Napoletani a Sanremo – Era meglio quando c’erano gli Squallor

Napoletani a Sanremo – Era meglio quando c’erano gli Squallor

0 3063
Gli Squallor

Li ascoltavamo di nascosto per non farci scoprire dai grandi, ci passavamo cassette pluriregistrate, e quando Rete 4 in terza serata trasmetteva Arraphao eravamo tutti pronti a fare la nottata per non perderlo… Gli Squallor anche se nell’ombra, anche se qualcuno non aveva il coraggio di ammetterlo, hanno sempre fatto parte della nostra vita.

Da bambino ridevi per le parolacce, da ragazzo ridevi perchè ti immaginavi le situazioni che cantavano da grande ridi perchè le vivi.

Non hanno mai fatto un live, mai un video, apparivano nei film ma  alcuni di loro erano poco più di una comparsa, gli Squallor sono diventati mitici anche per questo: non c’erano (parafrasando Ti ho conosciuta in clubs). Eppure Pace, Savio, Bigazzi e Cerruti sono stati 4 dei pilastri fondamentali della musica Italiana di quasi mezzo secolo.

Non li abbiamo mai visti a Sanremo, eppure ci sono stati e anche spesso, così nel percorso che ci porta al Festival non possiamo non citare gli Squallor, anche se nonostante il gruppo cantasse in Napoletano, loro non erano tutto nati a Napoli, vediamo così come i 4 Squallor hanno fatto la storia delle kermesse sanremese.

Alfredo Cerruti è la voce narrante di tutte le marce degli Squallor, direttore artistico della CBS, poi della CGD e infine della Ricordi tanti dei talenti prodotti e lanciati da lui sono sbarcati a Sanremo, lui direttamente però ci arriva nel ’90 come autore televisivo. Cerruti era infatti fra gli autori e fra i giudici di “Il caso Sanremo” un programma che era una sorta di Pre-festival che ripresentava i vecchi successi sanremesi dividendoli in decadi.

Daniele Pace è milanese di origini pugliesi, ma ama cantare e scrivere in Napoletano. Quando nelle canzoni degli Squallor si sente una R Moscia è lui. Autore di grandissimi successi come Nessuno mi può giudicare e E la luna bussò o A far l’amore comincia tu Daniele Pace arriva al festival nel 1969 con Alla fine della strada, cantanta da Junior Magli, la stessa canzone reinterpreta in inglese da Tom Jones lo portò a vincere un Grammy (ma questa è un’altra storia…). ritornerà al Festival con canzoni scritte per Gigliola Cinquetti, i Camaleonti, Sandro Giacobbe fino ad arrivare al Festival dell’81 quando ottenne il successo internazionale con Sarà perchè ti amo cantata dai Ricchi e Poveri. Morirà di infarto nel’85.

Fra gli Squallor non poteva mancare un toscano, il fiorentino Giancarlo Bigazzi, è uno degli autori più apprezzati del panorama della musica leggera italiana e come produttore ha sempre lanciato artisti di grande personalità. Lisa Dagli occhi blu, Gente di Mare e Gli uomini non cambiano sono alcuni dei principali successi che vedono la sua firma. Al festival arriva con il Giardino dei Semplici, con Miele scritto con l’altro Squallor Totò Savio, e fra gli anni 80 e 90 ci tornerà spessissimo e sempre da protagonista: vince il festival con Si può dare di più, scritta per Tozzi, Morandi e Ruggeri, con Perchè lo fai cantata da  Masini arriva terzo, vince Sanremo giovani con Non amarmi cantata da Alenadro Baldi e Francesca Alotta, e mette la sua firma è sotto tanti altri successi Sanremesi come Non succederà più cantanta da Claudia Mori e una certa Rose Rosse cantata da Massimo Ranieri. L’ultima canzone che ha scritto è stata Cirano, del 1996 cantata da Guccini, ha proseguito la sua carriera come autore di colonne sonore di film fino al 2012, anno della sua scomparsa.

Totò Savio è la voce degli Squallor, quella meravigliosa voce roca e intensa che paragonava la luna a una scorza di limone. Autore e compositore anche lui di grandi successi come Se bruciasse la città il suo cammino al Festival inizia con un pezzo che ancora adesso conoscono tutti: Cuore Matto, del ’67 cantato da Little Tony. Nel suo sodalizio con Bigazzi come abbiamo visto porterà sulla riviera ligure i Camaleonti, ma i titoli più importanti portati sul palco dell’Ariston sono senza dubbio Una rosa blu, cantata da Zarrillo e l’immortale Maledetta Primavera cantata da Loretta Goggi.
Negli anni ’90 diventa il direttore dell’orchestra della Rai e la sua produzione come autore è limitata, fino agli anni ’90 quando gli viene diagnosticato un tumore alla gola che lo porterà alla morte nel 94.

Questo breve articolo non rende minimamente giustizia ai 4 Squallor, che hanno realmente animato e rivoluzionato la musica italiana, basta dare un’occhiata a wikipedia per rendersi conto di quanto siano stati prolifici senza  mai essere banali… e con tutto il rispetto per gli autori contemporanei ripensando a quello che hanno fatto viene naturale pensare che era meglio quando c’erano gli Squallor… Si, era meglio!

Paolo Sindaco Russo

NO COMMENTS

Leave a Reply