E la Luna parlò, di lui, quello col numero 7. Le incognite...

L'anno che verrà

E la Luna parlò, di lui, quello col numero 7. Le incognite del Napoli

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Folle è l’uomo che parla alla luna. Stolto chi non le presta ascolto.
(William Shakespeare)

Se è l’estate dell’eclissi più lunga del secolo è pure l’ennesima estate del tormentone, ancora Cavani. Un’estate che calcisticamente, per fortuna, durerà meno del solito con la chiusura del mercato a metà agosto. Mancano appena 20 giorni al fatidico gong e il Napoli ha già numericamente una rosa completa se le visite mediche del terzino Sabaly dessero un esito positivo e consentissero il suo ingaggio. Tre portieri (con il messicano Ochoa pronto ormai ad approdare alle pendici del Vesuvio), 4 terzini, un mix adeguato di centrali difensivi, un centrocampo ricco, così come l’attacco.

E’ un Napoli forte quello fino ad ora costruito da Giuntoli e De Laurentiis che si basa però su alcuni dubbi, quelle che chiameremo le 4 grandi incognite per la prossima stagione se la squadra dovesse restare così. Tutte sull’asse centrale, l’asse portante del gioco: portiere, regista, centravanti. Lasciando stare l’ormai stupida consuetudine degli striscioni di cui neppure parleremo tanto sono risibili. 

  1. ANCELOTTI. Non aspettiamoci un Napoli che fa bene da subito.  Quando un club cambia allenatore bisogna poi dare il tempo per far assestare il gioco che questi vuole proporre. Tanto più se si viene da 3 anni di continuità tecnica con un allenatore, Sarri, che ha dato una precisa impronta di gioco e meccanismi così collaudati da rasentare, talvolta, la prevedibilità. Su tutto servirà tempo per far metabolizzare alla squadra un differente approccio difensivo: non più la linea maniacale di Don Maurizio, ma l’affidarsi maggiormente alle capacità individuali di lettura dei difensori, uomo su uomo, come fanno quasi tutti i top team europei. Ancelotti è davvero l’acquisto sensazionale di questo calciomercato azzurro, ma gli servirà un po’ di tempo. 
  2. IL PORTIERE. L’altra incognita è legata al portiere.  Fuori Reina, eccellente con i piedi, quasi sempre solido tra i pali. Il Napoli ha ora deciso di affidarsi ad un tris di portieri: tra questi c’è Karnezis che personalmente avrei difficoltà a chiamarlo anche per una partita di calcetto, è tra i portieri che considero tra i più scarsi mai visti in A e spero possa smentirmi. Poi la scommessa Meret, di scommessa si tratta, al netto delle immense potenzialità, se metti tra i pali un ragazzino di 21 anni. Un ragazzino di 21 anni in porta, il Napoli non ha mai osato neppure tra i giocatori di movimento scommesse simili e bisogna augurarsi che con Meret la si possa vincere. E poi ci sono i frequenti infortuni del ragazzo. A questi andrà aggiungersi Ochoa, piace ad Ancelotti e tanto basta. Vedremo. Su questo capitolo però ci sembra incredibile che il Napoli fosse consapevole di dover acquistare un nuovo portiere da almeno 12 mesi e si sia ridotto a spendere cifre forti all’ultimo secondo. In questo caso il contrario esatto di cosa sia la programmazione di cui il club di De Laurentiis solitamente non difetta. 
  3. IL REGISTA. E’ probabilmente l’incognita minore, ma esiste. Il Napoli passa da un player come Jorginho alla sperimentazione di Hamsik da play basso. In alternativa – e per questo la consideriamo l’incognita meno importante – c’è Sua Maestà Diawara, giovanissimo, ma che ha già dimostrato di saperci stare alla grandissima ad alti livelli. Al primo anno Sarri cominciò a impiegare il guineano nelle partite di cartello e Jorginho contro le medio-piccole. Poi lo scorso anno il tecnico azzurro decise di affidarsi a 12 giocatori. E basta. Proprio su Diawara inspiegabilmente. 
  4. LA PUNTA. La quarta incognita è quella che invece genera maggiori perplessità.  Posto che Dries Mertens per Ancelotti – come dichiarato alla conferenza stampa di presentazione – “è uno che può giocare nel campo dietro la punta o da esterno”, non farà quindi il centravanti, se non in casi di emergenza. Emergenze che potrebbero sorgere a causa delle fragili ginocchia di Arek Milik. Uno che se sta bene dà fortissime garanzie e che si configura probabilmente come tra i primi 3 centravanti europei in rapporto all’età. Dietro di lui un ragazzo che viene da campionati decenti con il Chievo. Un onesto lavoratore che però fino ad ora non ha mostrato caratteristiche da fenomeno (ci teniamo bassi) sperando però che possa smentirci. 

Insomma se con il portiere il Napoli ha tentato di risolvere in qualche modo, in avanti sembra quasi un azzardo partire con il solo Milik a poter reggere la baracca. Noi siamo sicuri che il Napoli farà qualche movimento lì davanti dopo aver chiuso Sabaly e Ochoa. Siamo pure sicuri che il “SIGNOR TORMENTONE” ha voglia di tornare. Resta da capire se e quando partirà il valzer delle punte, fino ad oggi annunciato, ma mai veramente partito. Non intervenire sarebbe un enorme rischio. Poi il Napoli è molto forte avendo più alternative in avanti con l’acquisto di Verdi e più poliedricità a centrocampo con l’acquisto del baby-fenomeno Fabian Ruiz. Restano queste piccole incognite, piccole, ma messe insieme possono rappresentare un azzardo. Tanto più che i competitor non sono rimasti a guardare. Tutte le altre “grandi” intanto potranno ripartire da una continuità tecnica perché solo il Napoli ha cambiato manager. L’Inter ha fatto e sta facendo un grande mercato e basta vedere l’affiancamento di De Vrij a Skriniar o l’inserimento a centrocampo di Nainngolan e in avanti di Lautaro Martinez. La Roma ha tanti calciatori, spesso cloni, ma la rosa è profondissima e di qualità. Resta da capire il Milan cosa farà e la Lazio se saprà confermarsi a certi livelli. Quelli lì, al momento, non possono neppure essere nominati per termini di paragone. A meno che De Laurentiis non ascolti la Luna. La Luna, rossa, me parla ‘e te. E chi sia non dobbiamo nemmeno nominarlo. 

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna?
(Giacomo Leopardi)

Valentino Di Giacomo

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