Calcio

0 732

Il calciomercato come piace a noi

Siamo degli inguaribili nostalgici. Per noi il calciomercato, più che la ridda di voci di siti internet e decine di trasmissioni tv dedicate alle trattative, è legato ancora a quelle belle tabelle che riportavano (e alcuni riportano ancora) i giornali sportivi.

Ecco quindi la situazione attuale del calciomercato del Napoli, perchè le chiacchiere proprio non ci piacciono… 

ACQUISTI: 

Jorginho (Cen, Verona, D)
Sepe (Por, Empoli, FP)
Fideleff (Dif, Ergotelis, FP)
Radosevic (Cen, Rijeka, FP)
El  Kaddouri (Cen, Torino, FP)
Vargas (Att, QPR, FP)
Valdifiori (Cen, Empoli, D)
Reina (Por, Bayern Monaco, D)
Dezi (Cen, Crotone, D)

CESSIONI: 

Colombo (Por, svincolato)
Mesto (Dif, svincolato)
Michu (Att, Swansea, FP)
Maiello (Cen, Crotone, D)
Gargano (Cen, Monterrey, D)

TRATTATIVE

Vrsaljko (Sassuolo, D)

Darmian (Torino, D)

Astori (Cagliari, D)

Allan (Udinese, C)

Soriano (Sampdoria, C)

Perotti (Genoa, M)

 

ROSA ATTUALE

PORTIERI: Reina, Rafael, Andujar, Sepe

DIFESA: Albiol, Koulibaly, Britos, Maggio, Zuniga, Ghoulam, Henrique, Strinic, Henrique, Luperto, Lasicki, Anastasio, Fideleff, Celiento, Allegra

CENTROCAMPO: Hamsik, Inler, Lopez, Valdifiori, Jorginho, De Guzman, Fornito, Dezi

ATTACCO: Callejon, Higuain, Insigne, Mertens, Gabbiadini, Tutino, Insigne jr, Novothny, Vargas

 

0 934
S

Di questa estate resta il caldo, le rime baciate dei curvaioli e tutta l’erba fumata, ops consumata del campo templare. Non mi appassiona il calcio sotto l’ombrellone e non mi appassionano le mezze figure che girano intorno a questo Napoli.

Non sono stimolato.

La calura depressiva non mi consegna nemmeno i kitammuorti ai rigori sbagliati di Higuain o alle follie comunicative del Giuntoli prima maniera. Allo stesso tempo, mi piacerebbe innamorarmi di Sarri, come ho fatto di Benitez. Il mio è stato un amore sincero, leale e senza riserve. E con un grosso carico emotivo ho raccolto i pezzi di questo amore su un kitammuorto a fine partita.

Quella con l’altra Roma. Preferisco Settembre, rivedere le partite dalla mia angolatura preferita, quella alla sinistra della Posillipo. Preferisco annebbiarmi ai piedi di Koulibaly a colpi di Sambuca, in mezzo ad un popolo di poeti che sognano un mondo senza repressione&diffida. Sono gli ultimi romantici di questo calcio estivo, che entusiasma il giusto. Che ha scoperto una Grecia, senza Mykonos e Santorini, che la bandiera della Grecia è bianco-blù e che i debiti si possono fottere.

Per il momento, l’altra Europa, quella onesta e operosa ha tolto la pazziella Fair Play di mezzo. Perciò, Pappò cacc è sorddd!!

Peppe Sorrentino

0 1793

Ogni giorno un nome nuovo...

Il Napoli è vicinissimo a chiudere per Darmian, Allan, Vrsaljko, Mario Rui, Rafael (il terzino del Manchester United), Soriano, Saponara, Romagnoli ecc. Così ci raccontano tutti i giorni, ogni giorno, gli “informatissimi” media.  Nessuno di questi nomi, pur se validi, attizzano come l’anno scorso potevano stimolare la fantasia i nomi altisonanti di Fellaini, Mascherano o Skrtel. Ma l’impressione che dà il calciomercato è quella di un continuo film porno, in onda 24 ore su 24, che porta il tifoso ad eccitarsi davanti alla tv. Poi, proprio come Fantozzi, nel momento culminante si sfiora il tasto del telecomando e sullo schermo appare la figura di un prete. Eh già, perchè alla fine, tra tutti questi nomi già proiettati in maglia azzurra, poi difficilmente ne arriva qualcuno. E il tifoso napoletano si ammoscia, proprio come cantava Arbore con la sua orchestra. fantocci

Indietro tutta, dietro front. Stesse storie, ogni anno condite da particolari diversi da siti internet e giornali che ci propinano in salse sempre più originali i particolari più piccanti. Una volta il giocatore in procinto di venire al Napoli non si accorda sull’ingaggio, poi è il turno della solita moglie che non vuole venire qui perché c’è la camorra e la munnezza, un’altra volta ancora succede il solito casino sui diritti di immagine. E cosa fa il tifoso, eccitato a pallettoni? Una volta ammosciato non può far altro che sfogare la sua delusione contro il presidente o l’allenatore.

Esempio di bufala...
Esempio di bufala…

Potremmo riempire questo sito ogni due minuti soltanto con fanta-notizie di calciomercato. Ci vorrebbe davvero poco, del resto ogni due minuti salta fuori una nuova trattativa che – sempre i “bene informati” – danno per essere conclusa. Ci vuole davvero poco, magari arricchendo la storia di calciomercato con quei titoli cubitali che parlano di ESCLUSIVA, ANTEPRIMA, SCOOP… Ma preferiamo divertirci, prendere le cose con un po’ più di leggerezza. Così come ha fatto Paolo dando la notizia del grandissimo acquisto del Napoli. 

Cari lettori, non ce ne vogliate, ma non vi ammorberemo le meningi con questo genere di sciocchezze. Vorremmo parlare di calcio, ma non di fantacalcio. Al momento il Napoli ha ufficialmente acquistato Reina e Valdifiori, ha poi venduto Gargano in Messico. A giorni uno dei tanti calciatori accostati alla maglia azzurra arriverà. Non sappiamo quale.

