Attualità

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Sarà fatta giustizia?

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse 07-05-2014 Roma, Italia cronaca Il Policlinico Gemelli dove è ricoverato Ciro Esposito Nella foto Antonella Leardi, la madre di Ciro Photo Vincenzo Livieri - LaPresse 07-05-2014 Rome, Italy News Gemelli Hospital where Ciro Esposito is hospitalized In the pic: Antonella Leardi, Ciro's mother

Prima udienza oggi nell’Aula bunker di
Rebibbia del processo a carico di Daniele De Santis, l’ultrà
romanista accusato dell’omicidio di Ciro Esposito, il tifoso del
Napoli ferito con un colpo di pistola nel prepartita della
finale di Coppa Italia il 3 maggio dello scorso anno. De Santis
deve rispondere di omicidio volontario, lesioni e porto abusivo
d’arma.
Sotto processo anche, per rissa, un tifoso partenopeo,
Gennaro Fioretti, il quale faceva parte del gruppo che con
Esposito si avventò contro ‘Gastone’ dopo il suo assalto ad un
pullman di tifosi nella zona di viale Tor di Quinto. In Aula è
presente anche la mamma di Ciro, Antonella Leardi. “Finalmente
inizia il processo, anche se per me dovrebbe finire oggi – ha
commentato la donna -. Ormai i fatti sono evidenti: sono certa
che la giustizia trionferà. Non mi importa degli striscioni
apparsi contro di me allo stadio, sono una mamma che sta facendo
di tutto per eliminare la violenza negli stadi, queste persone
devono solo vergognarsi”.
Il legale della famiglia Esposito, Angelo Pisani, ha
annunciato che oggi presenterà la richiesta di costituzione di
parte civile della Municipalità di Scampia, quartiere di Napoli
dove Ciro viveva.

In giornata il processo per l’omicidio del tifoso
del Napoli, Ciro Esposito, e’ stato poi rinviato al 7 ottobre
prossimo. Nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, la Corte,
dopo aver sentito le richieste dei legali delle parti, ha
accolto le richieste dei legali per quanto riguarda le prove ma
ha chiesto di tagliare la lista dei testimoni del 50%.

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#acazzodicane

Foto di Artur Potosi https://www.flickr.com/photos/arturtula/

Era il 28 gennaio 2012, ultimo giorno di mercato e nella redazione di Canale Napoli, come in quelle di tutta Italia si fremeva in attesa degli ultimi colpi del mercato di riparazione. Ci conoscevamo da poco e non tutti sapevano quanto fossi incline agli scherzi stupidi per cui ebbi una brillante idea: inviare al gruppo di redazione un messaggio dove davo l’ufficialità di Zuguffrian al Napoli, poi aggiungevo alcuni dettagli:

“E’ ufficiale, il Napoli ha preso il difensore armeno con passaporto Sammarinese, in forza alla formazione bielorussa del Zdenek Klember. Arhmotirj Zuguggian, classe 98 è un difensore mancino di grande classe e potenza, tenuto d’occhio dagli osservatori di molte grandi squadre europee: Barcellona e Manchester City su tutte. Zuguffian si propone come alternativa a Dossena, ma anche ad Aronica e oltre ad essere una certezza in difesa (lo Zdenek questo campionato ha subito solo due reti, in 15 partite) fa spesso vedere il suo nome nel tabellino dei marcatori sia su punizione che di testa, senza disdegnare le lunghe sgroppate sulla sua fascia. Il Napoli ora vanta un nuova alternativa sia in campionato che in coppa e speriamo possa farsi valere”

Vista la frenesia del momento, senza accertarsi della notizia, l’allora responsabile editoriale Dario, disse di cercare una foto e magari qualche video dei goal e di battere la notizia, probabilmente subito dopo la avremmo anche inviata alle agenzie. Ovviamente bastarono pochi minuti per capire che era una stronzata colossale, sia perché nell’articolo scrivendo di getto avevo inserito il nome in 3 modi diversi sia perchè né su google né su transfermarket si trovavano notizie su questo fantomatico giocatore.

