Calcio

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47689516_363306127768017_2621802050710667264_nIeri pomeriggio alle ore 18.00 davanti ad un centinaio di spettatori al Green Sport di Agnano(ex Scarfoglio) si è giocata l’undicesima giornata del campionato di Prima Categoria Girone A tra Lokomotiv Flegrea-Real Barrese scontro al vertice della classifica. Arbitro dell’incontro il signor Sisto Grasso di Torre Annunziata. Al 10′ subito occasione per i padroni di casa di passare in vantaggio. L’arbitro fischia un rigore per atterramento di Costantino, ma Di Mattia dal dischetto calcia alto sulla traversa. Cinque minuti più tardi in piena area di rigore si rende pericolosa la Real arrese con il tiro di Boccia che termina di poco alto sul montante. Al 27′ la Lokomtov Flegrea passa in vantaggio. Su cross di Monda Sammarco devia nella sua porta. Tre minuti più  tardi Guitto raddoppia con una bella conclusione in area di rigore raccogliendo il cross di Di Mattia. Nell’ultimo quarto d’ora i verde nero hanno occasioni per il tris, ma Acciarino devia sulla traversa la conclusione di Della Monaco. Nell’azione seguente la Barrese salva sulla linea di porta la conclusine di Di Mattia che prova ad approfittare dell’ uscita sbagliata di Sammarco. Ancora vicina al gol la Lokomotiv Flegrea con Guitto che di piatto sinistro calcia alto dopo un’uscita con in pugno di Sammarco. Non succede pi niente e il primo tempo termina sul risultato di 2-0. Nella prima frazione di gioco la Barrese ha pensato a difendersi e a ripartire in contropiede.

Nella ripresa Figliolia protesta per un possibile rigore, in seguito proteste ancora della Barrese per un sospetto fallo di mani in area di rigore di Sorrentino, ma per Grasso è tutto regolare. Al 65′ Costantino su rigore per fallo su Della Monaco cala il tris Per il resto da segnalare solo i numeri di Della Monaco e i tentativi sporadici della Barrese, ma la Lokomotiv Flegrea controlla agevolmente e vince la partita con il punteggio di 3-0 riprendendo a vincere dopo due partite confermandosi in testa alla classifica a quota 23 punti. La chiave di questo successo è stata soprattutto la prestazione spettacolare di Della Monaco. A fine partita grande festa con il pubblico di casa che sogna di giocare nel campionato di Promozione  conquistando la terza salita di campionato consecutiva.Nella ripresa Mister Cuomo visto il risultato ha fatto ruotare tutta la rosa. Ecco i cambi dei padroni di casa: Polizzy per Borges, Frascogna all’esordio stagionale per Sorrentino, Nicolella per Monda ,Perillo per Di Mattia e nel finale entra in campo pure Palombo. Cambi della Real Barrese: Verde per Cocozza, Angelon per Russo. Prossimo impegno per la Lokomotiv Flegrea contro la Real Grumese che oggi ha battuto il più quotato Pianura fuori casa 1-2.  Da segnalare pure la presenza dei bambini della Scuola Calcio dopo il consueto weekend di partite in giro per la città.

Ecco il tabellino Lokomotiv Flegrea 4-2-3-1: Pugliese, G. Sorrentino, Marotta, Borges, Magurno; Guitto Carrella, Di Mattia, Costantino, Della Monaco, Monda. Panchina: Buonocore, Palombo, Frascogna, Polizzy; M. Sorrentino, Nicolella; Perillo, De Tommaso Foglia. All. Cuomo. Allenatore in seconda Zofra, dirigente accompagnatore Morè. Real Barrese: Acciarino, De Vito, Cocozza, Sena, Sammarco; Pevna, Russo, Dombrovski, Boccia;  Cozzolino, Figliolia. Panchina: Aprea, Godino, Verde, Di Sebastiano, Veneruso, Frascadore, Angelon, Soria. Dirigente accompagnatore Ercole. Massaggiatore Masseroni.

Ammoniti Lokomotiv: Polizzy,  Monda.

Ammoniti Barrese: Figliolia.

Claudio Gervasio

Fonte foto: Fabio D’Auria

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IMG-20181118-WA0111_resizedIeri alle ore 19.05  davanti ad un centinaio di spettatori al Green Sport di Agnano, si è giocata la settima giornata valida per il campionato di Prima Categoria girone A Lokomotiv Flegrea-Umberto Marino(squadra della Loggetta). Partita condizionata leggermente dal primo  freddo stagionale e dalle fumarole della solfatara a bordo campo che venivano alimentate dal vento.  Lo stadio è situato nei Campi Flegrei, territorio dove è presente uno dei vulcani più pericolosi d’Europa che secondo alcuni studiosi potrebbe risvegliarsi da un momento all’altro con il magma che sta cambiando continuamente la temperatura. Sarà compito dei geologi monitorare la situazione per evitare di danneggiare la città di Napoli. La partita è iniziata con una conclusione di Borges di poco al lato e con la risposta  di Torino al 3′. Al 10′ la Lokomotiv Flegrea si portava in vantaggio con una girata di destro di Costantino in piena area di rigore. In seguito il match diventa scorbutico con molte pause a centrocampo. Al 30′ Pugliese salva il risultato respingendo una conclusione di Battaglia da fuori area. Al 35′ Monda in piena area di rigore sfiora il raddoppio. Poco dopo l’attaccante flegreo riesce a segnare la seconda rete di testa sugli sviluppi di un corner. Nel primo tempo non succede più nulla e si va negli spogliatoi sul risultato di 2-0.

La ripresa inizia con il primo cambio tra le fila dei padroni di casa. Esce Costantino entra Della Monaco. Al 53′ battaglia tira da fuori area para Pugliese e sulla ribattuta Torino accorcia le distanze per il 2-1. Subito dopo la rete esce Borges ed entra Polizzy. Nella seconda parte della ripresa, la Lokomotiv Flegrea controlla il match senza affanno. Al 75′ De Tommaso colpisce la traversa. All’ 80′ la Lokomotiv Flegrea chiude la partita grazie ad un colpo di testa di De Tommaso che è bravo a sfruttare la ribattuta dopo una traversa colpita su punizione da Guitto. Verso la fine della partita Della Monaco cala il poker. Nei minuti finali viene espulso Torino per doppia ammonizione e Umberto Marino segna la rete della bandiera con Alterio Navarro Randal per il definitivo 4-2. Da segnalare nella ripresa, l’allontanamento dalla panchina di un dirigente ospite per proteste. Con questo successo la Lokomotiv Flegrea con una partita in meno raggiunge in vetta alla classifica Quarto Barrese a quota 16 punti. Prossima partita a Posillipo contro il Montecalvario vittorioso ieri mattina contro il Pianura con il punteggio di 0-2.