Per certo il Napoli sta cercando almeno un centrocampista, almeno un terzino destro e almeno un centrale difensivo. Per i primi due posti Allan e Vrsaljko appaiono i nomi più concreti. Per il difensore centrale è una lotteria infinita che probabilmente si protrarrà ancora per molto. Ed è un peccato perchè Sarri avrebbe necessità di lavorare sin da subito in ritiro con un quartetto difensivo di base a cui insegnare i suoi meccanismi difensivi.

Faremo le nostre valutazioni soltanto sulle notizie ufficiali. Per ora, se proprio volete eccitarvi davanti alle porno-notizie, cambiate canale. Ma vi conviene?

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

 

 

0 1010

Gonzalo torna bambino

Bambini di Napoli che giocano a pallone (Via Cisterna dell'Olio)

Ero magrissimo e assai più basso rispetto ai bambini della mia età. Però avevo le spalle larghe. I rigori li volevo calciare. Anzi, chiedevo di essere il quinto rigorista. Quando la tensione saliva e l’errore poteva essere ancor più fatale. Finché una volta nemmeno ci si arrivò al quinto rigore e allora imparai a farmi designare come quarto. Perché io il rigore lo volevo proprio calciare.

Fondamentalmente prima della gioia di segnare il rigore, c’è l’emozione di tirarlo. E che la giochi a fare una partita di pallone se rinunci ad un’emozione?

No, non sono un ex calciatore. La mia “carriera” si è fermata a 18 anni sui campacci sterrati della prima categoria. E assai prima delle divise “ufficiali” indossate con gli “esordienti”, “giovanissimi” e “allievi” sono stato un giocatore di strada. Si, quei campi sull’asfalto con le porte fatte con le pietre, le cartelle o persino con i sacchi della munnezza. Quando si faceva la conta per formare le squadre e l’azione non si interrompeva per qualche fallo, ma per le macchine che dovevano passare.

Credo che certi meccanismi dello sport siano sempre gli stessi: dalla strada ai campionati professionistici. A quante liti abbiamo assistito sui campi della Serie A di giocatori che si accapigliavano su chi dovesse tirare un rigore o una punizione? Non se ne contano di questi episodi. Ricordo tra gli ultimi quello di un Napoli-Inter e la scenetta tra Insigne e Pandev. Lorenzino prende il pallone e Pandev glielo scippa. Dinamiche e sguardi visti tante volte sui campetti improvvisati dai bambini.

Il rigore lo si tira con la testa, assai più che con i piedi.

Oltre alla tecnica serve un’energia interiore che ti faccia sentire più forte del portiere che te lo vuole parare. E’ un gioco di sguardi, di prossemica, di gesti. Se entri nella trappola dello sguardo del portiere sei fottuto già prima di calciare quel maledetto rigore. Se guardi negli occhi il portiere devi sentirti forte, nessuna cosa che lui possa fare deve intimidirti. Altrimenti è meglio non guardarlo proprio il portiere, bisogna concentrarsi sulla palla e sulla potenza da dare al pallone.

Il rigore lo si segna ancor prima di averlo calciato.

C’è un attimo, una frazione impercettibile di quando stai per fare TAC sul pallone, non lo hai ancora tirato, il tuo piede è ancora distante qualche centimetro dal pallone e tu sai già se va in rete. Un giocatore vive per questi attimi. E’ tutto in quella pausa, in quei magici centesimi di secondo che sembrano un’eternità, è per questo che si gioca. Per far battere il cuore.

E non importa se si gioca al San Paolo, al Maracanà oppure in vico Scassacocchio. Il calcio è bello ovunque e, per certi aspetti, ha le stesse dinamiche e le stesse regole.

Un giorno tornai triste a casa perché avevo fatto perdere la mia squadra sbagliando un rigore. Stavo male, ero deluso da me stesso. Eppure, anche se piccolo, stavo imparando a mettere nel conto la sconfitta, l’errore. Ero arrabbiato, ma allo stesso tempo cominciavo a capire. Sarei stato più felice se quel rigore non lo avessi calciato? Probabilmente no. Cosa giochi a fare se non vivi un’emozione? Calciare un rigore non è coraggio, è avere voglia di emozionarsi.

E allora, Gonzalo bello, non pensare a nessuno. Alle critiche, agli sfottò, alle cattiverie messe in mezzo per farti andar via da Napoli a buon mercato (COME ABBIAMO GIA’ SCRITTO). Per essere campioni forse non bisogna mai smettere di essere bambini. Bisogna cercare l’emozione. E’ dall’emozione, è da quelle sensazioni che si prende la forza per guardare quel maledetto portiere negli occhi e raccontargli soltanto con lo sguardo l’esultanza che farai dopo il gol. Perché il rigore lo si segna prima di calciarlo.

Te lo ricordi Gonzalo? TAC, GOL.

Valentino Di Giacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

 

0 1220

Chiavettiere e sbaglia i rigori

Higuain se ne deve andare da Napoli, non è buono. Nell’oceano indefinito dei social si possono trovare decine di commenti di questo tenore. Andando a zonzo su Twitter e Facebook sembra essersi creato quel clima ostile verso Higuain che i tifosi del Napoli ben conoscono. Vi ricordate del Lavezzi amico dei camorristi o amante della vita notturna? E mica vi siete dimenticati del Cavani-Gesù tramutatosi in femminaiolo impenitente, padre snaturato e marito indegno? In entrambi i casi di certo non ci sfugge quali epiloghi abbiano avuto questi “pensieri dominanti“. Sia El Pocho che il Matador sono stati venduti. Venduti bene, ma sempre venduti.

La telenovela Higuain è cominciata in primavera. El Pipita sarebbe un discotecaro, un “chiavettiere” che prende sbandate in certi localini alla periferia di Napoli. Da sabato invece è iniziato il gioco al massacro sui calci di rigore. E’ vero, Higuain ha sbagliato un rigore nella finale di Coppa America. Ancor più vero, Higuain lo scorso campionato a Napoli di rigori ne ha sbagliati più di qualcuno. Anche importanti, se non decisivi, come nell’ultima gara-spareggio per la Champions contro la Lazio.

