La donna vulcanizzata (la piaga del botox)

La donna vulcanizzata (la piaga del botox)

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Foto di Michela Castiglione https://www.flickr.com/photos/micheycast/

Una delle tendenze in crescita di questa non-estate moscovita è il ricorso al ritocchino con il botox da parte delle ventenni. Una vera piaga sociale. Esci un giorno con una ragazza, e dopo qualche tempo te la ritrovi con i labbroni, come se avesse fatto faccia e fronte con una delle pesantissime porte di legno della metropolitana, e la prima reazione è quella di dire «ma forse pigliamme ‘na pezza co ‘o ghiaccio?».

            Questa ennesima tappa dell’evoluzione della vanitas vanitatum al femminile è frutto di due fattori: il costo di un’unità di botox oscilla tra i 350 e i 900 rubli, pressappoco 5-15 euro, prezzo molto competitivo in un paese dove centri estetici e saloni di bellezza stanno dovunque, pure 5-6 per strada. Ma il fattore più importante, secondo il vostro affezionato, è in una certa forma mentis dove ‘a femmena già dopo i 25 n’appoco è considerata ‘na bizzoca vecchia e acida, cosa appena appena scalfita dai processi d’urbanizzazione e industrializzazione del Novecento. Una volta andai ad assistere alla discussione di dottorato di una mia amica, venticinquenne appunto, e lì, dopo una ottima prova, iniziarono a dirle: “Katja, comme si bella, comme si brava, ma mo’ tieni un’età, t’avisse spusà”, insomma una specie di “Sposa ragazzina” del Gigi dei migliori tempi. Una corsa contro il tempo, che però è bizzarra e stupida, perché pericolosa: cosa comportano le iniezioni di botox sul lungo termine è materia discussione, di certo ce se fa ‘o sang amaro pe’ se vuttà ‘sta munnezza rint’e labbra (e coccuruna pure ‘nfronte: ascette con una che pareva teneva ‘o cuofano della Ford Ka al posto della fronte, tanto che era bombato dalle iniezioni). Uno potrebbe citare la famosa massima di Anna Magnani sulle rughe, ma quali sfaccimma di rughe adda’ tenè ‘na femmena sotto ‘e quarant’anne? Ma stamme pazzianne?

            Quindi il ritocchino serve per “conservarsi” meglio, in un’età dove generalmente si è al massimo del proprio fulgore: quindi si vedono ragazze di ogni tipo, da giornaliste a sciampiste, da medici a pedicuriste, tutte quante cu ‘stu musso a braciola erotico e sensuale comme a ‘na gomma vulcanizzata. Oltre al borshch, ovvero la tipica zuppa a base di rape, e che nun c’adda fa mal ‘a capa, la donna modello russa pare ca’ mo’ debba essere tutta a base di Saratoga il-silicone-sigillante: ma facitece ‘o piacere! Una forma di abbrutimento e di conformazione a schemi molto di “genere”, e di “consumo”.

            Nella Gatta Cenerentola di Roberto De Simone c’è la canzone delle sei sorelle, e la prima sorella è elogiata per la bella bocca, e “vucchea accà, vucchea allà, cu chella vocca te vo’ vucchià”: qua invece possiamo correggerla con “gummea accà, gummea allà, cu chella gomma te vo’ gummià”.

Giovanni Savino

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