Campdigrano, in cilento la tradizione è innovazione

Campdigrano, in cilento la tradizione è innovazione

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Foto www.paliodelgrano.it

Chi si aspetta la solita sagra con prodotti locali, bancarelle con canestri e vimini e barattoli di conserve sott’olio e artisti più o meno noti che si alternano sul palco ha sicuramente sbagliato strada. Campidigrano è un evento, o meglio una serie di eventi, che si inserisce nel percorso che porta al Paliodelgrano, oramai giunto alla sua dodicesima edizione.

La settimana dal 10 al 17 luglio a Caselle di Pittari si susseguiranno una serie di attività, laboratori, incontri e discussioni a tema sulla smart rurality e sulla smart community. Gli organizzatori partono da una serie di domande che saranno la base delle riflessioni sviluppate e prodotte nella settimana:

Ma veramente per Smart community – smart city – smart rurality intendiamo una gara tra chi ha il gadget elettronico più lungo o forse vale la pena affrontare il tema dei territori intelligenti, magari interconnessi da reti di cumparaggio?

Cosa ci significa questa retorica dei makers, dei fablab se non siamo in gradi di trascorrere più tempo con le persone che sanno fare le cose e meno ad ascoltare i discorsi dei manager?

Che cos’è lo Storytelling se non l’arte di raccontare, di fare i “cunti”, i conti… ovvero di governare gli open data trasmettendoli oralmente, per prossimità?

E anche il claim di quest’anno qioca sul dualismo tecnologia/ruralità: “Stay ‘Nnanz”.

La scleta del claim la spiegano gli stessi organizzatori, Capidigrano propone una visione della contemporaneità come una singolare relazione col proprio tempo, che aderisce a esso e, insieme, ne prende le distanze; piú precisamente, essa è quella relazione col tempo che aderisce a esso attraverso una sfasatura e un anacronismo. Pensiamo che coloro che coincidono troppo pienamente con l’epoca, che combaciano in ogni punto perfettamente con essa, non sono contemporanei perché, proprio per questo, non riescono a vederla, non possono tenere fisso lo sguardo su di essa.

Sicuramente merita attenzione e molto probabilmente la partecipazione anche dei non addetti ai lavori. Partecipare a una scuola di sopravvivenza nel mondo dell’immaginario uniformato dove fare esercizio creativo per prepararsi alla resistenza ludica all’oppressione sicuramente sarà un’esperienza unica, tanto divertente quanto formativa… senza neanche citare la meraviglia del posto.
#CampDiGrano è Uno strumento di critica radicale dei luoghi comuni, degli stereotipi sociali e di tutto ciò che ha veicolato e veicola il fallimento del presente.

Per chi fosse interessato, o semplicemente curioso può scaricare il programma, inviare la propria adesione o trovare tutte le info sui siti di questi eventi da non perdere (http://www.campdigrano.it e www.paliodelgrano.it)

 

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