Ma si! Allora dai, vendiamolo! Higuain non è buono. Lo dice pure la Gazzetta (stamattina, n.d.r.) con i soliti retroscena dell’entourage del giocatore che vorrebbero portarlo all’Arsenal: “Altro che 100 milioni! Dopo l’errore dal dischetto nella finale di Copa America, le quotazioni di Gonzalo Higuain – scrive il quotidiano milanese – sono precipitate. In un solo anno s’è visto crollare addosso il mondo, ha dilapidato quella credibilità intorno alla quale aveva saputo costruire il personaggio, oltre che il campione”. ALTRO CHE 100 MILIONI. Questo è una specie di brocco che non è capace nemmeno di tirare un rigore! Come se poi i 100 milioni dovesse tirarli fuori la Rosea… Riferendosi ai 94 milioni di clausola che blinderebbe Gonzalo in azzurro.

Eh già, perché Higuain la scorsa stagione ha segnato, al netto dei rigori sbagliati, solo (sic) 29 gol in 58 partite. Una miseria… 

Chi scrive è invece convinto che se il Napoli vuole lottare nelle posizioni di vertice anche il prossimo anno ha il dovere di fare di tutto per tenere Gonzalo al Napoli. Certo, con le giuste motivazioni e con la dose necessaria di chiarezza nella progettualità, l’indispensabile per consentire ad un grande calciatore di avere determinate garanzie. Perchè, signori, di attaccanti del calibro di Higuain non ce ne sono tantissimi in giro. E figurarsi in Italia dove, ad esempio, la Juve riparte in attacco aggrappandosi ad un ragazzo di 23 anni, fortissimo, ma pur sempre giovane come Morata. E poi alle potenzialità di Dybala, laddove non sempre è così sicuro che le potenzialità si tramutino poi in certezze.

Restare nelle posizioni di testa per il Napoli appare un compito un po’ più difficile nel prossimo campionato, le milanesi sembrano voler ritornare protagoniste mentre Roma e Lazio continueranno ad essere ambiziose. Il Napoli “provinciale” di Sarri ha quindi il dovere di ripartire da solide basi e da certezze concrete. Vanno bene gli Allan, i Valdifiori, i Reina o i Darmian, ma El Pipita è l’unico calciatore della rosa attuale del Napoli capace realmente di spostare gli equilibri. Non ce ne vogliano gli innamorati di Mertens o i devoti di Hamsik (al quale pure io sono legatissimo).

E allora non facciamoci coinvolgere da questo clima che vorrebbe Higuain una “pippa”, altro che “Pipita”. Teniamocelo stretto Gonzalone nostro, facciamogli, se possibile, sentire ancor di più il nostro affetto. E’ vero che ha sbagliato qualche rigore di troppo, ma resta pur sempre uno dei pochissimi, se non l’unico, top-player che gioca nel campionato italiano. Tanto più dopo le partenze di Pirlo e Tevez.

Semmai, se proprio c’è da trovare una soluzione, troviamo un altro rigorista. Ma Gonzalo non si tocca. Che parta forte e chiaro quel bellissimo coro spontaneo che si è alzato lo scorso anno tante volte dalle tribune del San Paolo: HIGUAIN HIGUAIN HIGUAIN.

#ilCaffèMiRendeTifoso

Valentino di Giacomo

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 1300
Foto di Luca https://www.flickr.com/photos/59951793@N00/

Maurizio Sarri, nonostante l’immagine da allenatore provinciale che si porta dietro, è in realtà uno studioso del gioco di prim’ordine che propone un calcio molto moderno. Per capire come potrebbe giocare il Napoli la prossima stagione, proveremo ad analizzare l’Empoli dello scorso anno reparto per reparto.

Partiamo dalla difesa, il reparto che probabilmente i tifosi del Napoli sono più ansiosi di vedere rafforzato a causa dell’enormità di gol subiti nelle ultime due stagioni. I vituperati difensori del Napoli hanno oggettivamente giocato l’ultima stagione su livelli inferiori ai loro standard, Albiol su tutti, ma hanno anche pagato un’organizzazione difensiva discutibile che li costringeva a fronteggiare spesso le ripartenze avversarie in parità numerica, esposti a qualsiasi taglio o combinazione tra gli attaccanti. Nel gioco di Sarri, invece, i movimenti della linea difensiva sono la chiave del funzionamento dell’intero sistema.

La difesa dell’Empoli dell’anno scorso (sempre a quattro, generalmente Hysaj-Tonelli-Rugani-Mario Rui) tendeva a rimanere sempre più alta possibile secondo il principio “sacchiano” per il quale si difende correndo in avanti e non indietro. In particolare, ad ogni retropassaggio da parte di un giocatore della squadra avversaria i difensori empolesi salivano sistematicamente in perfetta sintonia e con grande aggressività applicando la tattica del fuorigioco: in questo modo gli eventuali attacchi alla profondità degli attaccanti avversari che speravano in un lancio a palla scoperta erano vanificati, e inoltre la squadra si accorciava rendendo molto difficile per gli avversari giocare palla a terra. In fase di possesso palla gli ottimi terzini Hysaj e Mario Rui supportavano molto la manovra, dal momento che il 4-4-2 a rombo non prevede la presenza di esterni alti, situazione alla quale dovrebbero adattarsi molto bene i nostri attuali terzini titolari Maggio e Ghoulam; l’eventuale acquisto di un esterno basso dovrebbe appunto tenere conto soprattutto dell’abilità nelle due fasi del giocatore, e magari regalarci anche qualche cross per le punte, soluzione che Sarri predilige quando la zona centrale del campo è affollata (è vero che non abbiamo il Toni della situazione che di testa le prenda tutte, ma iniziare a provarci non sarebbe una cattiva idea).

In fase di impostazione, Rugani e Tonelli non erano caricati di particolari responsabilità grazie alla presenza del neo-napoletano Mirko Valdifiori. Nel 4-3-1-2 infatti si applica la salida lavolpiana, ovvero lo scivolamento del vertice basso del rombo fra i due difensori centrali che si allargano per la costruzione bassa. Valdifiori, giocatore non molto robusto, non ama portare palla ed è abituato a liberarsi più velocemente possibile del pallone; la sua visione di gioco più che discreta gli permette di trovare facilmente le mezzali, una delle quali gli offre sempre una soluzione facile venendo incontro, l’apertura per un terzino oppure il movimento di un attaccante. In sostanza, dovremmo non vedere più lanci alla viva il parroco, appoggi elementari sbagliati e in generale tutte le conseguenze catastrofiche di affidare la costruzione bassa a Britos. Peraltro, anche se non l’hanno mostrato spesso quest’anno, Koulibaly e soprattutto Albiol sono discreti nell’uscire palla al piede dalla difesa; pur trattandosi di una manovra sempre pericolosa, potrebbe essere una soluzione quando gli avversari cercheranno di attaccare Valdifiori in pressing alto. Infine il ritorno di Pepe Reina e delle sue “mani da centrocampista” garantisce ulteriori opzioni.

