Da Calciopoli a Orsato e quella stessa sensazione di impotenza che non...

Lo schifo che non passa

Da Calciopoli a Orsato e quella stessa sensazione di impotenza che non va giù

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Sono ormai passati diversi giorni, ma la rabbia non passa e difficilmente passerà. Siamo alle solite: la Juve vince la sua partita decisiva con i soliti “aiutini”, i napoletani (e tutti gli altri) si incazzano, ma opinionisti, giornalisti e tutta la “fauna” calcistica che ammorba l’etere ci accusa di essere i “soliti vittimisti”. E’ sempre la stessa storia. Il copione si ripete sempre uguale, come se il tempo non scorresse mai, se non per ripetere ogni volta in maniera identica lo stesso spartito. Esce fuori il solito avvocato fenomeno che ha bisogno di pubblicità dicendo che intenterà una causa, le fantomatiche class-action, il video dell’imbroglio che imbroglio non è, fake-news come se piovessero. Audio, filmati, ricostruzioni. Tutto inutile. Basterebbe solo mostrare e rimostrare quell’intervento di Pjanic. Solo quello. Qualcosa di solare, non interpretabile diversamente. Solo che l’unica persona che doveva automaticamente agire ha “interpretato”, ancora una volta, in favore di quelli là.

Questa volta c’è stato di mezzo un episodio spartiacque: appena poche settimane fa erano i juventini a gridare al complotto. Buffon si è esibito nei suoi bidoni, fruttini, sprite, patatine e sensibilità. Al punto che se fossi un dirigente della Amica Chips o della Pringles lancerei sul mercato le patatine “gusto sensibilità” o “bidone free”, come per gli zuccheri. Poi Benatia che parla di stupri, Agnelli che se la prende col “Sistema-Collina”. E tutta la fauna dell’etere ad applaudire quel “grande uomo e professionista di Buffon”, fino ad Agnelli che reclamava il Var in Europa. Piccolissimo dettaglio: il rigore per il Real Madrid contro la Juve era netto, solare. Proprio come l’entrata di Pjanic che quasi gli somiglia. 

Ancora una volta si è capovolto il mondo. Se altre tifoserie gridano al “furto” sono vittimiste, se lo fanno quelli là hanno ragione. Senza dubbi, senza mediazioni. Hanno ragione come Mussolini. Sempre. 

E noi ce ne stiamo qua, senza trovare pace. Chissà quanti di voi, come me, vi state andando a rivedere su Youtube i video dei processi per Calciopoli o per il Doping. Non serve a nulla, se non a dire “Ah, ma non sono pazzo! E’ già successo, chissà che non stia succedendo ancora”. Inutile esercizio per riappropriarci di una sanità mentale, mentre il mondo fuori sembra folle con i suoi “Eh ma alla fine vince il più forte” o “Torti e favori alla fine si compensano”. Non è mai stato vero, non è vero, non sarà vero. C’è persino chi si permette di di dire che Calciopoli non sia mai esistita, chissà perché Moggi aveva bisogno di fornire Bergamo e Pairetto di schede telefoniche svizzere… Rivedi i video e recuperi con la mente di quando il tramite di Moggi con gli arbitri era un dirigente del Messina, società che subito fu catapultata in A. Vedi le relazioni di amicizie e inimicizie create dall’ex mammasantissima della Juve. Ti viene in mente quel 7-0 dei bianconeri col Sassuolo di quest’anno, le dichiarazioni di Marotta su Politano, l’esito della trattativa tra il calciatore biancoverde e il Napoli. Chissà se funziona ancora così, ti chiedi. 

Poi vedi Orsato che due giorni dopo il fattaccio di San Siro viene chiamato per arbitrare ai mondiali in Russia. Tipico esempio di meritocrazia italiana. Come 20 anni fa succedeva con gli arbitri De Sanctis e Racalbuto. 

Ci siamo già passati a rivedere i video di Calciopoli. Era dopo la finale di Supercoppa di Pechino, quando Mazzoleni fece di tutto di più. Quel Mazzoleni che con così poca sensibilità ha espulso domenica Koulibaly, quello che domenica prossima è stato designato per arbitrare la partita dell’Inter. Sta ancora là, come Casini in Parlamento. 