Ridemmo molto anche se qualcuno si incazzò parecchio, ma eravamo tutti convinti di una cosa: se questa notizia fosse stata battuta qualcun’altro l’avrebbe ribattuta. Perchè la questione è molto semplice: le notizie di calciomercato NON ESISTONO, sono tutte supposizioni, inciuci, voci messe in giro dai procuratori e deduzioni. Per il resto le uniche certezze si hanno solo dopo la firma dei calciatori.

Zuguffrian in redazione è rimasto, e forse è ancora un modo di dire, quando non ci sono notizie, quando qualcuno la sparava grossa sul mercato, quando si voleva pigliare per il culo un nuovo arrivato ecco spuntare il terzino sinistro armeno Zuguffrian in procinto di arrivare al Napoli.

Spesso alcune redazioni fanno test del genere ma con nomi esistenti e soprattutto credibili, costruite meglio e nel momento in cui sono arrivate sulla bacheca di uno dei soliti addetti ai lavori “ben informati” la notizia diventa quasi ufficiale.

Quest’estate ci divertiremo a fare lo stesso con una sola differenza: noi dichiariamo apertamente che le nostre notizie di mercato sono #acazzodicane, così come la foto che è presa in Creative Common da Flickr.

Buon Divertimento!

Paolo “Sindaco” Russo

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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Io e il vero Vasco Rossi all'Arechi dopo il concerto del 2008

Non sono mai stato un grande fan di Vasco, eppure l’ho visto dal vivo almeno 3 volte.
Adoro alcune sue canzoni, in macchina ho Fronte del palco sempre a portata di mano, eppure non ho mai comprato un suo disco.

Stasera avevo i biglietti per il prato e tanti motivi per non andare, primo fra tutti proprio il rispetto per quel prato che tanto amo, eppure… ci sono andato.

Come giustamente faceva notare Valentino, a Napoli manca un vero spazio dedicato ai grandi eventi musicali ed è impensabile che un concerto in uno stadio possa causare tanti problemi, con molta meno eleganza di Valentino però aggiungo una cosa: A Napoli non c’è mai un cazzo!
Sì, ci sono tantissimi concerti di nicchia, tanti piccoli eventi interessanti, un grande fermento culturale e artistico, ma di concerti, di grandi eventi, di momenti Rock spettacolari manco a parlarne. Fino a stamattina ero a Milano, e parlavo con alcuni colleghi che raccontavano che quest’anno non erano andati a vedere gli Slayer o i Metallica perché li avevano visti troppe volte… Noi abbiamo la sola costante di Giuliano Palma all’Arenile e poco altro, per cui piaccia o non piaccia il cantante, uno Stadio pieno per 3 ore di musica è una festa che questa città merita.

Io ci sono andato perché il San Paolo è sempre il mio posto preferito; ci sono andato perché se proprio non deve cantare la Curva A, Vasco Rossi mi sta bene; ci sono andato perché stamattina ho veramente fatto colazione con un toast (anzi due); ci sono andato perché adoro i concerti, adoro il sudore, adoro l’odore di canne e birra, perché adoro l’estetica del vomito creata da Vasco e adoro cantare a squarciagola abbracciando sconosciuti… insomma adoro i concerti.

Appena arrivato l’atmosfera era quella di sempre dei concerti di Vasco degli ultimi 15 anni: 3 generazioni diverse che fanno le stesse cose, chi si siede a terra, chi fuma, chi vomita e collassa in un angolo e chi si fa i selfie Nonostante all’ingresso venissero sequestrati i bastoni per selfie con il supporto  dei cani antidroga  ammaestrati per stasera a fiutare le temutissime astine telescopiche e non gli stupefacenti, qualcuno era riuscito di nascosto a far entrare l’oggetto simbolo del social-edonismo.

