Uno schifo di conferenza. Il Napoli non si sa valorizzare

Scivolone mediatico

Uno schifo di conferenza. Il Napoli non si sa valorizzare

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Premessa obbligatoria in un ambiente troppo facile all’esaltazione e allo scoramento (come ora che la Juve ha comprato Cristiano Ronaldo): il Napoli è forte quanto se non di più dello scorso anno. Non fosse altro che per una questione di numeri avendo conservato l’intera squadra della passata stagione. Due cessioni: “Nonno Reina” e Jorginho, cessione giusta sia perché può giocare solo in squadre di Sarri o Guardiola visto che fa bene solo un ruolo, sia perché per una cifra superiore ai 40 milioni è un calciatore che si può tranquillamente vendere, figuriamoci ad oltre 60. Oltre a chi c’era lo scorso anno, al momento, ci sono Verdi, Inglese e Fabian Ruiz. Quindi se la matematica non è un’opinione, al di là della validità degli acquisti, è una questione numerica. A questi si aggiungerà un terzino destro, probabilmente Lainer. L’incognita resta il portiere e affidarsi ad un ragazzo forte, ma che ha 21 anni, è un rischio. Valuteremo come andrà.

Questo lo stato delle cose. Ma ad agitare lo sconforto non c’è la realtà, semmai la percezione della realtà che la Ssc Napoli proprio non riesce a migliorare di sé.  Quella di oggi è stata una delle peggiori uscite comunicative di sempre. Il Napoli, pur non volendo illudere la piazza con altri acquisti, avrebbe dovuto giocare nella sua prima conferenza stampa su questi punti di forza, sulla solidità della propria realtà. Non l’ha fatto. A Dimaro, su una delle sedie del teatro comunale, c’era seduto un fantasma che si chiama Cristiano Ronaldo. E né Ancelotti e tanto meno De Laurentiis hanno fatto qualcosa per scacciarlo modello Ghost Busters. Anzi, l’esatto contrario. De Laurentiis ha parlato più di Ronaldo che dei giocatori che ha in rosa. Autogol enorme.

Ce ne accorgeremo domani quando titoli, occhielli e sottotitoli dei giornali non potranno far altro che citare l’ex madridista. Segnale di una comunicazione molto poco efficace. Poi si è parlato di Sarri e Jorginho. Uno sguardo tutto rivolto al passato come, con ancora la Juventus convitata di pietra alla conferenza, si è parlato dei 91 punti dello scorso anno e degli errori arbitrali. Una conferenza senza sogni. Chiusura totale all’acquisto di top player con Ancelotti che ha persino negato di aver parlato con Benzema, Vidal, Fabregas o David Luiz. Ma non è stato questo il peggio della conferenza. 

Di De Laurentiis – lo scriviamo da tempo cercando anche di difenderlo – a Napoli si pensa sia un “Pappone”, uno che bada solo ai soldi che può guadagnare “sfruttando la passione dei tifosi”. E lui non fa nulla per cercare di cambiare questa immagine. Di sicuro se ne fotte di farlo, ma la sensazione spiacevole quasi ogni volta che parla resta in chi lo ascolta. Accusa Sarri di avergli fatto perdere 15 milioni (quantifica pure la cifra!) con l’uscita dalla Champions, poi fa tutto un pippotto di cui i tifosi se ne sbattono altamente sui 970 milioni incassati dalla Lega Calcio per la vendita dei diritti tv che potevano essere – grazie all’acquisto di Ronaldo (ecco che ritorna) – 1300. 

De Laurentiis deve chiarirsi le idee da un punto di vista comunicativo, giacché le sue idee imprenditoriali sono chiarissime e pure vincenti. Quando si comunica bisogna scegliersi l’interlocutore a cui si vuole parlare: ai tifosi, alla stampa o al sistema? De Laurentiis alterna i suoi interlocutori ogni volta con il grave rischio che a ognuno arrivi un messaggio che non deve arrivare. I tifosi se ne fottono altamente dei 1300 milioni di euro dei diritti tv o dei 15 persi per l’uscita dalla Champions, altrettanto se ne fotte il sistema se Aurelio vuole comprare Benzema o Cavani. In mezzo c’è una stampa che resta disorientata su come interpretare queste dichiarazioni. 

La chiusura finale con l’avvertimento minaccioso ai giornalisti è poi da Borgorosso Football Club. Stiamo tra il peggio e il peggissimo. 

Ora mi prenderete per pazzo. Ma come? – vi starete chiedendo – Non sei quello che ogni volta difende il presidente. Ne avevo scritto appena due giorni fa. In una logica che se uno difende una cosa, poi deve prendersi il pacchetto completo. E invece non va così. Da un punto di vista manageriale e dei risultati sportivi il presidente va solo ringraziato. I fatti, i dati, tutto, gli danno ragione. Da un punto di vista comunicativo questa società ha il grande difetto di non sapersi rapportare in nessun modo con i propri “clienti”. Anche questo lo avevo scritto in tempi non sospetti, anche dopo Madrid.  Persino l’arrivo di Ancelotti oggi sarà letto come l’allenatore che ha già guidato Cristiano Ronaldo. Ancelotti non ha luce propria dopo questa conferenza, ma luce riflessa. A questo si aggiunge l’abitudine di aver avuto tre anni Sarri che tra identità, parolacce, tuta e gesti volgari aveva creato una figura a cui i tifosi si erano attaccati. Ancelotti non ha quello stesso appeal se non il suo palmares internazionale e la sua figura di “leader calmo” non permea i cuori come altri suoi predecessori. 

Non era facile fare una conferenza stampa il giorno dopo in cui i tuoi competitor comprano il più grande giocatore del mondo. Ma se non si è in grado meglio evitare e rimandare ad altro giorno. Perché si rischia di iniziare la stagione con il piede sbagliato nonostante – lo ripetiamo – questo Napoli sia molto molto forte. Forse anche di più dello scorso anno. Ma questo non si può dire sennò siamo “a servizio del Pappone”. 

Valentino Di Giacomo

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