Vivendo alla Sanità

Vivendo alla Sanità

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Foto di Fabio Alemagna

Ieri su facebook ha suscitato parecchio interesse questa foto, e il relativo commento, di Fabio Alemagna. Ci piace riportarlo perchè troviamo interessante sia l’approccio di Fabio che la discussione che ne è scaturita che potete seguire qui.

“Vivendo nel Rione Sanità da qualche mese ormai ho fatto l’abitudine a dover dribblare scooter malandati che permeano ogni spazio libero come molecole di un gas. Due è il numero minimo di persone a bordo, tre è la media, in 4 ci vanno le famiglie.

Voi avete l’utilitaria, loro pure.

La Sanità è un quartiere-stato, con le sue leggi, la sua cultura dominante, le sue bellezze architettoniche. Se Napoli avesse un cuore credo che si troverebbe proprio qui, alla Sanità, ed i motorini sarebbero i globuli rossi che ne riempiono gli atri. Un cuore arteriosclerotico, ma pur sempre un cuore pulsante e, romanticamente parlando, casa di emozioni.

Nella Sanità si conoscono un po’ tutti ed a tutti viene affibbiato un nomignolo. Il mio è “il campanilista”, me l’ha dato il salumiere sotto casa quando gli ho chiesto perché importasse lenticchie dall’Argentina quando potrebbe comprare quelle italiane. Però erano buone, e senza imballaggi perché sfuse.

La Sanità puzza. Ogni genere di puzza. E ti puzzano pure i peli della barba quando rientri a casa in orario di punta, passato indenne ed in apnea tra le strade invase dai fumi dell’olio bruciato dei motorini che ronzano ovunque. L’orario di punta è al tramonto, una mezz’ora prima che faccia buio, quando comincia lo struscio ed adolescenti, rigorosamente in coppie o triplette divise per sesso, cominciano le loro danze su due ruote.

La Sanità è bella. Ogni genere di bellezza. Dal palazzo settecentesco dall’architettura mozzafiato al giardino pensile che non ti aspetti; Dal viottolo coi panni stesi a quello che costeggia la collina e ti dona un meraviglioso panorama, oltre che frutta fresca e libera.

La Sanità è multietnica. Qui convivono pacificamente indiani, bengalesi, cingalesi, senegalesi, russi, ucraini, peruviani, moldavi, albanesi, milanesi e pure i napoletani.

La Sanità è gentile. Qui non ho visto un solo senzatetto e se ti capita di aver fame e trovare i negozi chiusi ti fanno aspettare due minuti e ritornano da te con un fardello fatto di pasta al ragù, pane ed acqua. E già che ci sono ti accompagnano pure a casa. Non sto scherzando, a Vincent è successo davvero. Vincent è olandese, a proposito.

La Sanità è violenta. I botti che si sentono, a volte non sono dei fuochi d’artificio che vengono accessi più volte la settimana. Il mattino dopo cammini per strada, vedi qualche vetrina rotta e capisci.

Questo non è un elogio del rione Sanità, né è una critica, questo è il rione Sanità e basta. Sono tante le cose che potrei ancora scrivere e non ho scritto, ma tutto quello che volevo fare era pubblicare questa foto e metterci un po’ di testo vicino che facesse capire come la vivo io. Mi fa incazzare, ma pure la capisco.

“Qui manca tutto, non ci serve niente” (ZeroCalcare)”

Fabio Alemagna

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