Iniziato il concerto il 90% dei partecipanti ha sollevato lo smartphone con telecamera attivata ma non per filmare il palco, visto che con quella luce e da quella distanza, il risultato sarebbe stato del bruciato e qualche sagoma sgranata, ma per filmare il maxischermo di fianco al palco dove veniva proiettato il concerto.
Ora, io sono alto un metro e 90, e ad altezza occhi avevo il triste spettacolo dei vostri smartphone che filmavano un filmato. Possibile che si senta la necessità di condividere le cose senza neanche viverle? Non sarebbe meglio invece di farti un selfie con la tua ragazza infilarle 7 metri di lingua in bocca durante Sally? Non sarebbe più divertente pogare invece di filmarti mentre fingi di farlo?

Lo so, sono diventato vecchio, al punto che ho finito il concerto con la maglietta addosso (e non avveniva dal concerto di Albano a Tocco Caudio) e questo è un discorso trito e ritrito, ma dopotutto anche Vasco è diventato vecchio e la pensa come me. La rockstar nazionale  ha infatti modificato leggermente Vita spericolata per prendere per il culo i selfie-maniaci, quell’Ognuno perso dentro i facebook suoi… suonava tanto come un “Sta canzon’ ven’ a te”.

Non me ne vogliano i fan del Blasco se dico che è diventato vecchio,  ma dobbiamo ammettere che la star di Zocca ha ormai la sua età e forse sarebbe il momento di uscire di scena e restare il mito che è e non continuare a scimmiottare se stesso. Vederlo costretto a fare 5 minuti di pausa fra una canzone e l’altra non è stato un bello spettacolo, e soprattutto i “gestacci” che lo hanno reso famoso a rifatti a 63 anni non lo rendono più un rocker trasgressivo ma lo fanno sembrare lo Zio simpatico alla tombolata di Natale quando esce il 29.

Il concerto ha viaggiato fa alti e bassi, fra il mutismo del pubblico sotto i 35 anni quando ha cantato Sballi ravvicinati del terzo tipo, e la perplessità degli over 35 che ascoltando le canzoni nuove hanno pensato fossero cover di Nek. Il picco di emozione si è aggiunto quando Vasco ha voluto omaggiare Pino Daniele, non tanto per averlo ricordato, ma per come lo ha fatto: guardando in cielo dopo Canzone, il pezzo che dedica sempre al suo amico e chitarrista scomparso prematuramente, quando tutto il pubblico si aspettava il solito “Ciao Massimo!” Lui ha dedicato il concerto a Pino.
In coclusione noi tutti vogliamo ringraziare la corista Clara Moroni per aver chiuso il concerto pubblicizzando il nostro giornale… ‘O Surdat’ ‘nnammurato cantato da lei al San Paolo è stato un bellissimo regalo per la nostra redazione.

Paolo “Sindaco” Russo

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

P.s. non ha fatto Dillo a Luna che è la mia canzone preferita

p.s.s. La prossima volta non ci sarò

P.s.s.s. Lo avevo detto anche l’altra volta

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Lo sceriffo alla riscossa

Dopo Giggino De Magistriis anche lo “Sceriffo di Salerno” potrà governare. E’ stato infatti accolto dal Tribunale di Napoli il ricorso d’urgenza presentato da Vincenzo De Luca, eletto governatore della Campania e sospeso per effetto della Legge Severino. Ora De Luca potrà partecipare al primo Consiglio – che era stato rinviato – e nominare la nuova Giunta. Il Tribunale dovrà poi decidere nel merito della vicenda.