Il reparto nevralgico a Napoli come a Empoli dovrebbe essere disposto a rombo. Se sulle prime si immaginava Hamsik schierato dietro le punte come ai tempi del tridente con Lavezzi e Cavani, le trattative in corso per diversi specialisti di quel ruolo hanno fatto pensare a un abbassamento dello slovacco in posizione di mezzala sinistra. Posto che il recupero di Hamsik sarà sicuramente il miglior acquisto del primo Napoli di Sarri, il nostro Marekiaro ha alcune similitudini con Matias Vecino, il giocatore che ha occupato quel ruolo a Empoli nell’ultima stagione (su tutte la capacità di inserimento senza palla), ma anche diverse differenze che sicuramente Sarri saprà sfruttare a suo vantaggio: è evidente che si tratta di un calciatore di livello nettamente superiore rispetto all’uruguaiano, che potrà appoggiare al meglio Ghoulam o chi per lui nella catena di sinistra e che soprattutto sembra fatto apposta per il gioco posizionale di Sarri grazie alla sua intelligenza nell’occupare gli spazi. L’irrobustimento fisico che ha avuto negli ultimi anni lo rende certamente più utile di Vecino anche in fase difensiva. Infine, partendo più arretrato, potrà sfruttare appieno la sua specialità, ovvero l’inserimento senza palla. In sostanza, sperabilmente lo slovacco dovrebbe tornare ad essere il centrocampista spaventoso in fase offensiva e utilissimo per l’equilibrio della squadra che tutti conosciamo, considerata anche la sua capacità di lanciare il contropiede, soluzione sulla quale Sarri non basa certo il suo gioco ma che non disdegna.

Per quanto riguarda la mezzala destra, considerato che Valdifiori non è un giocatore dei più dinamici, sarebbe necessario un giocatore di grande corsa, ma che abbia anche capacità tecniche visto che difficilmente Sarri si affida a centrocampisti di pura rottura. Considerato che Gokhan Inler è dato per partente e che i suoi limiti nel palleggio basso non lo rendono particolarmente adatto a questo sistema di gioco, escludendo David Lopez che è molto più mediano che mezzala, in questo ruolo sembra necessario un acquisto. L’ideale sarebbe un centrocampista box-to-box capace di sdoppiarsi in entrambe le fasi e correre anche per Valdifiori, che non sia privo di tecnica soprattutto nello stretto; detta così sembra di chiedere la luna, e in effetti si tratta di profili costosi, ma un giocatore di questo tipo (Allan?) potrebbe cambiare davvero il volto della squadra. La prima alternativa ai due titolari potrebbe essere Jonathan De Guzman; l’olandese acquistato l’anno scorso è stato infatti molto criticato nell’ultima stagione ma in realtà ha pagato il fatto di non essere particolarmente adatto a nessuna posizione prevista dal modulo di Benitez: si tratta di un buon giocatore, di grande corsa e buona tecnica di base, che non ha grandi abilità realizzative ma potrebbe integrarsi bene in un sistema di gioco di questo tipo. Del resto questo ruolo a Empoli lo ricopriva Daniele Croce, che con tutto il rispetto non è Modric…

In attacco, l’Empoli schierava prima il giovane Verdi e poi Saponara a supporto di Ciccio Tavano, poi sostituito da Pucciarelli dopo il mercato di gennaio, e dal capocannoniere della squadra Max Maccarone. Nella prima parte della stagione, quando l’Empoli aveva già iniziato a produrre il suo gioco eccellente senza riuscire però a raccogliere risultati, proprio i due attaccanti furono incolpati per le loro scarse medie realizzative; effettivamente si tratta di giocatori dal tasso tecnico non molto alto, che però hanno dato prova di grande impegno, corsa e una certa intelligenza tattica. Infatti nel gioco di Sarri gli attaccanti non si limitano a “fare gol”: sono i primi difensori, responsabili del pressing sulla costruzione bassa degli avversari, devono sapere quando allargarsi per ricevere sulle corsie o per permettere l’inserimento del trequartista e avere un’ottima intesa per sfruttare il classico movimento dell’attacco a due, ovvero l’attacco alla profondità di un attaccante che abbassa la difesa mentre il compagno viene incontro a ricevere il pallone e creare spazio al trequartista. Proprio in questo ruolo la differenza tra i giocatori a disposizione di Sarri l’anno scorso e il prossimo è più marcata: Manolo Gabbiadini è probabilmente il più interessante profilo italiano nel suo ruolo e Gonzalo Higuaìn, in questo contesto che prevede una squadra corta e aggressiva e verticalizzazioni continue e non lo obbliga a dettare sempre il passaggio ai compagni, potrebbe veramente “fare i fossi”. Insieme hanno già dimostrato di essere molto bene assortiti, una coppia potenzialmente fuori categoria nel campionato italiano. Lorenzo Insigne e Dries Mertens potrebbero adattarsi sia da seconde punte che da trequartisti; in particolare come vertice altro del rombo il belga sembra la scelta più naturale in attesa di acquisti, anche se Insigne, che ha un potenziale superiore ed è più giovane, potrebbe elevare di parecchio il livello del suo gioco imparando questa nuova posizione che lo avvicinerebbe alla porta e lo renderebbe più imprevedibile rispetto al solito “parto da sinistra-mi accentro-destro a giro”. Josè Maria Callejon, invece, per quanto sia un ottimo giocatore, appare un po’ difficile da collocare in questo contesto tattico: se non venisse messo al centro del progetto, cosa che appare improbabile, monetizzare con la sua cessione potrebbe essere la scelta migliore.

