ma perché le mozzarelle più grandi sono più buone?

ma perché le mozzarelle più grandi sono più buone?

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E’ dominio comune che per valutare una mozzarella bisogna partire da tagli di almeno mezzo chilo. Ciò che sorprende è che alla maggior parte dei consumatori sfugge il perché, come dimostrano le numerose mail che ci chiedono delucidazioni su questo punto.

Di solito si confluisce su due motivazioni: il taglio più grande permette un intreccio più complesso, e questo porta una percezione migliore della struttura e della elasticità del filato e maggiori sollecitazioni al palato. Poi c’è il carico di latte, che la rende più succosa e fa assaporare meglio il latte.

Ma al di là delle argomentazioni tecniche c’è un discorso culturale che è fondamentale.

Il bocconcino – che tuttavia si è affermato come il formato più richiesto – è stato introdotto in tempi relativamente recenti, e per gli addetti ai lavori è sempre stato considerato un sottoprodotto, un piegarsi alle ragioni del marketing, alle logiche della massaia, l’economia domestica del “giá porzionato per l’antipasto”.

Se il bocconcino è la trasgressione calcolata, la scappatella frettolosa e distratta tra colleghi, in pausa pranzo, tra risme e fotocopiatrici, la mozzarella è la fuga d’amore romantica, la notte di passione autodistruttiva in un alberghetto a picco sul mare e senza telefoni.

La mozzarella è poesia. Il bocconcino è perifrasi, bieco significato riscritto da un bibliotecario ottuso che respira polvere.

Il bocconcino sono gli Oasis ascoltati nel baretto bevendo un caffè corretto prima di rinchiudersi in ufficio. La mozzarella è un lungo assolo di Slash con i woofer al massimo e una bottiglia di whiskey irlandese.

Insomma la scelta per l’uno o l’altro non è semplice questione di gusto, ma delimita due dimensioni dell’essere. La vita offre delle opzioni per ogni stagione della vita. Spetta o noi.

Possiamo vivere piluccando bocconcini, o affrontare zizzone in duelli all’ultima sangue.

Perché il bocconcino è il ragioniere, il vorrei ma non posso, la vita anestetizzata da ogni rischio, il vincere facile.
La mozzarella è viverla fino in fondo, comprare il biglietto di Napoli-Cittadella, trovare il tempo per gli amici, avere coraggio, sorridere sempre…

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