Comune di Napoli e Regione Campania, che avevano rispettivamente sindaco e governatore sospesi, recuperano pienamente le proprie funzioni. Speriamo sia di buon auspicio per il futuro della nostra terra. La Legge Severino? Evidentemente, per dirla con il Crozza-De Luca è un personaggetto…

LA NOTA DEL TRIBUNALE

”Con riferimento al ricorso ex articolo 700 del Codice di procedura civile promosso in via
d’urgenza dal neo eletto governatore della Campania, Vincenzo De Luca, per la sospensiva del Decreto del presidente del consiglio dei ministri che ha disposto la sospensione del medesimo dalla indicata carica, come già avvenuto in precedente analoga circostanza – scrive in una nota il presidente del Tribunale di Napoli, Ettore Ferrara – atteso l’evidente rilievo mediatico assunto in questi giorni dalla questione e l’interesse pubblico sotteso comunico che con decreto ‘inaudita altera parte’ depositato oggi dal presidente della sezione competente a provvedere, il Tribunale ha sospeso provvisoriamente l’efficacia del provvedimento fissando per il giorno 17 luglio l’udienza dinanzi al Collegio per la comparizione delle parti e per la conferma, la modifica o la revoca del decreto stesso”.

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L'Isis all'ombra del Vesuvio

Doppia operazione contro il terrorismo internazionale e per la prima volta compare in Italia una cellula di affiliati all’Isis, composta anche da italiani convertiti all’Islam. Due le inchieste partite dalle procure di Milano e Roma e condotte la prima della Polizia di Stato con la Digos e la seconda dai Ros dei Carabinieri. Dieci gli arresti ordinati dai magistrati milanesi: “e’ la prima indagine sullo Stato Islamico in Italia, tra le prime in Europa”. Ha spiegato il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli secondo il quale la cellula “non progettavano attentati in Italia” ma gli affiliati erano pronti a trasferirsi in Siria. Gli arrestati sono 4 italiani, 5 albanesi e un canadese, accusati a vario titolo di associazione con finalita’ di terrorismo e organizzazione di trasferimenti per finalita’ di terrorismo. Si tratta di appartenenti a due due famiglie poi imparentatesi tra di loro. Al centro la figura di Maria Giulia Sergio, 28 anni, (Fatima) convertitasi dopo aver sposato un uomo di fede islamica Aldo Kobuzi, e trasferitasi con lui in Siria. E’ stata lei a convincere a sposare la causa della jihad la madre, il padre e la sorella, arrestati oggi insieme ad altri arresti tra i quali una zia Kobuzi. Perquisizioni e arresti anche a Bergamo, Grosseto e in Albania. Intercettati anche i contatti con un coordinatore del reclutamento dell’Isis che agiva dalla Turchia e organizzava i trasferimenti in Siria. Due maghrebini invece sono stati arrestati dai Ros a Roma, accusati di associazione con finalita’ di terrorismo internazionale aggravata dalla transnazionalita’ del reato. Un terzo indagato e’ gia’ detenuto per reati di terrorismo in
Marocco. L’indagine e’ la prima in Italia riguardante uno dei forum affiliati ad al-Qaida, creati a partire dalla prima meta’ degli anni 2000 da simpatizzanti dell’organizzazione fondata da Bin Laden, al fine di sostenerne il programma terroristico. Lo scopo di tali forum – spiegano gli investigatori – e’ di “diffondere l’ideologia di al-Qaida allo scopo di formare nuovi proseliti”. Il tunisino Ahmed Masseoudi, aveva registrato presso una societa’ statunitense il dominio “i7ur.com”, acronimo arabo di “Ashak al-Hur”, in italiano “Amanti delle vergini”, denominazione fortemente simbolica, in quanto le Hur sono le vergini assegnate in Paradiso ai martiri morti in battaglia. Secondo gli investigatori, il forum offriva “una serie di contenuti, da quelli prettamente ideologici, quali video dei leader di al-Qaida o fatwe emesse da ulema affiliati all’organizzazione, a quelli piu’ specificamente operativi, come testi apologetici del terrorismo, commenti inneggianti agli autori di attentati terroristici al fine di indurre il compimento di altri, sia in Occidente, sia nei Paesi musulmani i cui governi sono ritenuti ‘apostati'”.Delle dieci ordinanze emesse dalla procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta su presunti terroristi legati allo Stato Islamico, cinque sono state eseguite. Sono finiti in carcere il padre, la madre (Assunta) e la sorella (Marianna) di Maria Giulia Sergio, la ragazza originaria di Torre Del Greco (Napoli) che si è convertita all’Islam radicale ed è riuscita a convincere anche i famigliari. I parenti sono stati arrestati a Inzago, piccolo comune in provincia di Milano. Lei, invece, è una dei cinque ricercati che mancano all’appello. Con molta probabilità si trova ancora in Siria, dove sembra che i famigliari la stessero
per raggiungere per unirsi alla causa del Califfato. Gli altri due arrestati sono la madre di suo marito, l’albanese Aldo Kobuzi: la 41enne Arta Kacabuni, che è stata catturata a Scansano (Grosseto), e Baki Coku, lo zio 37enne preso a Lushnje, a circa 70 chilometri a sud di Tirana.