Il gioco di Sarri è basato sul mantenere la squadra cortissima ed aggressiva per impedire agli avversari di giocare corto e recuperare il più velocemente possibile il pallone senza però perdere l’equilibrio con un pressing eccessivo, frustrando al contempo i tentativi di verticalizzazione con il fuorigioco sistematico. Questo sistema richiede il grande sacrificio degli attaccanti in fase di non possesso e soprattutto l’estrema sincronia della linea difensiva (motivo per il quale inizialmente Sarri aveva chiesto Rugani, che oltre a essere un grandissimo talento conosce già alla perfezione i movimenti richiesti dall’allenatore toscano). Va da sé che l’applicazione non perfetta dei movimenti difensivi esporrebbe la squadra a rischi enormi e sarà dunque fondamentale il lavoro tattico sulla difesa nel ritiro di Dimaro. La circolazione di palla tende sempre a essere più verticale possibile, senza inutile “melina” o derive di tiki-taka barcellonista. Se tutto funzionasse bene questo gioco diretto e senza fronzoli ma anche moderno potrebbe davvero esaltare la piazza napoletana. L’unico punto debole strutturale di questo sistema è che, in fase difensiva, la necessità di tenere la squadra corta lascia scoperto il lato debole esponendo la difesa ai cambi di gioco; quando ciò avviene, la squadra deve riuscire a scivolare sull’altro lato rapidamente senza perdere distanze e marcature, ma Sarri ha dimostrato che la sua prima risposta a questo problema è semplicemente rendere difficile agli avversari giocare la palla con la lucidità necessaria. Vanno infine citati i numerosi (leggenda vuole che siano ben 33) schemi su calcio piazzato di Sarri: stà a vedere che è la volta buona che facciamo qualche gol su palla inattiva.

Questi complessi concetti di gioco hanno bisogno di tempo per essere assimilati ed eseguiti con perfetta sincronia. Se a Sarri sarà concesso il tempo necessario, come tutti noi tifosi del Napoli ci auguriamo, le sue idee tattiche, che sembrano prendere il meglio dalla filosofia di Mazzarri e da quella di Benitez senza cadere nell’integralismo dei due allenatori che lo hanno preceduto, siamo sicuri che saprà conquistare la piazza e i giocatori.

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 1104

Bello ma concreto, potente ma preciso, elegante ma essenziale, fantasioso ma determinante, Careca rimane un giocatore unico della storia del calcio, un centravanti con i piedi da fantasista, un numero 9 con le movenze da 10, forse l’unico giocatore che in campo sia mai riuscito a parlare la stessa lingua di Maradona e formare così la coppia d’attacco più meravigliosa della storia del calcio.

Careca ha avuto la grande fortuna di giocare affianco al Pibe ma questo ha significato per lui vivere sempre all’ombra ed essere quasi “dimenticato”. Un po’ come Peppino De Filippo con Totò, Antônio de Oliveira Filho non riesce mai a trovare lo spazio che merita nella storia del calcio, eppure ha regalato alcuni dei momenti più belli di questo sport.

Nella lunga intervista rilasciata a “Il Mattino” alla domanda Qual era l’idolo del tifoso Sarri? Sarri ha risposto

«Juliano, era lui a quei tempi il simbolo del Napoli. E poi, ovviamente, Maradona, il simbolo storico, anche se ricorderei che in quel periodo c’era Careca, il secondo grande attaccante al mondo»

Mi sono già dichiarato Sarrista apertamente in tempi non sospetti ma dopo questa dichiarazione lo sono ancora di più. Non tanto per avere citato Careca ma per aver aggiunto quello che io sostengo da sempre, che Careca dopo Maradona è più grande attaccante al mondo.

Con buona pace di tutti i fan di Van Basten e di altri grandi centravanti che io stesso ammiro, ma il fatto che Sarri abbia fatto questa dichiarazione dimostra innegabilmente che l’ex il nuovo tecnico de Napolimeriti di stare dove è adesso!

Paolo “Sindaco” Russo

 

 

0 1064

Marco, un nostro affezionato lettore, ci manda un racconto divertente sulla dura vita di un giornalista sportivo che si occupa di Napoli. Quando non ci sono notizie, come fare per trovarle?

Marco ci scherza e un po’ su.

[Riceviamo e pubblichiamo]

“Mo’ facciamo finta che siamo dei giornalisti. ci svegliamo, caffè, cornetto bauli, cacca, bidet ‘scelle denti e via per le scale. E mo’ dove cazzo vado? Devo scrivere del Napoli ma De Laurentiis è sempre in giro e se gli telefono non mi risponde. Bigon che è tanto gentile se n’è andato. Sarri sta guardando su 3 monitor le partite dell’anno scorso e ha montato un esercito di droni armati a difesa di Castelvolturno. I giocatori stanno con le chiappe a mare. Chiavelli devi come minimo corrompere la segretaria per parlargli mezz’ora.

Poi nada, nisba, niet, so’ finiti, dopo di questi c’è direttamente il magazziniere.

Gli agenti dei calciatori sono tutti nel panico perchè non sanno manco loro come si muoverà il Napoli, e fanno i guappi ma stanno peggio di me. Che posso fare?

Mo’ risalgo le scale, appiccio il computer e mi metto su internèt, vedo il Carpi a chi era interessato l’anno scorso e li ripropongo; così anche per Sarri(e infatti Missiroli, che non è malaccio come riserva, l’anno scorso lo voleva l’empoli).

Chiamo i più malamente fra gli agenti e gli chiedo 50€ per accostare al Napoli qualche loro giocatore; poi scrivo l’articolo co’ sti nomi a cazzo, riscuoto i 50€ su paypal, carico l’articolo sul sito, sono le dieci e mezza, che faccio, vado a mare o all’outlet? A mare dai, così mentre vado alla gajola mi fermo dieci minuti davanti al parco Matarazzo e, se vedo entrare un agente immobiliare, Reina ha preso casa a napoli; se lo vedo uscire, Higuain ha venduto casa. Se ne entrano ed escono più di 5 in dieci minuti, vinco un secondo giro e tiro i dadi, se esce due volte 6 la casa è per Cristiano Ronaldo. oppure vado a qualche scuola dei quartieri ricchi, che sicuro se allungo la 50€ dell’agente a qualche bidello, mi fanno vedere i nomi dei bambini iscritti per l’anno prossimo, tanto mica la preside dice qualcosa se un 30enne in costumino e occhiali da sole entra in un edificio con 500 bambini per corrompere un bidello. Mica è una cosa sospetta. I miei colleghi lo fanno sempre. Peccato che il bidello non ha paypal.