E se dopo il furto di Pechino, almeno De Laurentiis ebbe la decenza di non far presentare la squadra alla premiazione non riconoscendo la vittoria a quelli là, stavolta è stato in silenzio. Certo, per amore della verità anche il Napoli ci ha messo del proprio. Me lo faceva notare stamattina l’amico e collega Luigi Liberti: “15 punti su 27 nelle ultime 9 partite – scrive Luigi – e voi state ancora parlando di ringraziamenti e miracoli !? Negli ultimi 2 mesi il Napoli ha avuto una media punti da settimo posto (neanche zona coppe) e mancano ancora 3 partite. Il Napoli ha rinunciato alla Champions prima, alla E.L. dopo e alla Coppa Italia, pur di lottare per lo Scudetto. E cosa fa ? Arriva a riserva negli ultimi 3 mesi !?!? È vero, numericamente la rosa è carente, soprattutto nel centravanti…ma non è possibile che Giaccherini, Ounas, Rog e Diawara non possano giocare neanche contro Cagliari, Benevento o Crotone. Se hanno giocato sempre gli stessi, e le riserve non sono mai state prese in considerazione (ricordiamoci che Mario Rui quando il Napoli è stato costretto a farlo giocare, era praticamente un corpo estraneo dopo diversi mesi di allenamento) vuol dire che c’è qualcuno che ha sbagliato”. Tutto vero, ma denunciare i nostri limiti non può e non deve mascherare i danni che abbiamo subito da un sistema che si comporta sempre allo stesso modo. Il Napoli ha avuto un calo? Pure la Juve che proprio con il Napoli ha perso e che, nella partita successiva, ha mostrato parecchie crepe contro l’Inter. Diciamola così per non infierire. 

Fiorentina-Napoli forse non si è mai giocata per i noti fatti della sera precedente, eppure si doveva giocare. Ha sbagliato il Napoli a dare altri alibi a quelli là. Cosa possiamo fare per cambiare il corso delle cose? Non lo so. Mi piacerebbe tanto che tutti i tifosi che non sono della Juve si unissero per chiedere ai propri presidenti di staccarsi dalla Serie A. Un modo per lasciare quelli là a giocarsi il campionato che vogliono, magari se li lasciassimo a competere con Alessandria, Cuneo o Novara forse non sarebbero nemmeno costretti a far ricorso ai “soliti aiutini”. Ma lo diciamo stancamente. Come dopo Calciopoli, come dopo quel Juve Inter di 20 anni fa con il rigore di Iuliano su Ronaldo, come dopo lo schifo della Coppa Italia dello scorso anno, non succederà nulla. Noi tifosi del Napoli già ci stiamo interrogando sulla permanenza di Sarri, se verrà Conte, Ancelotti o Benitez, se De Laurentiis comprerà altri calciatori. E’ partita pure la solita battaglia di quei quattro fessi che danno addosso al presidente. Non si fermano mai. Sono gli stessi che oggi osannano Sarri e quando il mister fu preso scrivevano “Eh, ma ca amma fa l’Empoli?”. Non ritrattano mai, non chiedono mai scusa, sono tipo quelli là, ma pensano di essere vergini. Al primo passo falso escono dalle saittelle. Non sappiamo fare quadrato attorno alla squadra, figuriamoci se possiamo pensarci capaci di organizzare qualche forma di protesta o di sciopero. 

E’ sempre la stessa storia. Si ripete uguale. Non ci sono soluzioni. Quelli continueranno a fare i loro porci comodi. E noi ad assistere, a sbraitare, a gridare. Inutilmente. Rendiamo solo grazie ai nostri ragazzi che ci hanno fatto sognare. Poi ci siamo svegliati e ci siamo ritrovati davanti alla solita realtà. Quella che tutti vedono e fanno finta di non vedere. Eventualmente le chiamano “coincidenze”. 

Valentino Di Giacomo

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