Ah, e così hai la soluzione ai problemi del Napoli? E perchè...

Ah, e così hai la soluzione ai problemi del Napoli? E perchè non alleni?

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In principio era la difesa a tre. “Tutte le grandi squadre europee giocano a quattro, solo noi giochiamo a tre, guardate la Juve che quando va in Europa ne prende solo scoppole anche dalle squadrette scandinave”. Poi venne il centrocampo a due. “è troppo leggero, non abbiamo i giocatori, la difesa resta sempre scoperta”. Finchè il sesto giorno Sarri creò il rombo e fece due punti in tre partite, il Maledetto tentò sei milioni di allenatori da cameretta facendogli credere di essere dei Guardiola senza i giusti agganci e fu la fine del tifo così come lo conosciamo.

Mi ha sempre dato fastidio quando nelle trasmissioni sportive e nei forum si parlava solo di “cattiveria”, “grinta”, “cuore”, “sudare la maglia” e cose del genere anziché di tecnica e tattica, che poi insieme alla fisicità sono i tre elementi del GIOCO calcio (perchè al di là della sua mistica è pur sempre un gioco, con delle regole, dei valori in campo e delle strategie, che per il tifoso saranno meno importanti dell’attaccamento alla maglia ma a differenza di quest’ultimo servono a vincere le partite). Ma in questi giorni ho nostalgia di quando era così. Perchè sentire gente che non ha idea di chi sia Johann Cruijff, conosce Arrigo Sacchi solo perchè faceva l’opinionista di Premium e pensa che Rinus Michels sia un medicinale olandese per il naso chiuso parlare di moduli e sistemi di gioco a cazzo di cane, con l’unico risultato di innervosire la piazza e sfiduciare l’allenatore, mi fa solo rabbia.

Veniamo subito al dunque, alla nuova perla di questi giorni. Dopo i pipponi su Insigne inadatto a fare il trequartista, miracolosamente svaniti quando sono uscite le statistiche sui tentativi di conclusione, ora il Napoli deve giocare con 4-3-3 perchè eh, avete visto, quando sono entrati Mertens e Callejon stavamo per fare gol, e poi abbiamo tanti esterni. Mi sta bene, ma forse vi è sfuggito un particolare: avete notato che quando sono entrati lo spagnolo e il belga l’Empoli era alle corde dal punto di vista fisico? Come potevano continuare a giocare come nel primo tempo con un Pucciarelli sfinito dopo aver corso per tre nella prima ora di gioco e un Livaja (subentrato a Maccarone) inesistente, quando loro due avrebbero dovuto iniziare il pressing in fase passiva? È vero, anche il Napoli era stanco (pure troppo, Valdifiori coi crampi al ’55 è imbarazzante e lo stesso Allan, pur mettendoci tanto spirito di sacrificio, ha iniziato poco dopo a camminare per il campo), ma si sa che con l’abbassarsi dei ritmi la qualità viene fuori, e non credo ci siano dubbi su quale fosse la squadra di maggiore qualità.

Vi potrebbe anche essere sfuggita una dichiarazione di Sarri nel ritiro di Dimaro: “Col 4-3-3 perdiamo venti metri di baricentro”. Già, che ci crediate o no, non siete gli unici ad aver pensato che forse con tre esterni forti in rosa si sarebbe potuto ipotizzare un tridente. Il 4-3-3 è stato il primo modulo provato da Sarri in ritiro a Dimaro, ma è stato archiviato dopo una settimana di lavoro perchè non si riusciva a coprire bene il campo. Senza entrare nei dettagli, il tridente è un modulo faticoso, che quando la squadra si abbassa isola la prima punta (e ormai è chiaro che Higuaìn non ama giocare isolato, né ha il fisico per farlo), richiede un lavoro difensivo enorme agli esterni (non eravate voi che vi lamentavate di quando era Benitez a chiederlo?) e di solito imposta il recupero palla con un pressing organizzato ma che tende a svuotare il campo (potrebbe non essere una buona idea impostare un gegenpressing alla tedesca visto che, se gli avversari riescono a uscirne, tutto quello che devono fare è superare un imbarazzante Albiol per andare in porta). In pratica, dopo un mese di 4-3-3 probabilmente si inizierebbe a invocare il 5-3-2 o il 4-2-4 o l’8-1-1, contestare il presidente perchè non abbiamo il centrale rapido, l’incursore a centrocampo o il terzino col capello intonato alla maglia da trasferta e alla fine Sarri non si mangerebbe il panettone e tutti noi ci mangeremmo il fegato.

Per cortesia, facciamola finita una buona volta con questa cosa tutta italiana per cui tutti ci capiscono di più degli addetti ai lavori. Se capite di moduli e sistemi di gioco più di Sarri, a Coverciano è possibile ottenere il patentino da allenatore e dimostrare il proprio valore a partire dalle categorie inferiori, come ha fatto lui, fino ad arrivare un giorno in Serie A, il campionato coi tecnici più preparati del mondo. Altrimenti, va bene discutere, va bene proporre, ma il Napoli ha bisogno di tifo e fiducia e non di tuttologi da bar.

Roberto Palmieri

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