Stadio Collana: quando lo Sport perde!

Stadio Collana: quando lo Sport perde!

0 2023
Sabato 1 Aprile, Marcia per la riapertura dello Stadio Collana

Ho sempre la tendenza a credere che il lieto fine possa esistere! Purtroppo però, ancora una volta, devo ricredermi! Soprattutto se in certe storie recitano insieme politica (quella sporca e clientelare), burocrazia (la nostrana obsoleta e cavillosa) e imprenditoria (quella megalomane, arrogante e strafottente di chi si trova di fronte).

Ero convinta che, dopo tutte le vicissitudini, finalmente lo Stadio Collana potesse rinascere più forte e maestoso che mai. E invece, proprio il giorno del passaggio di consegne, il 13 febbraio,  nell’esatto momento in cui il direttore generale di demanio e patrimonio della Regione Campania consegnava la struttura alla nuova gestione, arriva una sentenza del Consiglio di Stato in cui viene gettato letteralmente tutto al vento. La Giano s.r.l., non contenta delle precedenti sentenze, si rivolge al massimo tribunale amministrativo per cercare di ottenere ciò che le era stato, ufficialmente, legalmente, regolarmente negato: la concessione dello Stadio Arturo Collana. In data 12 gennaio 2012, in nome del Popolo Italiano, il Consiglio di Stato annulla tutti gli atti precedenti, sottraendo così la gestione della struttura alla Cesport Italia.

.. in nome del Popolo Italiano ..

Un “popolo italiano” che nel frattempo viene letteralmente preso per il culo da istituzioni e imprenditori. Che ripetutamente viene trattato come un fesso e al quale vengono raccontate favolette piuttosto che essere informato su come stanno realmente i fatti.

E intanto migliaia di atleti elemosinano spazi altrove per tentare di continuare gli allenamenti, perchè lo Stadio è chiuso da gennaio. Doveva essere un breve periodo di passaggio, giusto il tempo che venivano espletati gli ultimi adempimenti burocratici e tecnici, e invece, di male in peggio, ora nessuno sa cosa potrà succedere domani.

La Giano s.r.l. ha già preteso, senza mezzi termini, le chiavi della struttura, sentendosi in pieno diritto di poter fare richieste del genere, forti della sentenza di cui sopra. La coppia Cannavaro-Ferrara, spocchiosamente fieri della loro popolarità, attraverso le parole del loro socio Paolo Pagliara dichiarano “siamo pronti più che mai ad andare fino in fondo nel caso qualcuno dovesse tirar fuori l’ennesimo coniglio dal cilindro”. Come a dire “noi siamo noi! Soldi ne abbiamo in quantità, i nostri nomi ci danno popolarità e consenso e voi, che da decenni vi fate in quattro qua dentro, non valete un piffero!”

Loro giocano a fare gli imprenditori ma a rimetterci sono quelle piccole società sportive che lasciano tesserati a casa, con buona possibilità di chiudere perchè ovviamente nessuna famiglia è disposta a pagare per un servizio non usufruito.

I mesi passano e la situazione non cambia: stallo totale! Il presidente del CONI Giovanni Malagò si dichiara “nemico della burocrazia e a favore di chi vuole fare sport” e punta il dito contro “l’incapacità e la superficialità di vari soggetti“.  Al fianco dello Sport si schiera anche il presidente del CONI Campania Roncelli, mostrandosi fortemente preoccupato per le conseguenze che questa sentenza potrebbe avere su tutti gli affidamenti degli impianti sportivi, in quanto il Consiglio di Stato equipara le concessioni sportive agli appalti pubblici. Ciò che non è molto chiaro è che quando si partecipa ad un bando di affidamento di un impianto sportivo non lo si fa con gli stessi criteri di un bando di appalto pubblico, che risulta essere tutt’altra cosa. Si tratterebbe in questo caso di attività imprenditoriale che andrebbe assolutamente contro i principi della Legge regionale dello Sport e contro i principi dello Sport stesso.

Attualmente una soluzione possibile, seppur momentanea, potrebbe essere sfruttare la pratica già avviata con i vigili del fuoco dall’Ati Cesport Italia per la messa in sicurezza della struttura. Magari si darebbe la possibilità ad una parte degli atleti di ritornare a casa, in attesa che la burocrazia faccia il suo, lento e cavilloso, corso. Il Consiglio di Stato è stato interpellato dall’avvocatura regionale, per una spiegazione della sentenza, mentre le società sportive, dal canto loro, stanno preparando un’interrogazione parlamentare al Ministero della giustizia, certamente non attendono fermi la loro sorte. Fanno sentire la loro voce sia politicamente che attraverso la sensibilizzazione e il coinvolgimento  dell’intera cittadinanza.

Danno appuntamento a tutti noi, SABATO 1 APRILE alle ore 10.30 in piazza Quattro Giornate, rigorosamente vestiti in tuta e scarpe da ginnastica.

Penso sia un grande gesto, da parte nostra, marciare al loro fianco. Partecipare numerosi magari può dare un significato forte ed incisivo che va al di là della causa stessa e vista l’assurdità della vicenda, visto il modo in cui i diritti dei cittadini vengono trattati, potrebbe far arrivare alle istituzioni un messaggio di quanto i napoletani siano stanchi di essere considerati solo pedine nei loro sporchi giochi politici.

 

Milly I.

 

 

 

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