Ecco il tabellino Lokomtoiv Flegrea 4-2-3-1: Pugliese, Marotta, Sorrentino, Magurno, Borges, Guitto, Laudiero, De Tommaso, Costantino, Di Mattia, Monda. Panchina: Buonocore, Palombo, Frascogna Polizzy, Grazioso, Carrella, Minopoli, Foglia. All. Cuomo. Dirigente accompagnatore Sansone,  allenatore in seconda Zofra, guardalinee Morè. Umberto Marino(Loggetta) 4-3-3: Puluso, Iuliano Gervasio, De Martino, Guadagnino Diego, Pagano, Alterio Navarro Randal, Torino, Di Fusco, Battaglia,Uliano, Pisa. Panchina: Iorio, Caruso, Di Raffaele, Brandi, Pavia, Matrice, Trinchillo, Gentile, Interlandi Luca, Boccolatte. Mass. Cotugno Marco. Guardalinee De Giorgio Simone. Arbitro Andrea Ricci. Cambi: Per i padroni di casa Della Monaco per Costantino, Polizzy per Borges,Carrella per Laudiero, Grazioso per Di Mattia e Foglia per Monda. Ammoniti: G. Sorrentino, Guitto, Laudiero, Di Mattia. Cambi Umberto Marino: Pavia per battaglia, Brandi per Di Fusco, Gentile per Iuliano. Ammonito: Pagano, espulso Torino.

Fonte immagini- Fabio D’Auria

Claudio Gervasio

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Ieri sera davanti ad un centinaio di spettatori alle ore 19.15 allo stadio Green Sport(ex Scarfoglio) si è giocata la quinta giornata del campionato di Prima Categoria girone A tra Lokomotiv Flegrea- Real Frattaminore. Formazione Lokomotiv Flegrea: Buonocore- Sorrentino-Borges-Magurno-Marotta-Guitto-Laudiero- De Tommaso- Della Monaco- Carrella- Monda. Panchina: Pugliese-Polizzy-Nocerino- Gaudino-Cioce- Perillo- Foglia-Costantino-Di Mattia. All. Cuomo. Allenatore in seconda Zofra assistente dell’arbitro Sansone, dirigente accompagnatore Morè. Real Frattaminore: Odesco, Legnante, Mormile, Belardo, Ianieri, Colino, Parrella, Arena, Loto, Liguori, Costanzo. panchina: Setola, Cimmino,Capasso, Trisbalto,Grimaldi, Landolfo. Dirigente accompagnatore D’Aloisio, assistente arbitro Esposito,massaggiatore Pezzullo. Arbitro Giammarco Saulino. Subito in vantaggio la Lokomotiv Flegrea grazie ad un autorete. Poi nel corso del primo tempo la Frattaminore si rende pericolosa solo con Liguori che calcia una conclusione di poco al lato e una punizione di poco alta. Poi prima della fine del primo tempo la Lokomotiv Flegrea torna in attacco con la conclusione di Monda che finisce di poco al lato e con il colpo di testa di De Tommaso che non impensierisce Odesco.

Nella ripresa De Tommaso al 55′ raddoppia con una conclusione alla Insigne da fuori area di rigore per il 2-0. Al sessantesimo per un fallo di mano in area di rigore della Lokomotiv Flegrea, il signor Saulino decreta il rigore con Liguori che si mostra freddo dal dischetto e accorcia le distanze.Al 63′ primo cambio tra le file dei padroni di casa. Esce Carrella entra Di Mattia. Per gli ospiti esce Arena entra Trisbalto. Nei padroni di casa esce Della Monaco ed entra Costantino. Al 75′ da corner con un bel detsro Legnante pareggia i conti andando ad esultare sotto il settore ospite per il 2-2. Subito dopo sempre da calcio d’angolo Guitto con un bel tiro di punta tipico del calcetto realizza subito il nuovo vantaggio. All’ 80 minuto con un’azione personale Costantino cala il poker superando Odisco in uscita. All’82’ la Lokomotiv Flegrea realizza la manita con la personale doppietta di Guitto dopo uno slalom tra le maglie gialle degli ospiti. Poi ultimi cambi tra i padroni di casa. Entrano Polizzy per Borges, Perillo per De Tommaso e Cioce per Monda. Proprio Cioce da vice capitano festeggia il suo esordio stagionale con un gol e viene osannato da tutto il club verdenero. Alla fine il risultato non cambia più e il match termina con il punteggio tennistico di 6-2 proprio in contemporanea all’ultimo torneo di Tennis di Parigi-Bercy vinto da kachanov in due set contro Djokovic. Partita moto spettacolare nel secondo tempo, dopo l’eccessivo tatticismo del primo. Brutto crollo degli ospiti dopo la bella reazione di metà ripresa. Ecco gli altri cambi per gli ospiti: Grimaldi per Parrella, Landolfo per Costanzo e Capasso per Legnante. per Dopo questo successo, la Lokomotiv Flegrea è in testa alla classifica a quota 13 punti davanti al Quarto con 12. Prossimo turno di riposo per i verdenero. Prossima partita domenica 18 novembre sempre in casa contro la Loggetta.

Claudio Gervasio

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IMG-20181022-WA0036_resizedIeri sera  alle ore 19.00 allo stadio Green Sport ex Scarfoglio agli ordini del signor Mohamed Bouabdallah  si è giocata la terza giornata del campionato di Prima categoria Girone A tra Lokomotiv Flegrea- Casavatore decisiva per il momentaneo primato del girone. Formazione Lokomotiv Flegrea 4-2-3-1: Pugliese, G. Sorrentino, Polizzy, Magurno, Borges, Guitto, Laudiero, Carrella, De Tommaso, Costantino, Monda. All. Cuomo. Guardalinee  Sansone, Vice Mister Zofra. Panchina: Nocerino, Frascogna,Cioce, Minopoli, Perillo, Foglia, Di Mattia. Formazione Casavatore: Brandi, Giordano, Mazzone, Capogrosso, Migliaccio, Volpe, Palladino, Mallardo, Scognamiglio, Di Perna, Orefice. Panchina: Esposito, Schiano, Liguori, Ciminiello, Mele, Barbato, Lucenti, Mazza. All. De Filippo. Dirigente accompagnatore Orefice. Dopo la prima fase di studio, al ventesimo su azione di contropiede Orefice non aggancia il pallone di pochissimo con Pugliese in uscita. Al venticinquesimo para Brandi un tiro di Guitto che raccoglia l’assist di Magurno. Alla mezz’ora del primo tempo due pali per parte. Prima lo colpisce  Monda con un perfetto tiro a volo e in seguito è Orefice a prendere il palo con una conclusione dalla distanza. Al trentaseiesimo Costantino calcia una punizione di poco alta.

