Il 2015 azzurro: l’amaro epilogo di Benitez e la nuova era Sarri

Il 2015 azzurro: l’amaro epilogo di Benitez e la nuova era Sarri

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Per noi tifosi cronici fare un bilancio dell’anno solare calcistico della propria squadra potrebbe risultare un’operazione sconclusionata e priva di senso: come suggerisce Nick Hornby in Febbre a 90°-un titolo che non può mancare sullo scaffale di un’appassionato di calcio-“i tifosi di calcio parlano in questo modo: i nostri anni, le nostre unità di tempo vanno da agosto a maggio(…) ci ubriachiamo l’ultimo dell’anno, come tutti, ma in realtà è dopo la finale di coppa, in maggio, che facciamo ripartire il nostro orologio interiore, e ci lasciamo andare alle promesse e ai rimpianti e agli impegni di rinnovamento che le persone normali si concedono alla fine dell’anno tradizionale”.

D’altronde quanti di noi si sono ritrovati, nel bel mezzo di un caldo pomeriggio di fine estate, a fare propositi e a strappare promesse a se stessi per la nuova “stagione” (professionale, scolastica o che sia) che di lì a poco sarebbe iniziata?
Analizzare il 2015 del Napoli, o di qualsiasi altra squadra, vuol dire prendere in considerazione due mezze stagioni; può darvi forse una sensazione di insensatezza e incompiutezza.
Ma dal momento che noi che la pensiamo così siamo una minoranza assoluta e totalmente avulsa dalla realtà che ci circonda, sarà bene adeguarsi al sentire comune: ecco allora il bilancio del calcio Napoli, i momenti migliori e quelli peggiori di questo 2015 che ci apprestiamo a salutare.

Gennaio, calciomercato: arrivano Strinic e Gabbiadini, che rappresenteranno alternative importanti a Ghoulam e Callejon. Proprio l’attaccante ex Samp mostra di essersi integrato subito nel 4-2-3-1 di Rafa Benitez andando in gol a ripetizione, spesso anche subentrando dalla panchina. Dopo la sconfitta in casa con la Juve, la prima dopo 14 anni, il Napoli riesce ad inanellare quattro vittorie consecutive. In mezzo il successo in coppa Italia contro l’udinese, soffertissimo; il Napoli la spunta solo ai rigori regalandosi l’Inter ai quarti.

A Febbraio torna di scena l’Europa League. Il Napoli ne fa 4 ai turchi del Trabzonspor ipotecando la qualificazione agli ottavi. Il secondo posto, occupato dalla Roma, è sempre a pochi punti.
In coppa, contro l’Inter, Higuain segna in pieno recupero trascinando la squadra in semifinale.

L’8 marzo c’è il remake in campionato. C’è ancora aria di festa a Fuorigrotta ma stavolta è solo un’illusione: dopo il doppio vantaggio firmato Hamsik e Higuain, il Napoli si addormenta, Palacio la riapre e Icardi fa 2-2 con un rigore all’88’.
Seguiranno tre partite in cui si colleziona un solo punto, prima contro le odiate Verona e Atalanta, poi nello scontro diretto con la Roma, che ne approfitta per allungare su un Napoli che intanto perde anche il terzo posto, a vantaggio della Lazio.

Maggiori gioie pare regalare l’Europa League: Il Napoli fa fuori Dinamo Mosca e Wolfsburg e va dritto in semifinale dopo 25 anni di attesa. Sembra il preludio di un finale di stagione esaltante, vincente. Ma ancora una volta è solo un’illusione.
Dopo aver perso nel doppio confronto con la Lazio in coppa, il Napoli perderà anche la semifinale europea con il modesto Dnipro, anche grazie ad un gol palesemente in fuorigioco.

C’è ancora tempo però per salvare la stagione.
Ultima giornata. Al San Paolo arriva la Lazio con tre punti di vantaggio sul Napoli. Con un successo si va in Champions grazie alla classifica avulsa. A segnare però sono i biancocelesti: Parolo e poi Candreva alla fine del primo tempo.
Sembra finita. Ma si sa, le squadre sanno trovare modi originali e sempre nuovi per fare soffrire i propri tifosi.
Gonzalo la riapre, poi trova anche il gol del 2-2. Mancano 25 minuti e ora tutto sembra possibile.
Ad un quarto d’ora dalla fine c’è un rigore per il Napoli. 11 metri separano Higuain e il Napoli da quella che ha tutta l’aria di essere un’impresa. Il pallone finisce alto, il Napoli perderà addirittura 4-2 rendendo vani i propri sogni di gloria.
Si chiude così il biennio di Rafa Benitez a Napoli: nel peggior modo possibile.

Arriva Mauizio Sarri e per molti, anche ragionevolmente, questa mossa sembra un clamoroso dietrofront, un importante ridimensionamento. Da un mister vincente, di caratura internazionale ad uno che viene dalla provincia e non sembra avere le carte in regola per allenare una grande squadra.
Torna il nostalgico Reina, c’è il colpo Allan a centrocampo. Arrivano Hysaj e Valdifiori dall’Empoli, Chiriches dal Tottenham.  Si passa al 4-3-1-2, con Insigne nel ruolo di trequartista.

La partenza è stentata. Un solo punto in tre partite.
Poi la svolta con il Brugge: Sarri rinuncia al trequartista; passa al 4-3-3 con un Jorginho rinato in cabina di regia e Insigne e Callejon sugli esterni. Proprio lo spagnolo, inizialmente sul piede di partenza, si rivela essenziale per gli equilibri della squadra grazie al suo sacrificio e alla sua disciplina tattica. In difesa si impone Koulibaly assieme ad Albiol.

Il Napoli inizia a carburare e non si ferma più: ne fa 5 alla Lazio, 2 alla Juve, 4 a San Siro contro il Milan.
Un Higuain rigenerato gioca ora divertendosi e divertendo con la mente sgombra da ansie e preoccupazioni.
Il giocatore nervoso, impreciso, sempre pronto a redarguire i compagni della scorsa stagione sembra ormai un lontano ricordo. Ancora tre vittorie con Fiorentina, Chievo e Palermo.

Il 30 novembre al San Paolo va di scena Napoli-Inter.
Una partita che per il Napoli può significare una cosa tanto semplice e per questo tanto potente: primo posto, solitario, in classifica. Sono venticinque anni che questa città aspetta di rivivere certe emozioni.
Un sontuoso Higuain la sblocca dopo nemmeno sessanta secondi. Nella ripresa troverà la doppietta personale.
Ljajic la riapre a 20′ dalla fine. Sembra l’ennesimo incubo, l’ennesima beffa per la squadra e i suoi tifosi.
Ma stavolta tutto va come deve andare. Due pali e la manona di Reina salvano il risultato nel finale.

Anche se per una sola settimana, il Napoli è primo da solo.
Chiuderà il 2015 secondo, a un solo punto dalla vetta.
Il girone di Europa League primo, a punteggio pieno.

Non sappiamo cosa il 2016 abbia in serbo per noi. Intanto ci godiamo una squadra capace di stupire e divertire.
Chi vivrà, vedrà. Tanti auguri Napoli!

Lorenzo Sorrentino

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