Tony Tammaro sul palco di Lettieri, e allora? A ognuno il suo...

Tony Tammaro sul palco di Lettieri, e allora? A ognuno il suo lavoro

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Il nuovo album di Tony (originale)

Tony Tammaro ha tradito! Si è venduto!  Non ci credo, mi è caduto un mito!

Sono queste le frasi che leggo e sento da qualche giorno, da quando si è diffusa la notizia che Tony Tammaro canterà sul palco del concerto di fine campagna elettorale per Lettieri. Scandalo! Il cantastorie più amato della napoletanità contemporanea ha deluso parecchi fan con questa scelta, a loro dire, degna del peggior mercenario e meritevole della peggior social-indignazione.

Eppure è normalissimo che i cantanti possano essere ospitati sui palchi della campagna elettorale, anche se in passato hanno cantato per partiti rivali. Che lo si faccia per affinità politica, per convenienza o per commissione è una libera scelta del cantante che, non dimentichiamolo, è un lavoro come un altro.

Certamente meno faticoso che andare in miniera, probabilmente meno stressante di un call center e non sempre più reddizio di un lavoro “normale”, ma nonostante sia un’attività che può sembrare divertente, anche fare il cantante è un lavoro, come il ballerino, l’attore, il comico, etc. e soprattutto anche il cantante paga le bollette, le rate dell’auto, l’affitto o il mutuo… insomma anche è una persona che lavora e ha una vita normale.

E la serata di Tony Tammaro sul palco di Lettieri non è nulla di più e nulla di meno di una giornata di lavoro, che l’autore di Patrizia e altri pezzi cult per almeno 3 generezioni avrebbe potuto rifiutare o meno, ma questa rimane una sua scelta.
Ora provo a girarvi la domanda: quanti di voi possono permettersi di rifiutare un lavoro? Quanti di  voi si assicurano che il committente sia politicamente in linea con le vostre opinioni?
Al di là di qualche risposta ipocrita credo nessuno.

Ed è proprio di questo che stiamo parlando: lavoro. Per quanto possa avere successo ed essere per molti di noi, me in primis, un mito assoluto Tony non è di certo Bono Vox o Madonna e non credo possa rinunciare a una serata con tanta leggerezza, considerando che oggi quasi tutti i cantanti e musicisti vivono principalmente di live molto più che di vendite.

Probabilmente, mai come in questo caso, è evidente una cosa, che passando dal palco dei CARC e dei Centri Sociali a quello di Lettieri, Tony Tammaro è l’esatto opposto di un venduto: è uno ca nun se ne fott’ proprio, nel senso buono, genuino del termine, è uno che si è chiamato fuori dalla bagarre elettorale e dal tifo partitico (che è molto lontano dal fare politica) e che fa semplicemente e onestamente il proprio lavoro.

Io non andrò a sentire Tony a questo evento, come non sono andato (e non andrò) a sentire Franco Ricciardi per De Magistris e a nessun altro concerto di questa campagna elettorale. Anche se sono artisti che seguo e ammiro  preferisco vederli quando il palco è loro ma da qui a perdere la mia stima o al sentirmi deluso per la loro partecipazione ce ne passa.

Forse non c’entra molto ma pensando all’ipocrisia di certe reazioni mi risuona un motivetto in testa:
A gent’ fanno tant’ ‘e signur ‘e po’ se fotton ‘e mellun!

Mentre come nella canzone Tony i suoi melloni se li guadagna onestamente, anche se a qualcuno può non piacere quello che fa.

Paolo Sindaco Russo

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