La ripresa si apre con il primo cambio per Casavatore. Entra Mazza esce  Mallardo. In seguito Orefice ancora una volta sfiora il gol. Al cinquantesimo vantaggio della Lokomotiv Flegrea con Monda che sfrutta l’assist perfetto di Magurno in piena area di rigore. Al cinquantacinquesimo minuto bel tiro di Mazza dalla distanza. Due minuti più tardi la Lokomotiv Flegrea raddoppia con un bel sinistro di Carrella.   Al sessantatreesimo minuto esce Carrella entra Di Mattia. Quattro minuti dopo Brandi para il tiro di Borges in piena area di rigore. Sulla ribattuta poi Costantino non riesce a sfruttare la palla rete. Al settantacinquesimo minuto esce Monda entra Foglia. Durante le proteste per un fallo di mano  non ravvisato dal signor  Mohamed Bouabdallah viene ammonito Ciminiello dalla panchina e viene allontanato un dirigente ospite In seguito Gaudino fa il suo esordio in campo per Guitto. Nei minuti finali fanno il loro ingresso in campo pure Perillo e Minopoli per De Tommaso e Costantino. Non succede più nulla con la Lokomotiv Flegrea che controlla il risultato e con questo successo si porta in vetta solitaria con sette punti. Prossimo turno contro Napoli Nord.

Claudio Gervasio

Fonte immagini: Fabio D’Auria

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IMG-20181013-WA0077_resizedOggi pomeriggio alle ore 15.30 allo stadio Comunale di Lacco Ameno si è disputato il secondo match valevole per il campionato di Prima Categoria Girone A Lacco Ameno-Lokomotiv Flegrea arbitrato dal signor Coraggio di Napoli. Tutte e due le tifoserie presenti sugli spalti. La tifoseria ospite è partita assieme alla squadra alle ore 12.00 da Pozzuoli con il traghetto Medmar per Casamicciola. Ecco le due formazioni Lacco Ameno: 4-4-2 Petrone-Boccia-Calise- Abbandonato-Resituito- Fermo-barile- Varchetta- Migliaccio-Iovene-Tessitore. Panchina: Fluido-Giulietti- Schiano-Capauano- Barr-D’Anna-Lista. All. Fontanella assistente arbitro Castagna. Lokomotiv Flegrea: Buonocore-G.Sorrentino-Marotta-Borges-Magurno-Guitto-Laudiero-Carrella-De Tommaso-Costantino- Di Mattia. panchina:Palombo- Polizzy- Frascogna- Gaudino-Nocerino- Grazioso-Perillo-Foglia-Monda. All. Cuomo Roberto. Vice allenatore Cioce Marco, guardalinnee Morè Riccardo. Dopo la prima fase di studio, al 15′ la Lokomotiv Flegrea passa in vantaggio con un colpo di testa di De Tommaso che si inserisce in maniera perfetta dalla sinistra mettendo in rete un cross partito dal piede di Guitto. Verso la  metà primo tempo pericolosi i padroni di casa con il tiro di Varchetta, bravo Buonocore a respingere in corner di piede.  Al 27′ cross dalla destra di Costantino per l’inserimento di Carrella ma il suo tiro  finisce di poco al lato. Verso la fine del primo tempo gli ospiti hanno l’occasione per raddoppiare ma le due punizioni calciate da Guitto Costantino terminano di poco alte sulla traversa. Non succede più nulla e il primo tempo termina sullo 0-1. Buona partita in fase passiva dei due attaccanti esterni De Tommaso Costantino.

Nella ripresa un doppio cambio tra le file del lacco Ameno. Escono Abbandonato e Migliaccio entrano Lista e Barr. Al 55′ minuto l’arbitro Coraggio nega un possibile rigore per fallo ai danni di Costantino. Al 60′ primo cambio pure tra le file della Lokomotiv Flegrea. Esce Laudiero entra Monda con Carrella che arretra sulla linea dei centrocampisti e con Monda che va a rinforzare l’attacco sfruttando la sua stazza fisica. Due minuti dopo Borges ha al palla del raddoppio, ma Petrone è bravo a respingere la sua conclusione. A metà ripresa  entra Giulietti ed esce Tessitore. Poco dopo proteste dei padroni di casa per un presunto fallo di mani di G. Sorrnetino, che viene spintonato da Lista e viene espulso. Subito dopo protesta Varchetta e viene espulso con Laccco Ameno che resta in nova uomini. La Lokomotiv Flegrea a questo punto può controllare il match e al 70′ Di Mattia sfiora un grande gol con la palla che sibila il palo. Al 75′ esce  Fermo entra D’Anna. Un minuto più tardi esce Di Mattia ed entra Grazioso. Due minuti più tardi a mangiarsi il gol del raddoppio è De Tomamso che calcia alto da buona posizione. All80′ è Costantino che prova a siglare il raddoppio, ma ancora una volta Petrone si fa trovare pronto e respinge la sua conclusione. All’85’ esce Magurno per crampi e al suo posto entra Nocerino. Proprio mentre sembra che la partita possa indirizzarsi verso la vittoria ospite, al 90′  sugli sviluppi di una punizione pareggia Giulietti che batte Buonocore in uscita. Nell’esultanza esagera l’allenatore del Lacco Ameno Fontanella che viene espulso dall’arbitro coraggio. Negli ultimi minuti doppio cambio. Esce Giulietti l’ autore della rete per un infortunio alla spalla e al suo posto entra Barr che si fa subito ammonire. Nella Lokomotiv Flegrea esce per infortunio  Carrella e al suo posto entra Foglia un altro attaccante per cercare di sfruttare la doppia superiorità numerica. Alla fine il forcing ospite nei sette minuti di recupero non produce niente e la partita termina 1-1 con tanta delusione tra le file dei flegrei palesata sul traghetto di ritorno da Ischia Porto delle ore 18.40 che arriva a Pozzuoli alle ore 19.40. Alla luce di questo risultato Lacco Ameno in classifica generale e a due punti, Lokomotiv Flegrea a 4. La chiave del pareggio è stata la mancanza di cinismo da parte della Lokomotiv Flegrea. Ammoniti lacco Ameno: Fermo, barile. Lokomotiv Flegrea: Laudiero, Magurno, G.Sorrentino. Prossimo turno domenica 21 ottobre Lokomotiv Flegrea-Casavatore Calcio.