“Esclusiva: il bidello accetta solo contanti per tre motivi”
Clicca per leggere
Pubblicità
Pubblicità grande
Pop up
Messaggio di sicurezza “sei sicuro di voler chiudere questa pagina che ti farà guadagnare 4967 euro in due ore?
articolo:


Il bidello che ho corrotto per conoscere dati sensibili di minorenni presso una scuola pubblica accetta solo contanti perchè non ha paypal e perchè non può fatturare lavori illegali. Inoltre, riferisce in esclusiva a noi di vesuvioasciugali.it, probabilmente non fatturerebbe lo stesso ma farebbe tutto a nero anche se fosse un’attività legale.


Ah, ho fatto anche l’articolo della sera, così me ne vado alla mela a sfottere Edo finchè non si ubriaca tanto da dirmi che il napoli si compra Gareth Bale ma che deve giocarsi il posto con il ritorno di Savini. e anche per domani è fatta.”

Mail di Marco Ravel

0 730
Foto di Ronnie Macdonald https://www.flickr.com/photos/ronmacphotos/

Il consueto valzer estivo degli allenatori solleva sempre questioni tattiche che a volte generano cambiamenti traumatici. Il passaggio da un allenatore ad un altro con un’idea di gioco diversa se non radicalmente opposta può stravolgere l’aspetto di una squadra, penalizzare alcuni giocatori chiave del ciclo precedente e valorizzarne altri che non avevano avuto spazio. In attesa di vedere come cambierà il Napoli in seguito all’addio di Benitez e all’arrivo di Maurizio Sarri, proviamo ad ipotizzare come cambieranno il gioco e la formazione tipo della nuova squadra di Don Rafè, alla luce dei suoi noti dogmi di gioco e dei rumors relativi alla campagna acquisti estiva.

Il Real di Carlo Ancelotti giocava un calcio arioso e a volte abbastanza orizzontale, basato sul palleggio dei giocatori più talentuosi: l’abbassamento di James Rodriguez prima e di Isco poi sulla linea dei centrocampisti testimonia la preferenza dell’allenatore italiano per i giocatori tecnici e creativi su quelli fisici. La squadra, dopo i primi esperimenti con il 4-2-3-1 ereditato da Mourinho, aveva trovato un maggiore equilibrio adottando il 4-3-3: relegato in panchina da subito il neo-juventino Sami Khedira, il ruolo di centrale davanti alla difesa era affidato (dopo la partenza di Xabi Alonso) al tedesco Toni Kroos, ma il vero equilibratore del reparto nevralgico era Luka Modric. Il croato, palleggiatore meraviglioso e mezzala di rara intelligenza, era infatti con Ancelotti fondamentale nelle transizioni offensive, e i suoi infortuni sono pesati moltissimo nella relativamente negativa stagione appena conclusa, non essendoci un sostituto con le stesse caratteristiche (Illarramendi e Lucas Silva hanno deluso molto, mentre schierare contemporaneamente Isco e James rendeva la mediana davvero troppo “leggera” e con una trazione anteriore eccessiva). In difesa la rocciosa coppia centrale Ramos-Pepe garantiva quantità ed esperienza, mentre Carvajal e soprattutto il brasiliano Marcelo offrivano spinta e supporto alla manovra. Il tridente offensivo vedeva lo strapotere fisico di Gareth Bale e l’intelligenza da moderno centravanti tattico di Karim Benzema al servizio del panzer Cristiano Ronaldo, schierato a sinistra con licenza di accentrarsi palla al piede.

Come possiamo immaginare, conoscendo ormai il calcio di Don Rafè, il Real Madrid 2015/2016? Di una cosa siamo sicuri: il modulo. Come sempre, Rafa si affiderà al suo fidato 4-2-3-1 che diventa 4-4-2 in fase di non possesso. Il portiere non sarà certamente più il capitano Casillas, ormai sul piede di partenza; l’obiettivo di mercato per rimpiazzarlo sembra essere David De Gea del Manchester United. La trattativa non è semplice per le richieste economiche del club inglese, ma essendo abituati ad aspettarci da Florentino Perez spese folli pur di acquistare i migliori giocatori sulla piazza, possiamo inserirlo in questa ipotetica formazione.

In difesa, l’unico elemento che cambierà dovrebbe essere un difensore centrale, vista la rottura di Sergio Ramos col club. Lo spagnolo è tentato dalla Premier League e il suo sostituto il Real ce l’ha già in casa: si tratta di Raphael Varane, il giovane centrale francese che ha ben figurato quando è stato chiamato in causa nelle passate stagioni. L’alternativa alla coppia Pepe-Varane sarà Nacho Fernandez, canterano blanco aggregato alla prima squadra sul quale il club punta molto. Rimane scoperto il ruolo di quarto centrale: se dovesse davvero arrivare Otamendi, probabilmente gli sarebbe affidata una maglia da titolare grazie alle sue capacità di impostazione.

Il centrocampo è probabilmente il reparto più problematico. Già a Napoli Benitez si è ostinato ad applicare la sua idea di calcio con giocatori inadeguati, e il gap tra i suoi concetti di gioco e il materiale umano a disposizione è stato probabilmente il motivo principale del parziale fallimento del progetto. Giocare col doble pivote è difficile perchè i centrocampisti con le caratteristiche adatte si contano sulle dita di una mano: deve trattarsi di giocatori abili nell’impostazione, ma anche muscolari e capaci di proteggere la difesa, tatticamente molto disciplinati ed estremamente dinamici per coprire gli spazi lasciati liberi dagli esterni in transizione difensiva. Se arrivasse qualcuno Modric potrebbe non trovare molto spazio, così come accadeva con Mourinho che giocava con lo stesso modulo (seppure con idee di gioco totalmente diverse); probabilmente Kroos si adatterà meglio del croato, mentre potrebbe entrare almeno nella rotazione Lucas Silva, considerato l’ampio turnover che l’allenatore applica sistematicamente. Asier Illarramendi invece potrebbe essere messo definitivamente da parte se non venisse valutato positivamente. In questo momento tuttavia nessuno dei centrocampisti in rosa sembra essere un compagno di reparto ideale per Kroos; del resto, probabilmente l’unico giocatore al mondo che soddisferebbe davvero Rafa sarebbe quel Javier Mascherano che già a Napoli aveva chiesto fortemente, ma che è legato agli storici rivali blaugrana. L’unica voce di mercato nel ruolo è quella relativa a Lucas Biglia della Lazio, ma difficilmente Lotito lo lascerà partire se non di fronte a un’offerta oscena.