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Il caso San Paolo

Faccio outing. Dico una cosa che in Italia è quasi impossibile dire, visto il consenso plebiscitario che il personaggio in questione riscuote. A me Vasco Rossi fa cagare. Qualche canzone buona negli anni l’avrò pure ascoltata, ma fondamentalmente penso che Blasco abbia la voce di un vecchio modem e l’intonazione di una campana a morto. Non è un genere di musica che preferisco insomma.

Se prima Vasco Rossi mi faceva cagare, come già affermato senza alcun giro di parole, da oggi provo verso il cantante di Zocca un’avversione inimmaginabile. Si narra persino di un’intervista di qualche anno fa, non so se veritiera o da inscriversi nel lungo elenco delle leggende popolari, in cui il cantante affermò “A Napoli ci vado solo per prendere i soldi“. Che poi, pure se fosse un’affermazione realmente resa, ne apprezziamo la sincerità. A differenza di quei tanti altri che i soldi a Napoli vengono a prenderseli lo stesso, ma che ci fanno pure quelle sviolinate indecenti solo per risultare di “mentalità aperta”. Come se Napoli fosse un cesso e  i napoletani dei lebbrosi da cui scappare.

Vasco_Rossi_2

Al di là dei miei gusti musicali che sono assai opinabili, della querelle sull’utilizzo dello stadio per i concerti però non se ne può proprio più. Del resto come si fa a dare torto a De Laurentiis se si incazza che il manto del San Paolo possa rovinarsi? Ma soprattutto il dato più importante non è il manto erboso o la guerra a colpi di comunicati tra la SSC Napoli e il Comune. Lo sconforto deriva da una semplice constatazione: è mai possibile che una città come Napoli, la terza città in Italia, non possa permettersi contemporaneamente un luogo dove fare calcio e un altro dove fare musica?

Non me la prendo solo con De Magistriis, ma anche con chi ha gestito la città in passato. E’ mai possibile che negli anni non si è mai potuto costruire un luogo dove i napoletani potessero andare per ascoltare musica? Una città come Napoli che della musica (quella vera, non quella zozzeria di Vasco) ci ha fatto un marchio. Forse sono tre le città nel mondo che si distinguono per fama e particolarità nella musica: Rio de Janeiro, Liverpool (vedere alla voce Beatles) e Napoli. Insomma è mai possibile che proprio a Napoli risulti un problema assistere ad un mega-concerto?

Un’ultima considerazione: quando il San Paolo avrà (a questi ritmi tra 50 anni) come finalità d’uso soltanto quella di stadio di calcio, i concerti importanti a Napoli non si faranno più? Ma poi, tanto per dire, ma Piazza del Plebiscito faceva così schifo agli organizzatori? Per forza al San Paolo doveva venire Vasco?

Degli schiattigli di Aurelio contro De Magistriis abbiamo già parlato, ma del sindaco potremmo dire, abusando di una vecchia battuta di un film con Nino Manfredi, Cafè Express, “pare ca nun fa niente e pure scassa ‘o“…. campo!

 

Valentino Di Giacomo

#IlCaffèMiRendeTifoso

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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Mai più ultimi, ma comunque con molta calma

Oggi doveva esserci il primo consiglio regionale del neo eletto presidente della regione De Luca, il sindaco di Salerno INSPIEGABILMENTE, non si è presentato, abbiamo quindi cercato di raccogliere una serie di possibili motivazioni per cui non si è presentato stamattina alla sede della Regione.