Claudio Gervasio

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IMG-20181007-WA0173_resizedOggi alle ore 15.30 agli ordini del signor Raffaele Carli c’è stato l’esordio in Prima Catgeoria nel Girone A napoletano della Lokomotiv Flegrea contro la Boys Pianurese Pozzuoli all’ex Scarfoglio ora Green Sport. Alla cena di presentazione della squadra il vice Mister Zofra ha ricordato l’importanza ai ragazzi della prima squadra di farsi vedere sul campo dei ragazzi della Scuola Calcio Popolare Mister Cuomo ha dichiarato come obiettivo di entrare nelle prime cinque di campionato. Formazione dei padroni di casa: Lokomotiv Flegrea 4-2-3-1 Pugliese, G.Sorrentino, Marotta, Nocerino, Borges, Guitto, Laudiero, De Tommaso, Della Monaco, Di Mattia Monda. Panchina: Buonocore, Palombo, Guida,  Grazioso,Carrella, Magurno, Foglia. All. CuomoBoys Pianurese : Saggiomo M,Carpino, Baudvin, Puoti, Petillo, Maraniello,Zavarese, Manna, Bracco, Polverino,Calace. Panchina: Carandente,Aceto, Imparato, Coronella, Aceto. A. All. Saggiomo.

Inizia meglio la Lokomotiv Flegrea, che fa buona guardia e rintuzza tutti gli attacchi degli ospiti. Al 20′ conclusione di Guitto palla di poco alta, al 26′ ancora il  centrocampista flegreo si mangia un gol calciando alto con il piattone in piena area di rigore. Alla mezz’ora da un cross proveniente dalla destra, Zavarese non sfrutta la respinta corta di Pugliese palla alta da buona posizione. Verso la fine del primo tempo ci prova Laudiero dalla distanza e la palla termina leggermente alta. Il primo tempo termina sullo 0-0. Partita molto equilibrata e tattica a centrocampo.

Nella ripresa la Lokomtoiv Flegrea inizia il match con più piglio offensivo con Monda Di Mattia che svariano su tutto il fronte d’attacco. Ad inizio ripresa viene ammonito capitan Sorrentino per proteste. Al 10′ della ripresa tiro di Di Mattia respinge  Saggiomo. Al 15′ dalla distanza di ci prova Laudiero, bravo ancora Saggiomo a farsi trovare pronto. Al 27′ Lokomotiv Flegrea in vantaggio con  Di Mattia che sfrutta al meglio l’assist di Monda scartando pure il portiere per l’1-0. Al 37′ Nocerino atterrà un avversario in area di rigore, il signor Carli decreta il rigore che Pugliese para a Polverino, sulla ribattuta l’estremo difensore della Lokomotiv Flegrea è bravo a respingere. Sul seguente calcio d’angolo Laudiero è sfortunato e provoca un autorete per il pareggio della Boys Pianurese. Al 40′ Della Monaco si rammarica per un fallo non fischiato e viene espulso dall’arbitro per proteste. Subito dopo Mister Cuomo è risulta essere decisivo perché sostituisce Di Mattia con Magurno che al novantesimo ribadisce in rete un cross proveniente dalla sinistra di Monda per il definitivo 2-1. Nell’esultanza viene espulso dal signor Carli Mister Cuomo. Nei sei minuti di recupero decretati dall’arbitro non succede più nulla e la Lokomotiv Flegrea si issa al primo posto q quota 3 punti. Prossimo impegno nell’isola di Ischia Lacco Ameno. La Lokomotiv Flegrea sulla propria pagina Facebook ha informato dell’occupazione simbolica dei terreni agricoli sulla Collina di San Laise per avere uno spazio per far praticare ai ragazzini della Scuola Calcio lo Sport Popolare. Domani alle ore 15.00 ci sarà un tavolo tecnico in Municipalità per sbloccare questa situazione.

Claudio Gervasio

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L'impresa di Ancelotti

Vince il Napoli, vince Ancelotti. In circa due mesi, Carletto è passato dall’essere una specie di politico “trombato” che magnanimamente viene riciclato dai suoi dirigenti di partito in qualche consiglio di amministrazione – piazzandoci pure figlio e cognato, che non guasta per dare stura alle congetture – a genio assoluto della tattica e della strategia. Carletto doveva battere il Liverpool per consacrarsi pure a Napoli, come fece a suo tempo con il Milan. Del resto gli “Umori della Piazza” furono inclementi anche con Sarri agli esordi. Persino Maradona gli si afferrò contro, lo definì “un vecchio zio”. Poi sappiamo tutti come è andata a finire: “o Zì” è diventato il magnifico tormento della torçida napoletana. Senza “Il Comandante” non era possibile “il Sogno”, “il Collettivismo”. A Napoli due mesi fa era finito il Calcio e non c’erano speranze per campare. L’unica soluzione era fare come quei ragazzi laureati che se ne vanno a Londra. A cercare “Bellezza” invece che “Fatica”, ca va sans dire.

Tra l’altro il Napoli batte il Liverpool presentando in campo uno che fu mandato in Russia, come in un confino siberiano, in una sorta di spedizione punitiva. Quel Nikola Maksimovic il cui acquisto per 23 milioni di euro fu caldeggiato proprio dal “Vate del Bel Calcio”, ma senza profitto. Nikolino Il Serbo aveva il difetto di non integrarsi nei machiavellici ingranaggi del “Sarri-Ball”. Ieri sera, tomo tomo cacchio cacchio, Nikolino si è messo diligentemente su Mané senza fargli vedere palla. E anche quando sfuggiva, nel sistema ingegnoso di Super Carletto, c’era sempre qualcuno a raddoppiare. Callejon, Allan, Koulibaly a supplirsi l’uno con l’altro per creare una gabbia contro le maglie rosse. Mission accomplished. 

