Napoli non è mai stata così matura per veder tornare Diego in...

Il totem che manca

Napoli non è mai stata così matura per veder tornare Diego in società

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Fonte: sscnapoli.it

Dopo la querelle a distanza tra Sarri e De Laurentiis è ritornata in voga la questione dell’assetto societario del club partenopeo. Per molti, e tra questi ci siamo noi da tempo non sospetto, il presidente dovrebbe portare in società un uomo autorevole, un general manager che sappia far coniugare squadra, tecnico, società, stampa e tifosi. Tutti i grandi club hanno personaggi di questo genere: la Juve ha Nedved, l’Inter ha Zanetti, probabilmente il Milan affiderà questo incarico al magnifico Maldini. Al Napoli manca da sempre un uomo così. Forse lo è stato solo Pier Paolo Marino nei primi anni di (ri)nascita del club ai tempi dell’arrivo di De Laurentiis.

Allora da qui vorremmo lanciare una proposta al presidente. Il Napoli ha una squadra molto forte, è stabilmente tra i primi club europei dove si è cimentato spesso bene sia in Champions League che in Europa League, l’ambiente è cresciuto tanto. Sono arrivati ottimi risultati e il gioco azzurro è sempre eccellente, così come lo scorso anno, al punto che la telenovela su Higuain sembra definitivamente tramontata. Ma manca qualcosa a questo club. E quel vuoto potrebbe riempirlo Diego Armando Maradona.

Da qualche tempo il presidente ha affidato ad un’esperta la diffusione del marchio di Napoli e del Napoli a livello internazionale. Anche per questo De Laurentiis è stato in Cina dove ha coniugato i suoi due “lavori” e le sue due passioni: il cinema e il calcio. Ma il Napoli non è ancora un brand internazionale così riconosciuto, come lo sono ad esempio Milan e Inter nonostante negli ultimi anni entrambe le milanesi siano finite sempre dietro al Napoli. All’estero il Napoli è conosciuto, per rendere un’idea, quanto il Wolfsburg in Germania o il Psv in Olanda. Due squadre che hanno pure vinto recentemente, ma se vai in Cina tutti conosceranno di più il Bayern Monaco o l’Ajax. Maradona, invece, non ha confini. E’ conosciuto da chiunque, anche da chi non segue il calcio, come un non appassionato di basket conosce Micheal Jordan o un non esperto di boxe sa chi sia Mohammed Alì.

Forse Napoli e il Napoli non sono mai stati così pronti per supportare e “sopportare” la presenza di Diego all’interno dell’organigramma societario. E’ chiaro, viste le frequenti bizze del pibe, qualsivoglia contratto dovrà essere confezionato in maniera certosina, ma Diego e il Napoli sono reciprocamente pronti per riprendere insieme il proprio cammino.

La presenza di Diego galvanizzerebbe la piazza, toglierebbe pressione alla squadra e rivitalizzerebbe probabilmente il rapporto tra De Laurentiis e la città. Certo, sarebbe difficile per il presidente “ingabbiare” Diego come può fare ad esempio con Bigon o Giuntoli, ma non bisogna mai sottovalutare il realismo di Diego. Per molti Maradona è un “loco”, ma questo può dirlo solo chi esclude dal conto tantissimi dati di fatto. Per quanto la Natura lo abbia dotato, nessuno diventa un calciatore così forte senza impegno, costanza, sacrifici. Maradona è stato un professionista. A modo suo. Ma è stato un professionista che è riuscito a vincere, anche in virtù del suo carattere e delle sue caratteristiche, un mondiale da solo e due scudetti dove prima mai si era vinto. Si può pensare che tutto questo sia accaduto per motivi “divini”, ma relegare Diego solo al funambolo calcistico è riduttivo. Maradona per molti anni è stato anche un grande atleta. Il che significa che è una persona abituata a ragionare per obiettivi.

Fissando gli obiettivi in maniera chiara Maradona nel Napoli ci potrebbe stare a meraviglia. Non è solo sentimentalismo, ma sostanza. Pensate a quanto si parlerebbe del Napoli in ogni parte del mondo. E pensate se dopo un torto arbitrale invece di presentarsi Sarri davanti alle telecamere si presentasse Diego. La Bibbia.

Mai come in questo periodo storico Napoli e il Napoli possono permettersi questo rischio. Un rischio calcolato. Non un azzardo. Un modo per far crescere il fantomatico “fatturato”, ma pure per dare al club un’autorevolezza che resta ancora lontana da conquistarsi. In altri periodi riportare Diego a Napoli sarebbe stato rischiosissimo perché avrebbe alimentato paragoni tra il fortissimo Napoli che fu e una squadra di centro-classifica quale siamo stati (nel migliore dei casi) per tutto il periodo post-maradoniano fino a qualche anno fa. Oggi il Napoli è forte. Diego darebbe solo la carica. Sarebbe un “di più”, non una copertina per nascondere le magagne di una società mal strutturata come lo è stata per molti anni.

Il prossimo 12 ottobre Diego sarà a Roma per giocare la partita della pace. Da qui ci auguriamo che il presidente una visita al pibe possa fargliela. Basta fare patti chiari. Nulla di più. Oggi De Laurentiis è abbastanza forte per potersi permettere Diego. Non farlo, a nostro avviso, è invece un segnale di debolezza. Suo e della società. Se fosse un film sceglieremmo la pellicola di Almodovar: “Volver”.  Vuelve esta casa espera a ti!

Valentino Di Giacomo 

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