Aboliamo il “Meritiamo di più” e il “Devi vincere”? Noi non siamo...

L'anno che verrà

Aboliamo il “Meritiamo di più” e il “Devi vincere”? Noi non siamo come loro

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L’anno che verrà. Si chiamava così una delle più celebri canzoni del mai dimenticato Lucio Dalla. Proprio come per un capodanno quando tutti sognano e pensano che l’anno che sta per iniziare sarà migliore, funziona così pure nel calcio tra una stagione e l’altra. Riguardo al Napoli le prospettive sono certamente rosee, ma dipende cosa realmente la piazza si aspetta dalla squadra che sarà, dall’anno che verrà.

Mi spiace deludere la torcida azzurra, ma il Napoli il prossimo anno non partirà favorito per vincere il titolo. I favoriti sono e resteranno altri. Non perché ci sia un presidente che una parte della città definisce a cuor leggero “pappone”, ma perché prima o poi bisognerà pure mettere i piedi per terra e rendersi conto che tra i sogni e la realtà ci passano profondi abissi. Aurelio De Laurentiis di professione fa il cinematografaro. Nel campionato che verrà questo presidente romano dalle origini campane dovrà vedersela di nuovo con la multinazionale Fiat. Parliamo dei sempre odiati (sportivamente ca va sans dire) bianconeri che contano solo in Italia 3 volte i tifosi (se così vogliamo chiamare gente che per la maggior parte non sa manco dove sta Torino) del Napoli. Una squadra che può permettersi di dare al proprio allenatore uno stipendio di 8 milioni all’anno, più del quadruplo di quanto percepisce Sarri.

Nell’anno che verrà ci saranno le milanesi asiatiche. Poi ci sarà la United States of Rome. Insomma le forze economiche in campo non propendono dalla nostra parte. Eppure il presidente sta cercando di trattenere tutti i giocatori che nella scorsa stagione hanno probabilmente giocato il miglior calcio da quando esiste il club, stabilendo il record storico di punti, gol totali e in trasferta.

Un amico su Facebook ha scritto che “De Laurentiis dovrebbe gettare il portafoglio oltre l’ostacolo”. La frase è bella, ma tradotta nella pratica non avrebbe un gran senso. Perché per quanto De Laurentiis possa spendere ci sono due enormi limiti: uno è che la squadra del Napoli è difficilmente migliorabile per una quantità enorme di fattori. Tra questi anche l’appeal dei super-campioni per il campionato italiano in generale e per il Napoli in particolare. E poi perché per quanto De Laurentiis possa svenarsi personalmente o attraverso il bilancio del Napoli non starebbe comunque in partita con proprietari di multinazionali come la Fiat oppure con gli yen asiatici. Non c’è gara.

L’anno che verrà si può solo sperare che il Napoli ripeta e cerchi di migliorare quanto fatto l’ultimo anno. Ma non sarà facile e neppure scontato. In città si parla di “patto scudetto” e tutta una serie di dichiarazioni perlomeno ottimistiche. Ma se pensiamo che il Napoli parta favorito sbagliamo di grosso. Può sembrare una banalità quello che sto scrivendo, ma in una città come la nostra l’eccezionale viene preso per normalità.

A molti sembra “normale” ad esempio che il Napoli riesca a stare da anni davanti alle milanesi o che tenga testa alla Juve con una certa costanza. Purtroppo devo darvi una notizia, questa non è la normalità, ma l’eccezione. Un’eccezione costruita un po’ sulle disgrazie di Moratti e Berlusconi, un po’ grazie all’abilità manageriale del vituperato “pappone”. Il blasone di Inter, Juve e Milan non è paragonabile al nostro. Non è paragonabile economicamente, non è paragonabile storicamente. Di eccezioni ce ne sono state solo due in 90 anni da quando esiste il Calcio Napoli, due eccezioni dovute all’eccezionalità per eccellenza che si chiama Diego Armando Maradona.

E parlare nel 2017 di presidenti che “lanciano il portafoglio oltre l’ostacolo” significa essere rimasti aggrappati ad un calcio che non esiste più da oltre 15 anni. I presidenti che si comportavano così sono finiti tutti: da Cecchi Gori a Sensi, da Tanzi a Cragnotti. E un giorno qualcuno dovrà pure farsi lecite domande sul perché questi signori avevano la possibilità di lanciare il portafoglio oltre l’ostacolo. Che poi De Laurentiis ormai lo conosciamo, anche se potesse, mai si svenerebbe per un’impresa che definirei inutile da molteplici punti di vista.

Siamo aggrappati alla falsa concezione che Napoli sia la città più bella del mondo con i tifosi più caldi del mondo. Siamo convinti del “Devi vincere”, del “Meritiamo di più”. Su cosa poggino queste credenze, paragonate a un palmares novantennale, non è dato saperlo. Perché il tifoso del Napoli meriterebbe di più di uno della Fiorentina o della Roma o anche della Lazio? Boh. E perché il tifoso napoletano meriterebbe più di quello che già ha adesso? Di un qualcosa che, lo ripetiamo, è l’eccezione.

Purtroppo temo che ai primi inevitabili passi falsi la piazza possa nuovamente aggredire la squadra. Non perché la squadra e questo club meritino questo atteggiamento, ma perché c’è una mancanza di consapevolezza della propria dimensione. Dovremmo godere del nostro Napoli, come avvenuto quest’anno. Senza pretese del risultato. Un risultato che ci sono i presupposti per raggiungerlo, ma che non è affatto scontato. Essere adulti, crescere, significa prendere coscienza di se stessi. Delle proprie potenzialità e pure dei propri limiti. Napoli, il Napoli, questa società, rispetto a tante altre realtà ha dei limiti. Non dimentichiamolo. Altrimenti resteremmo delusi qualora non accadesse ciò che tutti sogniamo.

Siamo tifosi ed essere tifosi significa manifestare pure il bambino che ci vive dentro. Essere tifosi è esattamente giocare a fare i bambini. Però siamo grandi. E a gioco fermo è giusto ragionare con la testa e non con la pancia, con gli umori. Lo scriviamo adesso, prima ancora che inizi il calciomercato. Restiamo compatti. Smettiamola di creare polemiche solo per il gusto di farlo e per dimostrare per forza le tesi di cui siamo convinti. Usando qualsiasi argomento tra l’altro.

L’anno che verrà godiamoci il nostro Napoli e cerchiamo di essere fedeli sempre nella buona e nella cattiva sorte rispettando davvero il motto “Al di là del risultato”. Il “Devi vincere” appartiene ad altri. E abbiamo visto sabato scorso la fine dei trac che hanno fatto. L’anno che verrà restiamo tutti uniti. E che l’hashtag che scriviamo tutti #ForzaNapoliSempre sia sempre davvero. Sempre. Vincere non è importante, ma noi… Ci proveremo!

Valentino Di Giacomo

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