Il piazzamento del Napoli e l’importanza di riconoscere la felicità: non immoliamoci...

Messaggio ai delusi

Il piazzamento del Napoli e l’importanza di riconoscere la felicità: non immoliamoci all’altare della vittoria

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Ci sono gioie della vita che sono passate e di cui probabilmente non sono riuscito a goderne in tempo. Ho capito tardi l’adagio di un vecchio amico che mi diceva: “Oggi è nu juorn’ bbuono.  S’adda sapè godè de ‘e juorne bbuone, pecchè chilli malamente arrivano sempre”. E aveva ragione. Oggi cerco non solo di prendermi la felicità, ma di assaporarla come si fa con una parmigiana di melenzane, una pastiera, un caffè squisito. Alla felicità cerco di aggiungerci il gusto della consapevolezza della felicità: che è tutta un’altra cosa. Mi prendo il tempo non solo per godermi un bel tramonto, cerco di tenerlo a mente per qualche minuto. Pure se quel tramonto dopo pochi giorni si confonderà con tanti altri visti.

Ecco, è per me questo il rischio maggiore che corre il tifoso del Napoli. Capace come pochi di prendersi ‘e juorne malamente, ma troppo spesso incapace di godersi quelli buoni. Il Napoli di Sarri è nu juorno bbuono, è una stagione buona. Probabilmente il miglior calcio visto nella storia del Napoli, ma non chiedetemi di quello di Vinicio perché non l’ho visto. Sicuramente, per coralità, questo Napoli è più bello di quello di Maradona.

E neppure c’è da farsi ingannare dal risultato: gli azzurri sono secondi solo per una serie di combinazioni sfortunate. Riguardo a mente il film della stagione e non ricordo grandi favori arbitrali ricevuti dai nostri, laddove altri ne hanno certamente beneficiato maggiormente. E poi la sfortuna: perché possiamo parlare di mentalità, di tenuta per i 90 minuti, ma nessuno mi toglie dalla testa che i gol di Zaza e Nainggolan non siano frutto di un destino bastardo. Penso poi a quella trattenuta in area su Higuain a Marassi, contro il Genoa, quando l’arbitro non fischiò il rigore nel silenzio e quasi nel disinteresse dei media. Pure quelli sono punti che pesano nell’arco di un intero campionato.

Il Napoli questo campionato è come se lo avesse vinto, ma non lo dico per farmi fesso e contento. Non è venuta la vittoria? E io ci aggiungo sopra un pernacchio modello Eduardo. Non mi interessa la vittoria, non è una mia ossessione. Avrei chiaramente piacere se venisse, ma non la ritengo fondamentale perché mi sono goduto pienamente questo Napoli bello, esaltante, vibrante.

E invece, dopo tutta questa “Grande bellezza” di cui abbiamo tutti goduto, ci attacchiamo (sbagliando) al rimpianto di non aver vinto, non tenendo in gran conto quello che invece abbiamo ottenuto. Il Napoli battendo il Frosinone giocherà ancora una volta la Champions il prossimo anno con buone possibilità, tra l’altro, di essere persino nella seconda fascia ai sorteggi. E’ questa una squadra che ha già fatto il record storico di punti e vittorie, gli stessi punti nel girone d’andata (quando si laureò campione d’inverno) che nel girone di ritorno. Ha dovuto purtroppo subire la rimonta di una Juve che ha fatto numeri impressionanti: un po’ perché i bianconeri hanno una rosa migliore del Napoli, un po’ perché “aiutati” in particolari momenti della stagione, un po’ perché quel destino bastardo ha voluto così.

A breve i siti rimbalzeranno la solita fuffa di calciomercato: arrivi, partenze, liti e riappacificazioni. Terrà banco per almeno una decina di giorni la telenovela Sarri. Ognuno dirà la propria, spesso con rabbia, con frustrazione.

E invece no. Vi faccio un appello: GODETE! Il Napoli è arrivato secondo soltanto sei volte nella sua storia, le milanesi arrancano a distanze siderali in classifica. E’ il frutto di un lavoro di anni. Non gioire, continuando nella moda di dare addosso a De Laurentiis, sarebbe un peccato enorme.

E’ nu juorn bbuono. Non disperdetelo immolandovi all’altare della vittoria. Godetevi la giornata buona, che poi quella malamente arriva sempre. E a me, come al mio vecchio amico, piace pensare che certe felicità siano come le riserve di cibo per le formiche in inverno. Ma noi possiamo goderne facendo le cicale.

Valentino Di Giacomo

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