Tutto questo per dare l’ennesima dimostrazione di come gli “Umori della Piazza” a Napoli non trovino fondamento nel calcio. Se in politica questa città riesce ad anticipare ed essere preconizzatrice dei processi di cambiamento in atto nella società italiana, nel calcio si vive in una bolla. Perché nel calcio c’è un presidente che degli “Umori della Piazza” se ne fotte bellamente. De Laurentiis, in fondo, ha il vantaggio di gestire un’azienda privata e non deve dare conto “alla ggente”. La politica invece funziona al contrario: tanto peggio è la popolazione, tanto peggio è la classe politica. E VICEVERSA. Peggio saranno i desideri, peggio saranno le promesse. Nel calcio napoletano invece il feedback tra chi porta il vapore e chi ci si deve far portare non c’è. Vivaddio. 

E su questo aspetto sovviene un altro ragionamento: ma siamo sicuri che il San Paolo non ci serva così com’è? Un cesso, come lo ebbe a definire l’Aurelio. Ieri, in curva B, ci riflettevo. Immaginate che domani si costruisca uno stadio nuovo o si ristrutturi il San Paolo, cosa avverrebbe nelle curve? Siete sicuri che gli ultrà (ieri FANTASTICI) si metterebbero comodi in poltroncina a gustarsi la partita sgranocchiando pop corn? La tematica tanto dibattuta dei sediolini, almeno nella parte centrale delle curve, non dovrebbe neppure crearsi. In quei settori ci vorrebbero scaloni e basta, senza poltroncine. A cosa servirebbero i sediolini se poi la gente – giustamente – ci si mette coi piedi sopra? Senza contare quelle cape gloriose che, come accaduto a Torino, hanno ben pensato di scagliare un sediolino dello Juventus Stadium direttamente in campo. Fatto che deve passare sotto silenzio perché Napoli, in fondo, secondo una certa retorica e una certa narrazione, deve pur sempre essere una specie di culla della civiltà dove tutto è stato inventato e tutto si è fatto prima. Tutto prima che fosse fatto da altre parti, nel bene e nel male.  

Io sono certo che quel lontano giorno in cui verrà inaugurato un nuovo stadio a Napoli non mancherebbe la polemica sul “presidente pappone” che vuole imborghesire il tifo. Un tifo che, in verità, si è già imborghesito. Tifosi che tengono la panza piena e la mangiatoia vascia. Perché in fondo a questi tifosi del Napoli non va bene niente. Non va bene Sarri, salvo incensarlo quando se ne va. Non va bene Ancelotti che pure, quando sarà, verrà rimpianto. Non va bene De Laurentiis che da consumato “lenone” lucra sulla passione dei tifosi portando questa squadra per 10 volte consecutive in Europa a controbattere corazzate come Liverpool, Manchester City, Borussia Dortmund, Bayern Monaco, Real Madrid, Chelsea. E in Italia prova, con i pochi mezzi a disposizione, a contrastare lo strapotere assoluto bianconero.

Un potere bianconero che è fatto non solo di acquisti come Ronaldo, Emre Can o Cancelo, ma soprattutto di relazioni. Come quelle relazioni mediatiche che di qui a breve configureranno Marotta come il “male assoluto”, cacciato dal club delle meraviglie che fa dell’etica in tutti i settori un proprio vanto. Ci arriveremo, ne parleremo tra non molti giorni quando finalmente si inizierà a parlare di loschi rapporti tra dirigenti, ndranghetisti e suicidi sospetti. Ci arriveremo come finalmente si è arrivati a parlare delle accuse di stupro contro Ronaldo. L’altro giorno – per dire – parlavo con un collega portoghese che mi diceva che i media lusitani non scrivevano d’altro. Mi chiedeva – ingenuamente – se in Italia avveniva lo stesso. Poverino lui che non sa. 

Oggi gli “Umori della Piazza” subiscono una nuova battuta d’arresto. Smentiti. O per dirla con Mameli: “calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi”. Torneranno presto, al primo passo falso. Se non sarà la squadra, il problema sarà lo stadio, il prezzo del biglietto, la “scugnizzeria”.  Aspettiamo finché – per dirla sempre con l’amico Goffredo – “raccolgaci un’unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l’ora suonò”. 

Valentino Di Giacomo

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L'Italia dei social

Chi pretende la vittoria da De Laurentiis è ignorante. Parleremo di calcio, ma in realtà parleremo assai di più della società in cui viviamo. Un mondo dove ormai i social network ci forniscono forti percezioni su cosa sia diventata l’Italia che si appresta ad entrare negli anni ’20 del secolo. Perché, dal calcio, è possibile scattare una fotografia del nostro tessuto sociale pressoché vicina alla realtà. Lo spunto per scriverne me lo hanno dato alcuni commenti sulla nostra pagina Facebook quando cerchiamo di dire la nostra su quale sia l’effettiva realtà del Calcio Napoli. Realtà non compresa, non accettata, non riconosciuta da troppi. 

“Noi vogliamo vincere” e “De Laurentiis è un pappone”. Sono i commenti più in voga. Chi difende il presidente o, almeno, come facciamo noi, l’operato della Ssc Napoli in vasti settori, diventa di conseguenza un “Pappa boys”. Generalmente questi avventori sulla nostra pagina Facebook passano poi ad una metaforica rappresentazione esistenziale applicata al calcio. “Se ti accontenti nella vita non arrivi da nessuna parte”.  Lo scriviamo con le maiuscole per rafforzare l’assurdo concetto: “SE TI ACCONTENTI NELLA VITA NON ARRIVI DA NESSUNA PARTE”. Ovviamente ignorando che della nostra vita siamo (non sempre, in molti aspetti quasi mai) padroni direttamente noi stessi. Il Calcio Napoli ha invece un proprietario che gestisce privatamente una società sportiva. E quindi che tu possa accontentarti o meno dei risultati conseguiti non fa alcuna differenza. 

Persone che ragionano così sono elettori, votano, possono stabilire chi governa il Paese. Votano pure quelli che ripetutamente commentano commettendo veri e propri orrori ortografici. Quante volte vi capita di leggere sui social commenti con “a preso”, “a fatto”, “a detto”? Dove il concetto dell’H muta è compreso decisamente in maniera fuorviante. L’H muta applicata, oltre che al parlato, finanche allo scritto. Eppure votano, decidono, influenzano, fanno massa critica. E sono pure convinti di avere ragione. Non mollano un post finché non sono loro ad avere l’ultima parola. Ecco perché dal calcio ci sembra di poter leggere una perfetta sintesi di ciò che è diventata l’Italia di oggi.