  1. Fra le luminarie – Si sa che la manutenzione delle “Luci d’artista” non è semplice, probabilmente starà cambiando le lampadine a una a una e non si è reso conto che aveva un impegno alla regione, sono cose che capitano.
  2. A casa di De Mita a Via Arcione – Magari al buon Ciriaco erano avanzati due fondi del SISDE e dopo la ristrutturazione ne ha approfittato per ospitare qualche amico.
  3. Al Crescent – Sta valutando l’effettiva qualità dello splendido ecomostro di Salerno, magari in una bella suite intitolata ai comitati No Crescent.
  4. Da Padre Alex Zanotelli – Il prete comboniano è stato spesso nei pensieri del neo presidente della Regione Campania, soprattutto quando si trattava di insultarlo.
  5. In Texas a comprare un cappello da sceriffo.
  6. Con Marco Travaglio – Una volta in piena campagna elettorale disse che avrebbe voluto incontrare qual grandissimo sfessato di Marco Travaglio di notte al buio… Magari ha realizzato il suo sogno e colorerà di arcobaleno la sua foto profilo?
  7. Parlando con Renzi – sapete com’è… una regione senza governo è terra fertile per i commissariamenti, un uomo qui, un amichetto là. (Ovviamente si scherza, mica in Italia succedono queste cose, lo diciamo solo per folklore!)
  8. Smaltendo le Ecoballe – Aveva detto che le avrebbe smaltite in 3 anni, e si sa che non è facile, per cui non ha perso tempo e ha iniziato subito.
  9. Non vuole venire a NapoliA Napoli persone geneticamente ladre, è il suo pensiero. Voi andreste mai a lavorare in un posto simile, al massimo starà cercando di spostare la sede delle regione.
  10. Maradona (perchè il 10 è solo Lui)

Paolo “Sindaco” Russo

 

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Il tribunale civile di Napoli, prima sezione, presidente Umberto Antico, relatore Ornella Mincione, ha accolto il ricorso presentato dai legali del sindaco Luigi
de Magistris contro la sospensione dalla carica per effetto della legge Severino, dopo la condanna per abuso d’ufficio. Gia’ il Tar a ottobre scorso si era pronunciato in questa direzione, inviato alla Corte Costituzionale gli atti.

Il ricorso presentato dal sindaco Luigi de Magistris e’ stato accolto in considerazione dell'”interesse pubblico sotteso”, essendo pendente un ricorso di legittimita’ della legge Severino dinanzi alla Corte Costituzionale. Nel frattempo il sindaco di Napoli potra’ esercitare appieno le sue funzioni. I legali delle associazioni di cittadini, che si sono costituiti ad opponendum contro il sindaco di Napoli ricorreranno in Cassazione.

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Foto di PAolo Russo

Da almeno 30 anni per ogni sindaco o aspirante, per ogni giunta comunale per chiunque abbia la nacessità di racimolare qualche voto Bagnoli è la terra del futuro, da almeno 30 anni è un quartiere da rivalutare, eppure sembra tutto fermo al giorno dopo la chiusura dell’Italsider.

Mille progetti e altrettante idee tutte mai realizzate o lasciate a metà. Ma almeno Bagnoli era un quartiere tranquillo, alle famiglie operaie con il tempo si erano aggiunte coppie giovani e nel quartiere si viveva sempre quell’atmosfera di “paese” cantata da Bennato.

Eppure stanotte sono stati esplosi colpi di pistola sul viale campi flegrei, le rapine e i furti sono in aumento e gli schiamazzi notturni all’ordine del giorno.

Mentre la classe politica continua a interrogarsi sul futuro di Bagnoli i cittadini si fanno domande sul presente e le risposte non sono del tutto rassicuranti.

 

Paolo “Sindaco” Russo

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it

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