greer ha giocato solo un anno a Napoli, nella stagione 2005/2006 ed è stato l’anno più bello e indimenticabile della storia del basket della nostra città.

“Lynnafferrabile” come era stato quasi subito soprannominato dai tifosi napoletani, fu protagonista di una stagione memorabile conclusa con 23,4 punti di media (la più alta della ultime 15 stagioni in seria A) che gli permisero di vincere la classifica dei marcatori, irreali percentuali dal campo considerato che era il bersaglio principale delle difese avversarie, il 53% da due punti e il 48,3% da tre punti e il 91,3% dalla lunetta (vinse anche questa classifica).

Numeri che lo consacrarono MVP del campionato. Ma per noi tifosi napoletani c’era molto più di una serie di numeri.

C’era l’orgoglio di avere una squadra, costruita benissimo intorno a lui, capace di andare a vincere quasi su ogni campo italiano, capace di fare vedere un gioco spettacolare, il migliore senza alcun dubbio di quella stagione in Italia, e ci fu, soprattutto, quella indimenticabile vittoria della Coppa Italia, un trofeo che mancava a Napoli da quasi 40 anni e che, tra le altre cose, ci regalò, l’anno successivo la partecipazione alla Coppa dei Campioni. Una coppia Italia alla fine della quale il suo fraterno amico David Hawkins gli regalò letteralmente il trofeo, che aveva appena vinto, di miglior giocatore del torneo, cosa, a mia memoria, mai successa in una manifestazione sportiva.

Ci furono poi i play off, l’incredibile serie di semifinale con i campioni in carica della Climamio Bologna di un giovanissimo Marco Belinelli, persa in maniera rocambolesca a causa forse proprio di un errore di Greer che in gara 1 ebbe tra le mani il tiro per una vittoria che avrebbe, probabilmente, segnato la serie a favore di Napoli, e che sbagliò non accorgendosi dei secondi che mancavano al termine dei tempi regolamentari.

Quello che è successo dopo è storia meno esaltante. C’era già l’accordo per la stagione successiva, poi arrivò la chiamata dell’NBA dai Milwaukee Bucks, il sogno di ogni giocatore di basket e naturalmente di ogni americano. Una stagione maledetta, sportivamente e personalmente. Il campo lo vide per pochissimi minuti e dovette poi affrontare la tragedia della scomparsa della giovane moglie per un tumore.

Poi il ritorno in Europa, il girovagare tra la Grecia, la Turchia, la Polonia e la sfortunata esperienza milanese non lo vedranno più brillare come a Napoli.

Un giocatore ed un uomo particolare. Aveva bisogno di sentirsi il protagonista assoluto, di essere amato e coccolato dall’ambiente dove si trovava e solo a Napoli riuscì a trovare le condizioni tecniche ed ambientali per far vedere il suo sconfinato talento.

A Napoli è stato amatissimo dai tifosi, un amore decisamente ricambiato, come lui stesso ha voluto spesso ricordare : «Amo Napoli, amo i napoletani. A Napoli sono stato benissimo, uno dei posti migliori dove ho giocato. A Napoli ho lasciato tanti amici, mi mancano tutti”

Il modo migliore per ricordarlo in campo, forse il più indimenticabile,  non può però che essere quel tiro all’ultimo secondo dopo la palla rubata contro Bologna in un Palabarbuto gremito come non si vedeva da molto anni…

Abbiamo ancora tutti nelle orecchie il commento di Flavio Tranquillo:

….87 pari. Ruba Greer, arresto, sulla sirena…sulla sirenaaaaaaaa! Lynnnnnnn Greeeeeeer, la triplaaaaa… per la Vittoriaaaaaaa…la più incredibile delle azioniiiiii!

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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Foto di Juan Fernández - https://www.flickr.com/photos/juanjaen

Se avesse senso fare una classifica degli sport più amati a Napoli probabilmente la pallanuoto sarebbe al secondo posto, se invece dovessimo parlare di risultati non ci sarebbero dubbi: la pallanuo è al primo posto.

Un po’ come la finale di champions di due anni fa che vedeva protagoniste due squadre della stessa città, così, per un giorno, sul tetto d’europa c’è stata Napoli. Lo storico Posillipo si è incontrato infatti in finale con l’acquachiara avendo poi la meglio per 11 a 10 contro i concittadini e portandosi a casa l’Eurocup.

 

Paolo “Sindaco” Russo

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