Un’Italia dove chi ha più conoscenze, grazie ai social, può essere insultato e messo alla berlina da uno che non sa neppure scrivere in italiano. Un’Italia dove la sorte dei nostri bambini, se devono o non devono vaccinarsi, è stabilita dalle “maggioranze”, non dagli esperti. Dove se cade un ponte i social si riempiono di 60 milioni di ingegneri come prima accadeva solo ai Mondiali quando si era tutti allenatori di calcio. Un’Italia – dicono bene Salvini e Di Maio – dove le prossime sfide elettorali si decideranno tra élite e populisti. Dove ovviamente chi fa parte di un’élite va visto con disprezzo e malfidenza. “Noi siamo il popolo, facciamo quello che dice il popolo”. Un popolo che però è diventato nel frattempo sempre più ignorante come certificano tutte le statistiche che ci piazzano tra i più ignoranti d’Europa. Ma, ciò che è più grave, un popolo dove chi ha conseguito un titolo di studio, capacità, conoscenze è messo esattamente alla pari con chi non ne ha. Non solo, ma dove l’ignorante non guarda più – come accadeva un tempo – alla persona più colta come un modello da raggiungere, ma come un saccente che dice cose che non sono gradite, quindi da eliminare, offendere, ingiuriare.

Chi scrive non ha una laurea ad Harvard o chissà quali conoscenze di astrofisica. Non si considera neppure facente parte di un’élite, anzi. Per esempio, in segno di rispetto parlo in napoletano con chi non parla italiano, si tratta di umanità perché non tutti hanno avuto le stesse possibilità, soprattutto chi è cresciuto in altre generazioni. Discorso oggi, con l’obbligatorietà della scuola, che non avrebbe più neppure molto senso. In generale tendo però a fidarmi di coloro che ne sanno di più. Anche fidarsi di chi ne sa di più è però diventato complesso ai tempi del web e dei social. Non è difficile infatti trovare su internet, ma pure sui quotidiani, due teorie opposte, su un qualsiasi tema. Troveremo sempre l’esperto che dice che i vaccini fanno male e quello che dice che invece rappresentano una soluzione. Viviamo nell’epoca della multi-verità. E quindi, anche quando si parla di dati scientifici, ad esempio i bilanci economici della Ssc Napoli, troveremo l’economista che spiega quanto faccia schifo la gestione De Laurentiis e quello che invece loda il presidente. Si torna quindi al punto di partenza, con l’avventore social che diffonde la tesi che più gli piace. Un cortocircuito che va bene per la questione migranti come per il ponte crollato a Genova. Come un oroscopo dove ognuno può leggersi quello che più gli è favorevole. 

Eppure, anche se non siamo economisti, qui su SoldatoInnamorato, vorremmo comunque fare una nostra narrazione sull’operato di De Laurentiis al Napoli. Per carità non infallibile. Non ci basiamo su bilanci, su ammortamenti o equilibri finanziari. Ci basiamo sulla storia. Una storia – questa almeno non modificabile – che ci racconta che in 92 anni di storia il Napoli ha vinto appena 2 scudetti e una Coppa Uefa. Ha fatto tutto in poco tempo, in coincidenza quando a Napoli giocava il più grande campione di sport mai esistito. Sarà un caso? Non diciamo – si noti bene – che il Napoli non debba lottare per vincere, ma che la vittoria non si possa pretendere per molteplici motivi. La storia, come detto, ma pure perché l’imprenditore De Laurentiis non ha oggettivamente le capacità economiche delle multinazionali con cui concorre. La Fiat che compra Cristiano Ronaldo, multinazionali cinesi o americane. Un modo forse ci sarebbe pure: provare a stare al passo con chi spende 100 volte di più rischiando di fallire. E’ successo. E ricordiamo tutti come è stata considerata l’esperienza di Corrado Ferlaino dai napoletani. In che modo ha lasciato il Napoli. Perché pretendere allora? Perché “Devi vincere”?

E poi apprezziamo questo Napoli pure per un fattore sentimentale. Oggi possiamo apprezzare di poter giocare in competizioni come la Champions League che prima guardavamo solo ammirando le altre squadre mentre noi eravamo a lottare per non retrocedere oppure in serie minori. Vorremmo vincere? Certo. Ma quello che abbiamo ci piace, mal che vada ce lo facciamo piacere proprio perché non abbiamo diretta influenza sull’operato del Calcio Napoli. Una società privata. Non è neppure un’entità statale dove se non mi piace un partito o un politico come gestisce una società pubblica posso influenzare con il mio voto delle scelte.  Sembrerebbe l’Abc, ma sembra di dire dei concetti lunari quando lo facciamo.

L’altra mattina, al bar, un signore esasperato mi dice: “Io sono tifoso del Napoli, quindi voglio vincere”. Gli rispondo che “Io sono uomo e vorrei passare una notte d’amore con Belen Rodriguez. Lui mi dice che è possibile. Io me lo auguro. Eppure non penso succederà. “O” i miei dubbi possa succedere… 

Valentino Di Giacomo

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Daspo per il tifoso che minacciò il giornalista

Il Mattino oggi dà notizia che per l’ex capo ultrà della curva B, Alberto Mattera, è stato disposto il Daspo: per lui cinque anni di divieto di accesso agli impianti sportivi. Non solo, ma va avanti l’inchiesta della Digos guidata dal dirigente Francesco Licheri, per le minacce al giornalista Carlo Alvino perpetrate lo scorso 6 maggio davanti allo stadio San Paolo. 

Spiace dover rilevare i comportamenti scorretti di un collega, ma il suo modo di fare è stato quantomeno discutibile. Ovviamente siamo a disposizione per ogni chiarimento. Ma nel silenzio più assoluto di troppi media è necessario darne notizia.

