Carne e Dieta Mediterranea – Intervista a Stefania Ruggeri, nutrizionista e ricercatrice

Carne e Dieta Mediterranea – Intervista a Stefania Ruggeri, nutrizionista e ricercatrice

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Copertina del libro di Stefania Ruggeri

Stefania Ruggeri è una nutrizionista e ricercatrice presso il Centro di ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione. Stefania ha rilanciato la dieta mediterranea e i suoi benefici, pubblicando un libro che, oltre alle ricette della tradizione rivisitate da Chef Rubio, raccoglie informazioni e consigli per un regime alimentare basato sulla nostra tradizione sano che non rinunci al gusto.

Partiamo dalla domanda che in questi giorni ti staranno facnedo un po’ tutti, cosa ne pensi della decisione dell’oms?

Dal punto di vista scientifico non possiamo discutere il report dello IARC e la raccomandazione – che in realtà già l’OMS aveva preso dal 2007 – di limitare il consumo di carne rossa e di salumi: 22 esperti hanno revisionato ben 800 lavori scientifici robusti e hanno lavorato senza conflitto di interesse. La raccomandazione OMS è di non superare i 400-450 g di carni rosse e conservate alla settimana. La scienza ha il dovere di studiare, ricercare approfondire e mettere sul tavolo gli argomenti per tutelare la salute.

Come pensi possa influire sulle abitudini alimentari?

Sono i giornali che hanno fatto scoppiare una bomba mediatica, cavalcata da tutti i media perché per la prima volta due alimenti sono stati annessi nella lista delle sostanze cancerogene come nel caso dei i salumi e in quella delle sostanze potenzialmente cancerogene come nel caso della carne. Ovvio, non è un fatto trascurabile ma dovremmo anche dire alla gente delle indicazioni pratiche su come consumare questi alimenti: per proteggere la salute non è necessario diventare vegetariani o vegani

Hai dedicato un libro alla dieta mediterranea e ne sei una grande sostenitrice, alla luce della nuova pubblicazione rimane un regime alimentare ottimale?

Nel mio ultimo libro La Nuova Dieta Mediterranea c’è la risposta perfetta alle raccomandazioni dello IARC e dell’OMS: carne e salumi sono concessi ma nelle quantità salutari. Con questo nuovo stile alimentare non ci priviamo di niente,del piacere di mangiare rimanendo in salute e riducendo il rischio di tumori, malattie cardiovascolari, obesità e sovrappeso. Nessun divieto: le ricette sono di Chef Rubio! oggi ho postato la ricetta delle costolette all’arancia per far capire che dobbiamo limitare la carne e utilizzarla bene.

Credi che questa possa essere l’occasione di riscoprire alimenti dimenticati? 

Certo, questa bomba mediatica potrebbe essere una buona occasione per riflettere un po’ sui cibi che compriamo e consumiamo – ridurre le quantità- dare valore al cibo e come ho scritto nel libro- riscoprire il Real Food, il cibo vero, quello nostro. Ovviamente rinterpretarlo in chiave attuale moderna: non sono per il recupero delle tradizioni tout court. Non possiamo tornare indietro.
Noi non siamo tra i primi 10 paesi allevatori di carne bovina, quindi per mantenerci in salute e per ridurre l’impatto ambientale potremmo consumare durante la settimana altri tipi di carne. Ti faccio un esempio un alimento molto semplice , tradizionale in Italia, tipico della nostra cultura contadina è il coniglio, ultimamente poco presente nostre tavole. Carne bianca, con poche calorie, costo limitato: nel libro Rubio rivisita una ricetta siciliana: il coniglio in agrodolce. Scegliere allevamenti “etici” il consiglio che posso dare, che rispettano gli animali, la Natura e quindi tutelano a pieno il nostro benessere

C’è qualche alimento della nostra cultura che secondo te è molto sottovalutato, sia per gusto che per proprietà?

I legumi, più che sottovalutati sono evitati pensiamo che per cucinarli serva troppo tempo, abbiamo perso la capacità di organizzarci in cucina e non conosciamo l’uso delle erbe per renderli più gustosi (e anche più salutari). Inoltre, sono un piatto che unisce: sono il cibo base anche di altre culture alimentari come l’India, l’Africa, l’America del Sud. Naturalmente le varietà sono diverse ma è bello pensare che potremmo cucinare e condividere il cibo a tavola anche con qualcuno che non è del nostro paese.

In una precedente intervista ti sei rivelata una grande esperta di cucina napoletana, ci fai un esempio di pasto napoletano completo che consiglieresti?

Frittata di pasta: il piatto fatto con gli avanzi, ci fa riflettere sul valore del cibo: non esageriamo però con le uova e con il parmigiano. Per chi vuole, buonissima con la pasta integrale.

Zucchine alla scapece: me le fece assaggiare moltissimi anni fa una mia cara amica napoletana, sono molto gustose per la marinatura e se friggiamo bene le calorie non saranno troppe.

Per finire, ora di stagione, un’arancia di Sorrento.

( io amo molto anche il polpo alla Luciana: se ben fatto senza esagerare nei condimenti è buonissimo e anche poco calorico, lo suggerirei in aggiunta per un pranzo della domenica)

E dovendo fare uno “sgarro” cosa sceglieresti?

Pizza e babà: della pizza non riesco proprio farne a meno con le mie figlie è il rito del venerdì sera – mai senza siamo addicted. Abbiamo individuato una pizzeria che la fa buonissima con ingredienti ottimi e costi ridotti.
E il babà, che è il mio dolce preferito. Ovviamente non vi dico neanche le calorie! Ma non possiamo stare sempre con la calcolatrice in mano: mangiare ci deve regalare la felicità. Basta non esagerare e il giorno dopo fare una bella e lunga passeggiata.

Ti rivedremo presto in libreria? Stai lavorando a qualcosa di particolare?

Spero di sì ho un progetto in mente: non ti dico a chi sarà dedicato ma l’obiettivo sarà sempre il mio: nel cibo la felicità e la salute.

Un saluto per i lettori di soldatoinnamorato?

Oje vita, oje vita mia…
oje core ‘e chistu core…
si’ stata ‘o primmo ammore…
e ‘o primmo e ll’ùrdemo sarraje pe’ me!

Anche le nutrizioniste hanno un cuore!

Peccato non aver filmato mente cantavi! Grazie mille!

Paolo Sindaco Russo

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