Sarri raggiunge anche Benitez

Sarri raggiunge anche Benitez

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

In questi giorni dopo la sconfitta del Real in casa contro il Barcellona e la vittoria del Napoli che ci ha portato al secondo posto in molti, anche su queste pagine, si sono divertiti a fare paragoni fra Sarri e Benitez.

Mi sono dichiarato Sarrista senza mezzi termini in tempi non sospetti, da prima che fosse comunicata l’ufficialità del suo arrivo sulla panchina azzurra ma il gioco al massacro con Benitez non mi piace. Il tecnico spagnolo poteva di certo dare di più, ha fatto tanti errori e forse quello più grande è stato non presentare le dimissioni dopo Bilbao alla chiusura del mercato. Ma no dimentichiamoci che oltre ad essere il terzo allenatore ad avere vinto di più nella storia del Napoli, oltre ai risultati raggiunti che tutti bene o male conosciamo il buon Rafa si rese protagonista di un ottimo inizio di campionato il suo primo anno e alla tredicesima giornata della stagione 2013 2014 il Napoli vantava 28 punti: li stessi che oggi vanta il Napoli di Sarri.

Ci sono differenze sostanziali fra quel Napoli e questo, dall’impegno in Champions all’ambiente euforico per il secondo posto dell’anno precedente, e ancora di più ce ne sono fra quel campionato e questo, non c’è una Juve schiacciasassi e una roma sorprendete.

Ma quel Napoli, al di là della coincidenza dei numeri, può essere un riferimento per la squadra di quest’anno?

Non proprio, ma può essere utile per capire alcune: il problema di quel Napoli erano i troppi goal subiti, 12 goal in 13 partite, il Napoli di Sarri ne ha presi 8, di cui 6 nelle prime tre partite quando il Napoli non era ancora rodato. E proprio queste 3 partite sono importanti perchè mentre la squadra di Benitez esordì col botto, quella di Sarri ha raccolto solo 2 punti nelle prime 3 partite al punto che molti tifosi chiedevano la testa del nuovo tecnico, da quel momento il Napoli procede con un ruolino invidiabile mentre la squadra del tecnico spagnolo ebbe un crollo, proprio alla 12esima e 13esima perdendo allo Juve Stadium e poi in casa il Parma.

Un po’ per sfortuna (tantissimi infortuni che costrinsero il Napoli a prendere due svincolati), un po’ per l’incapacità del tecnico spagnolo di giocare contro le folte difese delle provinciali, il Napoli chiuse il campionato a 78 punti, gli stessi dell’anno precedente che però valsero solo il terzo posto.

Con Sarri i problemi difensivi sembrano essere registrati, e questo se non altro ci permette di non perdere certe partite, la sua duttilità tattica permette di trovare più soluzioni anche contro le squadre che si arroccano a ridosso dell’area di rigore.

La storia recente però ci insegna che squadra, tifosi e società non devono mai sentirsi appagati o soddisfatti, la strada è ancora lunga è c’è molto da fare, come ci facemmo prendere da facili entusiasmi nelle prime giornate di quel campionato è bene goderci il momento magnifico che stiamo vivendo senza farci illusioni, ma come dice Sarri pensando sempre alla sfida successiva.

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