Ma Marek è davvero un campione? I dubbi (stupidi) dei tifosi del...

La condanna del capitano

Ma Marek è davvero un campione? I dubbi (stupidi) dei tifosi del Napoli

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Ogni volta che Marek gioca una brutta partita, il mio amico Paco mi scrive. Ogni volta che Marek gioca una grande partita, scrivo io a lui. Lui ed io siamo due soggetti che rovinano il calcio: lui fa il preparatore atletico, io il giornalista. La sua categoria, almeno secondo il sottoscritto, ha tolto poesia al football e involuto la tecnica, la bellezza delle giocate. La mia categoria, vox populi, a furia di montar polemiche ha fatto più o meno lo stesso. Forse, la differenza tra Paco e me, è che io lo ammetto. Pur non ritenendo di avere colpe personali, mi accollo quelle dell’intera categoria.

Ma eravamo ad Hamsik, per me un fenomeno, per lui, più o meno, un “senza palle”. Due credenze, la sua e la mia, che vanno di pari passo tra i tifosi del Napoli. Marek divide, come De Laurentiis, come Benitez.

Il messaggio di Paco di ieri in risposta al mio è stato “Si vabbè, ha fatto il fenomeno contro il Verona”. Assunto smontabile, facilmente. Quei lanci al millimetro continui e formidabili verso Callejon e Gabbiadini o ce li hai nel repertorio, oppure non ce li hai. Sia che giochi contro il Real Madrid, che se giochi contro il Verona. Magari, contro questi ultimi, puoi avere più tempo per ragionarci, ma non sempre è così.

In settimana, dopo il match di Udine, i soliti avventori da social hanno persino proposto di togliergli la fascia da capitano. Uno che abita al Villaggio Coppola, che ha sposato una ragazza del luogo, uno che in mezzo alla strada si ferma a giocare con i ragazzini, uno che è praticamente diventato un napoletano acquisito. Come Pesaola, come Vinicio, come Cané.

C’è una vena autodistruttrice a Napoli che è deflagrante. Un’insoddisfazione atavica che non trova ragione, almeno per quanto riguarda il calcio. Viviamo in questa stagione uno dei campionati più belli nella storia del Napoli, esprimiamo un gioco godibilissimo, forse il migliore di sempre, abbiamo un capocannoniere meraviglioso che è in lizza per la scarpa d’oro. Eppure, qui in città, si trova il tempo di discutere se Hamsik sia un campione oppure no.

Che Marek ogni tanto abbia qualche battuta d’arresto, così come capitato quest’anno, non ci piove. Ma, probabilmente, siamo sempre troppo concentrati a guardare con la lente d’ingrandimento ogni giocata che compie il nostro capitano. Se, ad esempio, ci si soffermasse a guardare quello che ha combinato in stagione Pogba con la Juve, forse saremmo meno severi. Quanti giri a vuoto ha fatto Pogba quest’anno, quante partite ha sbagliato, prima di imbroccarne qualcuna giusta? Eppure Pogba, anche nelle giornate storte, è ritenuto lo stesso un fenomeno. Non accade così con Hamsik che, alle prime partite sbagliate, viene bersagliato di critiche tanto da mettere in dubbio se sia all’altezza di essere il capitano di questa squadra.

Hamsik è un giocatore di un’intelligenza rara, non sempre chi lo osserva in tv può comprenderne al meglio la straordinarietà. Marek va giudicato allo stadio, guardando i movimenti che fa senza palla, gli inserimenti, i tempi di gioco. E’ un giocatore non solo bello da vedere, ma utile anche quando non ha il pallone tra i piedi.

Criticare Hamsik resta per me uno dei più grandi atti di autolesionismo che commettono i tifosi del Napoli. Così come accade per De Laurentiis. Ma questa è un’altra storia. Tanto ieri il Napoli ha vinto e i “papponisti” sono ritornati a riposo almeno fino alla prossima.

E negli occhi, intanto, mi restano, le giocate di Marek che mi inebriano e mi fanno ritornare ad un calcio che forse non esiste più. Grazie di tutto capitano!

Valentino Di Giacomo 

 

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