Raimondo e Giancarlo ricchezze di Napoli. Ecco come salvare la libreria di...

L'iniziativa da diffondere

Raimondo e Giancarlo ricchezze di Napoli. Ecco come salvare la libreria di piazza del Gesù

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Avevo pressappoco 18 anni quando incontrai il mio libraio, Raimondo Di Maio. Nei giri per il centro storico vidi esposti nella sua storica libreria Dante & Descartes in via Mezzocannone alcuni libri “nuovi” di Erri De Luca. Ero rimasto folgorato da Erri dopo aver letto “Non ora, non qui”, ma non ero ancora un lettore. A quel tempo i libri per me erano più materiale da studio che di svago.

Entrai e raccontai a Raimondo il mio “amore” per Erri. Mi raccontò, ma senza “atteggiarsi” (come fanno spesso le persone che conoscono qualcuno di “importante”) della loro amicizia. Con la sua voce dalla bassa tonalità, la pacatezza tradita solo dal fermento che si legge negli occhi quando parla di qualcosa che lo appassiona, con la sua cultura costruita a pane e libri mai ostentata, Raimondo mi consigliò di leggerne altri. E così si radicò in me con ancor più forza l’amore per Erri e, di riflesso, per lui. Da allora Raimondo ed io diventammo amici. Imparai a quel tempo la bellezza e la grandezza delle piccole librerie evitando così sempre più spesso di servirmi dei megastore del libro che hanno trasformato dei luoghi di cultura in centri commerciali senza carrelli.

Quando passo da Raimondo, oltre a prendere l’ultimo di Erri, chiedo consiglio sulle letture da fare. Non sbaglia un colpo, Raimondo. Grazie a lui la mia vita è più ricca, con pochi euro ho girato mezzo mondo attraverso le parole suggeritemi nella penombra della sua libreria. Qualche anno fa Raimondo insisteva persino per non farmi pagare, così trovammo intesa a metà strada e ogni volta ci accordiamo su uno sconto. E a me spesso torna alla mente “Così parlò Bellavista” e il “prezzo fisso” praticato alla “Rinascente”. Di Milano.

Qualche tempo fa il figlio di Raimondo, Giancarlo, aprì una libreria a piazza del Gesù. Un modo per continuare la nobilissima tradizione di famiglia. Un mese fa però il locale di Giancarlo è stato messo in vendita, ma lui non si è scoraggiato. Ha 27 anni Giancarlo e ha deciso di andare avanti inaugurando un’iniziativa meravigliosa: l’acquisto del locale attraverso una sorta di foundrising. Chi parteciperà alla raccolta avrà diritto all’acquisto anticipato di libri per una somma pari alla cifra donata. L’appello è stato lanciato sulla piattaforma “Produzioni dal basso”. Potete trovare tutte le informazioni cliccando su questo LINK.

Ora, come avrete capito, io voglio assai bene a Raimondo e, di rimando, a Giancarlo. E potrei continuare per pagine e pagine a spiegarne i motivi. Rappresentano per me una Napoli che resiste con le sue specialità e identità. Un posto dove ancora il libraio ordina il caffè al bar e davanti ad una tazzina si può ancora parlare di CULTURA, di civismo, di libertà. Non sono solo librerie quelle del centro storico, ma vere e proprie agorà. Appena potrò, andrò da Giancarlo e Raimondo per farmi consigliare nuove storie da leggere. Storie che, ovunque mi porteranno, avranno sempre l’odore e la luce di queste belle librerie e l’intensità degli occhi di questa dinastia di librai che rende più bella la nostra città e persino noi stessi. Diffondiamo la pagina di Giancarlo e la sua iniziativa. E, se possibile, aderiamo. Basta poco che ce vò.

Valentino Di Giacomo

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