L’ACCADUTO. Cosa accadde quel 6 maggio prima di Napoli-Torino? La notizia ebbe rilievo nazionale (se ne occuparono dal Corriere della Sera in giù) ed è possibile ricostruirla tramite un video che dà conto prima delle minacce e poi della “macchietta” riparatoria. (POTETE RIVEDERE TUTTO L’ACCADUTO CLICCANDO QUI). Mentre Alvino è in diretta con un tifoso che parla di “spregio delle regole”, arrivano dei personaggi che gli dicono “Nunn abbusc pecché nunn abbusc” – intimandogli però di terminare la diretta televisiva nel suo consueto appuntamento su Tv Luna. Dopo pochi minuti la trasmissione riprende con un Alvino abbracciato (stretto in una morsa?) tra i due ultrà i quali inscenano una “macchietta” dicendo che si era trattato solo di uno scherzo. Alvino si mostra pure sorridente e fa battute. Erano i giorni in cui il giornalista iniziava a fare da pupillo della comunicazione del Calcio Napoli ottenendo notizie e interviste dalla società azzurra, consuetudine ancora in corso, proseguita poi lo scorso maggio con l’intervista di Alvino a De Laurentiis registrata negli uffici della Filmauro dopo l’ingaggio di Carlo Ancelotti sulla panchina del Napoli. 

articolo alvinoLA PROCURA. Nonostante il teatrale video riparatorio, gli uomini delle forze dell’ordine vogliono vederci chiaro. La Procura di Napoli apre un procedimento a carico degli ultrà che avevano minacciato Alvino. Scrive la Procura: “IL SECONDO FILMATO OFFRE IN MODO EVIDENTE UNA MACCHIETTISTICA RAPPRESENTAZIONE DELLA VIOLENZA ANCHE E SOPRATTUTTO ALLA LUCE DELLA STESSA DISPONIBILITA’ DELLA PERSONA OFFESA O DEL TIMORE REVERENZIALE MANIFESTATO DA ALVINO VERSO QUELLA FRANGIA DEL TIFO ORGANIZZATO”. L’iniziativa della Procura partenopea si è conclusa intanto con la decisione di spiccare un Daspo ai danni del capo-ultrà che aveva minacciato Alvino. Aggiungo che io stesso ho avvistato Mattera nei pressi del San Paolo, all’esterno della curva B, in occasione della prima partita stagionale giocata a Fuorigrotta dal Napoli contro il Milan. Alla prossima immaginiamo che il capo-ultrà non potrà accedere all’impianto.

daspo a tifoso

L’OPPORTUNITA’. Perché la ricostruzione della vicenda? Qualcuno potrà pensare che il sottoscritto sia animato da sentimenti ostili nei confronti di Carlo Alvino, ma non è così. Appena venne diffuso il video delle minacce subite dal giornalista di Tv Luna, immediatamente, per quello che può servire, scrissi un inequivocabile tweet: “Solidarietà massima al collega Carlo Alvino. Questa gente di merda è il male della nostra terra e dei nostri stadi. Spero intervengano presto le forze le dell’ordine per assicurare alla giustizia chi vuole chiudere microfoni e telecamere con le minacce. #Legalità in campo e fuori”. E’ evidente che non c’è alcun motivo personale per rimarcare questa vicenda, solo il rispetto della legge e, magari, dei doveri professionali a cui è tenuto un giornalista. Se un collega viene minacciato io sto con lui, siamo all’ABC. Le autorità hanno fatto il loro dovere, Alvino invece – che non risulta abbia denunciato le minacce subite – ha invece inscenato una “macchietta”, come scrive la Procura, temendo ritorsioni.

tweet alvinoLA DEONTOLOGIA. Tutto questo è avvenuto nel silenzio più totale dei media, degli organi di categoria del giornalismo, ma soprattutto con la totale disponibilità del Calcio Napoli a concedere interviste esclusive ad un giornalista che per la Procura di Napoli inscena “macchiette” con chi lo minaccia. Un comportamento grave da parte del giornalista, ma pure della SSC Napoli e del suo presidente che ha praticamente promosso Alvino ad house organ della propria comunicazione concedendo esclusive ed interviste. Tutto questo in un’estate in cui lo stesso De Laurentiis ha tuonato contro la stampa in quella pessima rubrica denominata “Vero o falso”. Non solo, ma lo stesso Alvino si è spesso messo sul piedistallo volendo impartire lezioni ai colleghi sportivi su deontologia e professionalità. Le comiche! Una società che poi – per altri versi – ha avuto l’enorme merito (a differenza di altri club che trattavano con personaggi vicini alla ‘ndrangheta) di aver reciso ogni rapporto con le frange estreme del tifo anch’esse troppo spesso collegate alla malavita organizzata.

IL CASO CHIARIELLO. Nel frattempo, una decina di giorni fa, De Laurentiis ha avuto pure l’ardire di minacciare azioni legali contro Umberto Chiariello, un professionista esemplare che da oltre 20 anni conduce una godibile trasmissione su Canale 21. Un professionista, Chiariello (CHE NON CONOSCO PERSONALMENTE), il quale da buon giornalista critica la società quando c’è da criticarla e la loda quando c’è da lodarla (spesso attirandosi insulti e minacce di chi lo accusa di “papponismo” – proprio come spesso accade pure a noi). La libertà di Chiariello lo aveva spinto persino a scrivere una lettera al presidente in cui spiegava le sue ragioni per l’acquisto-sogno di Cavani. Circostanza che deve aver dato fastidio. Una innocente lettera da tifoso, scritta da un uomo esemplare, dà fastidio. Non dà fastidio alla società invece che il giornalista-pupillo insceni macchiette con personaggi discutibili e non denunci – come sarebbe tenuto a fare – le minacce subite.  Una società che – ripetiamo – ha sempre invece tenuto la barra dritta sul rispetto della legalità.

Per professione non mi occupo di sport che resta una passione a cui dedico i miei tempi da tifoso anche su questo blog. Per professione scrivo di migranti, terrorismo, politica estera soprattutto e, spesso, confrontandomi con le autorità che presiedono l’ordine pubblico. Autorità di cui ho stima e fiducia potendo osservare quotidianamente la dedizione e i sacrifici che mettono per tenere al sicuro i cittadini.  Ho avuto anch’io la mia quota d’attenzione proprio su questioni sportive per un infelice post su Facebook – come ne posso scrivere tanti e ne può scrivere chiunque – pubblicato sulla mia bacheca privata e non nell’esercizio della mia professione. Nonostante le cattiverie subite, me le sono fatte scivolare addosso, sicuro della mia nettezza morale e professionale. Perché il giornalista si fa, non si è, e la professione la si esercita nei luoghi predisposti. Ma lasciamo stare.

Ora, in un momento in cui il malcontento verso De Laurentiis è forte, ma sempre per questioni futili come i prezzi dei biglietti, ci chiediamo come mai si generano decine di polemiche per ragioni inutili e non per argomenti più seri. Le discussioni si generano contro una società che non è mai stata grande come adesso (fatta eccezione per 4/5 anni maradoniani), che con questa gestione ha ottenuto risultati eccellenti fino a portare sulla propria panchina uno degli allenatori più titolati della storia. Si fanno critiche con una sproporzione enorme tra la realtà dei risultati e le piccole pecche che possono essere avvenute nel corso di questi anni. Pecche che vanno rilevate, ma forse con livori più soffusi rispetto a questa percezione di odio verso De Laurentiis che si avverte in città.