In attacco, infine, il nuovo modulo consentirà sì di schierare contemporaneamente molti dei giocatori di maggior talento della rosa, ma solleverà anche alcune problematiche relative al loro posizionamento. Posto che nel ruolo di trequartista dietro le punte si alterneranno quasi certamente Isco e James (sicuramente più adatti di Marek Hamsik, il giocatore probabilmente più penalizzato dal gioco di Rafa a Napoli), tutto il resto dipenderà da Cristiano Ronaldo. Il portoghese è certamente il giocatore più forte della squadra e un grande finalizzatore; tuttavia, a quanto pare Ronaldo non avrebbe gradito l’idea di Benitez di schierarlo da punta centrale, preferendo la sua solita collocazione da esterno sinistro. Se ciò fosse vero, viene da pensare che la causa, più che motivi tattici, possa essere il suo noto gusto per il dribbling, specialità nella quale è eccezionale e che non potrebbe esprimere appieno da centravanti; tuttavia, anche se forse ne risentirebbe “esteticamente”, il cambio di posizione potrebbe in realtà fargli molto bene. Ronaldo non ama certo giocare spalle alla porta, ma è un giocatore dalla notevole struttura fisica, con uno stacco aereo eccezionale. Inoltre, come sappiamo, Benitez non disdegna certo i movimenti ad allargarsi o a venire incontro degli attaccanti, anche se Ronaldo tra le sue molteplici e fenomenali doti non ha certo il lancio per il taglio delle ali. Così vicino alla porta potrebbe sfruttare al massimo il suo straordinario senso del gol. Inoltre il gioco di Benitez è molto faticoso per gli esterni alti; da punta centrale il mostro di Funchal potrebbe giocare ogni partita come pretende senza arrivare “bruciato” a fine stagione sacrificandosi in continui ripiegamenti.

Se Ronaldo dovesse giocare effettivamente da centravanti, il sacrificato sarebbe Karim Benzema, permettendo a Gareth Bale di tornare a giocare sulla sua fascia, quella mancina. Il gallese sarebbe l’esterno perfetto per il gioco di Benitez: esplosività e potenza fisica strabordante gli permetterebbero di sdoppiarsi nelle due fasi come tanto faticava a fare il pur volenteroso Insigne, sfruttando il suo sinistro micidiale e la sua progressione. In questo modo verrebbe limitato il fattore che probabilmente ha inciso di più sull’involuzione di Bale con Ancelotti: giocando sulla fascia opposta al piede forte, unica soluzione per farlo coesistere con Benzema e Ronaldo, tentava sempre l’azione personale, sembrando a volte avulso dal gioco non essendo perfettamente ambidestro. Tornando a sinistra potrebbe davvero fare la differenza. Per quanto riguarda la fascia destra c’è la possibilità James, ma potremmo anche assistere al lancio definitivo del talentuosissimo Jesè Rodriguez, meraviglioso prodotto della cantera che ha faticato tantissimo a trovare spazio la scorsa stagione.

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

0 1179

Morale a corrente alternata

Il Napoli ha escluso le testate on line, e non solo, dalla presentazione di Maurizio Sarri. Una scelta originale che vedremo in futuro quali conseguenze porterà nel rapporto tra la stampa e il club di De Laurentiis, un rapporto che in questo nuovo corso comincia certamente in maniera burrascosa poichè la gran parte delle testate on line che parlano del Napoli hanno diramato e pubblicato sui propri siti web un comunicato ufficiale congiunto avverso alla decisione della società partenopea.

Nel comunicato, che personalmente trovo quantomeno risibile, c’è persino un richiamo all’articolo 21 della Costituzione e alla libertà di informazione. Una libertà di informazione (spiace doverlo constatare proprio io da iscritto all’ordine nazionale dei giornalisti professionisti) che viene però ridicolizzata e calpestata continuamente da comportamenti contrari alla deontologia da parte di molte di queste testate on line che oggi si lamentano.

Titoli sensazionalistici privi di qualsivoglia contenuto, notizie inventate, utilizzo dei social network per accalappiare lettori in maniera subdola. Ci si ricorda sempre dei diritti dell’informazione e mai dei doveri verso i lettori. Un bilanciamento indispensabile, necessario e troppe volte irrealizzato non soltanto nel giornalismo sportivo.

Per questo motivo ho deciso che Soldato Innamorato, nel suo piccolo, non aderirà al comunicato diramato da altre testate nè alle successive proteste che probabilmente seguiranno. Semplicemente perché questo sito internet vuole raccontare un’altra Napoli e creare un diverso rapporto con i propri lettori.

Aderire a questa protesta significherebbe per il nostro sito internet avallare anche i comportamenti indecorosi che certe testate hanno tenuto negli anni. Non ci piace la scelta del Napoli, ma non faremo comunella con persone che non stimiamo. Riteniamo che la dignità (di una persona o di una testata) si misuri prima con l’assolvimento dei propri doveri, poi dei propri diritti. Aggrapparsi persino all’articolo 21 della Costituzione per una conferenza stampa di una squadra di calcio ci sembra davvero una fuoriuscita da ogni realtà e uno spregio ai veri valori che la Carta costituzionale assegna all’informazione.

Soldato Innamorato è un sito web nato da pochi giorni ed è sorto proprio dall’esigenza irrinunciabile di offrire ai lettori un nuovo modo di fare informazione: magari con meno pseudo-notizie, ma con più rispetto verso i lettori. I nostri lettori avranno potuto notare che sul nostro sito sono pressocché assenti notizie di calciomercato che molto spesso risultano infondate. Non vogliamo essere pusher di notizie drogate che esaltano o deprimono la piazza, ma semplicemente raccontare la nostra passione verso la maglia azzurra. Non usiamo titoli ingannevoli solo per ottenere qualche click in più del tipo, solo per fare un esempio: “Ecco chi sta per vestire l’azzurro, un talento della Liga in viaggio per Napoli”. Insomma quei titoli usati giusto per accalappiare la curiosità dei lettori, in spregio ad ogni criterio giornalistico. Sbaglieremo certamente, ma lo faremo in buona fede e secondo una nostra coscienza.

