Godiamoci quello che è stato. Non facciamo i “pezzenti sagliuti”!

Un punto di partenza, non di arrivo

Godiamoci quello che è stato. Non facciamo i “pezzenti sagliuti”!

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Fatemi un piacere: se volete fare i “pezzenti sagliuti” che volete criticare il Napoli perché non ha battuto ‘o Real Madrid non leggete questo articolo, chiudete e passate appresso. Troverete certamente altri commentatori che saranno maggiormente inclini a coltivare la vostra eterna insoddisfazione per qualsiasi cosa. Detto questo, passiamo appresso con chi ci sta. Con quelli che ancora sognano un mondo d’amore per dirla con Bellavista.

Abbiamo visto per oltre un tempo il Real Madrid buttare la palla sugli spalti come se fosse una squadra di B che viene a chiudersi a difendere il risultato. A un certo punto abbiamo assistito persino al cambio di Cristiano Ronaldo, messo da Zidane al centro dell’attacco al posto di Benzema per cercare di sfruttare in velocità qualche contropiede, come fanno i mister dei ragazzini categoria Esordienti quando mettono davanti il bimbo più grande per mettere in difficoltà gli avversari più piccoli fisicamente. Ho visto Modric, MODRIC, balbettare in mezzo al campo. Ho visto Hamsik dare lezioni applicate di tecnica calcistica.

Ora dobbiamo metterci d’accordo se considerare tutto questo un’effimera soddisfazione oppure esaltare quanto abbiamo visto fare dal Napoli per più di 50 minuti. Sono prospettive. E, devo ammetterlo, in me oggi prevale ancora il lato emozionale. Io il Napoli non l’ho mai visto giocare così come ieri sera, in realtà sono 30 anni che non vedevo una squadra italiana giocare a quei ritmi in Europa. Uomo su uomo a tutto campo, difesa sulla linea mediana, raddoppi sistematici e pressing asfissiante. Il tutto condito da un fraseggio in fase di possesso più efficace di quello delle “Football legend” del Real. Ho visto un gol da PlayStation. Ho visto un palo di Mertens. Ho capito sin da subito che se sbagliavamo un passaggio quelli andavano subito in porta perché abbiamo giocato un calcio che non esiste. Che non abbiamo MAI visto. Il tutto amplificato dalle sensazioni dello stadio, dove la partita puoi vederla davvero per i suoi aspetti tattici e vivere pure tutte le emozioni che ieri sera ha regalato il San Paolo.

Siamo stati bravissimi o dei polli? Oggi se lo chiedono tutti. Dico solo che quella di ieri potrà davvero essere considerata una grandissima serata se sarà vissuta da tutti come un punto di partenza e non di arrivo. De Laurentiis parla tanto di “cazzimma” e forse ieri proprio quella è mancata. Non per l’ardore che tutti hanno messo in campo (ieri i ragazzi andavano a 1000 all’ora), ma per il modo con cui sono stati presi i gol. Ora però non facciamoci tutti “maestri” che sparano sentenze su come ci si difende sui calci d’angolo. Chi segue un po’ di calcio dovrebbe sapere che il signor Sergio Ramos ha segnato così qualche altro gol “abbastanza importante”, tanto per usare un eufemismo. Non facciamo gli spocchiosi, come se noi fossimo gli inventori del calcio, attribuendo al Napoli dei poteri che in 90 anni di storia non ha mai avuto.

Ieri mi sono preso persino la briga di “discutere” allo stadio quando un signore davanti a me, dopo aver visto TUTTO QUESTO ( che mi pare tanta roba), diceva la solita frase “Non vinceremo mai”. Poi, tipico anche in questo di un certo sentimento che vive in città, aggiungeva: “Eh perché se ci fosse stato Higuain”. A quel punto non ce l’ho fatta più e gli ho fatto notare che senza i 90 milioni del trentenne argentino oggi non assisteremmo alle prodezze di Rog, Zielinski, Milik, Diawara. E lui, ostinato: “Non me ne fotte di questi qua, voglio Higuain e vincere le partite”. E qui dovremmo ricordare di quando il Napoli con il signor Gonzalo perse una semifinale con il Dnipro, non proprio il Real Madrid. Al di là di ogni merito, a me fa impazzire l’evidenza che in una città in cui non funziona quasi nulla, ci si metta a criticare l’unica che funziona veramente ed è proprio il Calcio Napoli. Su questo ha ragione De Laurentiis.

Godiamoci ciò che abbiamo visto. Il Napoli ha onorato la Champions vincendo il proprio girone, ma ha preso la squadra più forte. Non per questo ci siamo arresi, anzi, per usare la felice espressione di Sarri nella conferenza pre-partita “gli abbiamo fatto girare i coglioni”. Sarà stata davvero una grande serata se l’utilizzeremo per crescere ancora. Ha ragione Sarri quando parla di crescita da 9 a 10.

Un ultima considerazione va per i tifosi. Erano quasi tutti “occasionali” eppure hanno trasformato il San Paolo nell’inferno in terra. Per me è stata una delle più belle serate mai vissute a Fuorigrotta. La metto alla pari con quei 2 minuti in cui risuonò Napul’è contro la Juve dopo la morte di Pino Daniele. Sembrava essere in un film. Sono quei momenti in cui il popolo napoletano, e accade rarissimamente, realmente riesce ad unirsi nella sua anarchica maniera. Anche lì perdemmo 3-1. Ma se si è uomini d’amore il risultato non conta. Se si è uomini d’amore è meglio stare con una bellissima donna almeno per un’ora che non aver vissuto quel piacere. Una delle più belle serate mai vissute. Una delle più belle serate mai vissute. Me lo ripeto a mente come un mantra e sorrido felice. Ma deve essere un punto di partenza, non di arrivo. Forza Napoli, siamo bellissimi.

P.S. Un appunto “simpatico” alla Curva B (ieri eccezionale): contro il Dnipro la coreografia diceva “Magnammancill” e finì come finì, ieri con il Real la coreografia era “Affondiamoli”. Vi invito a riflettere per le prossime volte sull’opportunità di usare queste espressioni in futuro. Diciamo che non portano proprio bene… 

Valentino Di Giacomo

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