Poi, invece, nessuno fa notare che la società concede ampi spazi ed opportunità ad un giornalista che non avrebbe avuto il coraggio di denunciare delle violenze e che, anzi, si presta persino a inscenare macchiette insieme a loro. I video sono inequivocabili, potete giudicare autonomamente. Non solo, ma il signore in questione spesso dà pure lezioni di comportamento e professionalità. E vabbè, per dirla con il nuovo vate della stampa napoletana: è fesseria ‘e café! “Steveme pazzianno”. 

Valentino Di Giacomo

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Le incognite

Il Napoli è una squadra forte. Il Napoli è una squadra forte. Il Napoli è una squadra forte. Facciamo un po’ di training autogeno e ripetiamolo a mente dieci volte, dopo i pasti, al dì e alla sera. Abbiamo preso 5 palloni dal Liverpool, ci può stare al 4 agosto, con gli inglesi che cominciano il campionato tra una settimana. Detto questo le incognite su questa squadra restano e il Napoli avrebbe fatto bene a intervenire, è ancora in tempo. Delle incognite strutturali della squadra ne abbiamo scritto qui, già prima di Liverpool, sono 4: il tempo fisiologico per Ancelotti di mettere in pratica i suoi dettami, la scommessa portiere (rileggete cosa scrivevamo in proposito di Karnezis, purtroppo non ci ha smentito), il regista che passa da Jorginho ad Hamsik, i dubbi su Milik e l’inadeguatezza di Inglese a certi palcoscenici. 

Le prime tre incognite le risolverà il tempo, più tempo passerà e più certi meccanismi saranno rodati. Sulla punta è invece un deficit strutturale della squadra. Il Napoli rischia. Sarà una stagione che tendenzialmente non ci consentirà di puntare allo scudetto come lo scorso anno. Noi, se ci siamo rinforzati, lo abbiamo fatto di poco, la Juve non fa impressione per aver preso Ronaldo (con Higuain via per lidi milanesi), ma per aver aggiunto al suo dream team giocatori di altissimo livello come Cancelo e Emre Can. 

Se l’obiettivo azzurro è almeno il quarto posto, quello deve essere l’obiettivo minimo, il Napoli lo rischia. Il calendario non consente esperimenti, si partirà subito con 10 giornate di fuoco, a cominciare dalla Lazio all’Olimpico e il Milan in casa chissà dove per gli scassi di un’amministrazione comunale inadeguata. Il tempo a disposizione non sarà molto per assemblare le idee di Ancelotti. Ci sarà fretta e la fretta genera confusione. Se a questa confusione, fisiologica (lo ripetiamo), si aggiunge il rebus della prima punta, i problemi saranno moltiplicati. Considerando pure che se il Napoli partisse così avrà Milik che non ha svolto l’intera preparazione e Mertens che si aggregherà solo negli ultimi giorni di ritiro per provare soluzioni con il belga prima punta. 

Quello che preoccupa di questo calciomercato non è solo l’assenza della punta, preoccupano forse ancor di più i movimenti di basso cabotaggio anche nelle uscite. Se l’obiettivo è vendere per ricomprare per sostenersi a certi livelli economici, quest’ anno l’obiettivo è già fallito. L’unica operazione degna di nota è la cessione di Jorginho per l’ingresso del promettente Fabian Ruiz. Tutto qui. Non c’è stata neppure intraprendenza nel vendere giocatori ormai in là con l’età come Mertens o Callejon che vanno per le 31 primavere. Se fossero state cessioni per acquistare anche giovani talenti la piazza lo avrebbe compreso. Anche perché se si parte da una nuova guida tecnica sarebbe stato forse necessario dare un reset più deciso con la rosa dello scorso anno. 

Il Napoli attualmente rischia la posizione in Champions, l’obiettivo minimo, perché Inter e Milan si sono rafforzate e la Roma, loro si, hanno fatto un mercato di scommesse, ma di giocatori futuribili, su tutti Kluivert junior. Ai nastri di partenza Juve e Inter sembrano essere più avanti. Roma, Napoli, Milan giocheranno per le altre due posizioni, facendo attenzione ad exploit di Lazio, Fiorentina, Atalanta o Torino. 

Non andare in Champions sarebbe una mazzata per le casse del Napoli, uno choc difficilmente riassorbibile. Nulla di inedito. Ricordiamoci sempre la nostra carta d’identità: è normale che Juve, Inter e Milan ci siano naturalmente davanti. Non è uno scandalo. Il Napoli però non deve fare l’errore di dilapidare il vantaggio acquisito negli ultimi anni rispetto alle milanesi. Ecco perché serve una punta, per rassicurare tutti, anche per dare un segnale alle altre che il Napoli c’è. Le voci su Belotti raccontano di un profilo che può piacere a De Laurentiis per i parametri anagrafici e di ingaggio, la pazzia Cavani rappresenterebbe invece voler puntare fortemente a contendere nuovamente lo scudetto alla Juve. Non fare nulla asseconderebbe la delusione (INGIUSTIFICATA) della piazza che deve imparare ad attendere i verdetti del campo nelle partite che contano veramente.

Prepariamoci per un campionato di ambientamento. Senza frenesie di vittorie. Gli anni buoni per lo scudetto erano quelli precedenti e non quello che verrà se il calciomercato ha un senso di prevedibilità. Il Napoli ha fatto quasi tutto il possibile per arrivarci a prendere il tricolore lo scorso anno, è andata come è andata e probabilmente più per colpe terze (ricordiamo gli arbitraggi che non devono essere un alibi, ma le evidenze vanno rimarcate sempre) che per colpe dell’entourage azzurro. 

Oltre a ripeterci di avere comunque una squadra forte, ripetiamoci comunque anche due volte al dì: Non siamo la Juve, Non siamo la Juve, Non siamo la Juve. Perché leggere, ancora oggi, frasi sui social del tipo “Anche quest’anno vinciamo l’anno prossimo” vuol dire non aver neppure lontanamente compreso per quale squadra si tifa e quali sono le sue potenzialità rispetto ad altre società. Certo, una mossa da De Laurentiis la aspettiamo, non per “papponismo”, qui non lo siamo mai stati, ma perché ci sono troppe incognite che non ci convincono. Rischia lui, rischiamo noi. 

Valentino Di Giacomo

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