Il Napoli sbaglia certamente nel non aprire le porte a tutti i giornalisti. In questo modo si presta a dei particolarismi che non sono consoni. Ma chi segue il Napoli si metta nelle condizioni di farsi rispettare e di farCi rispettare. Perchè se in città è presente un malumore nei confronti di De Laurentiis è pur vero che esiste da anni anche un’antipatia verso il giornalismo sportivo napoletano accusato spesso di essere o troppo compiacente o troppo critico, ma sempre finalizzato ad ottenere piccoli e miseri vantaggi personali. Un’antipatia che coinvolge TUTTI, buoni e cattivi, così come si è fatto con questo balzano comunicato.

Il nostro sito internet, nato da pochi giorni, non avrebbe comunque partecipato alla conferenza stampa perchè diventeremo una testata giornalistica solo tra qualche tempo. Non ci sentiamo esclusi dalla Società, ma se avessimo considerato fondate le ragioni della protesta delle altre testate ci saremmo certamente uniti alla battaglia e avremmo aspramente criticato tale decisione. Non è una questione di viltà, ma di giustizia e di rispetto prima verso noi stessi.

A chi ha diramato quel comunicato facciamo noi un contro-appello: ricordatevi di essere giornalisti ogni giorno, non solo quando conviene. La dignità esiste tutti i giorni, non solo quando fa comodo. Ricordatevene verificando le notizie senza spararle come oro colato in cerca di una effimera visibilità.

Al momento l’Ordine dei Giornalisti è riuscito a determinare soltanto uno scarno codice di autoregolamentazione per quanto concerne il giornalismo sportivo. Auspichiamo che presto ci si possa confrontare per un codice che abbia per oggetto anche il giornalismo on line che troppo spesso agisce in spregio ad ogni deontologia.

Ben sappiamo che questa scelta ci porterà antipatie. Ma non ci importa. Non si può essere moralisti a corrente alternata. Troppo facile. Tanto già sappiamo che questa protesta di non riportare le dichiarazioni dei tesserati del Napoli durerà il tempo di un battito di ciglia. Poi tutto ritornerà come prima. Si continuerà quell’opera di bombardamento emozionale in cerca di qualche click in più. Spiace constatare che anche testate solitamente corrette si siano unite a chi invece non rende onore al nostro mestiere.

Siamo piccoli, non conteremo nulla, ma la nostra idea è forte e la porteremo avanti nel solo interesse dei nostri lettori e rispettando la nostra dignità personale e di questa professione ormai alla mercè di comportamenti che non sopportiamo.

Valentino Di Giacomo

DI SEGUITO IL COMUNICATO DELLE ALTRE TESTATE ON LINE AL QUALE NON ADERIAMO:

Il Napoli ha iniziato un nuovo corso, i tifosi aspettano con ansia di conoscere attraverso le loro parole soprattutto il nuovo allenatore per tuffarsi nella prossima stagione. Con loro anche i giornalisti, animati dalla volontà di scoprire a suon di domande Maurizio Sarri e la sua storia. Il Napoli, però, ha deciso di fare una presentazione “a puntate” come se fosse una serie televisiva. Non ci sarà la conferenza stampa per tutti ma un meccanismo particolare diviso in tre appuntamenti. Il privilegio del primo incontro toccherà ad alcuni giornali scelti in maniera arbitraria dalla società, poi toccherà a qualche televisione nazionale mentre per tutti gli altri “comuni mortali” se ne parla a Dimaro. Il cuore dell’informazione, i giornali on-line, le TV  e radio locali, che rappresentano gli strumenti più seguiti dai sostenitori del Napoli, viene privato della possibilità di raccogliere le prime dichiarazioni di Maurizio Sarri e magari d’interagire con lo stesso. Una scelta che presuppone un’idea medievale della comunicazione e un metodo antidemocratico. Il Napoli è un’azienda e sceglie nella propria autonomia come impostare la comunicazione delle sue attività ma la libertà d’informazione è stabilita dalla Costituzione della Repubblica Italiana, dall’articolo 21. Tale scelta rappresenta un attacco intollerabile ai nostri diritti e, dopo tante altre scelte inaccettabili, siamo costretti a farci sentire. Non riporteremo una parola delle interviste di Maurizio Sarri a giornali e TV, stavolta non faremo da cassa di risonanza alle interviste esclusive concesse dal Napoli prima della presentazione ufficiale. Ci dispiace per i nostri lettori ma siamo sicuri che capiranno il valore della nostra posizione. Non possiamo accettare che le nostre testate che vanno avanti senza i finanziamenti statali ma solo con la forza, l’intraprendenza e la passione di seri professionisti possano essere trattate come realtà di serie B. “Vengono prima gli invitati del presidente De Laurentiis”, è il messaggio inviato a tutti noi “comuni mortali” ma stavolta non ci siamo, nei nostri portali non trovate spazio.

 

IN PRIMO PIANO

0 7556
Ho 35 anni, ho fatto in tempo ad avere Lui come idolo, i caroselli con via Caracciolo tutta azzurra e 127 scoperchiate, le lacrime...

0 702
Quando, due anni, fa Paolo Sindaco ed io decidemmo di far nascere questo sito web pensavamo di dover dare voce alla nostra passione comune...

0 2198
Pochi mesi fa il signor sindaco Luigi de Magistris, detto Masaniello, pubblicizzò l'iniziativa (meritoria) di un numero verde a cui telefonare per segnalare in...

0 2575
Non è il Centro Paradiso, ma Castelvolturno. Non c'è Ottavio Bianchi, ma Maurizio Sarri. Eppure Diego Armando Maradona è ormai praticamente un membro del...

0 5800
Tutti abbiamo un amico, o meglio un conoscente, che non ci sta molto simpatico,  Magari per le sue continue esternazioni fuori luogo, perchè è...