Il record di Marek certifica che la Napoli “rumorosa” non capisce un...

Dal capitano a DeLa

Il record di Marek certifica che la Napoli “rumorosa” non capisce un caxxo

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115. Record. Ma non serviva raggiungere Diego per dire che Hamsik è un grandissimo calciatore e che questo ennesimo passaggio dimostra, una volta di più, l’ottimo operato della società di De Laurentiis in questi 10 anni e un po’ di più. E’ che il tifoso del Napoli, almeno quello “visibile”, “rumoroso”, non sa aspettare, ha la critica a prescindere. Oggi, come ieri, sarebbe bello andare a beccare quelle 4 cape gloriose che il giorno della presentazione di Lavezzi e Hamsik andarono a Castelvolturno a protestare contro la società. Volevano i campioni. Il Pocho è diventato un idolo assoluto del popolo, forse nessuno come lui nel corso della gestione De Laurentiis, più di Cavani e più di mister 90 milioni. L’altro, Marek, è diventato uno dei calciatori più rappresentativi nei 90 anni di storia di questo club: come Bruscolotti, Sallustro, Maradona. La certificazione assoluta che una parte “rumorosa” del tifo, quella che finisce sui giornali, quella delle interviste di Studio Sport abbascio ‘o Cavone, non capisce un emerito cazzo. Però continuano a protestare. In quello che qualche tempo fa definii “grillismo” del tifo. Basta dire un vaffanculo e la coscienza è salva. 

Il mio vaffanculo va invece a loro. Col cuore e anche con l’anima. Il record di Marek mette nero su bianco anche un altro dato: il Napoli di De Laurentiis in poco più di 10 anni di gestione è un esempio unico nella storia del club. “Eh ma non c’è lo scudetto”, “Eh, ma manca sempre il soldo per apparare la lira”, “Eh ma a Gennaio comprò Maresca”, “Eh, ma le strutture giovanili”. E’ puro grillismo. Usando una metafora, vogliono uscire dall’Europa, convinti che in terra natia possono fare di meglio e di più. 

Un calciatore, nella gestione de Laurentiis, raggiunge il record di gol di Maradona. Fosse rimasto Cavani un altro mese  a Napoli lo avrebbe già fatto lui in appena 3 campionati. Coi soldi di Cavani, però, il Napoli ha comprato Higuain e l’ossatura della squadra che gioca ancora adesso:  Reina, Albiol, Callejon, Koulibaly, Mertens. Coi soldi di Higuain, Aurelio ha comprato altri calciatori che garantiranno il futuro di questo club: Milik, Zielinski, Rog, Diawara. In una crescita costante della rosa che man mano, dal solo Lavezzi come fiore all’occhiello, ha ora una rosa con molti top player. Con gli acquisti più riusciti in termini di qualità prezzo che probabilmente sono Ghoulam (“ma chi cazz è” – leggevamo sui social), Jorginho (“Eh, ma a Gennaio doveva rinforzare con un top player”), lo stesso Hamsik comprato per 5,5 milioni dal Brescia. Senza parlare di Koulibaly comprato per poco più di 7 milioni e che ora potrebbe valere una cifra non di molto inferiore ai 100. 

De Laurentiis non è un magnate e – per assonanza – non è neppure un “pappone”. E’ uno che mattone su mattone ha reso il Napoli una squadra molto competitiva. Azzeccando il più delle volte gli allenatori. Gli unici veri flop sono stati Ventura e Donadoni. Poi Reja, Mazzarri, Benitez, ora Sarri. Ognuno ha messo una pietra per costruire il palazzo. Poi magari il Napoli questo benedetto/maledetto scudetto magari non lo vincerà mai. Ma è l’unico modo quello del presidente per riuscire a tenere in equilibrio le casse societarie e le prestazioni sportive. 

Tutti gli altri, quelli che si ostinano a non capire,  se vogliono, possono ritornare a Castelvolturno a protestare. Oppure possono piazzare i soliti striscioni a inizio stagione per la città contro “il pappone”. Di certo fanno rumore, finiscono sui giornali e sulle tv nazionali. Un momento di gloria che li condanna per sempre ad una enorme figura di merda. Il record di Marek, quello “che viene meno nelle partite importanti”, non ve lo meritate. Fate solo figure di merda. Sappiatelo. 

Valentino Di Giacomo

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